venerdì, 25 maggio 2018 Ultimo aggiornamento il 21 maggio 2018 alle ore 21:22

Il cinema della memoria al PostMod, tra Lizzani e la Shoa

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Martedì ospite Alessandro Izzi con il libro "Le strade dell'oblio" e la proiezione del film "L'oro di Roma".

 
Perugia.  Se la Giornata della memoria è appena stata celebrata, al PostModernissimo il ricordo di quanto è scritto nella storia non è certo scivolato via. Per questo martedì 30 gennaio è in programma un evento speciale sulla Shoa. Alle 21.00 Alessandro Izzi presenterà il libro “Le strade dell’oblio – Percorsi e ricorsi nel cinema italiano sulla Shoah dal 1945 al 2016″ in compagnia di Simone Rossi. A seguire ci sarà la proiezione del film di Carlo Lizzani L’oro di Roma (1961 / 93 min. / B&N).

Alessandro Izzi, nato a Formia nel 1974, è dottore di ricerca in italianistica (Indirizzo Cinema) presso l’Università di Roma Tor Vergata. Inoltre è co-direttore di Close-up e ha collaborato con varie riviste di cinema e teatro quali Tam Tam Cinema, Time Out, Cinemazip e Quaderni di CSCI di Barcellona (Spagna). E’ anche autore di saggi e monografie su cinema e teatro come Dal Tibet a Hollywood (2008), Nuovo cinema tedesco (2009, con Giovanni Spagnoletti), La finestra sulla scena (2013). Ha dedicato al tema della Shoah parte dell’attività di drammaturgo con titoli quali La valigia dei destini incrociati (2012), I topi nel muro (2014, vincitore della quarta edizione del “premio Teatro, Cinema e Shoah”) e Zingari lager (2017), quest’ultimo incentrato sulla realtà del Porrajmos. Inoltre sono da citare i saggi su Wenders, Crialese, Visconti e Nanni Moretti. Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui il Premio Giovane Holden, Premio Artigogolo, Premio Lago Gerundo.

Il film l’Oro di Roma è ambientato a Roma nell’ottobre del 1943, dopo l’armistizio italiano i tedeschi occupano. Il comandante della polizia tedesca chiama il presidente della comunità israelitica al suo cospetto e gli ordina di consegnare 50 chili d’oro entro due giorni, altrimenti prenderà 200 capifamiglia in ostaggio. La comunità è divisa tra chi decide di cedere al ricatto e consegnare il poco oro rimastogli e chi non crede nella parola dei tedeschi. Gli ebrei rimasti nel ghetto sono impoveriti dalle leggi razziali italiane e con enorme difficoltà cercano di arrivare alla cifra imposta.

Il presidente della comunità fa il possibile per chiedere aiuti, angosciato e incerto che la consegna possa davvero servire a salvare delle vite. Un gruppo di ragazzi si arma per ribellarsi, a capo del quale c’è il giovane calzolaio Davide. La decisione di non consegnare l’oro e contrastare il potere nazista lo porta a scontrarsi con gran parte dei membri della comunità e con il precetto del rifiuto della violenza. Giulia, ex-compagna della scuola israelitica di Davide, in un primo momento sembra poter fuggire alla segregazione razziale, grazie all’amore corrisposto per Massimo, uno studente di medicina cattolico. Decisi a sposarsi, Giulia si battezza, divisa nell’amore verso le proprie radici. Infatti, quando malgrado l’avvenuta consegna dei 50 chili d’oro, i tedeschi rastrellano ebrei in tutta Roma, portando via uomini, donne, malati e bambini, lei si consegna volontariamente in mano ai tedeschi, per seguire suo padre e la sua gente.

Mercoledì la tappa umbra del Viaggio in Italia con il cinema tunisino

Da non perdere l’appuntamento in programma per mercoledì 31 quando al PostModernissimo farà tappa “Viaggio in Italia con il cinema tunisino”, rassegna itinerante organizzata dalla neonata cineteca tunisina che permetterà al pubblico umbro di vedere due film importanti ed incontrare degli ospiti speciali. Si tratta di una delle cinque tappe in altrettante città italiane di questo tour che vuol promuovere il cinema tunisino classico e contemporaneo, a 50 anni dal primo passaggio di Roberto Rossellini in Tunisia per le riprese di uno dei suoi ultimi lavori, Gli atti degli apostoli.

Per l’occasione uno dei più grandi registi del cinema africano sarà ospite al PostModernissimo: Nacer Khemir. Due le proiezioni previste, quella del film Al Haimoune, les baliseurs du desert dello stesso Khemir, già nella selezione ufficiale Venezia Classici 2017, e Tahar Cheriaa a l’ombra du baobab di Mohamed Challouf, Premio Dromador al Djerba Doc Days Festival nel 2016. La proiezione di questa seconda opera sarà impreziosita dalla presenza del regista tunisino Mohamed Challouf, che negli anni ’80, epoca in cui era uno studente a Perugia, ha ideato e lanciato il primo festival del cinema africano in Italia; Le giornate del cinema africano di Perugia è infatti un progetto creato nel 1982 in collaborazione con Enzo Forini. La tappa umbra ha un valore particolarmente significativo anche perché lo stesso Challouf è curatore dell’intera rassegna.

Tutte le informazioni dettagliate sui film in programmazione al PostModernissimo e sulle iniziative speciali sono disponibili sul sito web www.postmodernissimo.com, dove è anche possibile acquistare in prevendita i propri biglietti.

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