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	<title>Perugia Online &#187; inchiesta</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Questione rifiuti: cosa non è stato detto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 07:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti si sta tanto parlando in questi giorni, ma sembra che nessuno abbia le idee chiaro su quanto sta succedendo, almeno da quanto emerge dai comunicati della Regione, del Comune di Perugia e di diversi partiti, primo tra tutti il Movimento 5 Stelle. Un argomento questo su cui Perugiaonline ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti si sta tanto parlando in questi giorni, ma sembra che nessuno abbia le idee chiaro su quanto sta succedendo, almeno da quanto emerge dai comunicati della Regione, del Comune di Perugia e di diversi partiti, primo tra tutti il Movimento 5 Stelle. Un argomento questo su cui Perugiaonline sta lavorando da mesi, attraverso un lavoro di inchiesta del quale, per ora, è uscita solo una prima puntata ( <a href="http://www.perugiaonline.net/societa/centro-storico-differenziato-capitolo-1-34678/">http://www.perugiaonline.net/societa/centro-storico-differenziato-capitolo-1-34678/</a> ). Adesso, però, ci sembra arrivato il momento di fare uscire il secondo capitolo, se non altro per cercare di fare chiarezza in questo mare di dati, percentuali e affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa è stato detto dalle istituzioni nelle ultime settimane? </strong>Il vicesindaco Urbano Barelli dice: “Il Comune di Perugia è passato dal 60,3% di raccolta differenziata del 2014 al 60,4% del 2015 con un modesto ma positivo più 0,1%”. Ma l’Assessore regionale Fernanda Cecchini, negli stessi giorni, ha affermato: “Dopo una crescita ininterrotta della raccolta differenziata dal 2009 (in cui era al 31,3 per cento) ora si ferma al 50,6, stesso risultato del 2014 e Perugia registra un calo, ferma sul 59,3% (-1% sul 2014)”. Quindi, stando alle affermazioni del vicesindaco Barelli tutto funziona come dovrebbe, anzi 0,1 % meglio, e la Regione ha fatto qualche piccolo errore di calcolo, non contando i rifiuti prodotti dallo spazzamento stradale, di cui solo una parte è destinata al riciclo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dubbio funzionamento del sistema in uso non riguarda solo la raccolta ma anche, e a maggior ragione, lo smaltimento dei rifiuti stessi. A tal proposito si è espresso il Movimento 5 stelle, che ha inviato al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea -Direttorato Generale per l’Ambiente-, una “Istanza di intervento e accertamenti urgenti” al fine di stabilire se siano state commesse violazioni di legge, riguardanti le modalità di utilizzo del bioreattore di Borgogiglione per il trattamento di biostabilizzazione. Sembrerebbe che le proroghe per l’utilizzo del bioreattore siano state rilasciate dal Comune nonostante il parere negativo di Arpa Umbria, dovuto al mancato collaudo di alcune celle oggetto di sperimentazione. Inoltre, a quanto pare, non sono stati forniti sufficienti elementi a sostegno della valutazione dell’impatto ambientale del bioreattore collegato alla produzione di biogas e alle altre sostanze emesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa non è stato detto? </strong>Vista la bufera suscitata dalla questione smaltimento della nettezza urbana, Perugia Online ha deciso di muoversi in tal senso andando a consultare i dati dei rifiuti giunti in discarica nell’ultimo anno. Sfogliando la relazione dell’Ati 2, <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/08/DM_174_RELAZIONE-CONTROLLI_ANNO-20154.pdf">DM_174_RELAZIONE CONTROLLI_ANNO 2015</a>, che si occupa di 20 comuni dell’Umbria, si nota che vi sono delle discrepanze tra i dati: alla pagina 19 è scritto che la produzione totale di rifiuti è di 197.769 tonnellate, di cui 117.918 vengono gestite nella raccolta differenziata, mentre nella indifferenziata finiscono 72.863 tonnellate più lo spazzamento stradale, con altre 6.988 tonnellate. Quindi sommando l’indifferenziata e lo spazzamento risultano 79.851 tonnellate da smaltire in discarica. Tuttavia, andando a verificare la quantità di rifiuti che è stata smaltita a Borgogiglione nel 2015, che ammonta a 135.909 tonnellate, si nota che, pur escludendo i rifiuti speciali pari a 7.991 tonnellate, lo smaltimento effettuato in discarica è di gran lunga superiore alle 79.851 tonnellate prodotte da indifferenziata e spazzamento. Da tutti questi calcoli, calcolatrice alla mano, risulta che ci sono 40.000 tonnellate di rifiuti (togliendo quelli extra Ati 2 che ammontano al massimo a 10.000 tonnellate) non dichiarati nella relazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove vengono le 40.000 tonnellate di rifiuti e di cosa si tratta? </strong>Si stratta di materiale destinato al bioreattore, più semplicemente l’“umido”, che non è possibile destinare al compostaggio a Pietramelina. Ossia tutti i rifiuti organici che non sono stati debitamente differenziati dai cittadini dell’Ati 2. Tuttavia, per quanto la scorretta differenziazione e la noncuranza della cittadinanza siano le principali cause del malfunzionamento del riciclo di materiale, questi dati lasciano spazio a domande e dubbi. Come è possibile che dal nulla compaia una così grande quantità di rifiuti non riportata nei dati? Pur concesso di avere poca fiducia nell’intelligenza umana e nella società &#8211; 40.000 tonnellate di irresponsabilità sono una cifra cospicua – e posto che il bioreattore di Borgogiglione lavori solo quando non è possibile smaltire i rifiuti organici in altro modo (compostaggio), vale forse la pena chiedersi se il gas prodotto dal suddetto bioreattore non sia fonte di guadagno per chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti, e quindi sia una grande risorsa ampiamente usata anche quando, forse, non ce n’è bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa comporta? Quale guadagno?  