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	<title>Perugia Online &#187; inclusione</title>
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		<title>IIS Cassata Gattapone di Gubbio, IV meeting internazionale del progetto Erasmus K2</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 16:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus K2 ‘Dealing with stereotypes in education’]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La scuola come luogo di incontro e di scambio culturale. Un luogo in cui si ritorna con nuovi amici internazionali.</p>
<p>Sono, infatti, tornate a scuola con nuovi amici internazionali e con entusiasmo Elisa Tomassoli, Charlene Jane Quinonez, Matilde Ortali e  Lotte Sophie Reins,  studentesse delle classi 3 SIA e 3 B2 dell’IIS Cassata &#8211; Gattapone di Gubbio, che, a Skrzeszewo, in Polonia, accompagnate dai professori Rosella Piccotti ed Edoardo Panfili,  hanno partecipato al quarto meeting internazionale del progetto Erasmus K2 ‘Dealing with stereotypes in education’. Si tratta di un partenariato che,  oltre alla scuola di Gubbio, coinvolge scuole della Turchia, della Germania, della Bulgaria e della Polonia.<br />
Accolte con cordialità dalle famiglie, dagli studenti e dagli insegnanti polacchi, dal 6 al 12 ottobre le studentesse dell’IIS Cassata-Gattapone hanno avuto la possibilità di conoscere gli usi e le tradizioni locali e di confrontarsi con altre culture,  lavorando per una settimana in gruppi multinazionali sul tema comune dell’uguaglianza religiosa, in un clima di amicizia e cooperazione.<br />
Le attività organizzate dalla scuola elementare di Skrzeszewo, motivanti e coinvolgenti, hanno stimolato gli studenti a riflettere sul concetto di discriminazione  religiosa e sulle sue conseguenze. Il tema è stato, poi, approfondito dall’incontro degli studenti con alcuni componenti della Caritas locale.<br />
A questo si è aggiunto un ricco programma di visite ed escursioni tra cui la visita alla cittadina di Zukowo, al castello di Malbork,  al campo di concentramento di Stutthof,  al centro storico di Danzica e ai luoghi religiosi di maggiore interesse quali la cattedrale, la moschea e la chiesa ortodossa.</p>
<p>L’esperienza in Polonia non soltanto ha consolidato la competenza linguistica in lingua inglese delle studentesse, ma è stata formativa sul piano della loro crescita personale in termini di autonomia, responsabilità e consapevolezza culturale.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è per marzo 2020, quando otto studenti e due professori dell’IIS Cassata Gattapone partiranno alla volta di Wertheim, in Germania, dove si svolgerà l’ultimo flusso del progetto che li vede protagonisti.</p>
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		<title>‘Dealing with stereotypes in education’</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 14:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus Plus]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto 'Cassata-Gattapone' di Gubbio]]></category>
		<category><![CDATA[mobilit]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Combattere ogni forma di stereotipo e discriminazione. Un obiettivo, questo, di un’attualità stringente e di centrale importanza anche nell’ambito dell’istruzione: comportamenti discriminatori e richiami a stereotipi nella vita sociale possono, in realtà, ripresentarsi e mettere a rischio le azioni di inclusione e di promozione della persona umana. Inclusione e promozione della persona umana, che sono ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Combattere ogni forma di stereotipo e discriminazione. Un obiettivo, questo, di un’attualità stringente e di centrale importanza anche nell’ambito dell’istruzione: comportamenti discriminatori e richiami a stereotipi nella vita sociale possono, in realtà, ripresentarsi e mettere a rischio le azioni di inclusione e di promozione della persona umana. Inclusione e promozione della persona umana, che sono alla base di una efficace attività educativa ad ogni livello di scuola.</p>
<p>È questo il tema-cardine sul quale, nell’arco del biennio 2018-2020, studenti e docenti di vari indirizzi dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore ‘Cassata-Gattapone’ di Gubbio sono stati e sono chiamati a interrogarsi e a lavorare insieme ad altri studenti e docenti, questa volta provenienti dalle scuole della Polonia, della Bulgaria, della Germania e della Turchia. Tutti partecipanti al Progetto Europeo Erasmus Plus ‘Dealing with stereotypes in education’.</p>
