venerdì, 15 dicembre 2017 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2017 alle ore 17:28

Omicidio Kercher, legge è fatta

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Per la giustizia, l'Italia si sta ancora attrezzando. Quella che si chiude oggi è una delle pagine più imbarazzanti della macchina giudiziaria italiana. Sollecito e Knox sono stati condannati, poi assolti, condannati di nuovo e di nuovo assolti

 
Omicidio Kercher, legge è fatta
Così giustizia è fatta. Dopo circa sette anni e mezzo da quel tragico primo novembre 2007, gli assassini di Meredith Kercher rimangono ignoti. I nomi e i cognomi da subito, da sempre associati all’omicidio, quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, da questa sera (27 marzo) sono da considerarsi del tutto estranei alla vicenda. Non hanno commesso il fatto. Questo ha sancito la Cassazione Italiana, accogliendo in pieno le richieste dell’avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno, vale a dire l’annullamento delle precedenti condanne a 28 e 25 anni di reclusione “senza rinvio”, quindi senza lasciare ulteriori spazi a dubbi, indagini, processi. Sollecito e Knox sono innocenti, e Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio, ha concorso insieme a nessuno.

Giustizia è fatta: o meglio, legge è fatta. Perché se prima era opinione condivisa che difficilmente si sarebbe mai giunti ad una totale ricostruzione dei fatti di quella notte di Halloween, adesso c’è la certezza che mai si sapranno come andarono le cose. Oggi la giustizia italiana scrive una delle sue pagine più imbarazzanti, certamente non la prima né la più grave, purtroppo altrettanto certamente non l’ultima. “I segreti in fondo al mare” che bagna per tre quarti questo splendido Paese sono incalcolabili; davanti a questi segreti, e soprattutto ai loro custodi, la macchina giudiziaria italiana è stata a volte impotente, a volte impreparata, spesso complice. In questo caso si è assistito ad una condanna, ad un’assoluzione in appello, ad un annullamento della precedente assoluzione, ad una nuova condanna ed infine all’assoluzione finale da parte della Corte Suprema. Ennesima prova della relatività, dell’aleatorietà della giustizia italiana, i cui ingranaggi sono assolutamente da evitare per chiunque sia persona onesta, per chiunque, cioè, sia vittima o abbia qualcosa da perdere.

La sentenza di questa sera riconsegna l’Italia alla sua immagine di Repubblica delle Banane d’Europa, lasciando la famiglia Kercher con il dolore come unico ricordo del passato, compagno del presente e ossessione del futuro. Gli italiani onesti questa notte hanno un motivo in più per vergognarsi.

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Daniele Ubaldi

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