lunedì, 19 agosto 2019 Ultimo aggiornamento il 18 agosto 2019 alle ore 15:15

In Umbria 120 discariche comunali inattive e non bonificate

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A fare il bilancio il direttore dell'Arpa in commissione regionale rifiuti. I consiglieri della Lega Nord Mancini e Fiorini: "Quadro drammatico sul piano del rischio ambientale". In programma un progetto sperimentale di monitoraggio dell'aria.

 
In Umbria 120 discariche comunali inattive e non bonificate
Regione Umbria.  “Le dichiarazioni in commissione regionale rifiuti del direttore generale dell’Arpa Ganapini descrivono un quadro drammatico sul piano del rischio ambientale connesso al ciclo dei rifiuti”. A parlare sono i consiglieri della Lega Nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, preoccupati per i “monitoraggi relativi alle principali discariche umbre in attività” e “lo stato di obsolescenza degli impianti di recupero e stabilizzazione”. In particolare, sul territorio umbro ci sono 120 discariche comunali inattive e non monitorate, ereditate dagli anni ’70, per le quali secondo Ganapini non c’è alcuna certezza della tipologia dei rifiuti conferiti durante la fase di operatività.

Nel corso dell’audizione il direttore ha ricordato la visita della commissione parlamentare sugli ecoreati sottolineando come, in tale occasione, siano stati effettuati anche alcuni sopralluoghi tra i quali quello al sito di Papigno. A questo proposito Ganapini ha definito inquietante che non si sia posto ancora mano, anche a livello nazionale, alla bonifica di tale sito.

Relativamente a Terni ha anche richiamato l’attenzione dei commissari sulla situazione della qualità dell’aria, potenzialmente peggiore di Brescia e di Taranto, anticipando la volontà di Arpa di reperire le risorse necessarie per avviare un progetto sperimentale di monitoraggio che coinvolga la popolazione per valutare l’entità dell’esposizione al danno. I sindacati hanno sottolineato come l’attuale piano dei rifiuti, anche se innovativo e lungimirante al momento dell’approvazione, risulti oggi in gran parte inattuato e ormai obsoleto e superato.

Particolarmente grave risulta quanto denunciato ufficialmente dal rappresentante della Cgil che ha sottolineato con forza la totale assenza di una strategia complessiva da parte della politica, più interessata, negli anni passati, alle assunzioni che alle linee strategiche perseguite, lasciate, di fatto, ai gestori del servizio. Secondo i sindacati, anche alla luce del perdurare dell’interdittive antimafia e dei rischi occupazionali connessi alla situazione gestionale, non è più accettabile la gestione “clientelare” alla quale abbiamo assistito fino ad oggi.

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