giovedì, 14 dicembre 2017 Ultimo aggiornamento il 13 dicembre 2017 alle ore 14:55

Alla scoperta del castello di Poggio Stazzano

La struttura dai primi secoli del secondo millennio, fu sede di viscontea, di contea, di Universitas (da universi cives, "unione di tutti i cittadini") sotto la dominazione di Perugia prima e dei Trinci poi.

 
Alla scoperta del castello di Poggio Stazzano
Regione Umbria.  La nostra bella Umbria è oltremodo nota in tutto il mondo quale terra di chiese, monasteri, abbazie luoghi di culto (cristiano), sicuramente perché ospita Assisi, città natale del patrono d’Italia, San Francesco. In verità siamo qui da molto più tempo. Le prime significative tracce di presenza umana, conservate in gran parte nel Museo Archeologico di Perugia, risalgono già al Neolitico. Gli Umbri, probabilmente preindoeuropei già fondatori di città quali: Amelia (Ameria), Assisi (Asisium), Bettona (Vettona), Città di Castello (Tifernum), Foligno (Fulkinion, o Fulginium), Gualdo Tadino (Tadinum),  Gubbio (Ikuvium), Narni (Narnia Nahars),Nocera Umbra (Nuceria), Otricoli (Ocriculum), Perugia, Spoleto (Spoletium), Terni (Interamna Nahars), Todi (Tular), prima dell’avvento della dominazione degli Etruschi, insistevano su questo territorio già dal secondo millennio a.C., presunti progenitori dei Sabini e dei Piceni, erano organizzati in città-stato federate tra loro, come testimoniato dalle Tavole Eugubine (Palazzo dei Consoli – Gubbio)

Il patrimonio storico e architettonico custodito dai confini regionali, narra, come quello dell’Italia intera peraltro, numerose succedenti insistenze e dominazioni. Per questo motivo, oltre ai luoghi di culto, l’Umbria ospita numerose rocche, manieri, castelli, torri, luoghi che rievocano atmosfere tutt’altro che di pace, fratellanza e concordia, anche se il luogo che vi vado a raccontare… Il castello che più di tutti gli altri merita una menzione, per quanto riguarda la zona di Valtopina, è senza dubbio quello di Poggio Stazzano di cui si hanno notizie fin dall’anno mille e che, dai primi secoli del secondo millennio, fu sede di viscontea, di contea, di Universitas (da universi cives, “unione di tutti i cittadini”) sotto la dominazione di Perugia prima e dei Trinci poi. Comprendeva un vasto territorio del quale facevano parte diversi castelli, chiese, monasteri, nonché tutti i piccoli centri abitati della zona.

Posto sulla cima di un promontorio che volge a ponente si erge a struttura dominante sulla valle del fiume  Topino, al di sopra della via Flaminia nel tratto che conduce da Foligno a Nocera Umbra. La struttura presenta una torre con base quadrata che ospitava i locali dell’amministrazione comunale, oltre il magazzino del Monte Frumentario nonché il corpo di guardia ed il carcere. Vale la pena di aprire un piccolo inciso: forse tutti non sanno che il Monte Frumentario nacque, come istituzione, alla fine del XV secolo per prestare ai contadini più poveri il grano e l’orzo per la semina. Si rivolgeva in particolare ai tanti che vivevano in condizioni di pura sussistenza quando, per il bisogno, erano costretti a mangiare anche quanto doveva essere riservato alla semina ma, cosa ancor più interessante, ancor meno nota ai più, è che fra i più antichi di cui si ha notizia, spicca il nome del Monte Frumentario di Foligno, eretto il 6 febbraio 1488 su proposta di Michelangelo Barnabò.

Tornando al nostro Castello troviamo, nell’area sottostante la torre, un caseggiato di modesta entità che ne costituiva il borgo. Nella torre, nei locali dedicati all’amministrazione comunale si riuniva l’Arengo,  l’assemblea di tutti i capi famiglia il cui compito era quello di eleggere il Sindaco che perdurava in carica sei mesi. Quest’ultimo era affiancato da 10 Massari, in numero di 2 per ogni castello (terzieri). Il corpo di guardia, intento alla custodia e alla difesa delle mura del castello, era per lo più formato da soldati-contadini, uomini vagamente abili all’uso delle armi, miseramente ricompensati per il loro, a volte estremo, sacrificio. Il castello di Poggio Stazzano ebbe funzioni di residenza comunale fino al 1867, anno in cui, anche per via dell’apertura della stazione ferroviaria, l’amministrazione venne trasferita definitivamente a Valtopina. Attualmente il castello, che è visitabile solo dall’esterno, è in ottime condizioni di conservazione.

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