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	<title>Perugia Online &#187; crisi economica</title>
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		<title>Al centro congressi Capitini 500 lavoratrici e lavoratori con Cgil, Cisl e Uil: “Una forte proposta unitaria per la Regione partendo dal lavoro”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 15:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il ricordo delle vittime del terrorismo e di quelle della violenza maschile sulle donne, dopo la tragica morte a Perugia di Raffaella Presta proprio il 25 novembre, hanno connotato fortemente l’iniziativa che Cgil Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto oggi, 27 novembre, a Perugia, con oltre 500 lavoratrici e lavoratori da tutta la regione riuniti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il ricordo delle vittime del terrorismo e di quelle della violenza maschile sulle donne, dopo la tragica morte a Perugia di Raffaella Presta proprio il 25 novembre, hanno connotato fortemente l’iniziativa che Cgil Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto oggi, 27 novembre, a Perugia, con oltre 500 lavoratrici e lavoratori da tutta la regione riuniti al centro congressi Capitini per “aprire un percorso unitario di proposta partecipata”, “offrendo una visione dal basso, da chi cioè vive quotidianamente il problema del lavoro che manca e di quello che resiste, ma peggiora costantemente”. Un messaggio rivolto in primo luogo alla Regione e alle istituzioni pubbliche, ma allargato a tutti i soggetti sociali ed economici dell’Umbria. “Serve una responsabilità condivisa se vogliamo far sì che la tanto sventolata ripresa, per ora tutta sulla carta, possa concretamente portare benefici all’Umbria”, hanno sottolineato nei loro interventi i segretari del sindacato umbro, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, che con questa iniziativa intendono ridare centralità al tema del lavoro. Molti i contributi portati da lavoratrici e lavoratori del settore pubblico e privato, di tutta la regione, dalla piccola azienda metalmeccanica narnese, alla Perugina, passando per il pubblico impiego (domani a Roma la manifestazione per il contratto nazionale alla quale parteciperanno oltre 500 lavoratori umbri), la cooperazione sociale, l’edilizia e il commercio. Tante voci diverse che chiedono però all’unisono di aprire una fase nuova, nella quale il lavoro, quello di qualità (non quello dei voucher), sia davvero la prima priorità. E la possibilità di incidere davvero c’è, considerando l’importante iniezione di risorse europee che arriverà in Umbria nel prossimo quinquennio (circa 1,7 miliardi di euro). “Noi abbiamo le nostre proposte e vogliamo costruirne altre attraverso la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori – insistono Cgil, Cisl e Uil – avendo chiari quelli che sono i presupposti necessari e irrinunciabili: legalità e sicurezza sul lavoro”. Due temi sui quali – sottolineano i sindacati – l’Umbria negli ultimi anni è arretrata e ha bisogno di reagire. “Mafizzazione” dell’economia (emblematico il caso del commissariamento di Gesenu) e record di morti sul lavoro (già 20 nel 2015), sono due piaghe che vanno immediatamente sanate, per poter pensare di costruire una qualsiasi prospettiva di sviluppo. Ma sono molti altri i temi sui quali Cgil, Cisl e Uil chiedono di lavorare, confrontarsi, anche scontrarsi se necessario alla nuova giunta regionale: temi quali l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro.  “L’iniziativa di oggi è una dimostrazione di non rassegnazione alla crisi e al declino”, hanno osservato nei loro interventi i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo. “Da qui oggi deve partire una vertenza Umbria, che significa costruire sul territorio condizioni di sviluppo, seguendo le vocazioni proprie di questa realtà. Questo vuol dire fare il sindacato: stare dalla parte dei più deboli, con un forte spirito unitario, per offrire una speranza al paese”. Sul palco per tutta la durata dell’iniziativa è stata esposta, grazie alla disponibilità della Fondazione Aldo Capitini, la bandiera originale della prima Marcia della Pace Perugia-Assisi, promossa dal filosofo pacifista e non violento, il cui pensiero oggi è di straordinaria attualità.</p>
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		<title>Crisi economica, Mario Bravi Cgil: &#8220;Ripresa troppo fragile&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 16:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Evitiamo abbagli pericolosi: in Umbria c&#8217;è una ripresa economica estremamente fragile. Forse. Sicuramente non c&#8217;è una crescita. Di  fronte all’esplosione anche in Umbria di un ottimismo sfrenato sulle magnifiche e progressive sorti della nostra economia, conseguenza probabile dello storytelling renziano, è bene puntualizzare e precisare allo scopo di evitare ulteriori abbagli. Su questo terreno si sono esercitate negli ultimi tempi anche Confindustria dell’Umbria e la Camera di Commercio di Perugia. A parte il fatto che le loro analisi si soffermano più sulle aspettative e sulla fiducia dei consumatori e del sistema delle imprese, è