Per chi? </strong>I rifiuti, come già detto, scartati da Pietramelina, finiscono diretti nel bioreattore (come riportato del grafico a pag.43 della relazione dell’Ati 2), ma vista la quantità ingente, di 40.000 tonnellate appunto, si potrebbe pensare che non soltanto gli “avanzi” non compostabili siano smaltiti in questo modo ma, piuttosto, vengano smaltiti lì anche i rifiuti “in regola”, adeguatamente differenziati. Ciò ovviamente comporterebbe uno smaltimento assai maggiore del necessario e, se si tiene conto del fatto che il bioreattore non è totalmente “a norma” ciò potrebbe non essere totalmente “lecito”. Infatti ARPA Umbria nella nota del 07/12/2015 ha rilevato che sono state collaudate solo sei celle rispetto alle dieci oggetto di sperimentazione (una valutazione completa poteva essere fatta solo al termine del collaudo di tutte le celle previste) e che non sono stati forniti sufficienti elementi a sostegno della valutazione  dei  benefici  ambientali  del  bireattore relativa  al  biogas,  al  percolato  e  agli  assestamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft wp-image-37987 size-full" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/08/GESENU-IMAGE.jpg" alt="GESENU IMAGE" width="487" height="330" />Ben più certo sembra essere il guadagno che procura il bioreattore che produce biogas (metano) da immettere sul mercato. Considerando, infatti, quanto si guadagna dalla vendita del compost (ad aziende agricole etc.) e quanto invece da quella del gas alle grandi aziende dell’energia, è chiaro che il secondo frutti molto di più del primo alle tasche di chi lo produce e lo vende. È lecito, quindi, chiedersi se a trarre profitto dalla produzione di biogas (metano) non sia proprio Ge.se.nu (Gestione servizi nettezza urbana, società partecipata a capitale pubblico e privato, di cui il Comune di Perugia detiene il 45% delle azioni, l&#8217;Impresa A. Cecchini &amp; C. un altro 45% e l&#8217;Ing. Rosario Carlo Noto la Diega il restante 10%), l’ente che si occupa della raccolta nel Perugino, famigerata a livello nazionale per essere al centro di vicende giudiziarie ancora in corso. Forse questa è una questione più importante rispetto agli 0,01% ed altre magie statistiche su cui le istituzioni dovrebbero pronunciarsi.</p>
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		<title>Vicenda Gesenu, insediata la commissione regionale d&#8217;inchiesta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 10:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Insediata stamani a Palazzo Cesaroni dalla presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Donatella Porzi, la Commissione d&#8217;inchiesta sui rifiuti (“Verifica sulla tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale con particolare riferimento alla raccolta differenziata e valutazione delle implicazioni delle e ricadute sul sistema, dell&#8217;interdittiva antimafia notificata dal Prefetto di Perugia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest srl”). Eletto presidente Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e Emanuele Fiorini (Lega nord) vicepresidente.</p>
<p>La Commissione, istituita con deliberazione d&#8217;Aula del 24 novembre scorso, dovrà terminare i suoi lavori entro il termine del 7 aprile 2016. Oltre al presidente Chiacchieroni e al vice Fiorini, è composta dai consiglieri Attilio Solinas (PD), Giuseppe Biancarelli (Umbria più uguale) e Andrea Liberati (M5S). La richiesta di istituzione dell&#8217;organismo d&#8217;inchiesta è un atto di iniziativa dei consiglieri di opposizione, Claudio Ricci e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), Raffaele Nevi (FI), Marco Squarta (FDI), Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega Nord).</p>
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		<title>Vicenda Gesenu, a breve verrà istituita un&#8217;apposita commissione d&#8217;inchiesta</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Mentre il Partito democratico si divide e annaspa, dimenticando le proprie responsabilità di governo, i gruppi di opposizione all&#8217;Assemblea legislativa impongono alla maggioranza di istituire una Commissione di inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione dei rifiuti e sulle vicende che hanno portato alla notifica di una interdittiva antimafia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest”. Così ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Mentre il Partito democratico si divide e annaspa, dimenticando le proprie responsabilità di governo, i gruppi di opposizione all&#8217;Assemblea legislativa impongono alla maggioranza di istituire una Commissione di inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione dei rifiuti e sulle vicende che hanno portato alla notifica di una interdittiva antimafia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest”. Così tutti i consiglieri regionali di opposizione a Palazzo Cesaroni, Marco Squarta (Fratelli d’Italia), Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle), Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega Nord), Raffaele Nevi (Forza Italia), Claudio Ricci e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), annunciano di aver depositato la richiesta di istituzione della Commissione.</p>
