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	<title>Perugia Online &#187; dislessia</title>
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		<title>Dislessia, ripartono i campus di Aid in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2017 14:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> Una settimana divertente e coinvolgente all’insegna dell’amicizia per presentare ai ragazzi gli strumenti e le metodologie più innovative, con attenzione particolare anche alla lingua inglese, che per fornire loro un indispensabile supporto allo studio. Tornano anche per il 2017 i campus estivi per studenti dislessici promossi dalla sezione Aid (Associazione italiana dislessia) di Perugia. Partiti nel 2008, rappresentano un momento importante di confronto e stimolo tra coetanei. Immersi nel verde e nella quiete della campagna umbra, a due passi dal lago Trasimeno, i partecipanti sperimenteranno percorsi formativi di successo con una particolare attenzione alle specificità del singolo ragazzo. L&#8217;esperienza del campus è di tipo residenziale con arrivo la domenica e partenza il sabato successivo. Saranno due le sessioni per quest&#8217;estate condotte dagli esperti del Centro Fare, centro specialistico sugli apprendimenti: dal 25 giugno al 1 luglio e dal 27 agosto al 2 settembre. In programma anche campus non residenziali dedicati a percorsi di autonomia nello studio, recupero materie e preparazione per l’ingresso al nuovo anno scolastico.</p>
<p align="JUSTIFY">I campus residenziali sono esperienze educative che permettono ai ragazzi con Difficoltà di Apprendimento di trascorrere una settimana tra coetanei in un contesto ludico e informale, in un luogo che inviti alla vita all’aria aperta e consenta la serenità necessaria per l’apprendimento. Durante l’attività didattica i ragazzi verranno divisi in piccoli gruppi per fasce d’età e competenze. I percorsi che vengono proposti sono in grado di stimolare l&#8217;autonomia del ragazzo, attraverso l&#8217;utilizzo di tecniche e strumenti informatici, e favorire la motivazione, l&#8217;autostima,e l’accettazione di sé grazie al lavoro di gruppo e alle attività ludico-ricreative. I ragazzi realizzeranno così prodotti multimediali che includeranno tutte le attività svolte durante la settimana.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa formula, che ha avuto grande successo a livello nazionale, si propone di favorire l&#8217;uso di strumenti e software specifici come la sintesi vocale, libri digitali, software per la costruzione di mappe mentali o concettuali , internet, con il supporto di docenti e tutor esperti che permetteranno ai ragazzi di avvicinarsi a contenuti specifici in modo divertente. Verranno presentati e utilizzati programmi reperibili sul web in forma gratuita e liberamente distribuibili; ciò consentirà ai ragazzi di poter rafforzare le competenze acquisite utilizzando questi strumenti anche a casa e a scuola. La particolarità di questi campus è la specificità delle attività proposte. Pur non tralasciando una offerta completa, legata a tutte le discipline di base, si concentrerà l’attenzione anche sull’esposizione scritta e orale anche per l’inglese; questo consentirà di esercitare quelle abilità che spesso mettono più in difficoltà i ragazzi, durante le verifiche in classe. L’offerta del campus in questi precisi ambiti, permetterà ai ai giovani studenti di acquisire tecniche e metodi di studio specifici, con soluzioni innovative e motivanti.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Per info e costi e riduzioni: 345 0855829 – <a href="https://perugia.aiditalia.org/it" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://perugia.aiditalia.org/it&amp;source=gmail&amp;ust=1496237299882000&amp;usg=AFQjCNFx31-fe_T15atFzG9XJBth6yjjZA">https://perugia.<wbr />aiditalia.org/it</a> <a href="http://www.aiditalia.org/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.aiditalia.org/&amp;source=gmail&amp;ust=1496237299882000&amp;usg=AFQjCNGbMs94a1vmX6cBasAi__r--_XBQA">www.<wbr />aiditalia.org</a></p>
