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	<title>Perugia Online &#187; legge</title>
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		<title>Sottrazione di minore, da sette anni in attesa di giustizia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 20:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sottrazione di minore, da oltre sette anni in attesa di giustizia. E’ la storia di un uomo, come ce ne sono purtroppo tanti, vittima del sistema giudiziario italiano. Michele Rossi, tifernate, sette anni fa – senza che gli fosse chiesto alcun consenso – ha visto la madre di sua figlia lasciare l’Italia portando con sé ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Sottrazione di minore, da oltre sette anni in attesa di giustizia. E’ la storia di un uomo, come ce ne sono purtroppo tanti, vittima del sistema giudiziario italiano. Michele Rossi, tifernate, sette anni fa – senza che gli fosse chiesto alcun consenso – ha visto la madre di sua figlia lasciare l’Italia portando con sé la bambina. Da allora è cominciato il calvario: “Ho presentato regolare denuncia – racconta Rossi – ma il mio caso è stato continuamente rimandato. Le forze dell’ordine non hanno fatto altro che constatare che mia figlia non era più residente a Città di Castello, mentre la procura di Perugia di Perugia, nonostante le varie istanze presentate dal mio avvocato, ha continuamente procrastinato la discussione”.</p>
<p>Finalmente, lo scorso 14 novembre il caso è approdato in tribunale, che però ha rinviato l’udienza al prossimo giugno. Facile immaginare la frustrazione di questo padre che, al pari di tanti altri suoi colleghi, si trova impossibilitato ad ottenere giustizia tramite una legge differita, che non considera i tempi, gli affetti e i legami umani. “E’ inutile dire – conferma il genitore – che sono alquanto deluso dalla legge italiana. Che senso avrebbe, ottenere giustizia a distanza di dieci o anche quindici anni, quando mia figlia sarà divenuta una donna e il reato in sé sarà ormai del tutto decontestualizzato? Non vedo alcun senso in tutto ciò che mi è capitato, di fatto la mia storia è un incentivo a delinquere, a sottrarre i figli ai genitori tanto poi non succede niente”.</p>
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		<title>Mobbing</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 06:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avvocato Marica Gasparrini - marica023@hotmail.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del legale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Spesso confuso con il bullismo, questo tipo di violenza è molto più subdola e sofisticata. L&#8217;espressione mobbing deriva dal verbo to mob che letteralmente significa aggredire, assalire tumultuosamente. L&#8217;odierna psicologia del lavoro utilizza questo termine al fine di indicare una condizione di conflittualità persistente all&#8217;interno del luogo di lavoro, ove gli attacchi reiterati hanno la finalità ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Spesso confuso con il bullismo, questo tipo di violenza è molto più subdola e sofisticata. L&#8217;espressione mobbing deriva dal verbo to mob che letteralmente significa aggredire, assalire tumultuosamente. L&#8217;odierna psicologia del lavoro utilizza questo termine al fine di indicare una condizione di conflittualità persistente all&#8217;interno del luogo di lavoro, ove gli attacchi reiterati hanno la finalità di danneggiare la vittima sotto più profili: salute, professionalità, reputazione.</p>
<p>La definizione più accreditata qualifica il mobbing come un&#8217;azione (o una serie di azioni) che si ripetono nel tempo, compiute da uno o più mobber per danneggiare qualcuno, che prende il nome di mobbizzato. Tale condotta ha sempre uno scopo preciso: il soggetto passivo della stessa viene intenzionalmente aggredito attraverso una strategia comportamentale finalizzata alla sua distruzione psicologica e professionale.</p>
