lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Vertenza Thyssen -Ast, spuntano documenti segreti

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

300 persone dovevano uscire per via dell'amianto, senza ricorso alla mobilità incentivata. Per Liberati M5S “centinaia di lavoratori potevano andare in pensione anticipatamente perché per lungo tempo esposti all'amianto. I sindacati dissero no"

 
Vertenza Thyssen -Ast, spuntano documenti segreti
Terni. “Grazie a nuovi documenti oggi scopriamo
che nella vertenza Thyssen-Ast di Terni 300 del 2014 persone dovevano uscire con l’amianto, non la mobilità incentivata. Ma i sindacati si opposero. Ci chiediamo il perché”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. Liberati spiega che “è pervenuto al gruppo regionale M5S un rilevante documento di fonte governativa e non anonimo. Alla luce di tale scritto, e stando a conferme ricevute da interlocuzioni di alto livello, la storia della
vertenza Thyssen-AST di Terni dovrebbe esser parzialmente riscritta: infatti il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, fece sorprendentemente marcia indietro dopo aver già firmato l’atto con cui il Governo concedeva obbligatori benefici di legge a circa 300 lavoratori Thyssen-AST esposti
all’amianto, già precedentemente accordati ai lavoratori Ilva di Genova e Taranto. Benefici allora puntualmente richiesti da una mozione parlamentare a prima firma del senatore Stefano Lucidi del M5S”. “L’iniziativa ministeriale – continua Liberati – avrebbe chiuso anticipatamente la drammatica vertenza. Ma fu totalmente sgradita ai vertici
nazionali di alcuni sindacati. Costoro, venuti a conoscenza della misura adottata, si mobilitarono impetuosamente, ma senza far chiasso. Tanto che veniamo a conoscenza di certe minuzie soltanto oggi. Quei documenti, ancorché sottoscritti, furono quindi strappati e le cose ripresero poi
secondo i consueti parametri italici: quelli dello stucchevole teatrino parolaio che non sembra portare grandi fortune al Paese e alla sua manifattura. Il resto della storia è noto: molti giovani dipendenti Thyssen si licenziarono con l’incentivo, tanti dei quali senza mai più ritrovare lavoro e, in assenza di cultura finanziaria, bruciando rapidamente ingenti
risorse. Tra le memorabilia ricorderemo le posizioni di sindacalisti fuoriusciti con decine e decine di migliaia di euro”. “L’esito – prosegue Andrea Liberati – è che i meno giovani, quelle centinaia di lavoratori che per legge potevano e dovevano andare in pensione anticipatamente, perché per lungo tempo esposti alle fibre di amianto, sono
per lo più costretti a restare, in condizioni di salute non di rado precarie e comunque a rischio, come dimostreremo presto. È giusto? Su questa vicenda – conclude – il M5S chiederà chiarezza a tutte le istituzioni che hanno
recitato ruoli da protagonista nella drammatica vertenza Thyssen-AST.

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