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		<title>Suo figlio è distratto&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 12:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Belinda Mariani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola si può]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;altra settimana sono stata un&#8217;ora con mio figlio, quello più piccolo, a cercare suo malgrado di spiegargli cosa volesse dire la parola &#8220;MA&#8221;. Per alcuni bambini con dsa ( disturbi specifici dell&#8217;apprendimento) , alcune parole risuonano vuote: se &#8220;scarpa&#8221; posso immaginarla, la parola &#8220;ma&#8221; evidentemente no. Definirla diventa spesso impossibile perché mi devo servire di parole ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[L&#8217;altra settimana sono stata un&#8217;ora con mio figlio, quello più piccolo, a cercare suo malgrado di spiegargli cosa volesse dire la parola &#8220;MA&#8221;. Per alcuni bambini con dsa ( disturbi specifici dell&#8217;apprendimento) , alcune parole risuonano vuote: se &#8220;scarpa&#8221; posso immaginarla, la parola &#8220;ma&#8221; evidentemente no. Definirla diventa spesso impossibile perché mi devo servire di parole altrettanto vuote. Io parlavo e parlavo &#8220;ma&#8221; i suoi occhi mi dicevano che non aveva la minima idea di cosa stessi dicendo. &#8220;Vuoi stare attento?&#8221; e così per un&#8217;ora. Ebbene, si è accesa una luce nel suo sguardo solo quando ho fatto il gesto con la mia mano di seguire una direzione e poi, all&#8217;improvviso, &#8220;MA&#8221; e ho cambiato il senso di marcia&#8230;</p>
<p>Agguantato! Eccolo lì, preso! E non c&#8217;è nemmeno il bisogno di ripassare&#8230; oramai quel &#8220;ma&#8221; è un&#8217;àncora.</p>
<p>Sempre più spesso sentiamo dire che il motivo per cui gli alunni che commettono errori ortografici o stentano a leggere e a scrivere (nonostante vadano regolarmente alla scuola primaria), siano bambini pigri, svogliati o distratti. Certo, ogni individuo ha la sua indole e la sua determinazione, tuttavia non mi è mai capitato di insegnare a bambini che non abbiano voglia di imparare. Il primo giorno di scuola potranno essere spaventati dal nuovo ambiente, dai nuovi compagni e maestri, potranno sentirsi intimoriti (d&#8217;altronde le nostre aspettative di genitori, diciamolo, a volte sono un po&#8217; opprimenti), ma non ho mai incontrato un bambino o una bambina che non sia desideroso/a di imparare.<br />
Questa affermazione non è solo frutto di una mia esperienza personale: sono le neuroscienze che ci dicono che il cervello dell&#8217;uomo, soprattutto quando si è piccoli, è votato alla complessità. Non può fare a meno di imparare e imparare ancora.</p>
<p>Con ciò non voglio dire che nelle nostre classi non ci siano bambini &#8220;con la testa tra le nuvole&#8221; o che non guardino fuori dalla finestra: ma prima di dire che sono distratti o svogliati come se fosse nella loro natura, sarebbe utile chiedersi come mai questo accade.<br />
Alcuni bambini semplicemente devono crescere e maturare la capacità di protrarre l&#8217;attenzione per più tempo a stimoli che non siano solo visivi (a patto che quanto proposto in classe sia davvero coinvolgente e significativo, e qui varrebbe la pena di andare a fondo&#8230;). Spesso vengono iscritti alla prima classe bambini anticipatari, che dovrebbero ancora giocare e giocare.</p>
<p>Altri bambini purtroppo hanno problemi talmente più grandi di loro (separazione dei genitori, lutti, affidi, per non parlare di violenze) che la loro mente è occupata così pesantemente da non poter trovare altre risorse o energie per imparare serenamente. E allora vagano altrove&#8230;<br />
E poi ci sono bambini che potrebbero avere un dsa (ricordate? Disturbi specifici di apprendimento: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia), che noi insegnanti non possiamo diagnosticare ma solo segnalare ad una equipe di esperti (neuropsichiatra, psicologo, logopedista, foniatra) che, una volta escluse altre possibili cause ai mancati automatismi della lettura, scrittura o del calcolo, potranno formulare una diagnosi di dsa.</p>
<p>Tale diagnosi potrà essere effettuata solo al termine della seconda elementare (per la dislessia, disgrafia e disortografia) e della terza (discalculia). Questo perché il disturbo si manifesta solo con la prima scolarizzazione, solo cioè quando i bambini si cimentano con l&#8217;apprendimento della letto-scrittura e del calcolo. I primi due anni della scuola elementare sono appunto dedicati all&#8217;insegnamento delle abilità strumentali (lettura, calcolo e scrittura) che saranno poi funzionali negli anni successivi per lo studio delle discipline. Quindi se abbiamo in classe un/a bambino/a potenzialmente con dsa non possiamo accertarlo se non in terza elementare: pensate che fatica che fanno questi bambini a seguire la lezione, a cercare di meritarsi un bravo/a sul quaderno senza troppi pasticci ed errori, a stare attenti&#8230;</p>
<p>I bambini con dsa si distraggono facilmente perché non riescono più a seguire le parole dell&#8217;insegnante: a un certo punto &#8220;staccano&#8221; semplicemente la spina, il contatto, perché è molto faticoso mantenerlo. E lo vedete dai loro occhi, che vi guardano ma sono esattamente oltre di voi, a trovare un po&#8217; di fiato. Perché stanno facendo fatica nel riuscire a fare quello che tutti gli altri stanno facendo(e bene!) e che vorrebbero tanto fare anche loro. Almeno per il momento&#8230;ma l&#8217;aspetto della motivazione lo tratteremo più avanti.<br />
