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	<title>Perugia Online &#187; italiano</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>«Jusqu’où iras-tu avec l’Esabac?»</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 14:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Baccalauréat]]></category>
		<category><![CDATA[Esabac]]></category>
		<category><![CDATA[Esame di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[I.I.S. Giordano Bruno di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo linguistico con opzione Esabac]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.R. Marche]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.R. Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> «Jusqu’où iras-tu avec l’Esabac?». Le risposte a questa domanda sono molteplici, perché molteplici e diversificate tra loro sono le opportunità che questo ‘doppio diploma’ offre, con i patrocini dell’Ambassade de France en Italie e dell’Institut Français, alle studentesse e agli studenti che optano per questo prestigioso percorso di studi. E vorremmo restituirle, queste risposte, ovviamente, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> «Jusqu’où iras-tu avec l’Esabac?». Le risposte a questa domanda sono molteplici, perché molteplici e diversificate tra loro sono le opportunità che questo ‘doppio diploma’ offre, con i patrocini dell’Ambassade de France en Italie e dell’Institut Français, alle studentesse e agli studenti che optano per questo prestigioso percorso di studi. E vorremmo restituirle, queste risposte, ovviamente, in lingua francese: «Baccalauréat. Université. Plusloin».</p>
<p>Se, grazie allo studio delle lingue straniere, si superano i confini delle lingue stesse, ci si accinge a concepire la letteratura e la cultura come luogo di scoperta dell’<em>altro</em> e si trasmigra, mediante un coro di voci dialoganti, da un testo all’altro, avvicinando diversi poli culturali e trasmutando le proprie radici, il Liceo linguistico con opzione Esabac dell’innovativo Istituto di Istruzione Superiore ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, fa propri questi concetti e li traspone in un’offerta formativa sperimentale e avanguardista.</p>
<p>L’occasione per parlare di questo percorso, indirizzato allo studio di più sistemi linguistici e culturali, è stata data dalla <strong>seconda fase del corso di formazione interregionale Esabac, destinato ai docenti delle scuole Esabac umbre e marchigiane, corso che si è tenuto giovedì 20 aprile dalle 15.00 alle 18.00 proprio nell’aula Magna dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, in collaborazione con l’Institut Français e gli Uffici scolastici regionali per l’Umbria e le Marche</strong>. L’incontro si è svolto in presenza per i docenti delle scuole Esabac dell’Umbria e da remoto, in video-conferenza, per gli insegnanti delle Marche e ha coinvolto oltre 50 ‘addetti ai lavori’.</p>
<p>A seguito dell’accoglienza dei partecipanti e dei saluti istituzionali – con la partecipazione della professoressa Anna Bigozzi, Dirigente scolastica dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, del professor Francesco Giacchetta, Dirigente scolastico dell’I.I.S. ‘Leonardo da Vinci’ di Civitanova Marche, della dottoressa Antonella Gambacorta, referente Esabac dell’U.S.R. per l’Umbria, della dottoressa Michela Fava, referente Esabac dell’U.S.R. per le Marche, di Mme Anna Pallone-Pottier, <em>Attachée de coopération pour le franc</em><em>̧</em><em>ais</em> (Institut Français di Firenze), del Dirigente tecnico dell’U.S.R. per l’Umbria Francesco Mezzanotte, della professoressa Daniela Caravaggi, formatrice Esabac per l’Umbria (<em>Histoire</em>), della professoressa Francesca Santevecchi, formatrice Esabac per l’Umbria (<em>Littérature</em>), della professoressa Silvia Gaetani, formatrice Esabac per le Marche (<em>Histoire</em>), della professoressa Sylvie Bartoloni, formatrice Esabac per le Marche (<em>Littérature</em>) e del professor Vincenzo Genovese, referente regionale dell’Umbria per il <em>debate</em> – si è entrati nel vivo dell’incontro di formazione, che ha avuto per oggetto ‘La laicità in Italia e in Francia dal XIX secolo ad oggi’. La laicità è uno dei temi che più si sono prestati all’idea di un insegnamento integrato tra la storia dell’Italia e quella della Francia nel programma Esabac. Alle proposte didattiche delle docenti formatrici Esabac, professoresse Daniela Caravaggi e Silvia Gaetani, è seguito un esempio di metodologia didattica di <em>debate </em>sullo stesso <em>topic</em>, a cura di un gruppo di studentesse e di studenti della classe 3AS, preparati dalla professor Vincenzo Genovese, referente regionale dell’Associazione di promozione sociale SNDI (<em>Società nazionale Debate Italia</em>). Hanno presenziato ai lavori i Dirigenti scolastici dei due Istituti superiori Anna Bigozzi e Francesco Giacchetta, l’<em>Attachée pour la coopération pour le français</em> (Institut Français), Mme Anne Pallone-Pottier, il Dirigente tecnico dell’USR Umbria Francesco Mezzanotte, le referenti dell’U.S.R. per l’Umbria e dell’U.S.R. per le Marche, dottoresse Antonella Gambacaorta e Michela Fava.</p>
