I firmatari – “L’operazione portata avanti dal consiglio regionale con l’approvazione dell’Umbricellum, per quanto sfacciata e arrogante, meritava una decisa risposta da parte di chi non accetta che le istituzioni e le principali regole democratiche diventino ostaggio di squallidi interessi di parte”. Queste le motivazioni alla base del ricorso, preparato da un collegio di avvocati tra cui Felice Besostri, Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino. Tra cittadini e politici, sono in tanti quelli che hanno voluto firmare per contrastare una legge elettorale che sa molto di timore dopo la perdita, al ballottaggio, del Comune di Perugia. Tra i firmatari anche L’Altra Umbria guidata dal professor Mauro Volpi, i deputati Galgano (Scelta Civica), Gallinella e Ciprini (Movimento 5 Stelle), e i consiglieri regionali Damiano Stufara, Sandra Monacelli e Orfeo Goracci. Tra le firme anche quelle di Amato John De Paulis e Giampiero Prugni, e i consiglieri comunali Ivan Nucciarelli e Armando Fronduti.
Una legge incostituzionale – La legge ravvisa profili di incostituzionalità, secondo il Comitato che ha proposto il ricorso. Tra i punti più controversi il premio di maggioranza assegnato senza soglia minima e l’assenza di un secondo turno. Convince poco anche il cosiddetto premio di minoranza, l’attribuzione meccanica di un seggio al candidato presidente che arriva secondo e la blindatura di alcuni seggi per gli alleati della lista vincitrice. “Ora speriamo che arrivino i risultati sperati” dicono dal comitato. “A partire da un ripensamento da parte del Governo che ha ancora tre settimane di tempo per impugnare la legge e ribaltare le prime sconcertanti risposte date alle interrogazioni parlamentari”.
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