<p>Trattandosi di un concetto mutuato da altre esperienze giuridiche, si registra una profonda confusione terminologica in materia. Più precisamente va sottolineato che il mobbing non si identifica né con il nonnismo militare né, tanto meno, con il bullismo studentesco. Quest&#8217;ultime forme di aggressione consistono, infatti, in atti di violenza o minaccia fisica. Il mobbing, al contrario, si caratterizza per comportamenti subdoli ed assai sofisticati. Si tendono ad escludere nel concetto di mobbing, inoltre, i conflitti meramente transitori. E&#8217; importante che il lavoratore conosca tali distinzioni terminologiche al fine di valutare correttamente la situazione in cui può trovarsi coinvolto.<br />
Soggetti attivi possono essere i colleghi, il datore di lavoro, i vertici dirigenziali, o più raramente i subalterni. Esistono quindi varie forme di mobbing.</p>
<p>Un dato significativo, e credo d&#8217;interesse per il lettore, risiede nel fatto che tra i comportamenti vessatori riconducibili al mobbing, vi è anche la molestia sessuale. Sovente è molto difficile distinguere i due fenomeni, malgrado fra gli stessi corrano delle differenze fondamentali. Al contrario del mobbing, la violenza sessuale può consistere anche in un solo atto. Il molestatore ha nei confronti della vittima un chiaro intento libidinoso, mentre il mobber tende ad emarginare. Detto altrimenti: la molestia sessuale ha la finalità di avvicinare la vittima, il mobbing di allontanarla. Ciò che accomuna le due condotte è, tuttavia, l&#8217;atteggiamento psicologico dell&#8217;autore, che rende la linea di demarcazione sottile. Per fare un esempio, negli ambienti di lavoro tipicamente maschili, vi possono essere dei comportamenti in cui il contenuto sessuale è marginale e si caratterizza per essere non il fine, bensì lo strumento per la molestia.</p>
<p>Si pensi al caso della collega donna costretta a subire un linguaggio volgare o pieno di doppi sensi. Tali singoli episodi potranno essere ricondotti nell&#8217;ambito del mobbing in quanto l&#8217;intento degli autori non è tanto la provocazione sessuale ma, piuttosto, l&#8217;ermarginazione.<br />
A causa della diffusione crescente del fenomeno, negli ultimi anni, molti Paesi hanno iniziato ad affrontarlo. In Italia il dibattito è molto acceso ed una prima risposta normativa è stata data a livello da alcune regioni italiane, con le loro leggi. Molti non sapranno che fra queste vi rientra anche l&#8217;Umbria.</p>
<p><strong>Come difendersi dal mobbing?</strong></p>
<p>In prima battuta, ai fini di richiesta risarcimento danni da mobbing, il lavoratore può rivologersi a delle strutture di supporto. Raramente la vittima ha infatti la lucidità per affrontare da sola la situazione. E&#8217; quindi molto importante chiedere aiuto e raccogliere quante più informazioni possibili e prove del comportamento mobbizzante. Inoltre, vi sono sportelli mobbing presenti in quasi tutte le città. Se poi la condotta del mobber è suscettibile di assumere rilevanza penale o ha provocato una vera e propria malattia, fisica o psichica, è possibile denunciare l&#8217;accaduto alle competenti Autorità.In sede civile è invece possibile chiedere di essere risarciti per i danni subiti. In ogni caso il consiglio è quello di ricordare alle vittime che non sono sole e che tramite professionisti esperti possono avere l&#8217;opportunità di porre fine al comportamento vessatorio e tutelare i propri diritti.</p>
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		<title>Bullismo, iniziativa di Adoc, Solidarietà e democrazia, presente il capogruppo Rometti (Ser)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 12:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Siamo tutti chiamati a combattere in prima fila nella battaglia contro uno dei fenomeni sociali più pericolosi di questo nuovo secolo: il bullismo, un problema che nessuno, istituzioni politiche, scolastiche e famiglie, può in alcun modo trascurare”. Così il capogruppo regionale dei Socialisti e Riformisti, Silvano Rometti stamani ad una iniziativa di Adoc e Solidarietà e Democrazia che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span>“Siamo tutti chiamati a combattere in prima<br />
