Il punto è che da oggi, con il pretesto dei 90 mila euro di stanziamenti a Sviluppumbria, si è aperta ufficialmente – di fatto lo era già, ma mancava ancora il casus belli – la campagna elettorale per le primarie delle regionali 2015. La guerra, quindi, il Pd non se la fa sulle regole o sulle scelte di programma, attorno alle quali più o meno tutte le anime democratiche, di riffa o di raffa, convergono alla bisogna; no, la posta in gioco qui è di tutt’altra natura, e a questo punto è difficile davvero provare ad escludere chiunque dalla corsa a Palazzo Cesaroni. Perché se il presidente uscente Marini ha ricevuto ampie garanzie di non belligeranza da varie anime importanti del partito, ad esempio dall’ex presidente della provincia Guasticchi – leggasi accordi di governo che prevedono deleghe importanti, ovviamente in caso di vittoria del centrosinistra -, lo stesso non può dirsi per un’altra ala del Pd, quella che fa capo alla corrente cui appartengono i tre consiglieri regionali (Brega, Smacchi e Barberini) che oggi, con la loro astensione, hanno mandato sotto la maggioranza sull’assestamento di bilancio, costringendola a ripiegare sul rinvio in commissione.
Ecco, letta così, la questione assume più che altro il tono di un segnale politico ben chiaro inviato dal sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci alla presidente uscente Catiuscia Marini: non è ancora stato deciso proprio un bel niente, la battaglia sta per cominciare. I diretti interessati di sicuro smentiranno, ma già si sente parlare di un possibile “travaso” di voti dall’uomo della Valnerina a beneficio di un giovane dirigente del Partito democratico regionale, addirittura del più alto; quel Leonelli, cioè, cui le primarie per la Segreteria regionale hanno affidato il cambio di passo della corazza democratica, ma che sinora ha incassato solamente le due sconfitte elettorali di Perugia e di Spoleto.
Di certo c’è solo che le primarie in Umbria sono appena cominciate e che, anche stavolta, l’unico avversario in grado di sconfiggere il centrosinistra è proprio il Pd. Chissà se, fedeli al detto “non c’è due senza tre”, i nostri eroi riusciranno a perdere anche la Regione?
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