sempre necessario comunque distinguere tra ripresa e crescita. Come ha sottolineato in un saggio l’economista Pierluigi Ciocca, dopo 7 anni di crisi, un rimbalzo dovuto soprattutto a fattori internazionali e che può avere come riflesso un aumento del PIL dell&#8217;1%, si può anche letteralmente definire &#8220;ripresa&#8221; ma non è assolutamente in grado di affrontare i nodi strutturali del Paese a partire innanzitutto dalla creazione di lavoro. La crescita è tutt’altra cosa e questa non si vede né in Italia né in Umbria. Anche alcuni dati, parziali ma rilevanti, lo dimostrano con grande chiarezza. L‘aumento dell’occupazione, ad esempio, è tutto dovuto all’esplosione dell&#8217;utilizzo dei buoni-lavoro (voucher), strumenti che non garantiscono né gli ammortizzatori sociali né gli aspetti previdenziali e che in Umbria sono arrivati alla cifra record di 1 milione. Credo che potremo parlare di crescita solo quando il numero delle crisi industriali in Umbria comincerà a diminuire invece di crescere. Ad oggi siamo a quota almeno 195 vertenze aziendali aperte.  Cito sempre, tra le tante, quelle della J.P. Industries e della ex Antonio Merloni, dove la situazione è assolutamente drammatica, con 120 persone rimaste senza alcun reddito e altre 700 senza prospettive e certezze. Con buona pace del ministro dell’Industria Federica Guidi che continua a rispondere alle numerose interpellanze parlamentari in maniera rassicurante senza però mai entrare veramente nel merito.  Anche gli immigrati stanno andando via dall’Umbria (-1,31% nel 2014). Anche questo e’ un ulteriore segnale di crisi vera che continua a picchiare duro nella nostra regione. I tagli al welfare e alla sanità si fanno progressivamente sempre più pesanti. La Cgil denuncia che stanno già minando la coesione sociale dell&#8217;Umbria. E giusto dire con franchezza e determinazione che anche la nostra realtà non è più in grado di affrontarne altri. Anche per questi motivi è sempre più evidente che bisogna cambiare strada. In Italia e in Umbria. E&#8217; necessario contrastare le politiche dell’austerità puntando, come sostiene Mariana Mazzucato, su forti investimenti pubblici in grado di creare lavoro e di dare una prospettiva vera di cambiamento. Solo così si potrà parlare seriamente e non per slogan di fuoriuscita dalla crisi, di ripresa, di crescita.</p>
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		<title>Sgalla: &#8220;Intervento di emergenza per l&#8217;occupazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 14:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Cgil dell&#8217;Umbria ha presentato oggi, 31 luglio, nel corso di una conferenza stampa la c.d. mappa della crisi nella nostra regione (consultabile al seguente link: https://www.google.com/maps/d/viewer?usp=sharing&#38;mid=zqZbKnywi_SE.kL5soZ7-oaTA), unitamente al Focus Ires Cgil Toscana sull’economia umbra, relativo al primo trimestre 2015. I dati che emergono sono, secondo il segretario generale Vincenzo Sgalla, tuttora preoccupanti. L&#8217;appello &#8211; Sgalla dichiara: “Dobbiamo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>La Cgil dell&#8217;Umbria ha presentato oggi, 31 luglio, nel corso di una conferenza stampa la c.d. mappa della crisi nella nostra regione (consultabile al seguente link: https://www.google.com/maps/d/viewer?usp=sharing&amp;mid=zqZbKnywi_SE.kL5soZ7-oaTA), unitamente al Focus Ires Cgil Toscana sull’economia umbra, relativo al primo trimestre 2015. I dati che emergono sono, secondo il segretario generale Vincenzo Sgalla, tuttora preoccupanti.</p>
<p><strong>L&#8217;appello &#8211; </strong>Sgalla dichiara: “Dobbiamo uscire dalla logica della contrapposizione tra ‘gufi’ e ‘salvatori della patria’. La crisi c’è, i dati lo dimostrano in maniera inequivocabile. E non basta un po’ di doping occupazionale ad invertire il trend&#8221;. Il sindacalista invoca quindi un intervento d&#8217;emergenza che possa permettere un rilancio del sistema produttivo umbro.</p>
<p><strong>Allarme e proposte &#8211; </strong>&#8220;Il pericolo &#8211; spiega Sgalla- è che la nostra regione venga risucchiata in quel pezzo di Italia centro-meridionale che il recentissimo studio Svimez definisce a rischio di crisi permanente e irreversibile&#8221;. Si cerca allora di tendere una mano alla governatrice Marini: &#8220;La sua idea di una legislatura regionale aggressiva ci trova certamente d’accordo. Proponiamo di fissare obiettivi, concreti e misurabili, di creazione di buona occupazione, attraverso un impegno congiunto di tutti i soggetti economici e sociali dell’Umbria: istituzioni a tutti i livelli, associazioni delle imprese, organizzazioni sindacali, mondo del credito e università&#8221;. Il segretario fa quindi riferimento alla necessità di un corretto utilizzo dei fondi europei per la programmazione, che dovranno essere necessariamente utilizzati per la creazione di lavoro, nonché di misure di welfare regionale in grado di sostenere le fasce più deboli della popolazione, questo perché  &#8220;appurato che il tunnel è ancora lungo, è necessario attrezzarci per la sopravvivenza al suo interno”.</p>