fila nella battaglia contro uno dei fenomeni sociali più pericolosi di questo nuovo secolo: il bullismo, un problema che nessuno, istituzioni politiche, scolastiche e famiglie, può in alcun modo trascurare”. Così il capogruppo regionale dei Socialisti e Riformisti, Silvano Rometti stamani ad<br />
una iniziativa di Adoc e Solidarietà e Democrazia che hanno incontrato gli studenti del liceo Alessi di Perugia presso l&#8217;aula magna dello stesso istituto. Rometti è stato promotore di una apposita legge regionale per il contrasto al fenomeno del bullismo che faceva propri i contenuti indicati in un atto<br />
elaborato dalle associazioni Adoc, Solidarietà e Democrazia, Uil Mobbing e Stalking. I passaggi principali della sua iniziativa legislativa sono stati poi ricompresi nella legge per le Politiche giovanili approvata dall&#8217;Assemblea legislativa nello scorso mese di gennaio. Rometti, parlando<br />
di bullismo, ma anche di cyberbullismo, ha sottolineato “il grido di allarme proveniente dalle famiglie e soprattutto dagli stessi bambini e ragazzi investiti da questa pericolosa dinamica. La Regione – ha spiegato &#8211; prevede oggi articolati interventi su vari fronti, che partono dall&#8217;informazione per arrivare all&#8217;educazione, puntando chiaramente sull&#8217;operato insostituibile delle famiglie e sulla forza di un corpo docente presente e preparato”. Rometti, nel rimarcare come l&#8217;atto di bullismo riguardi una “violenza fisica e psicologica”, e nel ricordare l&#8217;importanza del coinvolgimento, per il contrasto del fenomeno, dei ragazzi, ma anche delle famiglie, “spesso distratte nei confronti dei disagi dei propri figli”, ha spiegato che la nuova normativa punta a “promuove e sostenere azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, perseguendo la cultura della legalità, del rispetto della dignità dell&#8217;individuo nella sua<br />
diversità. Fondamentale – ha aggiunto – è tutelare l&#8217;integrità<br />
psico-fisica dei giovani in età scolastica dediti sempre più all&#8217;uso degli strumenti informatici e della rete internet”. Il capogruppo dei Socialisti ha ringraziato infine le associazioni e le scuole per l&#8217;organizzazione di iniziative come questa dove – ha detto -, “attraverso un confronto aperto tra i vari soggetti che operano sulla formazione e l&#8217;educazione dei giovani si può realmente incidere sulla prevenzione di un fenomeno, purtroppo, in continua crescita”.</p>
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		<title>Ecoreati e gestione controlli ambientali, se ne è discusso alla sala dei Notari</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 16:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A maggio di quest’anno il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sugli “Ecoreati” che introduce, tra gli altri, nel codice penale italiano i nuovi reati di inquinamento ambientale, di disastro ambientale, i delitti colposi contro l’ambiente, il traffico e l’abbandono di materiale radioattivo, il reato di omessa bonifica e quello di impedimento al ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> A maggio di quest’anno il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sugli “Ecoreati” che introduce, tra gli altri, nel codice penale italiano i nuovi reati di inquinamento ambientale, di disastro ambientale, i delitti colposi contro l’ambiente, il traffico e l’abbandono di materiale radioattivo, il reato di omessa bonifica e quello di impedimento al controllo. Una svolta epocale per il nostro Paese, che accusava un ritardo nei confronti della realtà europea.  La legge sugli “Ecoreati” e le novità legislative connesse sono state al centro del seminario scientifico, organizzato da Arpa Umbria, che si è tenuto il 5 ottobre presso la Sala dei Notari a Perugia. Ad aprire l’incontro è stato il Direttore Generale di Arpa, Walter Ganapini che ha auspicato come questa legge, così attesa, non perda senso e valore nella sua fase attuativa.  