lunedì, 18 ottobre 2021 Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2021 alle ore 16:18

Puglia, le mani dei clan sul giro d’affari del gioco illegale

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La Direzione investigativa antimafia parla chiaro: con la pandemia è ritornato prepotente il gioco illegale.

 
Puglia, le mani dei clan sul giro d’affari del gioco illegale
C’è un requisito fondamentale nella vita di oggi. Vale per lo studio, per il lavoro, per l’informazione, per la socialità. In poche parole, per tutto. Serve essere connessi. Tutta colpa, o merito, dei telefoni cellulari. Quegli strani oggetti che nascevano ormai decenni fa e avevano il solo, semplice, innocente obiettivo di rendere più accessibile la connettività degli utenti. Dove per connettività, però, si intende telefonata. Oggi invece gli smartphone fanno altro. Gestiscono la nostra vita, la organizzano, la indirizzano. I cellulari, oggi, non sono semplici oggetti di comunicazione, sono le clessidre del nostro tempo, i pendoli che scandiscono i ritmi della nostra vita, del nostro lavoro, del nostro tempo libero.

Ecco allora che diventa fondamentale parlare di gioco in Italia, precisamente di quella filiera divenuta sinonimo di sviluppo economico e tecnologico. Lo sanno bene all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da sempre attenta agli sviluppi delle ultime tecnologie, per tutto quello che riguarda l’“accessibilità”.

E a proposito di connettività, il boom del gioco si spiega proprio in questo senso. Era il 2003, quando il 3G è diventato disponibile. Era invece il 2007 quando sono comparsi i primissimi smartphone. L’ultimo step invece porta come anno il 2020, quando la pandemia Covid 19 ha costretto quasi la totalità delle agenzie e dei punti di gioco a tirare già la saracinesca. Innestando una reazione a catena che ha portato all’ampliamento e al boom del gioco online

Ma la pandemia ha riportato in alto anche le quotazioni del gioco legale. Lo si legge nella Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) consegnata al Parlamento e relativa al secondo semestre del 2020. I dati mettono in luce dei sequestri alle organizzazioni criminali pari a un valore di 287 milioni e 441mila euro, tre volte di più di quanti ne sono stati sequestrati nei primi sei mesi dell’anno, quando i sequestri si fermarono a 88 milioni. Le confische sono quindi più che triplicate: dai 42 milioni del primo semestre ai 181 del secondo.

E a crescere sono anche le attività criminali pugliesi. “Ricalcando il percorso evolutivo della ‘ndrangheta i clan foggiani si sarebbero mostrati capaci di stare al passo con la modernità, pronti a cogliere e sfruttare le nuove occasioni criminali offerte dalla globalizzazione. In questi termini il fenomeno mafioso foggiano desta maggior allarme sociale tanto da essere considerato dalle istituzioni, soprattutto negli ultimi tempi, un’emergenza nazionale”, si legge così nel report della DIA. Perché è importante non allentare la presa sul contrasto al gioco illegale.

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