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		<title>Ex Merloni, firmata la proroga dell&#8217;accordo di programma</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 19:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Prorogato per altri due anni l&#8217;accordo di programma per la ex Merloni. Oggi al ministero dello Sviluppo Economico la firma, con l&#8217;assessore regionale Vincenzo Riommi, il governatore delle Marche Gianmario Spacca e il viceministro Claudio De Vincenti. Con l’Accordo, sono stati confermati i 35 milioni di euro destinati a sostenere progetti di sviluppo produttivo in grado ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Nocera. </span>Prorogato per altri due anni l&#8217;accordo di programma per la ex Merloni. Oggi al ministero dello Sviluppo Economico la firma, con l&#8217;assessore regionale Vincenzo Riommi, il governatore delle Marche Gianmario Spacca e il viceministro Claudio De Vincenti. Con l’Accordo, sono stati confermati i 35 milioni di euro destinati a sostenere progetti di sviluppo produttivo in grado di far superare la difficile situazione che si è determinata a seguito della chiusura della più grande impresa del territorio.</p>
<p><strong>Rimodulazione</strong> &#8211; Il Ministero dello Sviluppo economico, già impegnato a definire le vicende dell’amministrazione straordinaria della Merloni, ha inoltre aggiornato ed esteso &#8211; anche rispondendo alle esigenze rappresentate dalle due Regioni &#8211;  le agevolazioni previste dalla legge n.181 del 1989 al fine di cogliere e supportare tutte le opportunità di sviluppo di un’area a forte tradizione manifatturiera. “Per l’Umbria &#8211; ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi – è particolarmente importante la proroga dell’accordo di programma, i cui benefici sarebbero altrimenti scaduti a breve, cui si accompagneranno le opportune modifiche della disciplina della legge 181 che, auspicabilmente, saranno introdotte a breve attraverso un decreto ministeriale e per le quali l’esperienza delle due Regioni nell’attuazione dell’accordo ha rappresentato e rappresenterà un contributo importante”.</p>
<p><strong>L&#8217;impegno</strong> &#8211; “Con questa proroga – ha aggiunto Riommi – si conferma l’impegno della Regione Umbria per l’area della dorsale appenninica, in cui l’impatto della crisi è stato pesantemente amplificato dalle vicende della ‘Antonio Merloni’”. Riommi ha ricordato che “la Regione integra gli interventi dell’Accordo di programma con la strumentazione delle politiche industriali e  con la nuova programmazione dei fondi comunitari. Una specifica linea di attività della programmazione del Fondo di sviluppo regionale – ha spiegato &#8211; già prevede interventi per l’area di crisi della ‘Antonio Merloni’ e sono previste specifiche misure delle politiche attive del lavoro che afferiscono alla programmazione del Fondo sociale europeo e sono destinate ai lavoratori in mobilità o cassintegrati: un sistema integrato di interventi – ha concluso – con cui costruiamo da un lato le condizioni per la salvaguardia e lo sviluppo produttivo delle imprese e dall’altro offriamo alle persone l’opportunità di immaginare un futuro in cui il lavoro non è un’aspettativa, ma una concreta possibilità”.</p>
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		<title>Pesaresi: &#8220;L&#8217;Umbria è troppo isolata. Contro la crisi usciamo da questa mobilità antiquata&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2015 10:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lorena Pesaresi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dal Lyrick di Santa Maria degli Angeli, Lorena Pesaresi parla dell&#8217;isolamento in cui la regione più verde d&#8217;Italia si ritrova. &#8220;Che il futuro dell&#8217;Umbria sta nell&#8217;economia verde, nella qualità urbana e ambientale legata alle nuove tecnologie è ormai un punto fermo, il cuore del programma europeo nella costruzione di città smart. ma c&#8217;è un punto ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pesaresi-lumbria-e-troppo-isolata-contro-la-crisi-usciamo-da-questa-mobilita-antiquata/">Pesaresi: &#8220;L&#8217;Umbria è troppo isolata. Contro la crisi usciamo da questa mobilità antiquata&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Dal Lyrick di Santa Maria degli Angeli, Lorena Pesaresi parla dell&#8217;isolamento in cui la regione più verde d&#8217;Italia si ritrova. &#8220;Che il futuro dell&#8217;Umbria sta nell&#8217;economia verde, nella qualità urbana e ambientale legata alle nuove tecnologie è ormai un punto fermo, il cuore del programma europeo nella costruzione di città smart. ma c&#8217;è un punto che rmane appeso da oltre ezzo secolo. Oltre la pesantezza della crisi, l&#8217;Umbria sta pagando anche il prezzo di un isolamento dovuto ad una mobilità antiquata e zoppa, se mi consentite la battuta&#8221;. </p>