A seguire il vicesindaco del Comune di Perugia Urbano Barelli ha sottolineato il rapporto tra autorità e consenso: “La sempre maggiore sensibilità sociale che si registra sui temi della salvaguardia dell’ambiente chiede che lo Stato faccia sempre di più su questo fronte”. Luca Ramacci, Magistrato della Suprema Corte di Cassazione, che con l’allora ministro dell’Ambiente Orlando ha lavorato alla costruzione della nuova normativa, ha illustrato il tortuoso percorso che ha portato alla stesura della legge mettendone in risalto luci e ombre in chiave applicativa e attuativa di un testo partorito dopo lunghe mediazioni. “La legge promulgata dal Parlamento non è perfetta perché, come ad esempio nell’inquinamento ambientale, alcuni termini possono prestarsi a differenti interpretazioni. Ci sono quindi dei difetti ma anche delle importanti novità come la norma che introduce il ‘Delitto dell’impedimento al controllo’ che dovrebbe facilitare il lavoro del Enti preposti. Perciò che riguarda le critiche che la legge ha sollevato in quanto potenziale freno alla ripresa economica credo che il vero ostacolo al rilancio economico del Paese sia rappresentato proprio da chi opera in maniera scorretta violando le regole”. Marco Angelini dell’Università di Perugia ha aperto il dibattito, che ha concluso l’incontro,  ponendo l’attenzione su una serie di punti oscuri e di ambiguità della legge che, a suo parere, chiameranno in causa la Corte Costituzionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lavoro e malattia, autonomi discriminati rispetto ai lavoratori dipendenti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 11:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giunta regionale intervenga presso i Governo affinché il ministero del Lavoro riveda la normativa attuale in materia di tutela dei lavoratori autonomi colpiti malattia grave o prolungata, assicurando loro un reddito di cittadinanza, una nuova protezione sociale”. Lo propone, con una mozione rivolta all&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo del Movimento a 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati. Liberati auspica anche ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Giunta regionale intervenga presso i Governo affinché il ministero del Lavoro riveda la normativa attuale in materia di tutela dei lavoratori autonomi colpiti malattia grave o prolungata, assicurando loro un reddito di cittadinanza, una nuova protezione sociale”. Lo propone, con una mozione rivolta all&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo del Movimento a 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati. Liberati auspica anche “una azione verso le associazioni di categoria di commercianti, artigiani e professioni autonome per raccogliere ulteriori informazioni e sollecitarle ad azioni di sensibilizzazione sul tema. Dato che la maggior parte dei lavoratori autonomi non è a conoscenza neppure di quei minimi diritti a cui può avere accesso, oppure non possiede tutti gli elementi informativi per valutare correttamente il rischio che corre in caso di malattia grave. Andrebbero infine identificate modalità concrete di intervento in supporto dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia”. Il consigliere regionale annuncia che “le Regioni Puglia, Toscana, Piemonte e Veneto, unitamente a numerose amministrazioni comunali, hanno già approvato un documento analogo, che scaturisce anche dall&#8217;azione dellacittadina Daniela Fregosi, lavoratrice autonoma che si è ammalata di cancro al seno, appoggiata dall&#8217;Associazione consulenti terziario avanzato (Acta), ha lanciato la petizione &#8220;Diritti e assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano” e ha raccolto ad oggi oltre 85.000 firme (https://www.change.org/it/petizioni/presidente-del-consiglio-diritti-ed-&#8230; Una petizione che fa parte di una battaglia che sta riscuotendo forti consensi sociali non solo tra i lavoratori autonomi, ma anche tra moltissimi lavoratori dipendenti che la stanno firmando e tra i media”. Liberati sottolinea che “in materia di tutela in caso di malattia, sussiste un&#8217;evidente discriminazione tra