lunedì, 15 luglio 2024 Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2024 alle ore 09:37

Atc Umbri e richieste di indennità di fine mandato, dura critica da parte di Federcaccia

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Federcaccia Umbria interviene sulla vicenda dei compensi di fine mandato percepiti dagli ex presidenti degli Atc umbri e delle successive richieste aggiuntive. La Fidc Umbria: "E' una situazione assurda. Richieste dei presidenti molto singolari"

 
Perugia.  Non volevamo, come Federcaccia, entrare nella nota quanto spiacevole vicenda dei compensi di fine mandato percepiti dagli ex presidenti degli Atc umbri e delle richieste aggiuntive, formulate dai medesimi al termine del loro mandato. Purtroppo, la questione sta assumendo una dimensione incredibilmente assurda e paradossale, al punto che non ci è più possibile esimerci dall’esprimere il nostro punto di vista.

Innanzitutto occorre premettere che gli Ambiti territoriali di caccia umbri sono organismi i cui presidenti, per delibera della giunta regionale dell’Umbria, hanno diritto ad una indennità di carica mensile corrispondente a quella percepita dai sindaci dei Comuni con meno di 5 mila abitanti. E’ importante non confondere gli Ambiti territoriali di caccia, che sono organi di gestione di secondo livello, con le associazioni venatorie come la Federcaccia Umbra, le cui cariche sono tutte gratuite per statuto.

Ciò premesso, è ovviamente legittimo che coloro che svolgono (o almeno dovrebbero svolgere) un’attività importante che comporta la gestione di fondi pubblici, percepiscano un’indennità di carica mensile: quella in essere per i presidenti degli Atc umbri, circa 2 mila euro al mese omnicomprensive, ci sembra ampiamente congrua. A maggior ragione, mentre ancora nessuna notizia giunge da parte dell’ex presidente dell’Atc Terni 3, signor Giovanni Eroli, le ulteriori richieste formulate dall’ex presidente dell’Atc Perugia 2, signor Ezio Bordicchia (circa 207 mila euro), e preannunciate dall’ex presidente dell’Atc Perugia 1, signor Quartilio Ciofini (“conferirò apposito incarico per procedere all’attivazione di un’azione legale volta ad ottenere non solo il recupero delle somme da me restituite in via meramente cautelativa, ma anche l’eventuale pagamento di ulteriori quote di indennità mensili e delle integrazioni delle stesse maturate dalla data in cui è stato da me ricoperto per la prima volta l’incarico di presidente dell’Atc Perugia 1″), appaiono assurde, inopportune, irrispettose del mondo venatorio che per anni ha dato fiducia a queste persone.

Non vogliamo scendere in un terreno giuridico e di interpretazione normativa che non ci appartiene, ma siamo decisi nell’affermare che le richieste avanzate o annunciate dai due ex presidenti sono singolari, anche in relazione alla complessiva situazione economica in cui versano gli enti, dai medesimi rappresentati per oltre un decennio. È di solare evidenza che gli importi richiesti, ove dovessero essere effettivamente riconosciuti e versati dagli Enti di riferimento, non ricadrebbero che sulle tasche dei cacciatori i quali, purtroppo, ancora una volta vedrebbero i loro denari impiegati non per la gestione e lo sviluppo dell’attività venatoria, ma per redimere controversie legali che nulla dovrebbero avere a che vedere con un hobby, come appunto è la caccia.

Federcaccia Umbra, da par suo, non può che prendere le distanze da comportamenti, situazioni e pretese che non abbiano come fine primario e fondamentale la promozione della Caccia e la tutela dei Cacciatori. Per questo motivo, con piena fiducia negli organi che saranno preposti a fare chiarezza, come associazione venatoria ci impegniamo sin d’ora a tenere costantemente d’occhio da vicino la vicenda, aggiornando tutti i Cacciatori sull’evolversi della stessa, senza alcuna motivazione demagogica ma solo per permettere a tutti di conoscere la realtà dei fatti e di poterli valutare, unitamente a chi li ha posti in essere.

 

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