“Con la decisione assunta oggi dalla giunta regionale – le parole della Marini – l’Umbria segna un traguardo molto importante, perché risponde ad un bisogno fondamentale per quanti sono affetti da infertilità che, vorrei ricordare, è una malattia alla quale oggi la scienza medica è in grado di dare positive risposte. L’atto approvato recepisce anche il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale, in quanto discriminatorio, il divieto per le coppie di poter ricorrere alla fecondazione eterologa. La giunta regionale – ha proseguito la presidente – ha quindi adottato la delibera ‘autorizzativa’ per la pratica della fecondazione eterologa all’interno del servizio sanitario regionale, secondo le linee guida del documento approvato in Conferenza dei Presidenti delle Regioni, frutto di un positivo lavoro politico e scientifico. Un documento, quindi, che ha un profilo medico-scientifico di notevole qualità e che pone al centro i diritti delle coppie”.
In Umbria la fecondazione eterologa, come del resto quella omologa, verrà considerata alla stregua di un livello essenziale di assistenza (LEA), quindi sarà gratuita per le coppie con problemi accertati di fertilità.
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