Regione Umbria. “Le preoccupazioni paventate al congresso regionale dell’Umbria dello scorso 25 maggio si sono rivelate purtroppo vere”. È il commento del segretario regionale dell’Umbria di Uil trasporti, Alessandro Emili, in merito alla vendita del restante 30 per cento delle quote proprietarie dell’azienda del trasporto pubblico umbro che erano in capo agli enti locali. “Le istituzioni umbre, con questa decisione – ha continuato Emili –, hanno di fatto sancito il fallimento del progetto di riorganizzazione dei servizi pubblici iniziato nel 2010 con la costituzione dell’azienda unica regionale. Il disimpegno completo dalla gestione dell’azienda è, secondo noi, l’ulteriore dimostrazione dell’incapacità della politica umbra nel gestire i processi di così vitale importanza. Inoltre siamo a denunciare con forza il mancato rispetto degli accordi sottoscritti il 21 dicembre 2009, il 6 giugno 2013 e il 13 agosto 2013, nei quali si concordava la permanenza del pubblico nella gestione dell’azienda”.
Con il commento all’attuale situazione non sono mancate poi le speranze relative al futuro del comparto occupazionale. “Auspichiamo almeno la garanzia di erogazione degli attuali servizi e il mantenimento delle risorse attualmente destinate al trasporto locale umbro – ha concluso Emili – e che nel bando di gara per l’affidamento dei servizi che si predisporrà prossimamente siano previste apposite clausole di garanzia per l’applicazione dei contratti nazionali e locali nel rispetto della legge regionale sul Trasporto pubblico locale 37 del 18 novembre 1998, così come modificata dalla legge regionale 5 del 2012, nonché le opportune clausole di salvaguardia dei livelli occupazionali”.
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