<p>Richiesta che l&#8217;Ufficio di presidenza, spiegano, “dovrà necessariamente accogliere, come previsto dallo Statuto, essendo stata avanzata da 8 consiglieri su 20, ben oltre il quorum di un terzo stabilito dall&#8217;articolo 54. Sarà l&#8217;Aula consiliare, come previsto dal regolamento interno, a votare i contenuti e il termine entro il quale la Commissione dovrà riferire all’Assemblea. In quella sede vedremo se la maggioranza vorrà offrire una dimostrazione di responsabilità istituzionale appoggiando questa urgente iniziativa di verità”.</p>
<p>“La circostanza per cui il caso Gesenu presenta sicure ramificazioni regionali e nazionali, e probabili estensioni internazionali, rende necessario – si legge nella richiesta &#8211; approfondire gli assetti societari delle imprese titolari della gestione dei rifiuti in Umbria anche al fine di escludere la possibilità di eventuali connessioni con i soggetti coinvolti nell&#8217;inchiesta Mafia Capitale con particolare riferimento al territorio di Terni. La vicenda Gesenu ha fatto ufficialmente emergere l’inadeguatezza del sistema di gestione integrata del ciclo dei rifiuti nel territorio regionale anche con riferimento alla presenza di siti altamente inquinati e siti non bonificati, ai danni ambientali da essi determinati e allo spreco di risorse pubbliche”.</p>
<p>I consiglieri di opposizione evidenziano che “l&#8217;attività della Commissione dovrà svilupparsi nel pieno rispetto dell&#8217;attività della magistratura. Serve però che la politica, senza interferire con le indagini, si faccia carico delle proprie funzioni, approfondendo se e dove ci sono stati vuoti istituzionali. Proprio in questi giorni anche la Commissione parlamentare di inchiesta che si occupa delle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e degli illeciti ambientali ha inserito la vicenda Gesenu all&#8217;interno della materie da approfondire, proprio per la rilevanza nazionale che la vicenda sembra avere. Questo caso è la punta di un iceberg che riguarda la gestione complessiva dei rifiuti, degli impianti e della raccolta differenziata, senza dimenticare il nodo delle tariffe. A fronte del fatto che dal 2013 doveva essere istituita una autorità, l&#8217;Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche (Auri), che invece ancora non esiste”.</p>
<p>La Commissione di inchiesta, secondo la proposta delle opposizioni, dovrebbe porsi questi obbiettivi di indagine: “Verificare sia le procedure degli affidamenti in essere nei quattro Ati del servizio di gestione dei rifiuti sia le modalità di gestione dei rifiuti da parte dei titolari degli affidamenti, anche al fine di delimitare eventuali possibili connessioni dei gestori con la vicenda Gesenu. Approfondire gli assetti societari delle imprese titolari della gestione dei rifiuti in Umbria anche al fine di escludere la possibilità di eventuali connessioni con i soggetti coinvolti nell&#8217;inchiesta &#8216;Mafia Capitale&#8217;. Quantificare i danni ambientali derivati da eventuali condotte illecite attuali e pregresse. Valutare se l&#8217;attuale sistema di programmazione e pianificazione della gestione dei rifiuti, determini una particolare agibilità rispetto all’infiltrazione di attività criminose. Verificare l’esistenza di eventuali conflitti di interesse a carico dei gestori delle discariche e degli impianti di incenerimento rispetto ai soggetti affidatari dei servizi di raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti. Verificare l’effettivo raggiungimento di tutti gli obiettivi del vigente Piano regionale dei rifiuti e delle direttive europee di riferimento, anche nella prospettiva di elaborazione di un nuovo Piano. Verificare l&#8217;attuale stato di saturazione delle discariche e gli attuali risultati raggiunti, anche in termini di efficienza, rispetto al recupero di materia degli impianti di trattamento meccanico-biologico e rispetto all’adeguatezza della dotazione impiantistica per il trattamento dei rifiuti così come censita nel vigente Piano dei rifiuti. Verificare se e come siano stati effettuati eventuali controlli sulla correttezza delle procedure poste in essere dai gestori, se e quali esposti siano pervenuti negli ultimi cinque anni in riferimento a eventuali irregolarità. Verificare lo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dei siti di interesse regionale presenti nell&#8217;anagrafe del Piano di bonifica delle aree inquinate della Regione. Verificare lo stato di avanzamento della costituzione dell’Auri e valutare tutti gli aspetti connessi al suo subentro agli attuali Ati. Utilizzare ogni strumento utile alle suddette verifiche e valutazioni, come audizioni con i soggetti di volta in volta interessati e sopralluoghi”.</p>
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		<title>Esce oggi &#8220;Chi comanda Terni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie. L&#8217;inchiesta &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta</strong> &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore &#8211; lo ha sempre fatto per conto di centri di potere esterni alla città. É stato così nell’economia e lo stesso accade nella politica. Nel primo caso, la legittimazione era legata alla mediazione con lo Stato e poi nel rapporto con la proprietà tedesca delle acciaierie mentre nel secondo caso, l’oligarchia ristretta che opera sotto le insegne del Pd trova la sua ragione d’essere nel rapporto di subordinazione ai vertici perugini del partito, ai cui interessi continua ad essere piegata la comunità ternana”.</p>