i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e quelli autonomi. I primi, infatti, possiedono tutta una serie di garanzie diversificate in caso di malattia (per esempio 180 giorni a stipendio pieno, divieto di licenziamento, possibilità di richiedere part-time, divieto di trasferimento, accesso alla legge 104), mentre i lavoratori autonomi devono continuare a lavorare per vivere e curarsi poiché l’Inps non prevede l’indennità di malattia (per esempio, per commercianti o artigiani) oppure prevede, per gli appartenenti alla gestione separata, garanzie irrisorie come 61 giorni all&#8217;anno, chiaramente insufficienti in caso di patologie serie o prolungate, con diarie giornaliere molto basse. Per questo nel giugno scorso è stato depositato un ricorso contro l&#8217;Inps che mira a far arrivare alla Corte Costituzionale l&#8217;iniquo e illegittimo trattamento riservato ai lavoratori autonomi colpiti da malattia”.</p>
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		<title>Educare alle differenze, continua la lotta all&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 07:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[discriminazione sessuale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quello dei diritti Lgbt è un tema costantemente dibattuto e ricco di ripercussioni nella vita politica (pensiamo a due fatti recenti: la proposta anti-omofobia presentata a livello regionale dal Pd e il recente rifiuto del sindaco Romizi di trascrivere un&#8217;unione omosessuale nel registro comunale). I Radicali hanno perciò pensato di organizzare un incontro incentrato su ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Quello dei diritti Lgbt è un tema costantemente dibattuto e ricco di ripercussioni nella vita politica (pensiamo a due fatti recenti: la proposta anti-omofobia presentata a livello regionale dal Pd e il recente rifiuto del sindaco Romizi di trascrivere un&#8217;unione omosessuale nel registro comunale). I Radicali hanno perciò pensato di organizzare un incontro incentrato su queste tematiche, svoltosi ieri (venerdì 11 settembre) presso la sala Partecipazione del Consiglio regionale, che verrà anche trasmesso in differita su Radio Radicale. Tra i relatori, Mario Albi (Radicali Italiani), Enzo Cucco (Associazione Radicale Certi Diritti), Maria Pia Serlupini (garante regionale dei diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza), Roberto Mauri (Omphalos Arcigay Arcilesbica Perugia), Giacomo Leonelli (Pd, cofirmatario insieme a Chiacchieroni e Solinas della summenzionata proposta di legge, intitolata &#8220;Tutela dell&#8217;identità di genere contro la discriminazione sessuale&#8221;).</p>
<p><strong>L&#8217;analisi della proposta &#8211; </strong>La prima cosa che si nota è che il dibattito è unidirezionale, anche perché i sostenitori delle tesi per dir così più tradizionali hanno scelto di non partecipare (piccolo episodio sintomatico: quando davanti alla sala passa il consigliere Ricci una battuta -&#8220;Lo invitiamo a entrare?&#8221;- scatena l&#8217;ironia dei presenti). Comunque sia, l&#8217;analisi parte proprio dalla proposta di legge Pd, che costituisce una rivisitazione di un&#8217;altra pdl presentata da Manlio Mariotti (sempre Pd) nella scorsa legislatura, non andata a buon fine. Tutti concordi nell&#8217;affermare che è una buona proposta, sotto l&#8217;aspetto giuridico innanzitutto (resterebbe infatti ben attenta a non travalicare le prerogative della Regione, cosa che è costata una censura di incostituzionalità ad un&#8217;analoga legge promulgata nella vicina Toscana) ma anche sotto quello delle soluzioni auspicate: molte azioni positive volte a ridurre in concreto le discriminazioni legate all&#8217;orientamento sessuale e un ruolo particolarmente forte riservato all&#8217;educazione alla cultura della tolleranza e dell&#8217;apertura mentale, indirizzata a tutti ma in particolare ai più piccoli. Leonelli, nel commentare la proposta, dichiara: &#8220;È stato il primo atto presentato dal Pd nella nuova legislatura, segno che il partito ritiene il tema dei diritti civili un&#8217;assoluta priorità per la nostra regione&#8221;.</p>