<p><strong>Isola verde tropppo isolata.</strong> &#8220;Oggi l&#8217;Umbria è un&#8217;isola verde, ma è troppo isolata&#8221;. E non ha tutti i torti Lorena Pesaresi del Pd che, durante il suo intervento alla Leopolda umbra, prende in esame un aspetto che inciderebbe molto sullo stato di crisi della nostra regione. &#8220;Al verde &#8211; continua Pesaresi &#8211; , cioè all&#8217;ambiente, dobbiamo la nostra personalità regionale, il motivo per cui siamo conosciuti e ricordati da tutti. Il verde è quello dei nostri boschi e delle nostre campagne curate e lavorate. E&#8217; quello di un ambiente che la nostra cultura di umbri ci ha insegnato a rispettare, a vivere e usare in modo sostenibile. Però oggi questa armonia s&#8217;incrina perché i tempi richiedono altro: una forte mobilità, capacità di avere una dimensione internazionale, una cultura aperta al nuovo. Oggi l&#8217;aggettivo &#8220;lontano&#8221; non ha più senso. La Cina un tempo era ‘lontana&#8217;, oggi è in ogni mensola, in ogni cassetto di casa nostra, nei telefonini che usiamo, anche nelle statuette di Natale che compriamo. E&#8217; cambiata anche la percezione del tempo: oggi dire &#8220;tempestivo&#8221; vuol dire ‘ora&#8217;, ‘immediatamente&#8217;.<br />
Quel concetto di &#8220;velocità&#8221; che fa la differenza e che oggi anche la Serracchiani ne ha parlato nel suo intervento.&#8221;</p>
<p><strong>Umbria regione d&#8217;Europa.</strong> &#8220;L&#8217;Umbria- continua &#8211; su questo deve poter fare un salto di qualità. Siamo una regione dell&#8217;Europa e non possiamo continuare a soffrire questo isolamento, questa arretratezza che consentitemi è anche di natura culturale della politica. Mobilià e trasporti su ferro devono diventare la leva dello siluppo economia e di nuova occupazione in questa regione. Fuori dall&#8217;isolamento ferroviario è il primo obiettivo  in in contesto di macro regione, per non restare alla periferia del mondo nel sistema dei trasporti italiani e internazionali innovando la rete ferroviaria e con collegamenti ferroviari rapidi, efficienti e competitivi, più economici e meno inquinanti perchè l&#8217;Umbria ancora oggi è tra le primissime regioni in Italia dove la maggioranza di persone e merci viaggia su gomma e non su ferrovia: l&#8217;Umbria è tra le primissime regioni italiane a più elevato rapporto auto/persona&#8230;PERCHE&#8217; il trasporto su ferro è fuori scala nazionale e internazionale per effetto delle infrastrutture obsolete della Rete ferroviaria… mentre invece, (come recitano le ricerche), I trasporti nei collegamenti con la rete nazionale e internazionale sono strategici per tornare ad investire in Umbria da parte delle nostre aziende locali (costrette a farlo ormai nei paesi dell&#8217;est) e non solo delle multinazionali che  investono ma che sottraggono risorse e ricchezze spesso anche con scarse ricadute in termini occupazionali e di servizi per le nostre comunità locali. Lo dimostrano anche i risultati dell&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Aur: il tasso di povertà è passato in Umbria dal 5% all&#8217;11% dal 2010 al 2020 (più che raddoppiato); il tasso di disoccupazione giovanile è schizzato ai livelli più alti della media nazionale, con un tessuto economico già fortemente indebolito&#8221;.</p>
<p><strong>Contro la crisi.</strong> La formula, secondo Pesaresi, è una sola: &#8220;Per tutti questi motivi, non si esce dalla crisi se questo punto non diventa una priorità del governo regionale per i prossimi 5 anni, serve un salto di qualità enorme come condizione essenziale per rilanciare l&#8217;economia su basi nuove, DURATURE e con politiche virtuose. Il futuro dell&#8217;Umbria passa con il treno dell&#8217;economia verde: tutto dipenderà da quanto saremo veloci a prenderlo&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pesaresi-lumbria-e-troppo-isolata-contro-la-crisi-usciamo-da-questa-mobilita-antiquata/">Pesaresi: &#8220;L&#8217;Umbria è troppo isolata. Contro la crisi usciamo da questa mobilità antiquata&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Crisi economica, Bravi: &#8220;L&#8217;Umbria è in deflazione e il Jobs Act non aiuterà&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 15:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crisi-economica-bravi-lumbria-e-deflazione-e-il-jobs-act-non-aiutera/">Crisi economica, Bravi: &#8220;L&#8217;Umbria è in deflazione e il Jobs Act non aiuterà&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perugia</strong> – “Non siamo pessimisti, siamo in piena deflazione, conseguenza diretta del crollo del reddito e dei consumi”. Così il segretario regionale della Cgil Mario Bravi commenta gli ultimi dati economici, che per l’Umbria parlano di una inflazione a -1%, contro una media nazionale del -0,6%. “Altro che uscita dalla crisi – spiega Bravi – ci troviamo in una vera e propria situazione di recessione”.</p>
<p><strong>Cig</strong> – La situazione di recessione, per Bravi, è confermata dall’Osservatorio nazionale della Cgil sull&#8217;andamento della Cig. “Preoccupa in particolare il calo drastico del ricorso agli ammortizzatori sociali nell’anno 2014 che per la nostra Regione è pari a – 25%. Un dato da imputare in primo luogo al venir meno del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e, in secondo luogo, al fatto che molte aziende ricorrono ai licenziamenti e alla mobilità”. Non sarebbe un caso che sempre in Umbria le aziende in concordato preventivo siano passate da 4 a 9 e quelle che ricorrono ai contratti di solidarietà da 11 a 14.</p>