<p align="left"><strong>Il sistema di potere ternano</strong> &#8211; Il cerchio magico che controlla la Conca, spiega ancora l&#8217;autore, tira le fila di un sistema di potere ramificato a cui nulla è sfuggito, “dalla gestione partitocratica della sanità, alle cooperative monopoliste dei servizi sociali e assistenziali, dalla pianificazione dell’urbanistica collegata alle scelte delle cooperative rosse della grande distribuzione, fino ai rapporti opachi con la Chiesa, passando per una concezione della cultura data in appalto ai soliti noti. In una città dalla sovranità storicamente limitata, in cui la grande fabbrica ha scandito i ritmi di vita e influenzato la politica fino a oscurare con la potenza del proprio ricatto occupazionale anche un allarmante livello di inquinamento ambientale, la dimensione locale del potere si sovrappone alle dinamiche nazionali e internazionali”. Da qui la necessità di comprendere fino in fondo ciò che si muove intorno all’acciaieria, “il cui destino continua a coincidere con quello di Terni e la cui cessione alla ThyssenKrupp consente di ricostruire la vicenda della sciagurata svendita dell’industria di Stato che ha anticipato l’ingresso dell’Italia nell’Europa della moneta unica. Dalla porta di servizio.</p>
<p align="left"><strong>L&#8217;autore</strong> &#8211; Claudio Lattanzi è nato ad Orvieto nel 1970. Laureato in Scienze Politiche all’università di Perugia, giornalista, è co titolare della casa editrice e agenzia pubblicitaria Intermedia. É autore di: “Orvietopoli. La casta, gli affari, la politica all’ombra della Rupe”(2010), “Scacco al monsignore. I retroscena e gli intrighi del caso Scanavino” (con Stefania Tomba) (2011), “La mafia in Umbria. Cronaca di un assedio. La prima inchiesta sulla penetrazione delle cosche nella regione del buon vivere” (2011), “I Padrini dell’Umbria. Il sistema di potere che controlla la regione” (2013) , “La Zarina. Biografia non autorizzata di Maria Rita Lorenzetti” (2014). Claudio Lattanzi presenterà il suo nuovo libro a Terni, mercoledì 27 maggio in un incontro pubblico al Caffè del Corso, galleria Corso Tacito, con il giornalista Andrea Fabbri, candidato al consiglio regionale nella lista Ricci Presidente. Giovedì 29</p>
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		<title>E-45, per Dottorini il consiglio regionale &#8220;insabbia la petizione popolare&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/e-45-per-dottorini-il-consiglio-regionale-insabbia-la-petizione-popolare/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 10:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“E&#8217; veramente paradossale che, mentre i fautori della realizzazione dell&#8217;autostrada Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, il Consiglio regionale decida di farsi beffa delle 8.500 firme raccolte dai cittadini contro la trasformazione della E45 in autostrada a pedaggio. Destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, hanno deciso di insabbiare ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “E&#8217; veramente paradossale che, mentre i fautori della realizzazione dell&#8217;autostrada Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, il Consiglio regionale decida di farsi beffa delle 8.500 firme raccolte dai cittadini contro la trasformazione della E45 in autostrada a pedaggio. Destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, hanno deciso di insabbiare la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini che chiedono a gran voce la revisione del parere favorevole dato a più riprese dalla Regione”. Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell&#8217;associazione Umbria Migliore, commenta la decisione assunta dalla Seconda commissione consiliare che ha deliberato all’unanimità di non ascoltare neppure il comitato promotore “No E45 autostrada” demandando alla Giunta regionale il compito di occuparsi, nell&#8217;ambito del Piano regionale dei Trasporti, della petizione popolare.</p>
<div><strong>Le inchieste</strong> &#8211; “Dopo lo scandalo emerso con l’inchiesta ‘Sistema’ – chiede Dottorini &#8211; cos’altro deve succedere per convincere la politica dell’assurdità di quest’opera? Neppure le nubi della corruzione che leggendo le intercettazioni paiono addensarsi fitte su questo progetto sono in grado di scalfire le convinzioni dello schieramento trasversale che da sempre sostiene questa follia progettuale. Eppure logica vorrebbe che le inchieste che stanno travolgendo i vertici del Ministero dei Lavori pubblici, unite alle negative ripercussioni ambientali ed economiche sui territori, inducessero ad un ripensamento degli stessi presupposti che hanno portato a concepire un’opera che, al di là delle vicende giudiziarie, potrà forse soddisfare gli interessi di qualche più o meno spregiudicato gruppo imprenditoriale, non certo le legittime aspettative della collettività. La prima cosa da fare sarebbe stata quella di dare seguito a ciò che 8.500 cittadini umbri hanno chiesto a gran voce: chiamarli ad esporre le proprie ragioni in commissione e magari procedere alla revoca del parere positivo all&#8217;opera fornito dalla Regione e dalla totalità dei Comuni dei territori coinvolti dal tracciato. Ma il Consiglio regionale, con un atteggiamento imbarazzato e pilatesco, ha deciso di non convocare neppure il comitato promotore, come per prassi si è soliti fare, mettendo così la testa sotto la sabbia ed evitando ogni dibattito di merito”.</div>
<div></div>