<p><strong>La critica agli avversari &#8211; </strong>Non poteva mancare una serie di stoccate rivolte agli avversari politici, a cominciare dal sindaco Andrea Romizi reo, come detto sopra, di non aver consentito la trascrizione di un&#8217;unione gay: &#8220;Non è stato coraggioso &#8211; afferma Albi &#8211; ha detto che la trascrizione sarebbe stato un atto politico, ma è proprio quello che ci aspettavamo! Avevo salutato con favore la sua elezione ma questo come altri atti (la mancata partecipazione al Perugia Pride Village) segnalano l&#8217;assoluto disinteresse dell&#8217;attuale giunta verso tali questioni e la legittimazione delle spinte più intolleranti della società&#8221;. Particolarmente duro il <em>j&#8217;accuse</em> di Mauri, che paragona la situazione degli Lgbt in Italia a quella dei neri in Sudafrica durante l&#8217;apartheid e l&#8217;appigliarsi delle opposizioni all&#8217;esistenza di una &#8220;fantomatica teoria gender, che diffonderebbe idee orribili&#8221; alla scena di Colin Powell che sventola un sacchetto di (supposto) antrace di fronte al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu per giustificare l&#8217;intervento militare americano in Iraq.</p>
<p><strong>Gli spunti di riflessione &#8211; </strong>Ma sono tanti altri gli spunti che vengono fuori dalla discussione, dalla rinascita dei razzismi tradizionali tornata recentemente alla ribalta al problema dell&#8217;integrazione e dell&#8217;accoglienza (proprio ieri avveniva la &#8220;Marcia delle donne e degli uomini scalzi&#8221;), cui si lega a doppio filo quello del rapporto spesso conflittuale tra diverse concezioni della persona e dei diritti che si evidenzia in particolar modo in un periodo come questo di forti flussi migratori. Significativa poi l&#8217;analisi di alcuni dati raccolti dall&#8217;Istat relativi a come vengono viste le persone di orientamento non eterosessuale nella società italiana odierna. Tali dati si prestano infatti a una doppia lettura: se da un lato la stragrande maggioranza (75-80%) degli intervistati dichiara, ad esempio, di non avere nulla contro gli omosessuali e di non considerare l&#8217;omosessualità una malattia, segno di un cambiamento culturale che comunque c&#8217;è stato, significative minoranze (con punte del 40%) dichiarano, sempre ad esempio, che non vorrebbero un insegnante gay per i propri figli o che non voterebbero mai per un politico dichiaratamente gay. Ciò ha fatto dire a Leonelli che esiste una sindrome &#8220;Not In My Garden&#8221; (in realtà &#8220;Not In My Back Yard&#8221;, <em>ndr</em>) relativamente a questi fenomeni. Tali segnali ci mostrano quindi come probabilmente ci sia ancora molto da fare per riuscire a garantire in pieno le libertà e i diritti di tutti e di ciascuno.</p>
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		<title>Omicidio Kercher, legge è fatta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 23:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[amanda knox]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<em>Così giustizia è fatta. Dopo circa sette anni e mezzo da quel tragico primo novembre 2007, gli assassini di Meredith Kercher rimangono ignoti. I nomi e i cognomi da subito, da sempre associati all’omicidio, quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, da questa sera (27 marzo) sono da considerarsi del tutto estranei alla vicenda. Non hanno commesso il fatto. Questo ha sancito la Cassazione Italiana, accogliendo in pieno le richieste dell’avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno, vale a dire l’annullamento delle precedenti condanne a 28 e 25 anni di reclusione “senza rinvio”, quindi senza lasciare ulteriori spazi a dubbi, indagini, processi. Sollecito e Knox sono innocenti, e Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio, ha concorso insieme a nessuno.</em></p>