<p><strong>Jobs Act</strong> – “La crisi – attacca Bravi – non si contrasta con la propaganda e con il Jobs Act, che non riduce affatto la precarietà, ma afferma il principio, caro al sistema della imprese, della totale libertà di licenziamento. Non è un caso che Confindustria veda, come ha sottolineato Squinzi, concretizzati con il Jobs act tutti i suoi desiderata. Dalla crisi si esce invece rilanciando le politiche pubbliche e approfondendo un confronto con tutte le forze sociali e istituzionali che rilanci e costruisca le condizioni di un vero Piano del lavoro della nostra regione. In questa direzione, come abbiamo sottolineato durante il confronto sul DAP svoltosi nel tavolo regionale per l’alleanza, occorre finalizzare le risorse dei fondi europei e dare continuità al riconoscimento dell’area di crisi complessa del ternano, oltre a costruire le condizioni per il rilancio e la concretizzazione dell’accordo di programma della fascia appenninica attorno alle vicende della ex Antonio Merloni. Su questo siamo convinti come CGIL che si possa e si debba aprire un terreno di confronto costruttivo nella nostra regione”.</p>
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		<title>Crisi economica, gli italiani tornano ad accendere il camino</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 10:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gli italiani tornano ad accendere il camino. Sarà a causa della crisi economica o sarà che l&#8217;inverno è arrivato e si fa sentire, in ogni caso, per risparmiare sulle spese dei riscaldamenti, le famiglie italiane consumano sempre più legna da ardere. E&#8217; quello che emerge analizzando gli ultimi dati Istat sul consumo medio annuale di legname ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Gli italiani tornano ad accendere il camino. Sarà a causa della crisi economica o sarà che l&#8217;inverno è arrivato e si fa sentire, in ogni caso, per risparmiare sulle spese dei riscaldamenti, le famiglie italiane consumano sempre più legna da ardere. E&#8217; quello che emerge analizzando gli ultimi dati Istat sul consumo medio annuale di legname per il riscaldamento domestico e l&#8217;acqua calda a uso sanitario. Tanto consumo da far coincidere il totale della legna bruciata ogni anno con la spesa media destinata all’acquisto di energia elettrica e GPL.Solo lo scorso anno sono andati in fumo oltre 17 milioni di tonnellate di combustibile proveniente dai boschi, cioè 3,2 tonnellate pro capite. In pratica più di una famiglia su cinque fa uso di legna da ardere per sopi energentici, mentre solo il 4,1% utilizza il pellet.</p>
<p><strong>Primato in Umbria</strong> &#8211; Il camino, dunque, sembra essere tornato di moda e gli Umbri sono primi per il consumo di legna. I consumi più elevati, infatti, si sono registrati nei comuni montani (con oltre il 40% delle famiglie), in Umbria, Trentino Alto Adige e in Sardegna (39%). Anche al Sud largo consumo di legname con una media del 22% delle abitazioni che ne fa uso.</p>
<p><strong>Come nell’800 &#8211; </strong>Complice la congiuntura economica negativa, dai dati Istat si comprende chiaramente come la metà delle famiglie che usa legna per riscaldarsi non la acquista dai rivenditori ma si arrangia, raccogliendo fascine direttamente nel bosco.</p>
<p><strong>Nel rispetto della legge. </strong>“Nonostante da anni si parli di tecnologie avanzate nel settore &#8211; commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele Responsabile Affari Istituzionali &#8211; e l’Autorità per l’&#8217;energia spinga per il riscaldamento attraverso il consumo d’energia elettrica, i camini nelle case continuano ad ardere a più non posso. Non possiamo che essere soddisfatti per questa dinamicità con cui le famiglie italiane tengono puliti i boschi. Tuttavia è necessario ricordare che i caminetti domestici vanno fatti controllare da ditte specializzate almeno una volta l’anno e che non è permesso bruciare legna trattata chimicamente perché tossica”.</p>
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		<title>Ex Merloni &#8211; Jp, il 2015 sarà l&#8217;anno della svolta</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2015 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Orfei]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nocera Umbra</strong> &#8211; Che il 2015 sia l&#8217;anno del &#8220;fare&#8221; e l&#8217;anno della svolta. E&#8217; l&#8217;augurio di molti lavoratori della ex Merloni e della Jp Industries, di cui si fa portavoce Luciano Recchioni, della Fiom provinciale e sindacalista della Rsu interna. &#8220;Per i lavoratori, il 2014  &#8211; dice Recchioni &#8211; è stato un ulteriore anno di tribolazioni, il peggiore dal 2008.  ad oggi visto che solo in umbria oltre 600 operai sono entrati in mobilità ( anticamera del licenziamento)&#8221;. Ma l&#8217;anno che sta per finire ha visto l&#8217;arrivo anche delle sentenze del tribunale di Ancona, che ha annullato la vendita della Merloni alla Jp, bloccando produzione e lavoro per 350 dipendenti solo in Umbria.</p>
