I costi – Il Minimetrò avrebbe dovuto rivoluzionare il sistema di trasporto cittadino ma in realtà, ricorda il Fatto, ancora oggi viene utilizzato dalla metà dei passeggeri previsti. O, meglio, dalla metà dei passeggeri che avrebbero dovuto usufruirne per ripagarne i costi. Pagato 103 milioni di euro, 32 in più di quanto preventivato, secondo Il Fatto “il Comune di Perugia ogni anno paga circa 10 milioni di euro per la manutenzione. Una cifra difficile da sostenere in una città che da tempo, per affrontare tutte le spese previste, ricorre ad anticipi di tesoreria, l’ultimo dei quali quantificato nel 2013 in 22 milioni di euro”.
Opera incompleta – Ma non sono solo i costi a far discutere. In realtà il Minimetrò è una delle 17 opere incompiute dell’Umbria, come risulta dall’elenco stilato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il percorso coperto dalla metropolitana è di appena 3 km e sette fermate. La seconda tratta, prevista nel progetto iniziale, non è mai stata avviata.
Le spese del Comune – Come ricorda il giornale, da sei anni il Minimetrò grave sulle finanze comunali. Nel 2014 oltre ai quasi 8 mila euro spesi per il servizio come previsto dal contratto con la società di gestione, il Comune dovrà sborsare un’ulteriore cifra per riequilibrare i minori incassi da bigliettazione. Perugia, secondo Euromobility, è al terzo posto tra le città italiane sopra i centomila abitanti con più automobili pro capite: 69,5 auto ogni 100 abitanti, contro la media europea di 48 e quella italiana di 58,4. Il problema, secondo molti, non è tanto il Minimetro come mezzo di trasporto e i costi, quanto la funzionalità in una città come Perugia.
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