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	<title>Perugia Online &#187; assoluzione</title>
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		<title>Omicidio Meredith, la conferenza di Raffaele Sollecito: ero un sequestrato, ora sono libero</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 10:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ha raccontato la sua verità Raffaele Sollecito nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì mattina a Roma all&#8217;indomani della sentenza definitiva di assoluzione per l&#8217;omicidio di Meredith Kercher. &#8220;Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato: senza il loro supporto non avrei avuto la forza di arrivare fino a qui. Ringrazio in particolare mio padre, i miei avvocati e i ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/omicidio-meredith-la-conferenza-di-raffaele-sollecito-ero-un-sequestrato-ora-sono-libero/">Omicidio Meredith, la conferenza di Raffaele Sollecito: ero un sequestrato, ora sono libero</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ha raccontato la sua verità Raffaele Sollecito nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì mattina a Roma all&#8217;indomani della <a title="Omicidio Meredith, ultimo capitolo: tutti assolti!!" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/omicidio-meredith-ultimo-capitolo-19032/">sentenza definitiva di assoluzione</a> per l&#8217;omicidio di Meredith Kercher. &#8220;Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato: senza il loro supporto non avrei avuto la forza di arrivare fino a qui. Ringrazio in particolare mio padre, i miei avvocati e i miei familiari &#8211; ha sottolineato innanzitutto Sollecito -. Mi sento come un sequestrato tornato alla libertà. Il mio sequestro à stato insopportabile. Sono stato additato come un assassino senza uno straccio di prova. La mia famiglia è stata fatta a pezzi, sbriciolata. Non è vero che non mi aspettavo questa sentenza: questa sentenza doveva finire così&#8221;. &#8220;Questa ferita non si rimarginerà mai, purtroppo &#8211; ha continuato -. Ringrazio i giudici che mi hanno risarcito di tante sofferenze, la ferita non smetterà mai di sanguinare, non si cicatrizzerà mai. Sono completamente estraneo a tutta questa vicenda. Il dolore è ancora presente, se guardo l&#8217;esito finale, la giustizia ha funzionato. Ma sette anni e cinque mesi per arrivare alla assoluzione definitiva sono davverotroppi&#8221;.</p>
<p><strong>Il rapporto con Amanda</strong> &#8211; Sollecito ha poi parlato di colei che ha condiviso con lui questi otto anni di inchiesta, <a title="Omicidio Meredith, le reazioni. Raffaele: finalmente mi hanno creduto. Amanda: mi riprendo la mia vita" href="http://www.perugiaonline.net/senza-categoria/omicidio-meredith-le-reazioni-raffaele-finalmente-mi-hanno-creduto-amanda-mi-riprendo-la-mia-vita-19095/">Amanda Knox</a>. &#8220;Il mio rapporto con Amanda &#8211; ha spiegato &#8211; era una semplice storia d&#8217;affetto tra due ragazzi. Auguro ad Amanda ogni bene, forse scriverò un libro, ora voglio dimenticare. L&#8217;ho sentita di recente, ci siamo scambiati gli auguri e siamo entrambi molto felici. Anche lei ha festeggiato con la famiglia e la telefonata si è chiusa con tanti auguri reciproci per la nostra nuova vita&#8221;. &#8220;Non so se ci vedremo in futuro, ma non ho questo desiderio imperterrito di vederla &#8211; ha concluso -. La nostra è rimasta un&#8217;amicizia come tantissime altre e sulla nostra relazione non c&#8217;è alcun alone cupo, come è stato detto da molti&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;avvocato Buongiorno</strong> &#8211;  &#8220;Non accetto mai più di essere definito assassino e mi tutelerò nelle sedi opportune nel caso ce ne fosse bisogno&#8221;, ha ribadito Sollecito. L&#8217;avvocato Bongiorno ha, quindi, aggiunto che quello di oggi è &#8220;un contributo che vuole dare Raffaele, una sua dichiarazione, che vi darà contezza del suo stato d&#8217;animo. Non è una conferenza tecnica. Non