Forse basterebbe ogni tanto&#8230; cambiare direzione. Ma!<br />
Sulla questione MOTIVAZIONI,torneremo a parlare nel prossimo articolo.</p>
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		<title>Parlare di dislessia oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 16:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Belinda Mariani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Parlare di dislessia oggi&#8230; un argomento un po&#8217; inflazionato, talmente tanto che sembra quasi sia diventato la moda del momento, forse anche superata. E questo non è un bene, perché il rischio è quello di svilire il problema e ridurlo a &#8220;ma possibile che adesso siano tutti dislessici?&#8221;, oppure &#8220;per me sono solo svogliati e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Parlare di dislessia oggi&#8230; un argomento un po&#8217; inflazionato, talmente tanto che sembra quasi sia diventato la moda del momento, forse anche superata. E questo non è un bene, perché il rischio è quello di svilire il problema e ridurlo a &#8220;ma possibile che adesso siano tutti dislessici?&#8221;, oppure &#8220;per me sono solo svogliati e pigri&#8221;, mentre la difficoltà esiste, eccome. Sono un insegnante di scuola elementare, ho sposato un meraviglioso architetto che ancora mi chiede se &#8220;scuola&#8221; si scrive con la c o con la q. Non inorridite, cari lettori: &#8220;scuola&#8221; è un&#8217; eccezione, che non segue la regola del qua, que, qui e quo. E per i dislessici, quelli veri, che fanno una gran fatica ad imparare le regole, le eccezioni diventano una tragedia&#8230;</p>
<p>Abbiamo due figli che, sa va sans dire, sono entrambi con Dsa, ma in modo diverso. Uno legge bene ma fa un sacco di errori ortografici e l&#8217;altro invece è sia dislessico che disortografico, e pure disgrafico.<br />
Facciamo un po&#8217; di chiarezza: dislessia significa &#8220;difficoltà di lettura&#8221;, ovvero lentezza nel decodificare le parole e poca correttezza. Che vuol dire? Più la lettura sarà lenta, minore sarà la mia comprensione di quello che sto leggendo. Se a questo aggiungo alcuni errori di lettura (&#8220;carta&#8221; per &#8220;casta&#8221;, ad esempio) la comprensione sarà notevolmente ridotta.</p>
<p>Il termine dislessia viene però spesso usato ben oltre il suo significato specifico e viene esteso ad altri disturbi specifici dell&#8217;apprendimento: la disortografia, la disgrafia e la disclaculia.<br />
Per questo d&#8217;ora in poi, in questa rubrica, useremo il termine DSA che sta per Disturbo Specifico di Apprendimento, comprendendo in esso, oltre alla dislessia vera e propria, anche la disortografia (ovvero la difficoltà di comporre la parola scritta), la disgrafia (la difficoltà di produrre materialmente la scrittura a mano) e la discalculia (ovvero la difficoltà di calcolo automatico).</p>
<p>In comune tra loro i DSA hanno il fatto di essere disturbi emergenti nello sviluppo del bambino e non conseguenti a eventi traumatici e, in particolare, il loro carattere specifico (anche se non si sa ancora in cosa consista questa specificità), cioè settoriale, per questo non necessariamente invasivo nelle aree sensoriali o cognitive.<br />
Il Dsa non è dunque un handicap e non risulta essere una malattia invalidante (!): si tratta di bambini &#8220;belli&#8221; (sani anatomicamente e senza tratti somatici distintivi), intelligenti, con adeguate capacità di linguaggio e normali rapporti sociali.<br />
Sulla questione intelligenza torneremo a parlare nel prossimo articolo.</p>
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		<title>Dislessia, l&#8217;appello dei genitori alle Istituzioni: risposte rapide per i bisogni delle famiglie</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 10:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Il Comitato dei genitori con figli affetti da Dsa &#8211; ovvero Disturbi specifici dell&#8217;apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia &#8211; lancia un appello alle Istituzioni regionali per chiedere una risposta concreta al bisogno di valutazioni diagnostiche e presa in carico per il trattamento logopedico in tempi brevi. L&#8217;appello &#8211; &#8220;In Italia &#8211; spiega Stefano Aquinardi, presidente del Comitato &#8211; abbiamo la Legge 170/2010 che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Comitato dei genitori con figli affetti da Dsa &#8211; ovvero Disturbi specifici dell&#8217;apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia &#8211; lancia un appello alle Istituzioni regionali per chiedere <span style="color: #000000;"><span><span>una </span></span><span><span>risposta concreta al bisogno di valutazioni diagnostiche<strong> </strong></span></span><span><span>e presa in carico per il trattamento logopedico in tempi brevi.</span></span></span></p>
