Da mercoledì scorso il Teatro Morlacchi ospita “Decamerone” l’ultimo spettacolo previsto dal calendario della stagione di prosa e in scena fino a domenica, diretto dal regista Marco Baliani e interpretato da Stefano Accorsi, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu e Naike Anna Silipo. Nella società contemporanea si corre, si rincorre una serena felicità, si soffre, si polemizza, si cerca di sopravvivere in tutti i modi, si assiste con una sensazione di passività e di impotenza alla crisi, alle scelte non sempre condivisibili dei politici, alle malattie, al terrorismo, alle stragi, alla violenza, alla tecnologia e al corrotto animo umano. In questo contesto in cui tutto sembra sbagliato, disordinato ed ingiusto, tornare con semplicità a raccontare storie e ad ascoltare le narrazioni può solo aiutare ad immaginare altre vite diverse dalla nostra, una parentesi di leggerezza e divertimento che funge da linfa vitale e da antistress, un’occasione per evadere da una quotidianità “appestata” e contaminata.
Lo spettacolo è piacevole e divertente e porta in scena una selezione di sette tra le cento novelle del Boccaccio. Ambientate in diverse città d’Italia e interpretate da attori in grado di passare dal dialetto sardo a quello romagnolo con una naturalezza sorprendente, le sette novelle sono romantiche, ironiche, drammatiche ma soprattutto attuali. Al termine di ognuna spicca la riflessione sui temi più discussi e contemporanei: la corruzione della politica, la difficoltà degli artisti di fare cultura a causa dei numerosi tagli da parte del Governo, la violenza contro le donne, la falsità di una parte della Chiesa e la spiccata immoralità dei costumi.
Stefano Accorsi emerge per la sua fama, sicuramente bravo e divertente, ma gli altri attori non sono da meno e sono così eclettici e all’altezza dei loro ruoli da offrire e da far riscoprire un Boccaccio spassoso ed ispirato.
La scenografia è formata da un camper da “street food” che viene utilizzato in maniera diversa a seconda della novella, trasformato in cucina, camera da letto, giardino, chiesa e monastero. I costumi di Carlo Sala sono colorati, luminosi e in grado di vivacizzare la scarna scenografia.
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