intendiamo rifare il processo; questo è un incontro con i giornalisti, visto che altrimenti non lo lascereste continuare a vivere. Non intendiamo parlare di tecnicismi&#8221;. &#8220;Valuteremo le istanze relativamente all&#8217;ingiusta detenzione &#8211; ha continuato l&#8217;avvocato -, ma non ci sono sentimenti di vendetta nell&#8217;animo di Raffaele. Non cerchiamo vendette verso giudici chehanno sbagliato. E&#8217; sbagliato pensare che andremo a frustare i giudici. La responsabilità civile è un istituto serissimo, non va esercitato con spirito di vendetta, non ci sono allo stato iniziative di questo genere&#8221;.</p>
<p><strong>I Kercher</strong> &#8211; Raffaele ha voluto anche spendere una parola per la famiglia di Meredith, i Kercher. &#8220;A me dispiace che la famiglia di Meredith sia delusa dalla sentenza &#8211; ha dichiarato -. Questa sentenza è la verità processuale che stavolta è coincidente con i fatti. Io non ho nulla a che fare con il delitto. <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> la conoscevo pochissimo, non avevo motivi per avere astio e rendermi partecipe di un delitto orribile. Spero che loro riconoscano questa verità dei fatti. Guede non lo conosco affatto&#8221;.</p>
<p><strong>Rudy Guede</strong> &#8211; L&#8217;avvocato Luca Maori, che ha difeso Sollecito insieme a Giulia Buongiorno, ha citato anche l&#8217;unica condannato per l&#8217;omicidio di Meredith, Rudy Guede. &#8220;L&#8217;omicidio di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> &#8211; ha sottolineato &#8211; è avvenuto esclusivamente per mano di Rudy Guede che sta scontando una condanna bassissima, è lui che deve far sapere&#8221; alla famiglia Kercher &#8220;la verità dei fatti&#8221;.</p>
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		<title>Omicidio Meredith, il giudice che assolse Amanda e Raffaele nel 2011: &#8220;Fui linciato, la mia carriera finì&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 09:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La definisce &#8220;la fine di una grande sofferenza&#8221;. Con queste parole commenta la <a title="Omicidio Meredith, ultimo capitolo: tutti assolti!!" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/omicidio-meredith-ultimo-capitolo-19032/">sentenza definitiva di assoluzione</a> nei confronti di Raffaele Sollecito e Amanda Knox Claudio Pratillo Hellmann, 72 anni, nel 2011 presidente della Corte d&#8217;Appello di Perugia che assolse Amanda e Raffaele e da allora è in pensione.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito da parte della Corte di Cassazione &#8211; ha raccontato in un&#8217;intervista a <em>Repubblica</em> -? Non è soltanto la soddisfazione per il riconoscimento implicito della validità della sentenza emessa a suo tempo dalla corte che presiedevo, ma è soprattutto la fine di una grande sofferenza. Per tre anni e mezzo ho sofferto per la sorte di due ragazzi che ritenevo innocenti e che rischiavano di scontare una pena durissima per un delitto che non avevano commesso&#8221;. Pratilllo Hellmann spiega come &#8220;praticamente fui costretto&#8221; a lasciare la magistratura. &#8220;La nostra decisione fu accolta con reazioni di sdegno. Ricordo ancora i fischi e le urla di una claque che si era radunata la sera del verdetto davanti al tribunale. Dal giorno dopo mi sentii circondato da un&#8217;ostilità crescente. Nei bar di Perugia dicevano che mi ero venduto agli americani, che avevo ceduto alla pressioni della Cia&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;ostilità dei colleghi</strong>  &#8211; &#8220;Panzane, certo, ma &#8211; prosegue &#8211; quello che mi ha colpito di più del linciaggio diffamatorio durato per anni fu la reazione dei colleghi magistrati. Quasi tutti mi tolsero il saluto. In particolare, quelli che a diverso titolo erano stati coinvolti nella vicenda. Mi resi conto &#8211; prosegue &#8211; che quella della mia Corte era stata una voce fuori dal coro in un tribunale dove tutti i giudici, a partire dal gup per arrivare a quelli dei diversi Riesami, pur criticando l&#8217;inchiesta, avevano avallato l&#8217;accusa. In più ero in predicato per la presidente del Tribunale e naturalmente quella carica venne assegnata ad un altro collega sicuramente degnissimo ma qualche sospetto che si trattasse di una ritorsione mi venne. Sei mesi dopo la sentenza quindi decisi di andare in pensione&#8221;.</p>
