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	<title>Perugia Online &#187; Arpa Umbria</title>
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		<title>Quando la scrittura si sposa con l&#8217;ecologia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 16:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> &#8216;Cambiare rotta&#8217;. E&#8217; questo il titolo (eloquente) prescelto dalla Scuola di Ecologia per la quarta edizione del Campus che si terrà dall&#8217;8 all&#8217;11 settembre al Centro di esperienza ambientale del lago Trasimeno, nella suggestiva cornice dell&#8217;Isola Polvese. &#8216;Cambiare rotta&#8217; intende, infatti, ripensare i paradigmi, stabilire un rapporto sano tra l’uomo e la natura, in questo tempo di grave crisi ambientale e climatica.</p>
<p>Laboratori di scrittura immersi nella natura, dunque. Ma anche workshop di <strong>composizione poetica nella natura, lettura espressiva, canto e scrittura giornalistica nel contesto del Festival Isola Prossima di Arpa Umbria                     </strong></p>
<p>Dall’8 all’11 settembre torna il <strong>Campus</strong> di fine estate della <a href="https://www.scuoladiecologia.it/"><strong>Scuola di ecologia</strong></a> nella suggestiva Isola Polvese del Lago Trasimeno, uno scrigno di biodiversità ampio appena 70 ettari.</p>
<p>Le <strong>attività del Campus 2022</strong> si svolgeranno tra la lecceta, gli ulivi secolari e le coste dell’isola, nonché presso il Centro <strong>“Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri e aree umide”</strong> di <strong>Arpa Umbria</strong>, nel quattrocentesco Monastero degli Olivetani ristrutturato.</p>
<p>Il campus proporrà workshop di composizione poetica in natura con esercitazioni di lettura espressiva e canto insieme a due formatori d’eccezione: Francesca Tuscano, poetessa e docente, e Fausto Tuscano, musicista e compositore. Inoltre, i corsisti vivranno da vicino il <strong>Festival Isola Prossima</strong> organizzato da Arpa Umbria con  l’associazione <strong>Art Monsters</strong>: insieme alla redazione del magazine <a href="https://www.sapereambiente.it/"><strong>Sapereambiente</strong></a>, si misureranno con un’esperienza di reportage giornalistico sul campo.</p>
<p><strong>La scrittura poetica, espressione e impegno</strong></p>
<p>Il laboratorio di <strong>poesia ambientale</strong> prenderà avvio dalle osservazioni sul linguaggio della poesia di <strong>Roman Jakobson</strong> e <strong>Jurij Lotman</strong> (la poesia è la “lingua segreta della realtà”), sull’uso della metrica e di alcune tecniche di composizione. Spiega <strong>Francesca Tuscano</strong>: «<strong>Lotman</strong> afferma che “la complessa struttura artistica, creata col materiale della lingua, permette di trasmettere un volume d’informazione che sarebbe assolutamente impossibile trasmettere con i mezzi della struttura linguistica normale”. Per questa sua peculiarità, che la distingue dal <strong>linguaggio quotidiano</strong>, la <strong>poesia</strong> è <strong>un mezzo espressivo altamente politico</strong>, cioè capace di rivolgersi alla polis, interpretandone necessità e pensiero, con una profondità e un’espressività che nessun altro linguaggio artistico può possedere».</p>
<p>A partire da questa premessa, ogni partecipante sceglierà il tema del proprio componimento poetico a partire dall’esperienza concreta della natura dell’isola, con una scelta che sarà anche di <strong>impegno</strong>, non semplicemente emotiva ed estetica.</p>
<p>Il laboratorio di poesia sarà integrato dal contributo di <strong>Fausto Tuscano</strong> ricercatore e insegnante negli ambiti dell&#8217;evoluzione della voce umana, del canto e del contenuto musicale del linguaggio poetico. Il laboratorio del maestro Tuscano si focalizzerà sul rapporto tra <strong>poesia e musica</strong>: la poesia infatti deve essere comunicata nella sua specificità di ritmo e metrica. Il laboratorio condurrà i partecipanti anche alla registrazione della lettura espressiva del proprio componimento.</p>
<p>Il programma completo dei quattro giorni di Campus è sul sito della Scuola di Ecologia: <a href="https://www.scuoladiecologia.it/campus2022/">https://www.scuoladiecologia.it/campus2022/</a>.</p>