<p><em>Giustizia è fatta: o meglio, legge è fatta. Perché se prima era opinione condivisa che difficilmente si sarebbe mai giunti ad una totale ricostruzione dei fatti di quella notte di Halloween, adesso c’è la certezza che mai si sapranno come andarono le cose. Oggi la giustizia italiana scrive una delle sue pagine più imbarazzanti, certamente non la prima né la più grave, purtroppo altrettanto certamente non l’ultima. “I segreti in fondo al mare” che bagna per tre quarti questo splendido Paese sono incalcolabili; davanti a questi segreti, e soprattutto ai loro custodi, la macchina giudiziaria italiana è stata a volte impotente, a volte impreparata, spesso complice. In questo caso si è assistito ad una condanna, ad un’assoluzione in appello, ad un annullamento della precedente assoluzione, ad una nuova condanna ed infine all’assoluzione finale da parte della Corte Suprema. Ennesima prova della relatività, dell’aleatorietà della giustizia italiana, i cui ingranaggi sono assolutamente da evitare per chiunque sia persona onesta, per chiunque, cioè, sia vittima o abbia qualcosa da perdere.</em></p>
<p><em>La sentenza di questa sera riconsegna l’Italia alla sua immagine di Repubblica delle Banane d’Europa, lasciando la famiglia Kercher con il dolore come unico ricordo del passato, compagno del presente e ossessione del futuro. Gli italiani onesti questa notte hanno un motivo in più per vergognarsi.</em></p>
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		<title>Via al riordino istituzionale. Questi i nuovi compiti di Regione, Province e Comuni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 08:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Entro febbraio sarà approvato l&#8217;iter legislativo che porterà a ridisegnare i confini e le competenze delle amministrazioni locali a partire da quelle delle Province, in attuazione della cosiddetta Legge Del Rio (56/2014). Sulla proposta di riassetto si è già espresso con parere favorevole l&#8217;Osservatorio  regionale sulle riforme, di cui fanno parte i rappresentati delle Province e degli enti locali e a cui, nella riunione che si è tenuta ieri pomeriggio, hanno partecipato  anche le Prefetture di Terni e Perugia. L’Osservatorio ha anche approvato la “road map” proposta dall’assessore regionale alle Riforme, Fabio Paparelli, che delinea un fitto calendario di appuntamenti, fatto di passaggi concertativi e legislativi che porteranno entro la  fine di febbraio ad avere un quadro di riferimento certo per funzioni, risorse  e personale da riallocare nella Regione, nei Comuni o nella stessa Provincia.</p>
<p><strong>La &#8220;road map&#8221;</strong> &#8211; Oggi  il testo  verrà sottoposto al parere del Comitato legislativo ed inviato ad ANCI, CAL e Province, mentre nel pomeriggio avrà luogo un incontro tecnico tra i Presidenti delle Province, il Presidente dell’UPI e l’assessore Paparelli con il ministero della Funzione pubblica, alla presenza del sottosegretario  Angelo Rughetti. Seguiranno il 21 gennaio il Tavolo di “Governance” con i sindacati, mentre il giorno successivo è prevista una fase di partecipazione tecnica con  l’Anci regionale e la riunione dell’Osservatorio nazionale, in sede politica. Il 26 gennaio a Perugia  e il 27 a Terni,  l’assessore parteciperà ai lavori dei rispettivi Consigli  provinciali ed ad un ulteriore confronto tecnico sindacale. Attesa per il 30 una nuova riunione dell’Anci in sede politica e l’espressione del parere del Cal. Il 2 febbraio si terrà il Laboratorio istituzionale con il Ministero degli Affari regionali per una prima ricognizione dei posti che le Amministrazioni periferiche dello Stato metteranno a disposizione per l’intero processo, a partire dalle esigenze inderogabili poste dagli Uffici giudiziari della regione. Nella stessa data l&#8217;Osservatorio regionale esprimerà un  parere definitivo sul provvedimento, cui  seguirà  l&#8217;adozione definitiva del ddl da parte della Giunta regionale. Successivamente il testo sarà trasmesso all’Assemblea legislativa per la discussione e l’approvazione.</p>