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		<title>Omicidio Kercher, legge è fatta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 23:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<em>Così giustizia è fatta. Dopo circa sette anni e mezzo da quel tragico primo novembre 2007, gli assassini di Meredith Kercher rimangono ignoti. I nomi e i cognomi da subito, da sempre associati all’omicidio, quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, da questa sera (27 marzo) sono da considerarsi del tutto estranei alla vicenda. Non hanno commesso il fatto. Questo ha sancito la Cassazione Italiana, accogliendo in pieno le richieste dell’avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno, vale a dire l’annullamento delle precedenti condanne a 28 e 25 anni di reclusione “senza rinvio”, quindi senza lasciare ulteriori spazi a dubbi, indagini, processi. Sollecito e Knox sono innocenti, e Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio, ha concorso insieme a nessuno.</em></p>
<p><em>Giustizia è fatta: o meglio, legge è fatta. Perché se prima era opinione condivisa che difficilmente si sarebbe mai giunti ad una totale ricostruzione dei fatti di quella notte di Halloween, adesso c’è la certezza che mai si sapranno come andarono le cose. Oggi la giustizia italiana scrive una delle sue pagine più imbarazzanti, certamente non la prima né la più grave, purtroppo altrettanto certamente non l’ultima. “I segreti in fondo al mare” che bagna per tre quarti questo splendido Paese sono incalcolabili; davanti a questi segreti, e soprattutto ai loro custodi, la macchina giudiziaria italiana è stata a volte impotente, a volte impreparata, spesso complice. In questo caso si è assistito ad una condanna, ad un’assoluzione in appello, ad un annullamento della precedente assoluzione, ad una nuova condanna ed infine all’assoluzione finale da parte della Corte Suprema. Ennesima prova della relatività, dell’aleatorietà della giustizia italiana, i cui ingranaggi sono assolutamente da evitare per chiunque sia persona onesta, per chiunque, cioè, sia vittima o abbia qualcosa da perdere.</em></p>
<p><em>La sentenza di questa sera riconsegna l’Italia alla sua immagine di Repubblica delle Banane d’Europa, lasciando la famiglia Kercher con il dolore come unico ricordo del passato, compagno del presente e ossessione del futuro. Gli italiani onesti questa notte hanno un motivo in più per vergognarsi.</em></p>
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		<title>Omicidio Meredith, le reazioni. Raffaele: finalmente mi hanno creduto. Amanda: mi riprendo la mia vita</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 12:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani della sentenza definitiva di assoluzione nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti. Raffaele Sollecito &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/omicidio-meredith-le-reazioni-raffaele-finalmente-mi-hanno-creduto-amanda-mi-riprendo-la-mia-vita/">Omicidio Meredith, le reazioni. Raffaele: finalmente mi hanno creduto. Amanda: mi riprendo la mia vita</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> All&#8217;indomani della<a title="Omicidio Meredith, ultimo capitolo: tutti assolti!!" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/omicidio-meredith-ultimo-capitolo-19032/"> sentenza definitiva di assoluzione</a> nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti.</p>
<p><strong>Raffaele Sollecito</strong> &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. Queste le parole di Raffaele Sollecito agli amici, ai due zii e alle cugine presenti nella sua casa di Bisceglie dopo la sentenza . &#8220;In questi anni &#8211; racconta il suo avvocato, Francesco Mastro &#8211; Raffaele ha sempre ripetuto: &#8216;Ma perchè non mi credono?&#8221;.</p>