<p>Molteplici, gli obiettivi del progetto. Dalla promozione di una cultura dell’accoglienza, del rispetto e dell’inclusione al riconoscimento che le differenze di lingua, religione, storia e stili di vita delle varie nazioni e società siano una ricchezza per tutti e non un ostacolo alla pacifica convivenza, dall’individuazione di forme e strumenti di superamento di discriminazioni e stereotipi nell’ambiente-scuola, in cui le persone si formano anche in vista del loro futuro di cittadini e di lavoratori, alla condivisione con i partner delle ‘buone pratiche’ messe in atto in ciascuna scuola per eliminare ogni forma di discriminazione, passando per la promozione del dialogo, del confronto e della comunicazione interculturale e per la conoscenza e la disseminazione di informazioni e dati relativi alla situazione in atto nella nazione e nel territorio in cui operano le scuole-partner, avendo come riferimento la presenza di azioni di inclusione in rapporto a razza, genere, religione, situazione personale e sociale.</p>
<p>I risultati dei lavori svolti durante le mobilità si pongono alla base di un ‘patrimonio comune’ di strumenti ed iniziative tesi a limitare e, se possibile, a cancellare del tutto le discriminazioni e gli stereotipi ancora esistenti nelle scuole e nell’ambiente sociale degli istituti-partner e di ogni altra realtà scolastica che vorrà attingere a tale deposito di idee ed azioni.</p>
<p>Un buon esempio di questo processo di inclusione e di superamento delle discriminazioni sono state le opinioni espresse dagli studenti, che dal 26 maggio al 1° giugno 2019 hanno partecipato alla mobilità in Bulgaria. Per Cecilia Mosca tale esperienza è stata meravigliosa: ‘Ho imparato meglio l&#8217;inglese, ho conosciuto nuove persone e nuove culture’. Di pari avviso anche Sofia Natalini, per la quale è stato molto interessante conoscere e capire altri modi di vivere e altre usanze. Il rammarico che il tempo sia stato troppo poco accomuna gli altri partecipanti, Federico Capannelli, Nicola Casagrande, Naomi Dutu e Leonardo Vantaggi, ma è mitigato dalla promessa, da parte di tutti gli studenti delle varie nazionalità coinvolte, di rimanere in contatto e, da parte di quelli bulgari, di trascorrere parte delle vacanze estive nel comune eugubino e nella verde Umbria.</p>
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		<title>Carceri, 500 mila euro dalla Regione Umbria per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 11:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Carla Casciari]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>500 mila euro per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte ad esecuzione penale, compresa l’area minorile. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per la nuova programmazione, che ha come obiettivo quello di recuperare le persone soggette a regime detentivo. La vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare e all’Istruzione, Carla Casciari, ha convocato il tavolo interistituzionale regionale che rappresenta una task force tra le diverse amministrazioni impegnate nel percorso di inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Erano presenti, oltre all’assessore Casciari, rappresentanti degli Assessorati regionali allo Sviluppo economico e alla Sicurezza e Polizia locale, del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria, del Dipartimento per la Giustizia minorile-Ufficio di Servizio sociale per i minorenni di Perugia, della Province di Perugia, dell’Anci, dell’Ufficio della Consigliera regionale di parità.</p>
<p>La vicepresidente ha ricordato che “la detenzione ha un senso se finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo delle persone recluse. Di conseguenza è fondamentale che, durante il periodo di detenzione, venga acquisito un bagaglio di esperienze da spendere in seguito, nel mondo del lavoro”.</p>
<p>Nella precedente programmazione, con i 580 mila euro messi a disposizione, la Provincia di Perugia ha realizzato 4 progetti che hanno coinvolto 185 detenuti, di cui 75 reclusi nella Casa circondariale di Capanne (31 donne e 44 uomini), 100 della Casa di reclusione di Spoleto, 10 soggetti in capo all’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Un’esperienza positiva che è stata oggetto di un focus specifico in occasione del Comitato di Sorveglianza del “Por Fse” Umbria, tenutosi la scorsa estate su richiesta della Commissione europea, la quale ha segnalato le iniziative tra le “buone prassi” sperimentate.</p>
<p>“Nel 2013 – ha concluso la Casciari – l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni dell’Umbria ha preso in carico 499 giovani denunciati a piede libero, di cui il 36 per cento ultradiciottenni mentre il 30 per cento prossimi a compiere la maggiore età”.</p>
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