<p>La Scuola di Ecologia è il programma di formazione promosso dalla rivista <a href="http://www.sapereambiente.it/">Sapereambiente</a>, insieme ad <strong>Aboca</strong> con il patrocinio del <strong>Ministero della transizione ecologica</strong>, <strong>Arpa Umbria</strong>, <strong>Comune di Perugia</strong>, <strong>Università degli studi di Perugia </strong>e con la partecipazione di <strong>Insula europea</strong> e <strong>Green Factor</strong>.</p>
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		<title>‘Poesiaeuropa’, il senso di un dittongo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 13:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arpa Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri e aree umide di Arpa Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> ‘Die Urhen gehen überall anders / die Urhen gehen überall falsch. / Von einer Mähre gezogen, die Kutsche / braucht einen Tag länger aus Frankfurt. / Wir stehen unter dem Blattwerk / in den Händen glänzt Steinobst. / Die trockenen Früchte am Gaumen / in den Händen fiebert das Glas’. ‘Ovunque gli orologi sono diversi / ovunque gli orologi funzionano male. / Trainata da una cavalla, la carrozza / ci impiegherà un altro giorno ad arrivare da Francoforte. / Viaggiamo sotto le fronde / nelle mani brillano dei noccioli. / La frutta secca accarezza il palato / nelle mani del vetro febbricitante’. <em>Brentano a Lagenwinckel</em> del poeta berlinese Tom Schulz. A rappresentare l’Europa in una piccola isola sospesa su un piccolo lago, la notte del 13 luglio, col cielo trapuntato di stelle e di una luna intera, di stagione, col vento che cambia le direzioni. Perché l’Europa può rifarsi un’anima, proprio muovendo dalle voci della poesia. In principio era il mito. La rappresentazione del Vecchio Continente attinge al racconto della giovane Europa, figlia del re dei fenici rapita dal toro-Zeus. E, poi, ai rivoli mitologici delle storie dei suoi fratelli, approdati su terre ignote con l’intento di scoprirle, conoscerle, colonizzarle. Mettendosi in movimento, incrociando nuovi popoli e culture. Dall’aggettivo <em>europico</em>, coniato da Boccaccio con riferimento al Mediterraneo, all’<em>europaeus</em> di Piccolomini, termine che designa l’unità ideale, politica e culturale, su cui poggia la <em>respublica</em> <em>literaria</em> europea. Da Muratori a Voltaire, da Defoe a Swift, fino alla Giovine Europa di Mazzini, molti sono stati gli intellettuali che hanno riflettuto sull’idea di Europa. Solo per citarne due: Elias Canetti (<em>La lingua salvata. Storia di una giovinezza</em>, Milano, Adelphi, 1995) e Claudio Magris (<em>Danubio</em>, Milano, Garzanti, 1986). Se quella che emerge dal primo romanzo è ‘un’Europa dell’anima’ e ‘delle lingue’, con riferimento ad una nozione di spostamento che è, insieme, un’evoluzione e un ritorno alle origini, la seconda raccolta di racconti, scaturiti attraversando l’Europa centro-orientale e seguendo il corso del fiume e della cortina di ferro, affonda le proprie radici sul <em>Grand Tour</em>, pur stravolgendo il <em>cliché</em> letterario classico in funzione delle molte identità conosciute, unite e divise da quell’unico corso d’acqua dagli innumerevoli nomi e nel quale ci si può bagnare due volte. Testimone, come è stato, di eventi storici che il volto dell’Europa l’hanno cambiato davvero. ‘In un crogiolo che non cessa di ribollire, amalgamare, fondere, bruciare, consumare’.</p>
<p>E, allora, la poesia di Tom Schulz può essere a pieno titolo inserita in questo crogiolo che ribolle, amalgama, fonde, brucia, consuma. Come la sua, anche altre poesie di numerosi poeti europei. Per raccontare le radici umanistiche e spirituali dell’Europa e creare visioni per il futuro. La sera del 13 luglio, nella suggestiva cornice del monastero di San Secondo, un tempo abitato da monaci dell’ordine degli Olivetani, questa poesia di Tom Schulz è stata letta dal poeta tedesco e il testo, in una traduzione di servizio in italiano realizzata dagli studenti della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia, è stato proiettato davanti a un nutrito pubblico che ha raggiunto l’Isola Polvese sul lago Trasimeno per partecipare all’evento Poesiaeuropa, promosso dal progetto culturale Umbrò Cultura e posto sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. Come questa, altre poesie sono state lette e tradotte dagli studenti di Mediazione Linguistica in occasione delle letture pomeridiane e serali che si sono tenute sull’isola e che hanno registrato la partecipazione, tra gli altri, dei poeti Lorenzo Chiuchiù, Giulia Martini, Sara Ventroni, Anna Maria Farabbi, Nick Laird, Laura Pugno, Marko Pogakar, Luigia Sorrentino, Tom Schulz, Jan Wagner, William Wall.</p>