<p><strong>L&#8217;appello</strong> &#8211; &#8220;In Italia &#8211; <span><span><span>spiega </span></span><span><span><span>Stefano Aquinardi</span></span></span><span><span><span>, presidente del Comitato &#8211; </span></span></span><span><span><span>abbiamo la Legge 170/2010 che riconosce dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia come Disturbi specifici di apprendimento e indica l’individuazione precoce come mezzo per un intervento immediato di supporto al bambino in difficoltà e, in caso di persistenza del disturbo, una diagnosi precoce&#8221;. &#8220;Per questo &#8211; continua Aquinardi -, chiediamo una risposta efficace da parte delle Istituzioni per garantire questi servizi in tempi idonei e permettere a questi bimbi il percorso di vita e scolastico che si meritano. Crediamo altresì nel principio di &#8216;sussidiarietà&#8217;, nella partecipazione dei cittadini, nelle forme più varie, sia come associazioni che imprese, che affiancando l’ente pubblico, contribuiscano alla soluzione del problema</span></span></span><span><span><span>”.</span></span></span></span></p>
<p><strong><span><span><span>Il comitato &#8211;</span></span></span></strong><strong> </strong>Il Comitato dei genitori con figli con Dsa è nato a Perugia, su <span><span><span>iniziativa di alcune famiglie</span></span></span><span><span><span>, un gruppo informale che riunisce i genitori di ragazze e ragazzi con dislessia. Si tratta di un gruppo aperto che vuole fare da punto di riferimento sul tema a Perugia. Per questo, è impegnato in attività di informazione, confronto, scambio di esperienze, ma anche aggregazione e sensibilizzazione nei confronti della politica regionale.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dislessia: nel territorio assisano nasce un doposcuola specifico</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/dislessia-nel-territorio-assisano-nasce-doposcuola-specifico/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 16:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Zurla]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi]]></category>
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		<category><![CDATA[DSA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Recentemente si sente molto parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento nel mondo della scuola, ma non solo. Un ruolo importante nel portare all’attenzione della società civile queste problematiche, lo ha ricoperto sicuramente la legge 170 del 2010, in cui sono sanciti i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). I DSA altrimenti ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/dislessia-nel-territorio-assisano-nasce-doposcuola-specifico/">Dislessia: nel territorio assisano nasce un doposcuola specifico</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Recentemente si sente molto parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento nel mondo della scuola, ma non solo. Un ruolo importante nel portare all’attenzione della società civile queste problematiche, lo ha ricoperto sicuramente la legge 170 del 2010, in cui sono sanciti i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).</p>
<p>I DSA altrimenti definiti Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche (definizione dell’International Classification of Disease ICD – 10) comprendono la Dislessia o disturbo specifico di lettura; la discalculia che interessa le abilità matematiche; la disortografia e la disgrafia che riguardano la scrittura rispettivamente a livello ortografico e grafo-motorio.</p>
<p>I ragazzi convivono con il disturbo durante tutto l’arco della scolarità (Stella, Cerruti, 2002) e fino all’età adulta (Swanson, 2012). Questi disturbi, infatti, non sono condizioni transitorie, ma derivano da una diversa modalità del cervello di elaborare alcune informazioni specifiche che, pur evolvendosi e trasformandosi, persiste nel tempo.<br />
Una delle maggiori difficoltà rilevate dalle famiglie, dopo aver riconosciuto e certificato il disturbo, e aver affrontato, in molti casi, una fase di riabilitazione, è quella di trovare figure qualificate in grado di sostenere e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di studi, attraverso metodi, strategie e strumenti adeguati alle loro esigenze.<br />