<div><strong>Appoggio di Incalza al Cipe</strong> &#8211; “Ormai – spiega Dottorini &#8211; fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi da qualche vicenda giudiziaria. L&#8217;inchiesta &#8216;Sistema&#8217; ha portato alla luce un quadro tutt&#8217;altro che rassicurante, con ipotesi di reati pesanti e un sistema inquinato che non esenta quasi nessuna delle nuove grandi opere presentate come volano dell&#8217;economia nazionale. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c&#8217;è anche quella secondo la quale il consorzio &#8220;Ilia Or-Me&#8221;, che fa capo a Vito Bonsignore, la &#8216;mente&#8217; che ha concepito l&#8217;autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all&#8217;appoggio di Ercole Incalza, che si trova in carcere. In tutto questo il Consiglio regionale non riesce a fare altro che snobbare la volontà di 8500 cittadini che hanno ragioni da vendere nel rivendicare un altro modello di sviluppo e, a questo punto, un’altra moralità nel decidere i destini economici e ambientali di una regione. C’è da scommettere che questa decisione avventata non passerà sotto silenzio e che, come un boomerang, si ripercuoterà sullo stesso Consiglio regionale”.</div>
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		<title>Indagare il sociale, il PerSo al Festival internazionale di giornalismo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 18:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[#ijf15]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Indagare il sociale con uno sguardo altro. Con questo obiettivo il Perugia Social Film festival incontra il Festival internazionale del giornalismo dal prossimo 15 aprile fino al 19 con una rassegna di cinema- documentario d&#8217;inchiesta. La rassegna &#8211; “La parola chiave di questa sezione curata dal PerSo Film Festival  è prospettiva: prospettiva degli eventi, linea ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Indagare il sociale con uno sguardo altro. Con questo obiettivo il Perugia Social Film festival incontra il Festival internazionale del giornalismo dal prossimo 15 aprile fino al 19 con una rassegna di cinema- documentario d&#8217;inchiesta.</p>
<p><strong>La rassegna</strong> &#8211; “La parola chiave di questa sezione curata dal PerSo Film Festival  è prospettiva: prospettiva degli eventi, linea prospettica delle narrazioni. Il festival esprime il codice genetico proprio della cinematografia del reale che, sui grandi temi dell’attualità, cerca una profondità di campo per arricchirli, per contestualizzarli nella universalità delle storie, sconfinando sul terreno della Storia&#8221;. Così Mario Balsamo, direttore artistico del PerSo, presenta questo ciclo di documentari di inchiesta che tentano di agganciare la cronaca ad una riflessione sull&#8217;animo umano. &#8220;Quello che vedrete al Festival del giornalismo è solo un tiepido assaggio &#8211; afferma ancora Balsamo &#8211; di quella che sarà la prima vera edizione del PerSo Film Festival, in programma a Perugia dal 18 al 27 settembre 2015.</p>
<p><strong>Programma</strong> &#8211; Durante il Festival del giornalismo, in programma documentari d&#8217;autore e installazioni multimediali oltre che proiezioni, laboratori, incontri e dibattiti. La Rocca Paolina ospiterà l&#8217;installazione multimediale &#8220;L&#8217;Aquila, frammenti di memoria&#8221;, realizzata dagli allievi della Scuola Nazionale di cinema con sede in Abruzzo. Mentre al PostModernissimo verranno proiettati alcuni dei lavori più importanti di Joshua Oppenheimer e Simon Klose, giovani filmakers pluripremiati in tutto il mondo.</p>
<p><strong>L&#8217;omaggio a Rosi</strong> &#8211; Per celebrare poi uno dei maggiori registi e sceneggiatori italiani, il PerSo dedicherà due giornate a Francesco Rosi, maestro di quel filone d&#8217;inchiesta da lui inaugurato negli anni &#8217;60.  Verranno infatti proiettati &#8220;Il caso Mattei&#8221; e il &#8220;Cineasta e il labirinto&#8221;, documentario dedicato al grande maestro del cinema.</p>
<p><strong>Il PerSo</strong> &#8211; Mostrare e raccontare attraverso la dirompenza delle immagini il panorama del sociale e l&#8217;universo a cui attinge. E&#8217; questo il motore ideale del PerSo, il festival di cinema sociale diretto dallo sceneggiatore Stefano Rulli che, lo scorso settembre, ha visto la <a id="_GPLITA_0" style="border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;" title="Click to Continue &gt; by Browser Shop" href="#">luce<img style="border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;" src="http://cdncache-a.akamaihd.net/items/it/img/arrow-10x10.png" rel="prettyPhoto"></a> in una partecipatissima edizione zero. L’obiettivo è  quello di avvicinare un vasto pubblico alle tematiche trattate e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati al sociale, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto. All&#8217;interno del festival anche un concorso, le cui singole proiezioni verranno accompagnate da incontri con autori e protagonisti per discutere delle tematiche trattate.</p>
<div></div>
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		<title>Inchiesta sulla morte di Pino Daniele, la Procura incarica un medico perugino come consulente</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 17:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Ambrosio]]></category>