<p><strong>L&#8217;augurio</strong> &#8211; Quindi l&#8217;auspicio che tutti questi problemi, che ricadranno nel 2015, possano essere superati. &#8220;Dall&#8217;incontro di fine anno a Colle, con la presenza del presidente della Jp, sono emerse indiscrezioni, che confermano le dichiarazioni del sottosegretario De Vincenti, e cioè che qualche spiraglio si starebbe aprendo per dare la possibilità di produrre alla Jp&#8221;, prosegue Recchioni. L&#8217;attesa è quindi per il prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, dove si capirà se l&#8217;accordo banche &#8211; azienda esiste. Da lì arriverà anche chiarezza sul futuro dello stabilimento umbro. A Roma c&#8217;è anche stato un incontro tra Governo e Regioni per parlare di accordo di programma, ma su questo c&#8217;è il massimo riserbo. Per quanto riguarda i lavoratori, se gli ex Merloni sono in mobilità da ottobre, gli altri si preparano al quarto anno di cassa integrazione. &#8220;Le lungaggini e le false illusioni stanno scoraggiando tutto e tutti &#8211; spiega il sindacalista Fiom &#8211;  non resta quindi che forzare la mano , di tempo ormai ne rimane poco. L&#8217;obiettivo è evitare la sentenza sul ricorso in Cassazione, se c&#8217;è accordo con le banche. Ma occorre anche trovare un imprenditore capace di mettere in moto una attività utilizzando l&#8217;accordo di programma per salvare quei lavoratori che ad ottobre 2015 saranno disoccupati in quanto trascorso un &#8216;anno di mobilità&#8221;.</p>
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		<title>Gualdo Tadino, la Giunta in visita al cantiere de &#8220;Il Granaio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 13:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Orfei]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gualdo Tadino &#8211;  Una visita per verificare sul campo lo stato d&#8217;avanzamento dei lavori. E&#8217; servita a questo la mattinata che il sindaco Massimiliano Presciutti e la Giunta hanno trascorso visitando il cantiere &#8220;Il Granaio&#8221;, lavori che permetteranno alla città di Gualdo Tadino di vedere sorgere, tra 24 mesi, un nuovo e moderno polo commerciale ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gualdo-tadino-la-giunta-visita-al-cantiere-de-il-granaio/">Gualdo Tadino, la Giunta in visita al cantiere de &#8220;Il Granaio&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gualdo Tadino</strong> &#8211;  Una visita per verificare sul campo lo stato d&#8217;avanzamento dei lavori. E&#8217; servita a questo la mattinata che il sindaco Massimiliano Presciutti e la Giunta hanno trascorso visitando il cantiere &#8220;Il Granaio&#8221;, lavori che permetteranno alla città di Gualdo Tadino di vedere sorgere, tra 24 mesi, un nuovo e moderno polo commerciale &#8211; direzionale. Il tutto sarà distribuito su una superficie di 7.500 metri quadrati circa, adibita a negozi, uffici e parcheggi e, secondo cronoprogramma, dovrebbe essere inaugurata entro dicembre 2016.</p>
<p><strong>Imprese attive </strong> &#8211; “Si è trattato di una visita fortemente voluta – sottolinea il sindaco Presciutti – nella quale è emerso un quadro produttivo molto positivo per il recupero dell’area dell’ex consorzio agrario. Entro ventiquattro mesi verranno completati i lavori con una struttura di grande qualità, funzionalità e pregio, che consentirà di restituire a Gualdo Tadino una zona completamente nuova e pulsante. Si tratta di un investimento notevole per la città ed i cittadini. In quest’ottica ho chiesto alla società “Il Granaio” di tenere in forte considerazione, dal punto di vista lavorativo, le imprese del territorio. Su questo punto ho ricevuto conferme importanti e non posso che esserne felice. La nascita del nuovo centro commerciale-direzionale, ci auguriamo, consentirà di apportare una considerevole spinta all’economia cittadina”.</p>
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		<title>Gualdo Tadino, ecco le ricette anticrisi della giunta Presciutti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 14:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Orfei]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> GUALDO TADINO. L’amministrazione comunale cala le sue carte per contrastare il periodo di crisi economica. Ad illustrarle è l’assessore allo Sviluppo Economico Giorgio Locchi, che parla di incontri con la finanziaria Gepafin e la possibilità di attivare una collaborazione con Sviluppumbria. GLI OBIETTIVI &#8211; «La mission che ci siamo prefissati ha l’obiettivo di favorire un nuovo ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gualdo-tadino-ricette-anticrisi-giunta-presciutti/">Gualdo Tadino, ecco le ricette anticrisi della giunta Presciutti</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ <strong>GUALDO TADINO</strong>. L’amministrazione comunale cala le sue carte per contrastare il periodo di crisi economica. Ad illustrarle è l’assessore allo Sviluppo Economico Giorgio Locchi, che parla di incontri con la finanziaria Gepafin e la possibilità di attivare una collaborazione con Sviluppumbria.</p>