Inoltre proprio perché la problematica coinvolge più piani, da quello diagnostico-clinico a quello educativo-scolastico e familiare, risulta necessario che i diversi contesti comunichino e collaborino, comunicazione e collaborazione non sempre facili da costruire.</p>
<p>Proprio dalla consapevolezza e dalla condivisione di questi bisogni, il 7 giugno del 2013 è nata l’Associazione DSA Assisi su iniziativa di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con DSA del territorio di Assisi che si sono attivati per stimolare le istituzioni a mettere in campo maggiori e nuove risorse in favore dei loro ragazzi.<br />
Questa unione di intenti e la forte motivazione dei genitori hanno incontrato e valorizzato la professionalità di un un gruppo di giovani operatori formati a diverso titolo nell’ambito dei DSA, insieme ai quali l’associazione ha potuto dare forma a un progetto e intraprendere un ambizioso percorso che il 13 Gennaio 2014 ha portato all’apertura di un doposcuola specifico per ragazzi con DSA, servizio del tutto nuovo sul territorio dell’assisano.<br />
Fondamentale è stato il sostegno del Comune di Assisi e del Centro Pastorale di Santa Maria degli Angeli che hanno messo a disposizione risorse economiche e spazi grazie ai quali circa una ventina di studenti hanno potuto usufruire di questo supporto.</p>
<p>Il doposcuola si è rivelato un’esperienza molto positiva sia per le famiglie, alleggerite dall’”incubo dei compiti a casa” sia per i ragazzi, i quali hanno avuto l’opportunità di <strong>sperimentare la quotidiana attività del “fare i compiti” attraverso nuovi strumenti e modalità</strong>.<br />
Il laboratorio doposcolastico è stato pensato e progettato non solo per <strong>aiutare i ragazzi ad assolvere ai “doveri scolastici”</strong> attraverso l’uso delle nuove tecnologie, ma per offrire loro anche uno <strong>spazio di confronto</strong> e condivisione delle proprie esperienze. Un luogo in cui sentirsi a proprio agio nel nominare le proprie difficoltà, incoraggiare e sentirsi incoraggiati dalle altrui sensibilità, sperimentare come significati e conoscenze si costruiscono anche nel rapporto con gli altri.<br />
Nell’ottica della promozione di un lavoro di rete tra i diversi soggetti coinvolti dalla problematica, oltre all’attività del doposcuola, l’associazione ha sostenuto molte altre iniziative. In collaborazione con la cooperativa Anastasis di Bologna, e in sinergia con Strade per Apprendere, il gruppo di professioniste coordinatrici del progetto di doposcuola, sono stati organizzati corsi di formazione rivolti ai genitori e agli insegnanti dei diversi ordini di scuola, anche grazie alla sensibilità di alcuni dirigenti scolastici che hanno aperto le porte delle loro scuole.</p>
<p>L’associazione ha avuto anche il merito di credere in giovani operatori che hanno lavorato spinti da un autentico desiderio di costruire una nuova realtà, accogliendo la proposta come una sfida e al tempo stesso un’occasione per ampliare le proprie competenze.<br />
Per il prossimo anno nuovi progetti sono in cantiere sia sul versante del supporto allo studio pomeridiano che della formazione a docenti e studenti. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più le istituzioni e le scuole del territorio per diffondere e favorire la costruzione di una cultura di base su questi temi che consenta ai ragazzi di incontrare contesti in cui siano comprese le loro esigenze e valorizzate le loro potenzialità.</p>
<p>(Hanno collaborato Alessandra Riccardi e Maria Antonietta Prota)</p>
<p><code>Per informazioni:<br />
<a href="http://www.dislessiaassisi.org">www.dislessiaassisi.org</a><br />
<a href="mailto:info@dislessiaassisi.org">info@dislessiaassisi.org</a><br />
<a href="mailto:stradeperapprendere@gmail.com">stradeperapprendere@gmail.com</a><br />
Contatto facebook: <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100006419657396&amp;ref=ts&amp;fref=ts">Strade per Apprendere</a></code></p>
<p>Bibliografia:</p>
<p><em>Stella G., Cerruti E, 2002, La dislessia evolutiva lungo l&#8217;arco della scolarità obbligatoria, In S. Vicari, M. C. Caselli (a cura di) </em><br />
<em>I disturbi dello sviluppo, Bologna, Il Mulino, pp 139-142 </em><br />
<em>Swanson H.L., 2012, Adult with Reading Disabilities: Converting a Meta-Analysis to Practice, in Journal of Learning Disabilities, 45, 17-30.</em></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/dislessia-nel-territorio-assisano-nasce-doposcuola-specifico/">Dislessia: nel territorio assisano nasce un doposcuola specifico</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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