<p><strong>Amanda Knox </strong>&#8211; Si dice &#8220;sollevata&#8221; anche Amanda Knox, che ha atteso il verdetto nella sua casa di Seattle insieme ad amici e parenti. &#8220;Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana &#8211; scrive in un comunicato -. La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario&#8221;, durante il quale &#8220;ho avuto l&#8217;inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti&#8221;. Poi, al telefono con uno dei suoi legali, l&#8217;avvocato Luciano Ghirga, singhiozza dalla gioia: &#8220;Ho ripreso la mia vita&#8230; Luciano grazie, ti voglio bene&#8221;. &#8220;Ora sta solo festeggiando &#8211; ha spiegato l&#8217;avvocato &#8211; e non pensa a cosa farà nei prossimi giorni. Così come non pensa ad alcuna richiesta di risarcimento&#8221; per ingiusta detenzione, chiarisce, smentendo l&#8217;ipotesi avanzata dall&#8217;altro legale. &#8220;Grazie dal profondo del mio cuore. La vostra gentilezza mi ha sostenuto. Vorrei solo potervi ringraziare ognuno di persona&#8221;, dice ancora Amanda rivolgendosi ai suoi supporter. Anche la famiglia della giovane ha scritto un comunicato per &#8220;esprimere profonda gratitudine a coloro che hanno sostenuto Amanda. Innumerevoli persone, da esperti di Dna di fama mondiale, ad ex agenti dell&#8217;Fbi, fino ai cittadini comuni impegnati per la giustizia, hanno parlato della sua innocenza. Siamo entusiasti e grati &#8211; scrive ancora la famiglia Knox &#8211; per la decisione presa oggi dalla Corte italiana. E siamo grati oltre ogni misura per tutti coloro che hanno fatto così tanto per lei&#8221;.</p>
<p><strong>La condanna per calunnia</strong> &#8211; Giudicata innocente per l&#8217;omicidio, Amanda Konx è, però, stata definitivamente condannata dalla Cassazione a tre anni di reclusione per aver calunniato, nel corso delle indagini sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher, Patrik Lumumba, accusandolo del delitto. In primo grado Amanda Knox aveva avuto, per la calunnia, una pena di un anno, che era stata poi aumentata fino a tre anni e sei mesi dalla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Firenze perchè i giudici avevano ritenuto che Amanda avesse accusato Lumumba &#8220;per assicurare a sè l&#8217;impunita&#8217; dal reato di omicidio&#8221; (aggravante prevista dall&#8217;articolo 61 n. 2 del codice penale). Esclusa ora la responsabilità della giovane americana per il delitto di Meridith, la pena per la calunnia è stata definitivamente fissata in tre anni di reclusione, pena già interamente scontata in fase di carcerazione preventiva.</p>
<p><strong>L&#8217;avvocato Buongiorno</strong> &#8211; L&#8217;urlo di gioia dell&#8221;avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, alla lettura della sentenza ha ricordato quello che lei stessa fece in occasione dell&#8221;assoluzione di Giulio Andreotti, che pure difendeva. &#8220;E&#8217; stata una battaglia durissima, era palese che Sollecito fosse innocente, e questa Cassazione ha avuto il coraggio di affermarlo&#8221;.</p>
<p><strong>I genitori di Meredith</strong> &#8211; Arline Kercher, madre di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher, dal canto suo, si è detta &#8220;sorpresa e molto scioccata&#8221;. Di tono dimesso anche il commento dell&#8217;avvocato Francesco Maresca, difensore della famiglia Kercher. &#8220;E&#8217; una verità difficile da digerire per la famiglia, per noi che l&#8217;abbiamo difesa e per i giudici che hanno emesso i verdetti di condanna. Ritengo che sia una sconfitta per il sistema giudiziario italiano&#8221;.</p>