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		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Daniele]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sarà il professor Giuseppe Ambrosio, direttore del reparto di Cardiologia e Fisiopatologia vascolare dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia ha ricoprire la carica di perito nell&#8217;inchiesta che i due sostituti procuratori della Procura di Roma Laviani e Monteleone hanno aperto per far luce sulla morte del cantante Pino Daniele. La carriera &#8211; A darne notizia è l&#8217;ufficio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sarà il professor Giuseppe Ambrosio, direttore del reparto di Cardiologia e Fisiopatologia vascolare dell&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia ha ricoprire la carica di perito nell&#8217;inchiesta che i due sostituti procuratori della Procura di Roma Laviani e Monteleone hanno aperto per far luce sulla morte del cantante Pino Daniele.</p>
<p><strong>La carriera</strong> &#8211; A darne notizia è l&#8217;ufficio stampa dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia, dopo la conferma ricevuta dallo stesso professionista,che nel pomeriggio ha ricevuto ufficialmente l&#8217;inc<span class="text_exposed_show">arico a Roma, in Procura.Al consulente della Procura, sono stati consegnati i quesiti formulati dai due magistrati che hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo.Il professor Ambrosio,originario di Napoli,è docente universitario e per quattro anni,dal 2009 al 2013 ha ricoperto la carica di Direttore sanitario dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia.Inoltre ha partecipato ad oltre 300 progetti di ricerca, che hanno contribuito a ricevere recentemente il premio alla carriera Leonardo da Vinci attribuitogli dalla Società italiana di Cardiologia.</span></p>
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		<title>Multe, da Nord a Sud dove si paga di più e di meno. Bene Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 13:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[autovelox]]></category>
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		<category><![CDATA[Sole 24 Ore]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da Nord a Sud la mappa italiana delle città dove si pagano più multe. L’indagine, de “Il Sole 24 Ore” è stata pubblicata oggi, 21 luglio, e analizza il trend delle grandi città. Le multe stradali nei Comuni, dove si paga di più e dove di meno, provincia per provincia; da importi medi di 170 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Da Nord a Sud la mappa italiana delle città dove si pagano più multe. L’indagine, de “Il Sole 24 Ore” è stata pubblicata oggi, 21 luglio, e analizza il trend delle grandi città.</p>
<p><strong>Le multe stradali nei Comuni</strong>, dove si paga di più e dove di meno, provincia per provincia; da importi medi di 170 euro per patentato a richieste di nemmeno un euro, la mappa delle “tante Italie” nei verbali delle polizie locali.</p>
<p><strong>È Milano, si legge sulla testata, la capitale delle multe</strong> e anche unico caso, fra le grandi città, in cui non si avverte la moria delle riscossioni che nei primi mesi del 2014 è stata registrata in quasi tutta Italia, complice lo stop quasi semestrale alla riscossione (terminato il 16 giugno) imposto dalla sanatoria delle vecchie cartelle.</p>
<p><strong>Che Milano fosse una zona a rischio per parcheggi, autovelox e Ztl è risaputo.</strong> Complice anche il flusso di pendolari che ogni giorno si recano nel capoluogo lombardo. Lo stesso fenomeno dei city users fa salire nella classifica anche Firenze e Bologna, mentre tra le città più “tranquille” spiccano i dati di Treviso e Rovigo.</p>
<p><strong>Va sottolineato, inoltre, che se da un lato gli importi dividono Nord e Sud</strong> con picchi di 170 euro a Milano e di 60 centesimi a Caserta dall’altro il calo degli incassi riavvicina i Comuni italiani: nei primi sei mesi del 2014, infatti, si è verificato un calo dei pagamenti che in alcuni centri ha raggiunto anche l’80% ed è stato contenuto in ribassi a una cifra solo in pochi casi. A Roma, Napoli, Firenze, Bologna la contrazione oscilla dal 25 al 50%.</p>
<p><strong>Ma veniamo alla classifica</strong>. Le prime 10 province dove l’importo medio è maggiore sono Milano, Firenze, Bologna, Parma, Treviso, Rovigo, Pavia, Pisa, Torino, Venezia. Le 10 province, invece, dove l’importo medio è più basso sono Caserta, Isernia, Taranto, Nuoro, Crotone, Fermo, Enna, Barletta, Reggio C., Gorizia.</p>
<p><strong>Nella <a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2014/07/multe-comuni.pdf" target="_blank">classifica completa</a> pubblicata dal Sole 24 ore</strong>, provincia per provincia, in ordine decrescente (a partire da Milano, dove le sanzioni sono le più alte): Terni occupa il trentunesimo posto, meglio, invece per Perugia, dove si paga di meno. Il capoluogo umbro, infatti, si piazza al sessantunesimo posto della classifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando la lupara parla tedesco</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2014 18:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[antistato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Dalla Germania ad Agrigento e ritorno, sulle tracce delle cosche mafiose infiltrate in terra alemanna. Si è rivelato un perfetto esempio di collaborazione giornalistica transnazionale ma, soprattutto, tra livelli territoriali differenti il convegno &#8220;Mafia Made in Germania: inchieste transnazionali&#8221;, promosso dall&#8217;Investigative Reporting Project Italy (Irpi) nell&#8217;ambito dell&#8217;VIII Festival internazionale del giornalismo di Perugia. All&#8217;incontro, andato ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/quando-la-lupara-parla-tedesco/">Quando la lupara parla tedesco</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><span style="line-height: 1.5em;"> Dalla Germania ad Agrigento e ritorno, sulle tracce delle cosche mafiose infiltrate in terra alemanna. Si è rivelato un perfetto esempio di collaborazione giornalistica transnazionale ma, soprattutto, tra livelli territoriali differenti il convegno &#8220;Mafia Made in Germania: inchieste transnazionali&#8221;, promosso dall&#8217;Investigative Reporting Project Italy (Irpi) nell&#8217;ambito dell&#8217;VIII Festival internazionale del giornalismo di Perugia. All&#8217;incontro, andato in scena oggi pomeriggio (1 maggio) nella Sala del Dottorato in piazza IV Novembre, hanno preso parte Cecilia Anesi (co-fondatrice Irpi), Anna Maria Neifer (Westdeutscher Rundfunk), Giulio Rubino (co-fondatore Irpi) e David Schraven (Funke Medien-Gruppe). L&#8217;evento ha offerto ai numerosi presenti la possibilità di assistere alla ricostruzione della piramide gerarchica della famiglia mafiosa attraverso l&#8217;attività investigativa coordinata tra polizia e giornalisti d&#8217;inchiesta. Partendo dalle debolezze della società tedesca, il cui sistema giudiziario, per esempio, non considera ancora reato l&#8217;appartenenza ad una cosca mafiosa, il viaggio ha condotto le indagini fino in Sicilia, ad Agrigento. Qui, grazie alla collaborazione con i cronisti locali di Grandangolo, per i colleghi tedeschi è stato possibile associare nomi, cognomi e nomignoli raccolti oltralpe in maniera spesso frammentaria, completando il complicato puzzle cominciato in Germania.</span></p>
<p><strong>Da arena per i regolamenti di conti&#8230; </strong>Inizialmente l&#8217;opinione pubblica tedesca era convinta che la mafia fosse un problema tutto italiano, e che gli omicidi occorsi in patria fossero sporadici regolamenti di conti tra cosche, dato che spesso mafiosi italiani riparano in Germania per via della legge impreparata nei confronti della criminalità organizzata.</p>
<p><strong>&#8230;A territorio di caccia prediletto. </strong>Tuttavia, attraverso testimonianze raccolte anche all&#8217;interno degli ambienti della malavita, è emerso chiaramente come la Germania non si limiti ad essere usata a mo&#8217; di &#8220;ufficio&#8221; dai numerosi killer italiani, ma rappresenti un vero e proprio terreno privilegiato per gli affari delle cosche siciliane, calabresi, campane e pugliesi.</p>
<p><strong>L&#8217;antistato studia sempre lo Stato che lo ospita.</strong> Pezzo dopo pezzo, dai pedoni fino alla regina, un membro di cosca ha spiegato in un filmato emblematico come la mafia ricostruisce lo Stato che la ospita, creando una struttura speculare alle istituzioni. &#8220;La regina e gli alfieri, elementi vicinissimi al re-boss, studiano le leggi che governano un determinato Stato o una certa regione di interesse. Nello Stato trovano corrispondenza nei massimi centri di potere, istituzionale e finanziario. Una volta stabilito che si può avviare il &#8220;business&#8221;, arrivano i cavalli e le torri, caporioni di livello inferiore rispetto alla cerchia ristretta della famiglia, ma che sono fondamentali per dar vita alle attività iniziali &#8211; generalmente bar, pizzerie ecc &#8211; che, oltre a ripulire i primi soldi fungono da luoghi di ritrovo e pianificazione per il boss ed i suoi. Nella vita di tutti i giorni possono essere paragonati alle grandi industrie e alle imprese. La manovalanza, vale dire i pedoni, la si trova quasi sempre all&#8217;interno del Paese ospitante. Nel caso della Germania tra i numerosi immigrati italiani, oppure fra i locali segnalati dai primi partner tedeschi. A questi corrispondono, nella legalità, le questure e i commissariati di polizia.</p>
<p><strong>Giornalismo d&#8217;inchiesta strumento di riforma.</strong> Al termine del lungo lavoro di ricostruzione, durato circa tre anni, la società civile tedesca ha acquisto la consapevolezza della presenza in pianta stabile della criminalità organizzata in Germania, attraverso numerose imprese &#8211; anche di livello nazionale &#8211; legate all&#8217;ediliza e, di conseguenza, agli appalti pubblici. Scopo sociale di questo tipo di inchiesta giornalsitica, hanno concluso gli autori del reportage, è quello di realizzare un cambiamento nella legislatura tedesca, affinché la criminalità organizzata trovi la dovuta collocazione in ambito penale.</p>
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		<title>Al via domani il Festival Internazionale del Giornalismo</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/al-via-domani-il-festival-internazionale-del-giornalismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 13:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival internazionale del giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Al via domani, mercoledì 30 aprile, l&#8217;ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 30 aprile al 4 maggio). Dalla politica ai problemi dell’immigrazione, dal futuro dei media africani fino all’analisi della TV italiana oggi; l’ambiente e la sua salvaguardia, i linguaggi dei giornalismo d’inchiesta, come fare un reportage, la scuola di oggi e le ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al via domani, mercoledì 30 aprile, l&#8217;ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 30 aprile al 4 maggio). Dalla politica ai problemi dell’immigrazione, dal futuro dei media africani fino all’analisi della TV italiana oggi; l’ambiente e la sua salvaguardia, i linguaggi dei giornalismo d’inchiesta, come fare un reportage, la scuola di oggi e le nuove generazioni… questi e molti altri ancora i temi della prima giornata del Festival Internazionale del Giornalismo che prende il via, come da tradizione, con <b>Luca Bottura</b> e sua la trasmissione <i>Lateral</i>, Radio Capital, in diretta dall’Hotel Brufani alle ore 9.00.</p>
