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	<title>Perugia Online &#187; Punto.Salute &#8211; Psichiatra</title>
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		<title>La dipendenza tecnologica: ecco come reagire</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 10:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dottor Raffaele Garinella]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La tecnologia è fondamentale perché ha permesso all&#8217;essere umano di evolversi e di migliorare la qualità della vita. Basti pensare alle numerose scoperte in campo medico dove, grazie all&#8217;ausilio di nuove e sempre più sofisticate metodiche, è stato possibile affinare lo studio di numerose patologie. Appare utopico uscire dalla propria abitazione senza cellulare perché ci sentiremmo perduti, tagliati fuori dal mondo, da ogni comunicazione, da ogni informazione. Quello che bisogna evitare è la dipendenza tecnologica, che si manifesta attraverso l&#8217;uso eccessivo di cellulari, personal computer, tablet etc. Sentimenti di rabbia, ostilità, aggressività, disturbi del sonno, se non riconosciuti e trattati in tempo, possono cagionare disturbi d&#8217;ansia ed isolamento sociale. Alla realtà si preferisce un mondo virtuale, fantasioso, idealizzato. Questi aspetti vanno ad aggiungersi a sintomi clinici quali riduzione e peggioramento della vista, astenia, cefalea. La vita sociale, lavorativa, lo studio risulteranno irrimediabilmente compromessi.</p>
<p>Il problema è evidente anche nei bambini, per i quali le attenzioni da parte dei genitori sono ridotte e sostituite dal prolungato uso di tablet, consolle e videogiochi. La navigazione in rete, non adeguatamente controllata dagli stessi genitori, potrebbe esporre i bambini a rischi quali navigare in siti non protetti e chat dove le identità delle persone con le quali si scambiano informazioni possono essere falsificate. E&#8217; troppo semplicistico affermare che si viveva meglio vent&#8217;anni fa, quando c&#8217;erano dialogo, rispetto e privacy. Il dialogo esiste ancora, basta cercarlo e non sostituire un amico con uno smartphone di ultima generazione. Quando siamo a tavola, piuttosto che controllare il telefono cellulare, dedichiamoci all&#8217;ascolto di chi ci circonda. Il rispetto esiste da sempre come la mancanza dello stesso e non è certo colpa della tecnologia se esistono persone poco attente al prossimo. La privacy può essere conservata anche adoperando la tecnologia. Non è il social network che espone le nostre foto; siamo noi a volerle mostrare ed allo stesso tempo possiamo decidere di non farlo più. La tecnologia, se adoperata con i corretti modi e con i corretti tempi, non può nuocere. Quello che nuoce è l&#8217;abuso che determina dipendenza. Aspetto da non trascurare.</p>
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		<title>Bullismo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 07:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dottor Raffaele Garinella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Punto.Salute - Psichiatra]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il termine &#8220;bullismo&#8221; racchiude l&#8217;insieme di azioni messe in atto da uno o più bambini/adolescenti definiti &#8220;bulli&#8221;, nei confronti di altri bambini/adolescenti definiti vittime. Per poter parlare di bullismo tali azioni devono essere continue, costanti e ripetute nel corso del tempo. Il bullismo può essere diretto o indiretto. Nel primo caso l&#8217;offesa verbale e/o fisica ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Il termine &#8220;bullismo&#8221; racchiude l&#8217;insieme di azioni messe in atto da uno o più bambini/adolescenti definiti &#8220;bulli&#8221;, nei confronti di altri bambini/adolescenti definiti vittime. Per poter parlare di bullismo tali azioni devono essere continue, costanti e ripetute nel corso del tempo.</p>
<p>Il bullismo può essere diretto o indiretto. Nel primo caso l&#8217;offesa verbale e/o fisica nei confronti della vittima è esplicita. Nel secondo caso l&#8217;offesa si manifesta attraverso l&#8217;isolamento e l&#8217;esclusione della vittima da gruppi di pari oppure tramite diffusione di voci non corrispondenti al vero, atte a screditare la vittima stessa agli occhi degli altri. Quando le offese si manifestano tramite l&#8217;uso di telefoni cellulari, di internet o di servizi di messaggistica, si parla di cyberbullismo. Spesso la vittima si presenta meno forte fisicamente dei bulli, molto più brava a scuola, sensibile e dotata di ottime capacità comunicative con gli adulti. Le vittime possono essere colpite per via del loro aspetto fisico, perché magari appaiono in sovrappeso o sottopeso, perché portano gli occhiali, per via di come si vestono, perché non usano violenza ecc.</p>