<p>E proprio il reading ha concluso la giornata del 13 luglio, Poesiaeuropa, che ha saputo raccontare il significato ultimo di un dittongo, del binomio tra poesia e Vecchio Continente e che è stata promossa dalla costituenda associazione di promozione sociale Umbrò Cultura in collaborazione con Umbrò e con il Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria, il quale ha offerto i propri spazi per lo svolgimento di questa iniziativa, la più importante del progetto culturale ideato da Maria Borio, nei suoi due anni di attività (per gli eventi promossi durante il biennio 2017-2019  si rinvia al sito internet <a href="http://www.umbrocultura.com"><em>www.umbrocultura.com</em></a> e ai canali social del progetto culturale: pagine Facebook, Twitter, Instagram). La giornata del 13 luglio, suddivisa in momenti di dibattito, traduzione e reading, posta sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, patrocinata da ventisette prestigiosi enti ed istituzioni europee, tra cui la Provincia di Perugia – ente proprietario dell’Isola Polvese –, l’Università degli Studi di Perugia, la UPTER di Roma, la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia, l’Accademia di Ungheria e il Goethe Institut, e supportato dalle associazioni Metanoia (che ha realizzato il video-promo-trailer dell’evento), La Balena Bianca, CaLibro, Medium Poesia e SettePiani, si è posto come obiettivo primario una riflessione democratica sull’unità dell’Europa.</p>
<p>‘Si tratta di un evento unico nel suo genere, non solo in Italia, ma anche nel panorama europeo – è stato il commento di Maria Borio, poetessa, dottore di ricerca in <em>Letteratura italiana</em>, redattrice di <em>Nuovi Argomenti</em> e ideatrice del progetto, in occasione della presentazione che si è tenuta la mattina del 13 luglio negli spazi del Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria –. Un’iniziativa, questa, che vuole portare a una viva discussione sulla situazione culturale e politica europea partendo dalle voci della poesia, per riconsiderare il valore delle radici umanistiche e spirituali dell’Europa e costruire, insieme, visioni per il futuro, muovendo proprio da questa piccola isola e da questo lago. ‘Poesiaeuropa’ – ha proseguito Maria Borio dopo avere ringraziato Umbrò, il Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria, il comitato scientifico e quello di redazione di Umbrò Cultura per avere supportato l’iniziativa e la Provincia di Perugia (l’Isola Polvese è di proprietà di questo ente) per avere, tra gli altri, patrocinato l’evento – è nata da una scommessa, da una mia idea, dalla necessità artistica, ma anche politica, di mettere in rapporto la <em>comunitas Italiae</em> della poesia con quella europea. Si tratta solo del primo di una lunga serie di passi verso la costruzione di progetti futuri. A fine giugno è arrivata, poi, la lettera, la mail di risposta e di accettazione della mia richiesta di patrocinio direttamente dal Parlamento Europeo’. ‘Sono arrivato a Perugia nel settembre del 2016 – è stato il commento di Stefano Giovannuzzi dell’Università degli Studi di Perugia (una delle istituzioni che ha patrocinato l’evento) e membro del comitato scientifico di Umbrò Cultura –. Avevo conosciuto Maria Borio un anno prima a Torino e questo incontro ha sancito l’inizio di una collaborazione. Credo, infatti, che l’Università debba istituire un rapporto forte con le associazioni culturali e con la società civile. Da qui, lo stretto rapporto tra l’Ateneo perugino e le iniziative promosse dal progetto Umbrò Cultura, iniziative che ruotano attorno a temi cruciali del contemporaneo’.</p>