<p><strong>GLI OBIETTIVI</strong> &#8211; «La mission che ci siamo prefissati ha l’obiettivo di favorire un nuovo approccio di internazionalizzazione basato su: attuazione degli strumenti che incentivino la costituzione di nuove imprese anche concorrenti ma che si uniscano attraverso un progetto comune; creazione di una rete di imprese già esistenti; supporto alle aziende già esistenti per favorire l’occupazione giovanile, la progettazione, il design e la realizzazione di prodotti innovativi». Va in questa direzione l’incentivo agli artigiani, che esporranno i loro prodotti ad “Artigiano in fiera”, evento in programma a Milano dal prossimo 29 novembre. Ma il Comune sta lavorando anche ad un progetto di incubatore di imprese alla quale possano partecipare società di differenti settori. «Siamo anche promotori, con Enfap, di percorsi formativi integrati a supporto della specializzazione e dell’innovazione del sistema produttivo regionale per incentivare la formazione di figure professionali qualificate».</p>
<p><strong>CORSI</strong> – Si sta cercando l’approvazione di un ente accreditato tramite la Regione per la formazione di: 1- Esperto in processi di produzione 3D; 2-Esperto in scrittura creativa per il web 2.0; 3-Esperto nella progettazione e nello sviluppo di app; 4-Esperto in social media &amp; web identity marketing per le imprese turistiche; 5-Esperto nell’uso civile dei droni.<br />
«In occasione della festa del Ceramista – sottolinea il sindaco Massimiliano Presciutti &#8211; ho già avanzato la proposta di realizzare il Tavolo Regionale della Ceramica, proposta che il Consiglio Regionale ha recepito, approvando all’unanimità con apposito ordine del giorno. E’ giunto il momento che si compiano gli atti conseguenti, ciò significa che nei prossimi giorni mi aspetto una convocazione ufficiale del tavolo medesimo».</p>
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		<title>Siamo tutti più poveri</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>  A guardarla oggi, l’Italia restituisce una fotografia di quasi cento anni fa. Un paese fermo per produzione e consumi, che cerca riparo nel risparmio, che non ce la fa a ripartire e con un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle (43%). Da Novara a Messina, passando per Viterbo e tutto il centro Italia, la crisi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <b> </b>A guardarla oggi, l’Italia restituisce una fotografia di quasi cento anni fa. Un paese fermo per produzione e consumi, che cerca riparo nel risparmio, che non ce la fa a ripartire e con un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle (43%). Da Novara a Messina, passando per Viterbo e tutto il centro Italia, la crisi non ha risparmiato nessuno. Ha decimato aziende e imprese, acuito le disuguaglianze tra nord e sud e messo in ginocchio la classe media, da sempre il traino dell’economia italiana.</p>
<p><strong>Un’Italia in affanno da nord a sud</strong>, secondo il Sole 24 Ore, che oggi ha pubblicato un’indagine approfondita sulla tenuta del tessuto economico e sociale del paese negli ultimi sette anni di recessione. Dieci gli indicatori presi in considerazione, tra cui disoccupazione, prestiti, costo degli immobili, spesa per i medicinali e reddito medio pro capite, un vero e proprio indice della “resistenza” alla crisi che vede, tra le città più colpite, proprio <b>Terni, in settima posizione</b>, mentre <b>Perugia si piazza al 58esimo posto.</b> Tra le città che hanno subito il contraccolpo maggiore Viterbo, Latina e Novara mentre quelle che hanno retto meglio sono state Modena, Bolzano e Venezia.</p>
<p><b>Redditi e immobili &#8211; </b>In calo, un po’ ovunque, il reddito pro-capite che dal 2007 al 2013 è diminuito dell’1,8% in media attestandosi su 23.400 euro annui. Raddoppiata invece la disoccupazione che, nel 2013, ha toccato il 12,2% contro il 6,1 del 2007. Aumentano, in generale, i giovani con una laurea in tasca, ma a <b>Terni</b> la percentuale è scesa da 73,5 a 69,2 per cento.</p>
<p><strong>In ribasso anche prezzi</strong> di case e immobili commerciali, testimoniati a Perugia dalla lunga di fila cartelli e saracinesche abbassate lungo corso Vannucci e dintorni. Un calo del 20% dei prezzi per affittare una casa da 100 mq in centro e che arriva fino al 35 % nelle zone più periferiche della città. Ma nonostante questo i cartelli rimangono appesi e gli immobili sfitti.</p>
<p><b>La spesa delle famiglie – </b>Allarmanti anche i dati pubblicati dall’Istat sulla povertà in Italia. Povera o quasi povera circa una famiglia su cinque, con un tasso di incidenza per l’ Umbria del 10,9% nel 2013. Sfiduciati e impoveriti, gli italiani tagliano le spese e si risparmia per necessità. In Umbria negli ultimi 6 anni la spesa media mensile per famiglie è calata del 13,4 per cento passando dai 2.708 euro del 2007 ai 2.345 euro del 2013. Peggio di noi solo Molise (-17,74%) e Calabria (-16,52). Si va meno dal dentista e più dallo psicologo, e si cerca di fare a meno anche del pane. Secondo la Coldiretti nel 2007 si comprava quasi un etto e mezzo di pane a testa mentre oggi appena 98 grammi. Ed è proprio l&#8217;Umbria che, insieme a Puglia e Sardegna, è sul podio delle regioni che più di tutte hanno tagliato la spesa alimentare dall&#8217;inizio della crisi. Meno 8,6 per la nostra regione nel periodo 2008-2013 per la spesa che assorbe, in media, il 19,5 per cento del budget di una famiglia.</p>