<p>Da un punto di vista psicologico, la vittima potrebbe manifestare disagio attraverso la riduzione dell&#8217;autostima, il rifiuto della scuola, attacchi di panico, ansia, disturbi del sonno, fino a sfociare in un vero e proprio disturbo depressivo. A differenza della vittima il bullo si presenta privo di empatia, spavaldo, aggressivo, tendente al dominio ed alla prevaricazione. Nei confronti della vittima si comporta sempre in maniera aggressiva, picchiando, offendendo e mettendo in discussione sia l&#8217;autorità genitoriale sia l&#8217;autorità scolastica. Appare fortemente manipolativo e si avvale nelle sue azioni dell&#8217;ausilio di gregari. Questa categoria comprende bambini/adolescenti che eseguono alla lettera gli ordini del bullo, identificandosi con esso tramite un &#8220;falso sé&#8221; dominante. Obbedendo al bullo il gregario non diventerà mai vittima e questo lo porrà in uno stato di tranquillità.</p>
<p>L&#8217;osservazione è la prima difesa che possiamo mettere in atto nei confronti del bullismo. Un bambino/adolescente che torna a casa silenzioso, che non vuol parlare, che si isola, deve attirare la nostra attenzione. Il rifiuto della scuola, il non voler frequentare i compagni di classe, il non voler partecipare alle feste di compleanno, sono tutti segnali che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. Il primo approccio terapeutico è rappresentato dalla psicoterapia familiare. Bisogna aiutare la vittima nella elaborazione dei propri vissuti, in modo tale da poter raccontare tutto con chiarezza e senza timore di essere giudicato o etichettato come &#8220;debole&#8221;. I genitori non devono commettere l&#8217;errore di giudicare i figli o adoperare frasi del tipo: &#8220;Impara a difenderti&#8221; o &#8220;se ti fai mettere i piedi in testa adesso, da grande cosa farai?&#8221;. Niente di più sbagliato.</p>
<p>È fondamentale riacquistare l&#8217;autostima, la fiducia e la sicurezza nei propri mezzi. Per farlo servono comprensione e collaborazione che devono partire dal nucleo familiare per poi svilupparsi attraverso la psicoterapia.</p>
<p>Il Dottor Raffaele Garinella riceve presso<a href="https://www.facebook.com/puntosalutefoligno/?fref=ts"> Punto Salute Foligno</a></p>
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		<title>Uomo e denaro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 08:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dottor Raffaele Garinella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per alcuni il denaro è tutto, per altri non conta nulla. Dov&#8217;è la verità? È nel mezzo, come sempre. Il rapporto con il denaro deve viaggiare sui binari dell&#8217;equilibrio ed evitare che deragli verso la patologia. Deve essere di &#8220;rispetto&#8221; e non &#8220;confidenziale&#8221;. Il passo verso la patologia è breve. Si vuole tanto, troppo, più ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Per alcuni il denaro è tutto, per altri non conta nulla. Dov&#8217;è la verità? È nel mezzo, come sempre. Il rapporto con il denaro deve viaggiare sui binari dell&#8217;equilibrio ed evitare che deragli verso la patologia. Deve essere di &#8220;rispetto&#8221; e non &#8220;confidenziale&#8221;. Il passo verso la patologia è breve. Si vuole tanto, troppo, più del necessario e questo porta ad un vuoto difficile da colmare. Il rapporto patologico con il denaro potrebbe spingere l&#8217;uomo a provare sentimenti di rabbia, di invidia, di gelosia verso il prossimo. Spesso l&#8217;avere una adeguata situazione economica non basta. Si vuole sempre di più, la macchina più bella di quella del collega, la casa più grande di quella dell&#8217;amico, etc. Si perde di vista la semplicità delle cose che è il fulcro dell&#8217;esistenza. E quando si perde la semplicità, si genera il caos. Il gioco d&#8217;azzardo patologico, per esempio, si sposa bene con il concetto di caos. In pochissimo tempo si passa dal tutto al nulla, da una felicità che c&#8217;era ma che non si apprezzava, alla infelicità che si manifesta attraverso disagio, angoscia, riduzione del tono dell&#8217;umore ed ansia. Il denaro può indirettamente provocare la felicità perché consente una vita più agiata e ricca di scelte. Le difficoltà economiche provocano stress psicofisico e professionale e difficilmente si è felici. Concludendo, il rapporto col denaro deve essere rispettoso ed equilibrato.</p>
<p>Il Dottor Raffaele Garinella riceve presso Punto Salute Foligno</p>
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