<p><strong>Ma che cos’è, nel dettaglio, l’Esabac e quali sono le finalità di questo percorso? </strong></p>
<p>Come si apprende navigando nel sito dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia – Polo liceale e tecnologico – (<a href="https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico">https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico</a>), al Liceo linguistico, per così dire, ‘tradizionale’, è affiancato il Liceo linguistico con opzione Esabac. Tale percorso, indirizzato, come già ricordato, allo studio di più sistemi linguistici e culturali, «guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità, a maturare le competenze necessarie per acquisire la padronanza comunicativa di tre lingue, oltre l’italiano, per comprendere criticamente l’identità storica e culturale di tradizioni e civiltà diverse». L’offerta formativa si articola in tre opzioni, basate sull’insegnamento delle seguenti lingue: Inglese, Francese, Spagnolo o Tedesco, e si basa su 33 ore annuali di conversazione con docenti madrelingua. La Storia viene impartita in Francese. Dal terzo anno di Liceo è possibile scegliere l’opzione Esabac per il conseguimento del doppio diploma valido sia in Italia che in Francia: Esame di Stato – Baccalauréat. Inoltre, nell’ambito del progetto ‘CertiLingue’, è possibile ottenere un attestato europeo di eccellenza per competenze linguistiche plurilingue ed europee internazionali.</p>
<p>Dunque, il percorso Esabac permette il rilascio simultaneo di un ‘doppio diploma’: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese (quest’ultimo titolo dà accesso all’Università in Francia al pari degli studenti francesi) nelle Scuole Secondarie di II grado con sezione binazionale italo-francese Esabac. Quattro, le ore di Lingua e letteratura francese settimanali e due, le ore di Storia in lingua francese.</p>
<p>Attualmente, sono 319 gli Istituti di Istruzione Superiore in Italia che hanno aderito a questo percorso, tra cui anche il ‘Giordano Bruno’ di Perugia; tali Istituti hanno ricevuto l’autorizzazione del Ministero dell’Istruzione e propongono, ai 25.325 studenti iscritti, due articolazioni: Esabac Generale ed Esabac Techno. Un percorso d’eccellenza, questo, originatosi da un Accordo intergovernativo tra Francia e Italia firmato nel 2009 per l’Esabac e un protocollo aggiuntivo per l’EsaBac Techno nel 2016 con l’obiettivo condiviso di riflettere sui legami tra scuola e impresa, e fondato su una politica culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia che mira a formare giovani generazioni italiane e francesi capaci di studiare insieme. L’Italia e la Francia desiderano, tramite questo progetto comune, aumentare la mobilità e dare una risposta alla sfida dell’inserimento professionale dei giovani.</p>
<p>E sia agli allievi che ai docenti sono rivolte attività didattiche e corsi di formazione <em>ad hoc</em>: per il dettaglio delle iniziative, si consulti sempre il sito del ‘Giordano Bruno’ (<a href="https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico">https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico</a>).</p>
<p>Per abbattare barriere e muri divisori. Costruire ponti. Progettare un’idea di cultura condivisa. E, non da ultimo, per superare i confini delle singole lingue e scoprire l’<em>altro</em>, avvicinando diversi poli culturali e trasmutando le proprie radici.</p>
<p><em>*Si ringraziano per la collaborazione la professoressa Daniela Caravaggi, docente di Lettere all&#8217;I.I.S. &#8216;Giordano Bruno&#8217; di Perugia e formatrice Esabac per l’Umbria (Histoire), e la professoressa Cristina Cipolloni, insegnante di Lettere e referente dell&#8217;Indirizzo Linguistico presso lo stesso Istituto. </em></p>
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		<title>Svelati, in un libro, i segreti della lingua più bella del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 21:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Andreoni]]></category>
		<category><![CDATA[italianistica]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[IULM]]></category>
		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L&#8217;italiano è una lingua elegante, musicale, armoniosa, dolce, piacevole, seducente. Un idioma che gli stranieri lo considerano come la lingua più bella del mondo, tanto da farne la quarta più studiata tra le lingue straniere. Queste dichiarazioni arrivano dal libro dell&#8217;italianista Annalisa Andreoni &#8220;Ama l&#8217;italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella&#8221; in otto curiose tappe tra i tesori della nostra lingua, da Boccaccio alla &#8220;supercazzola&#8221; di Amici miei, da Galileo a Benigni, per innamorarsi, o reinnamorarsi, della &#8220;lingua degli angeli&#8221;.</p>