<p>Alla presentazione del progetto sono seguiti momenti di dibattito, traduzione e reading, che hanno coinvolto tutti i numerosi intellettuali presenti all’Isola Polvese e provenienti da varie parti del continente europeo, e, in alcuni casi, da quello americano: Yari Bernasconi (Svizzera), Petr Borkovec (Repubblica Ceca), Jacob Blakesley (USA), Vera Lúcia de Oliveira (Brasile), Albane Gellé (Francia), Nick Laird (Irlanda), Giorgi Lobzhanidze (Georgia), Miguel Manso (Portogallo), Vicente Luis Mora (Spagna), Els Moors (Belgio), Eiléan Ní Chuilleanáin (Irlanda), Marko Pogačar (Croazia), Tom Schulz (Germania), Jan Wagner (Germania), William Wall (Irlanda), e, dall’Italia, Franco Buffoni, Elisa Biagini, Maria Grazia Calandrone, Stefano Dal Bianco, Andrea Inglese, Federico Italiano, Laura Pugno, Antonio Riccardi, Luigia Sorrentino  e altri.</p>
<p>Alla tavola rotonda moderata da Federico Italiano hanno partecipato Franco Buffoni, Elisa Biagini, Andrea Inglese, Jakob Blakesley, Vera Lúcia de Oliveira, Nunu Geladze, Giorgi Lobzhanidze, Jan Wagner, Eiléan Ní Chuilleanáin e Stefano Giovannuzzi. Un dialogo sulla traduzione, in primo luogo della poesia europea, il loro, sul senso di creare in un altro linguaggio come ha affermato Federico Italiano. Ma anche sul fatto che, come sosteneva Benedetto Croce, citato da Franco Buffoni, i poeti siano intraducibili: da qui, l’importanza di una traduzione di rispetto, ben diversa da quella di servizio, una traduzione che rispetti, appunti, il movimento della lingua del testo di partenza che si dilata nello spazio-tempo e che intessa elementi quali l’intertestualità, la trasformazione in un altro testo, questioni stilistiche e, non da ultimo, il potere di rivivere le cose in un altro modo. Perché c’è un linguaggio del corpo ed un corpo del linguaggio, come ha evidenziato Elisa Biagini, una possibilità di ricreare lo spazio della poesia attraverso la traduzione. ‘Why I need to translate a poetry text?’ è stato il titolo della comunicazione presentata da Andrea Inglese, che ha focalizzato la sua attenzione sulla seconda via della traduzione, quella delle amicizie poetiche coltivata dalle avanguardie artistiche. La traduzione è una modalità di lettura più compiuta: leggere un testo tradotto significa aprire due dimensioni, di critica letteraria e di giudizio, sulla base di una distanza dal testo nella traduzione e di una operazione ermeneutica. Non si tradisce il testo di partenza: a volte si tradisce quello di arrivo, perché ciò che si identifica nella lingua di partenza consente di smontare degli automatismi lirici ed estetici della lingua di arrivo. È questa l’operazione che deve avere compiuto Jakob Blakesley nel suo <em>Translating Italian Poetry</em>, muovendo, ad esempio, dalla poesia di Caproni, Sanguineti e Buffoni, e arrivando a decodificare le differenze epistemologiche sottese al rapporto tra testo originale e testo tradotto. C’è anche una alterità nella traduzione ed è quella che è stata sottolineata da Vera Lúcia de Oliveira, la quale non traduce mai ciò che studia da poco tempo: questo perché non è possibile passare dal processo creativo a quello analitico in breve tempo. Esiste una differenza sostanziale tra scrittura poetica e traduzione, in quanto la prima sottende una epifania, mentre la seconda una analisi intuitiva profonda, uno stato di coscienza allargata. La traduzione come operazione che porta fuori da se stessi e come una approssimazione ed operazione utopica si colloca anche alla base del lavoro del poeta georgiano Giorgi Lobzhanidze e della sua traduttrice Nunu Geladze, intenti a non tradire il testo di partenza, a dire quasi la stessa cosa, come voleva Umberto Eco. Dire quasi la stessa cosa anche tenendo conto, da un lato, dei <em>linguistic devices</em>, come ha ricordato Jan Wagner, che nell’atto della traduzione vede una transazione di culture, un giocare con le figure della lingua, incluse le frasi idiomatiche, dall’altro lato del fatto che la traduzione rappresenti un’esperienza anche per il lettore, come ha detto Eiléan Ni Chuilleanáin, facendo leva sul concetto di movimento da parole a parole. Non da ultimo, come ha rimarcato Stefano Giovannuzzi, storicamente la traduzione, specie nell’alveo della situazione italiana, molto rigida e basata sull’asse Petrarca-Leopardi, è diventata la chiave di volta per creare un varco e riposizionare la poesia. Si pensi al surrealismo spagnolo e a quello francese: in momenti di grossa crisi dislocare altrove il discorso è diventato la via per i poeti italiani di uscita da una sorta di stallo, sia negli anni Quaranta, che negli anni Settanta, quando si è cercata una via di fuga dalle secche della poesia italiana, invischiata nella tendenza classicista.</p>