<p><strong>La magistratura</strong> &#8211; &#8220;Evidentemente avevamo ragione noi&#8221;, ha commentato Claudio Pratillo Hellmann, presidente della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Perugia che nel 2011 assolse Amanda e Raffaele; mentre il sostituto procuratore generale di <span style="text-decoration: underline;">Perugia</span> Giancarlo Costagliola ha detto di essere &#8220;curioso di leggere le motivazione della sentenza. &#8220;Prendo atto della sentenza &#8211; ha detto il magistrato &#8211; e ho il massimo rispetto per le decisioni della Corte&#8221;.</p>
<p><strong>Rudy Guede, l&#8217;unico condannato</strong> &#8211; La vicenda dell&#8221;omicidio di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher si chiude, dunque, con un unico punto fermo: riguarda Rudy Guede, il solo degli imputati che ha scelto il rito abbreviato e definitivamente condannato a 16 anni di reclusione. L&#8217;ivoriano ha da subito ammesso la sua presenza nella villetta del delitto, affermando però di essere stato in bagno mentre la Kercher veniva uccisa da altre due persone. Guede ha poi sostenuto più o meno espressamente che in casa c&#8217;erano Sollecito e la Knox.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; Amanda Knox, originaria di Seattle, era arrivata a Perugia per studiare scrittura creativa all&#8217;Università per Stranieri. Appassionata di yoga e calcio era da poco fidanzata con Raffaele, conosciuto a un concerto di musica classica. Lui, amante tra l&#8217;altro di fumetti manga, all&#8217;epoca frequentava ingegneria informatica in cui si è laureato in carcere specializzandosi poi da libero in realtà virtuale. Le immagini di Sollecito e della Knox abbracciati davanti all&#8217;ingresso della casa di via della Pergola hanno fatto il giro del mondo. I due hanno però sempre negato di essere stati nella villetta la sera dell&#8217;omicidio. Erano invece &#8211; hanno detto più volte &#8211; a casa di Sollecito dove avrebbero dormito.  Una versione alla quale non ha tuttavia creduto la polizia che ha condotto una complessa indagine coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Mignini (poi affiancato in dibattimento da Manuela Comodi). Per gli inquirenti le tracce di Dna (come quello di Sollecito sul gancetto del reggiseno della studentessa inglese), le impronte (anche di piedi nudi insanguinati) e le testimonianze raccolte collocano i due giovani nell&#8217;abitazione mentre la Kercher veniva uccisa. Un omicidio con un movente a sfondo sessuale, ha ipotizzato inizialmente l&#8217;accusa. Collocato in un quadro che ha portato all&#8217;arresto e alla condanna in primo grado dei due giovani ma anche a quella definitiva di Guede.</p>
<p>Elementi che le difese di Sollecito e della Knox hanno ritenuto da subito non certi. Dando battaglia in particolare sull&#8217;attendibilità della prova genetica (il gancetto di reggiseno repertato dalla polizia scientifica dopo diversi giorni di sopralluoghi) e quella delle testimonianze, in particolare di Guede. Tesi accolte dai giudici d&#8217;appello perugini che hanno assolto i due giovani, rendendoli di nuovo liberi, con una sentenza poi però annullata dalla Cassazione e ribaltata in appello a Firenze con una nuova condanna. Per i giudici toscani fu la Knox a sferrare la coltellata mortale a <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> colpita con un&#8217;altra lama anche da Sollecito nel corso di un&#8217;aggressione successiva a una lite alla quale prese parte anche Guede. Una ricostruzione che non ha convinto la Cassazione, la quale ha scritto la parola fine alla vicenda giudiziaria di Amanda e Raffaele, assolvendoli definitivamente dall&#8217;accusa di omicidio.</p>
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		<title>Rapine in villa, assolta la banda di &#8220;Occhi di ghiaccio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2014 13:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto i sei albanesi accusati di aver messo a segno 11 rapine dal maggio 2010 al febbraio 2011 nel perugino per un bottino di oltre 130 mila euro. Tra i furti contestati quello in casa dell’allenatore perugino Serse Cosmi, un furto con botte al custode in una villa di Foligno, due furti nello spoletino tra gennaio e febbraio 2011 e diversi altri colpi in Umbria sempre con lo stesso modus operandi: la violenza.</p>