<p><strong>L&#8217;Umbria prima in Italia</strong> &#8211; “La Regione Umbria &#8211; ha sottolineato con soddisfazione l&#8217;assessore Paparelli &#8211; è stata la prima regione ad aver preadottato il ddl di riordino e per questo si conferma ‘regione pilota’ a livello nazionale su cui sperimentare l’attuazione della legge 56, così come previsto dal protocollo d’intesa a suo tempo stipulato tra la presidente Marini e il ministro Lanzetta.  Siamo convinti – ha concluso l’assessore &#8211;  che, se il Governo manterrà gli impegni assunti nell&#8217;ambito dell’Osservatorio nazionale sulle riforme,  grazie all&#8217;unità di intenti ed al concorso di tutte le pubbliche amministrazioni, Regione, enti ed Agenzie regionali, sistema sanitario, Comuni ed amministrazioni periferiche dello Stato, nei tempi previsti dalla Legge di stabilità riusciremo a dare una risposta positiva alle giuste aspettative del personale delle Province e, nel contempo, ridisegnare un assetto istituzionale regionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini”.</p>
<p><strong>Le funzioni delle Amministrazioni</strong> &#8211; La nuova legge prevede in Regione la riallocazione, con relative risorse e personale, delle funzioni relative al Governo del territorio (es. approvazione Piani regolatori, controlli sismici degli edifici), all’ambiente e all’energia (autorizzazione impianti rifiuti e di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, “Vas”, “Aia”, inquinamento acustico, elettrodotti, autorizzazioni idrauliche), caccia e pesca, ex Legge 33 sul turismo, formazione professionale e politiche del lavoro. Ai Comuni (o alle loro forme associate), invece, spetteranno alcune funzioni relative a cultura, sport, turismo e sociale; mentre le Province, per ragioni di unitarietà dell&#8217;esercizio, andranno le funzioni relative a viabilità regionale, accertamento di giacimenti di cava, trasporti e gestione delle risorse idriche, ad eccezione di quelle per le quali è previsto il ritorno in Regione. Come prevede la “road map” il testo vedrà un larga fase di partecipazione e di concertazione dalla quale potranno arrivare suggerimenti e eventuali miglioramenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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		<title>Approvata la legge regionale per la regolamentazione delle sagre. L&#8217;ok di Confocmmercio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 16:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;assemblea legislativa dell&#8217;Umbria ha approvato il disegno di legge che prevede una nuova disciplina su sagre e feste popolari. È questo un passo significativo verso una diversa e più adeguata regolamentazione di un settore che negli anni era cresciuto in modo sfrenato, esercitando di fatto una concorrenza sleale nei confronti di tutte le attività di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>L&#8217;assemblea legislativa dell&#8217;Umbria ha approvato il disegno di legge che prevede una nuova disciplina su sagre e feste popolari.  È questo un passo significativo verso una diversa e più adeguata regolamentazione di un settore che negli anni era cresciuto in modo sfrenato, esercitando di fatto una concorrenza sleale nei confronti di tutte le attività di ristorazione, sottoposte a ben altri obblighi e a ben altra imposizione.<br />
&#8220;La legge sulle sagre – commenta Confcommercio Umbria – ha avuto un iter lunghissimo ed è frutto di un lungo confronto con tutti i soggetti interessati da questo fenomeno. Questo accidentato percorso è stato portato a compimento grazie all’impegno dell’assessore regionale al commercio Fabio Paparelli. Ne è emerso un testo &#8211; condiviso a questo punto da maggioranza e opposizione &#8211; che ha il grande merito di aver acceso finalmente i riflettori sul tema della qualità delle manifestazioni di questo tipo e dei prodotti che offrono. Nonostante non risponda ancora pienamente alle richieste delle imprese del settore ristorativo, schiacciate da tasse e da incombenze di ogni tipo, alle prese con nuove pressanti normative, sottoposte alla concorrenza sleale di tanti diversi soggetti che di fatto fanno ristorazione senza averne gli oneri”.</p>
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