<p>Le due sessioni pomeridiane, dedicate a ‘Dialoghi sull’Europa’, moderate da Italo Testa e da Lorenzo Cardilli e rappresentate da Maria Borio, Albane Gellè, Federico Italiano, Vicente Luis Mora, Laura Pugno, Jan Wagner, William Wall, Italo Testa, Giorgi Lobzhanidze, Yari Bernasconi, Maria Grazia Calandrone, Eiléan Ní Chuilleanáin, Massimo Gezzi, Miguel Manso, Matteo Marchesini, Valerio Massaroni, Els Moors, Petr Borkovec, Marko Pogakar e Tom Schulz, si sono incentrate sull’attuale situazione politica e culturale del Vecchio Continente da diversi punti di vista. Dalla necessità di immaginare un futuro che muove da una piccola isola di un piccolo lago per rifondare la repubblica delle lettere, uno spazio intellettuale in cui dare voce ad una Europa creata dai poeti, lontana dall’intolleranza e abitata da una forte coscienza identitaria data anche dall’importanza della connessione e dei <em>global balances</em> ai concetti di comunità e di eredità culturale, che fanno sì che la poesia venga interpretata come possibilità <em>altra</em> di percezione e di abbattimento delle frontiere, e la traduzione come transazione di identità politiche, culturali e religiose (il riferimento, è, ad esempio, al caso della Georgia, crocevia di culture fra Est e Ovest). Dalla concezione della lingua come parte di identità culturale, immaginando confini e differenze naturali, ma non antropologiche e concependo la traduzione come potere di trasportare nuclei culturali all’opposizione al radicalismo <em>nonsense</em>, in una sorta di eco collettiva e di condanna di ogni forma di dogmatismo, nel tentativo di mostrare, con la poesia, ‘le cose come sono’, di mettere insieme parole che per secoli non sono state insieme’. E, ancora, dalle radici spirituali ed umanistiche dell’Europa, che sono, insieme, culturali e politiche, all’incontro tra differenti culture, ammiccando anche a fatti di un’attualità stringente, come il caso-Brexit e quello di Carola Rackete, passando per gli anfratti della poesia, i suoi non detti, i suoi spazi da riempire, che altrimenti rimarrebbero schiacciati da altri linguaggi, il senso di umanità che ne traspare nella direzione di una identificazione con l’altro. Perché l’arte, come ha detto Massimo Gezzi citando Laura Pugno, ha bisogno di poco: di un corpo e di una voce. E, poi, del viaggio, dell’armonia, del problema dello spazio come lingua, del cambiamento.</p>
<p>Soffiava un vento leggero, la sera di sabato 13 luglio, un vento che cambiava le direzioni. Verso l’Europa, concepita come uno spazio mentale in cui l’uomo rifiuta il dogma. Non è forse un caso, allora, se il Parlamento Europeo abbia scelto di patrocinare iniziative come questa: l’Europa deve rifarsi un’anima. E può partire dalla poesia, dalla piccola isola di un piccolo lago.</p>
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		<title>A scuola di ecologia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 18:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Sei conferenze su economia circolare, biodiversità, cambiamenti climatici, agricoltura, energia, letteratura ambientale per formarsi e formare verso una società a basse emissioni di carbonio. Più altrettanti laboratori di progettazione educativa finalizzati a produrre una serie di percorsi educativi intorno alla sfida cruciale della nostra epoca, quella per la sostenibilità, che ha visto mobilitarsi, la scorsa ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/a-scuola-di-ecologia/">A scuola di ecologia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sei conferenze su economia circolare, biodiversità, cambiamenti climatici, agricoltura, energia, letteratura ambientale per formarsi e formare verso una società a basse emissioni di carbonio. Più altrettanti laboratori di progettazione educativa finalizzati a produrre una serie di percorsi educativi intorno alla sfida cruciale della nostra epoca, quella per la sostenibilità, che ha visto mobilitarsi, la scorsa settimana, milioni di giovani in tutto il mondo.</p>