<p><strong>Più magri e più poveri</strong>, ci consoliamo con smartphone e pc. Il 93% delle famiglie italiane possiede oggi un cellulare (nel 2007 era l’85%) e in 26 milioni siamo iscritti a Facebook.</p>
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		<title>Edilizia in Umbria: una crisi che non finisce mai</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2014 00:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[CIGL]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi. I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi.</p>
<p>I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo istituzionale delle costruzioni, un confronto non più prorogabile considerato che negli ultimi 15 anni l’edilizia in Umbria ha subito la perdita di ben 10.000 posti di lavoro, tornando addirittura alla situazione occupazionale del periodo antecedente al sisma del 1997.</p>
<p>Anni di ricostruzione – e di benessere per l’intero comparto – svaniti nel nulla insomma, cancellati da un regresso impietoso e che non fa onore all’economia di una regione. E non parliamo solo di grandi vertenze, perché a morire lentamente sono le piccolissime aziende, spesso a carattere familiare.</p>
<p>Ad aggravare ulteriormente la situazione ci si mettono poi le partite Iva irregolari che affliggono anche questo ambito, un preoccupante ricorso al lavoro nero e cantieri che vanno avanti risparmiando su ciò su cui non si dovrebbe mai risparmiare, ovvero sui costi della sicurezza.</p>
<p>Ecco allora che i sindacati pongono le istituzioni ad un bivio, recriminando coraggio di azione e azioni concrete portate a termine, per non esasperare ulteriormente un’edilizia già provata da anni di crisi nera e stallo.</p>
<p>A conferma della delicatezza della questione, vi sono anche le dichiarazioni dell’Ance: nei giorni scorsi l’associazione dei costruttori che fa capo a Confindustria, in occasione di un vertice durante il quale sono stati presentati i numeri della crisi, il presidente Calzoni e il direttore Ceccarini hanno chiesto che le risorse degli enti – seppur comprensibilmente esigue &#8211; vengano investite in lavori pubblici così da dare ossigeno al comparto.</p>
<p>Per fare tutto ciò servono innanzitutto nuovi cantieri e per metterli in piedi servono risorse. Peccato che alle risorse nella maggior parte dei casi non si può attingere per via dei vincoli stringenti del Patto di stabilità. Si pensi al bisogno di incrementare l’edilizia popolare, alla necessità di costruire nuove strutture per anziani o ricreative per i giovani.</p>
<p>Tutto bloccato da vincoli europei che in un momento come questo, lasciano il tempo che trovano. In più, si pensi ai benefici che potrebbero apportare interventi di riqualificazione dei centri storici &#8211; anche in termini di turismo &#8211; o delle tante strutture sanitarie che avrebbero bisogno di una messa in sicurezza.<br />
O ancora, immaginiamo come un piano ben strutturato di edilizia scolastica oltre che garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico, potrebbe creare molti posti di lavoro.</p>
<p>Occorre allora muoversi, come dicono le parti sociali, guardando anche ai fondi europei 2014 – 2020 per le infrastrutture, importantissimi ora più che mai per le positive ricadute occupazionali ma anche per consentire investimenti da parte di tutte quelle imprese che non si azzardano a farlo.</p>
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		<title>Disagio sociale, crescono gli episodi di &#8220;furti d&#8217;uso&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/disagio-sociale-crescono-gli-episodi-di-furti-duso/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 13:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[furti]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Ruba gel doccia e rasoi per 100 euro in un supermercato di Perugia, 61enne di Torgiano denunciato per furto aggravato. L’uomo era stato notato aggirarsi tra gli scaffali dell’ipermercato con fare sospetto, ed era stato fermato dall’antitaccheggio che ha avvertito la polizia. L&#8217;uomo aveva pagato solo una confezione di schiuma da barba alla cassa, ma ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>  Ruba gel doccia e rasoi per 100 euro in un supermercato di Perugia, 61enne di Torgiano denunciato per furto aggravato. L’uomo era stato notato aggirarsi tra gli scaffali dell’ipermercato con fare sospetto, ed era stato fermato dall’antitaccheggio che ha avvertito la polizia. L&#8217;uomo aveva pagato solo una confezione di schiuma da barba alla cassa, ma in tasca aveva rasoi e gel doccia per circa 100 euro di valore. E sempre  nel perugino, un barbone è stato fermato per un furto in abitazione. Anche qui, però, gli oggetti derubati non sono di valore, bensì utensili e beni di prima necessità. Il barbone, 59 anni, ieri  pomeriggio intorno alle 15, in via Cortonese, è stato bloccato dal proprietario di casa mentre cercava di portar via alcuni utensili. Il barbone aveva danneggiato il portone d’ingresso al piano terra e al primo piano.</p>
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