<p>L&#8217;autrice, introdotta dalla professoressa Floriana Calitti, parlerà del suo libro nella sala Goldoni di palazzo Gallenga, giovedì 22 marzo, alle ore 11.00. Annalisa Andreoni, toscana, insegna letteratura italiana all&#8217;Università IULM di Milano. Studiosa della modernità letteraria, condirige la Nuova rivista di letteratura italiana, scrive di letteratura e cultura sull&#8217;Huffington Post e tiene il blog culturale Generazione Goldrake. Autrice di molte opere universitarie, con il libro Ama l&#8217;italiano si rivolge a tutti i lettori.</p>
<div><strong>Professoressa Andreoni, partiamo dal titolo: &#8220;Ama l&#8217;italiano&#8221;, perché si ama poco o perché ci sfugge qualcosa?</strong></div>
<div>&#8220;Con questo titolo volevo trasmettere l&#8217;idea dell&#8217;amore per la lingua. Originariamente doveva essere &#8220;amo l&#8217;italiano&#8221; poi è diventato un imperativo. Luisa Carrada, autrice del blog &#8220;il mestiere di scrivere&#8221; lo ha definito un imperativo gentile, altri invece un comandamento. In realtà non si può ordinare di amare, è un po&#8217; come &#8220;ama il padre e la madre&#8221;, cioè ama la tua lingua. Non venire meno a quello che è l&#8217;amore naturale che si dovrebbe avere per i propri genitori, per la lingua madre. L&#8217;italiano non è una lingua in decadenza, ma in espansione nonostante l&#8217;impressione che possiamo avere. Nell&#8217;Ultimo secolo è diventata veramente una lingua parlata da tutti i cittadini italiani, mentre prima era parlata soltanto da pochi che avevano la possibilità di andare a scuola per impararlo, e in casa si parlava solo il dialetto. Fporse questa naturalità con cui tutti parliamo l&#8217;italiano come lingua madre porta forse i giovani a utilizzarla in maniera così senza dargli troppa importanza senza coltivarlo, pensando che sia scontato e invece come tutte le cose bisogna aver cura così come si ha cura del patrimonio artistico. La lingua italiana è anche uno dei patrimoni che appartengono a tutti gli italiani e in questo senso invito ad amarlo&#8221;.</div>
<div></div>
<div><strong>Lei parla di una lingua ricca per ogni contesto, per la scienza, per l&#8217;amore, per la musica, anche per le invettive, ma c&#8217;è sempre un uso improprio degli anglicismi, come spiega queste scelte?</strong></div>
<div>&#8220;L&#8217;inglese è oggi una lingua egemone, che si è diffusa attraverso il cinema, internet etc..  Su questo non ci sono dubbi. Ma è anche vero che in Italia siamo andati un po&#8217; oltre a quella che è una normale fisiologia dei rapporti di potere tra i vari universi linguistici. Impazza proprio la moda di utilizzare termini inglesi all&#8217;interno della lingua italiana in maniera del tutto inutile&#8221;.</div>
<div></div>
<div><strong>Ci fa un esempio?</strong></div>
<div>&#8220;Perché si deve dire baby gang al posto di banda giovanile, o job act invece di legge sul lavoro? Normalmente quando c&#8217;è un anglicismo arriva un concetto nuovo e questo può spiegare i termini che vengono da internet o alle nuove tecnologie ma non si capisce perché i giornali, le televisioni e i mezzi di comunicazione di massa debbano nominarli con termini stranieri quando esiste un significato corrispondente in italiano.  Come anche accade nella comunicazione politica dove si usano termini come job act, flax tax, che gran parte della popolazione non comprende. Forse la cosa è voluta, non per raggirare l&#8217;elettore, ammantando con parole nuove concetti vecchi e poco digeribili, ma perché non si conosce la ricchezza della lingua italiana&#8221;.</div>
<div></div>
<div><strong>Nel suo libro raccontando la storia della nostra lingua, lei parla di poeti medievali e dei cantanti rock, cosa unisce queste epoche lontane e diverse?  </strong></div>
<div>&#8220;La tradizione. Esiste una tradizione linguistica e letteraria che agisce, più o meno consapevolmente, anche in chi intraprende vie espressive nuove. La lingua della poesia d&#8217;amore, per esempio, è stata codificata da Dante e da Petrarca ed è rimasta produttiva per secoli. La lingua della tradizione ha agito fino a Novecento inoltrato e ancora oggi offre, sul piano della parodia e del rovesciamento, molti spunti creativi. Ciò non significa che si debbano ignorare o appiattire le differenze tra le varie epoche storiche. Il rock è naturalmente una forma artistica agli antipodi della poesia medievale, sia sul piano formale che su quello ideologico, e ciononostante non possiamo non scorgere similarità nello svolgimento di certi temi, come per esempio l&#8217;amore. La sfida sta nell&#8217;essere capaci di apprezzare la trasformazione delle modalità espressive attraverso le varie epoche e nell&#8217;apprezzare lo scarto tra l&#8217;atto artistico individuale e la norma diffusa in un certo periodo storico&#8221;.</div>
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