<p>Apre i battenti “A scuola di ecologia”: un ciclo d’incontri promosso dalla rivista “Sapereambiente” insieme ad Arpa Umbria, con il patrocinio del Comune di Perugia e dell’Università degli studi di Perugia, che porterà da giovedì 16 maggio, presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni, alcuni fra i più importanti esperti nei diversi settori che accompagnano la riconversione verso modelli di convivenza a basse emissioni di carbonio. Il progetto è stato presentato sabato 23 marzo in conferenza stampa a Palazzo dei Priori da Urbano Barelli (vicesindaco e assessore all’Ambiente del Comune di Perugia), Franco Moriconi (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia), Claudia Mazzeschi (Direttore del Dipartimento di <em>Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione</em> di Unipg), Massimiliano Marianelli (Delegato del Rettore per la Didattica di Unipg), Fabio Mariottini (responsabile per la comunicazione e relazioni istituzionali di Arpa Umbria), Davide Mercati (Responsabile delle relazioni con i media di Aboca) e Marco Fratoddi, direttore della rivista “Sapereambiente”.</p>
<p>«Abbiamo accolto con grande piacere questa proposta – ha commentato il videsindaco Urbano Barelli – che sosteniamo con assoluta convinzione perché va nella direzione dello sviluppo sostenibile e, dunque, in linea con quanto intrapreso dall’Amministrazione nel corso del mandato. Il futuro può essere solo sostenibile ed è proprio per questo che abbiamo scelto di candidare Perugia a Capitale Verde d’Europa per il 2022. La Scuola di ecologia è quindi la ciliegina sulla torta di questo percorso. Faremo di tutto per dare il nostro appoggio e contributo all’iniziativa che arricchisce una progettualità che vogliamo ancora potenziare». Significativo anche il commento del Magnifico Rettore di Unipg, Franco Moriconi: «La partecipazione dell’Università degli Studi di Perugia all’evento di oggi non è di forma, ma di sostanza. Lo scorso aprile, infatti, l’Ateneo ha presentato, tra i pochi in Italia, il suo primo Report di Sostenibilità. Più di un segnale, un segno tangibile dell’attenzione della <em>governance</em> al tema della sostenibilità ambientale ma anche della volontà di collaborare efficacemente con il territorio per salvaguardare e promuovere quello che è un fattore sempre più decisivo per il futuro delle nuove generazioni. E proprio alle nuove generazioni si rivolge il progetto “A scuola di ecologia” presentato oggi. Non un progetto come tanti, ma che si propone di educare in modo collaborativo alla sostenibilità. Solo con uno sforzo comune volto a modificare comportamenti e approcci, infatti, possiamo sperare di fare la differenza». Un’ampia alleanza di soggetti, dunque, che punta a coinvolgere insegnanti impegnati nell’educazione ambientale, studenti delle scuole secondarie e dell’Università, in particolare quelli iscritti ai corsi con finalità pedagogiche, filosofiche e scientifiche. Ma anche volontari e attivisti delle organizzazioni sociali, giornalisti, comuni cittadini che vogliano contribuire all’espansione dei valori che ispirano la tutela della casa comune.</p>
<p>“A scuola di ecologia”, infatti, va oltre la dimensione divulgativa. Propone piuttosto ai partecipanti, dopo ogni microconferenza, d’impegnarsi in un laboratorio per gruppi finalizzato ad approfondire le tematiche affrontate e a produrre, con l’aiuto di alcuni tutor, altrettanti percorsi didattici. Ogni percorso, infine, sarà condiviso in rete attraverso una piattaforma di e-learning perché sia riproducibile nei diversi contesti di apprendimento, fuori e dentro la scuola. «Biodiversità, cambiamenti climatici, in generale la questione ambientale sono i temi decisivi per la sopravvivenza del nostro Pianeta e per il nostro futuro &#8211; commenta Claudia Mazzeschi, direttore del Dipartimento di Filosofia di Unipg, dal quale proverranno diversi docenti impegnti in “A scuola di ecologia” – Proprio per questo, e come già abbiamo fatto nel nostro Dipartimento, attento ai rapporti con il territorio come veicolo di sviluppo della comunità, avverto forte la necessità di un impegno ulteriore e condiviso, interdisciplinare e di dialogo tra i diversi Dipartimenti dell’Ateneo, a investire nella formazione delle studentesse e degli studenti. Oltre a questo vorrei che il nostro impegno di Docenti universitari e dell’Ateneo sia sempre più orientato versi la “terza missione”, quella che riguarda la crescita culturale del territorio,  con un interesse specifico verso una cultura della sostenibilità e dell’attenzione alle risorse ambientali, di cui questa “Scuola di ecologia” è una significativa