<p>Anche <b>Vittorio Zucconi</b> sarà in diretta da Perugia con il suo <i>TGZero</i>, alle ore 19.00 presso la Sala dei Notari. Il direttore di Radio Capital commenterà i temi del giorno con il pubblico accompagnato da <b>Edoardo Buffoni</b>.</p>
<p>Una intensa giornata di dibattiti, presentazioni e workshop cominciando dall’incontro con il giornalista e scrittore <b>Corrado Augias</b> interviene sul suo ultimo libro &#8220;Tra Cesare e Dio&#8221; (16.00 Sala dei Notari); si parlerà di corruzione e politica, cercando di fare il punto su ciò che è cambiato da Mani Pulite ad oggi con la serata teatrale che vede insieme<b> Luigi Ciotti</b> fondatore Gruppo Abele e <b>Gian Antonio Stella</b> <i>Corriere della Sera</i> (21.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Entreremo nel vivo del Giornalismo d’inchiesta e dei suoi nuovi linguaggi con <b>Chiara Galeazzi</b> Vice Italia, <b>Bruno Manfellotto</b> direttore <i>l’Espresso</i>, <b>Eddy Moretti</b> CCO Vice Media, <b>Andrea Rasoli</b> fondatore Vice Italia e <b>Sarah Varetto</b> direttrice Sky TG 24 (evento a cura di Sky TG 24 HD,15.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani).</p>
<p>I nuovi progetti editoriali e il giornalismo che spiega fenomeni e dati complessi possono essere considerati il vero strumento di divulgazione informativa applicato al web? Ne parlerà <b>Felix Salmon</b> nel suo speech: &#8220;Perchè la rivincita dei nerd fa bene al giornalismo&#8221; (18.00 Sala del Dottorato).</p>
<p>In collaborazione con Liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia si parla di scuola, media e nuove generazioni: chi le conosce, chi le capisce, chi le racconta… con <b>Lirio Abbate </b><i>l’Espresso</i>, <b>Mauro Casciari</b> <i>Le Iene</i> Italia 1, <b>Lella Mazzoli</b> Università di Urbino, <b>Federico Taddia</b> <i>L’Altra Europa</i> Radio 24, <b>Francesca Ulivi</b> direttrice MTV NEWS (14.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Ospite della prima giornata anche il popolare chef <b>Carlo Cracco</b> che ci farà viaggiare nella storia della tradizione della migliore cucina italiana (18.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani); Come si indaga sulla greenicità delle imprese e dei prodotti? Come si distingue il green dal greenwashing? Ne parleremo nel panel discussion a cura di Giornalisti Nell’Erba (11.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani); in collaborazione con <b>Fondazione Rosselli</b> un panel per discutere degli effetti di molteplici trasformazioni della tv contemporanea, dal punto di vista dei pubblici, dei broadcaster, degli investitori pubblicitari. “Cosa conta” veramente nella televisione di oggi e in quella futura? (11.30 Sala del Dottorato).</p>
<p>Moltissimi i workshop di questa prima giornata di festival, tra cui: 2 Google Masterclass, una su ‘YouTube’ (16.30 Sala Priori, Hotel Brufani) e l’altra su ‘search&amp;trends’ (12.00 Sala Perugino, Hotel Brufani) gestite da <b>Nicholas Whitaker</b> direttore media outreach Google; Individuare e prevenire la corruzione con gli open data (11.30 Hotel Sangallo); Fare reportage: tecniche e prospettive del video racconto (16.30 Hotel Sangallo); Legal Leaks: come usare il tuo diritto di accesso all’informazione con <b>Ernesto Belisario</b> presidente Ass. per Open Government e <b>Guido Romeo</b> <i>Wired Italia</i> (18.30 Sala Priori, Hotel Brufani); Giornalismo e creatività: come trovare storie originali con <b>Karel van den Berg</b> giornalista e formatore (18:00 Sala Perugino, Hotel Brufani).</p>
<p>Un confronto a più voci su come la tecnologia, Internet e la mobilità stanno trasformando la industry dei contenuti nel suo complesso: TV, libri, informazione: a cura di TIM il panel sul tema con <b>Riccardo Cavallero</b> direttore generale Edizioni Mondadori, <b>Serena Danna</b> <i>Corriere della Sera</i>, <b>Marco Patuano</b> CEO Telecom Italia, <b>Andrea Zappia</b> amministratore delegato Sky Italia e <b>Vittorio Zucconi</b> <i>la Repubblica </i>(17.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Parleremo del futuro dei media africani: quali modelli di business e di giornalismo si stanno sviluppando nel continente a sud del Sahara? L’innovazione tecnologica può diventare uno strumento d’informazione e di fornitura di servizi efficaci per uno sviluppo sostenibile dell’Africa? (16.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani); sarà affrontata anche la difficile situazione del Messico, della sanguinosa guerra tra Stato e cartelli della droga e i suoi legami con l’Italia (18.30 Centro Servizi G. Alessi).</p>
<p>A cura di <b>Amnesty International Italia</b> un incontro e un documentario: ore 16.30 Sala del Dottorato l’incontro “Volevamo braccia sono arrivati uomini”: accoglienza mancata e violazione dei diritti dei migranti in italia; alle 21.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani, la proiezione del docufilm “EU 013, l’ultima frontiera: viaggio nei centri di identificazione e di espulsione italiani”.</p>
<p>Per consultare l’intero programma della giornata e del festival: <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2014">qui</a></p>
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