<p>Il collegio del tribunale di Perugia, presieduto dal giudice Gaetano Montone, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha deciso per l’assoluzione, disponendo l’immediata scarcerazione.</p>
<p>Sul banco degli imputati: Gezim Kuka, considerato il capo della banda, Altin Hoxha detto “Occhi di ghiaccio”, Leo Ndreu, Artan Duda e Gjolek Ballshani, arrestati nel 2011 e ora assolti con formula piena e quindi di nuovo in libertà.</p>
<p>Soddisfatti gli avvocati delle difese. Tra gli alibi degli albanesi, infatti, figurano pernottamenti in alberghi albanesi nei periodi in cui furono svaligiate alcune ville del perugino, campagne elettorali sempre in Albania (tra i testimoni il sindaco con il quale uno degli imputati avrebbe lavorato durante la campagna elettorale durata da settembre 2010 al gennaio 2011) e problemi di salute.</p>
<p>“Il mio assistito – dichiara l’avvocato di Artan Duda Luisa Di Curzio – ha subito un trapianto di cuore nel 2010 e  ha vissuto con un cuore artificiale che non gli consentiva di uscire di casa per mesi”.</p>
<p><strong>L’accusa, sostenuta dal pm</strong> Giuseppe Petrazzini, seguito alla collega Alessia Tavarnesi che dispose gli arresti, aveva chiesto pene pesantissime dai 15 ai 30 anni, e si basava sul riconoscimento dei sei albanesi da parte di alcune delle vittime delle rapine. Riconoscimenti che però sono stati contestati dalle difese poiché la banda agiva sempre con il volto coperto.  Facile ipotizzare il ricorso in appello da parte della procura subito dopo aver letto le motivazioni della sentenza.</p>
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		<title>Processo ai Colaiacovo, tutti assolti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 23:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti assolti. Il processo Colaiacovo si chiude in primo grado con uno zero sulla casella “condanne”. La sentenza è arrivata nella serata di ieri (24 gennaio), qualche minuto prima delle 19. Sul banco degli imputati, come noto, c’erano sette persone, delle quali quattro membri della famiglia Colaiacovo: Franco, suo figlio Giuseppe e le nipoti Paola ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Tutti assolti. Il processo Colaiacovo si chiude in primo grado con uno zero sulla casella “condanne”. La sentenza è arrivata nella serata di ieri (24 gennaio), qualche minuto prima delle 19. Sul banco degli imputati, come noto, c’erano sette persone, delle quali quattro membri della famiglia Colaiacovo: Franco, suo figlio Giuseppe e le nipoti Paola e Francesca. Per tutti l’accusa era quella di avere ordito, a vario titolo, un complotto atto a indurre Carlo Colaiacovo – fratello di Franco, nonché presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del gruppo Colacem – a rinunciare ad ogni carica ricoperta fin a quel momento. La storia ha inizio nel 2006, allorché un esposto anonimo raggiunge la Procura di Roma, segnalando la ricettazione di opere d’arte da parte di un cementiere eugubino, di nome Carlo. Da quel primo episodio si erano susseguiti altri due esposti anonimi e una serie di dindagini che, al termine di perquisizioni, avvisi di garanzia, verifiche di ogni natura, avevano scagionato Carlo Colaiacovo da ogni ipotesi di reato. “Siamo di fronte – queste erano state le parole del pm Antonella Duchini, la scorsa udienza – ad un’operazione messa in atto nel giro di tre giorni, con accuse gigantesche, ma senza risultati”. Il pubblico ministero aveva chiesto tre anni di reclusione per gli imputati, ma il collegio giudicante ha ritenuto insufficienti le prove addotte dalla pubblica accusa, mandando assolti tutti gli imputati. Rimane a questo punto un mistero, stante l’innocenza della famiglia Colaiacovo rispetto alle accuse infamanti mosse nei confronti di Carlo, chi sia stato il reale autore dei tre esposti dai quali ebbe origine tutta la vicenda (foto tratta da ilgiornaledellumbria.it).</p>
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