testimonianza». In questo modo “A scuola d’ecologia” intende promuovere un’esperienza di ricerca, elaborazione e confronto che trova a Perugia, città candidata a Capitale Verde d’Europa, la sua cornice naturale alternando attività di laboratorio con azioni e percorsi sul campo fra i luoghi storici e le pratiche d’innovazione, i paesaggi e le bellezze del capoluogo umbro. A partire dalla Biblioteca di San Matteo degli Armeni, nel complesso monumentale del XIII secolo, con tanto di giardini e orti urbani, che ospita la collezione privata dell’educatore e teorico della nonviolenza Aldo Capitini, una ricca documentazione sul dialogo interculturale e una sezione della biblioteca di Arpa Umbria, già sede lo scorso anno della rassegna di cinema ambientale “Green drop award a Perugia”.</p>
<p>«Arpa Umbria è impegnata in più maniere anche nel terreno della formazione, tramite le attività educative, gli incontri pubblici e la rivista “Micron” – ha commentato Fabio Mariottini – Ci sembra importante che le istituzioni lavorino insieme verso questo obiettivo, come vediamo nel progetto che presentiamo oggi, per far evolvere il nostro modello di sviluppo verso l’economia circolare, dialogando su questo in particolare con gli studenti universitari, quelli che si affacciano sul mondo del lavoro e che si apprestano a diventare classe dirigente».</p>
<p>Le iscrizioni sono aperte fino al 5 maggio tramite l’indirizzo <a href="http://www.scuoladiecologia.it">www.scuoladiecologia.it</a> per un numero massimo di 25 partecipanti (è prevista una selezione sulla base dei requisiti individuali e tramite colloquio). Gli incontri partiranno il 16 maggio (ore 16.30) con una sessione introduttiva insieme a Daniela Gigante (docente di Botanica applicata presso il Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali di Unipg) e con il contrappunto metodologico di Michela Mayer, membro del Comitato Scientifico per il Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile della Commissione Italiana Unesco nonché della rete internazionale ENSI (Environment and School Initiatives). Il mese successivo, giovedì 6 giugno (sempre alle 16.30), sarà invece Stefano Caserini, climatologo e ingegnere ambientale, docente presso il Politecnico di Milano, a introdurre il tema del global warming nella sua dimensione scientifica e culturale, dialogando con la psicologa dei cambiamenti climatici Alessandra Perri. Gli eventi ruoteranno quindi dopo le vacanze estive (il calendario è in via di definizione) con relatori come Valerio Rossi Albertini (docente di chimica fisica presso La Sapienza Università di Roma, giornalista e conduttore televisivo), Luca Alici (docente di Filosofia politica presso l&#8217;Università degli studi di Perugia), Piero Dominici (docente di Comunicazione pubblica presso l&#8217;Università degli studi di Perugia), Valentina Cavanna (giurista ambientale e saggista), Marco Gisotti (giornalista e comunicatore ambientale), Niccolò Scaffai (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Losanna), Roberto Morabito (Responsabile dell’Unità tecnica Tecnologie ambientali dell’Enea) e altri in via di definizione. Svolgeranno funzione di coordinamento Francesco Ajello della redazione della rivista “Micron” e Michele Sbaragli del settore educazione ambientale sempre di Arpa Umbria. In programma, infine, anche letture poetiche e letterarie, proiezioni cinematografiche e performance artistiche che rappresenteranno ulteriori opportunità di approfondimento e stimolo intellettuale. È partner del progetto, in qualità di main sponsor, Aboca: la società leader nella produzione di dispositivi medici e integratori alimentari a base di sostanze vegetali complesse, divenuta lo scorso anno “Azienda Benefit” per il suo impegno a sostegno del bene comune. Partecipano inoltre come media partner la rivista culturale online “Insula europea” (<a href="http://www.insulaeuropea.eu">www.insulaeuropea.eu</a>) e il gruppo di comunicazione ambientale Green Factor. Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di merito, figureranno inoltre tra gli autori delle pubblicazioni che emergeranno dal laboratorio; gli studenti degli istituti scolastici e dei diversi Dipartimenti universitari avranno inoltre la possibilità di lucrare dei crediti formativi.</p>
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