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	<title>Perugia Online &#187; lingue straniere</title>
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		<title>Oltre i confini linguistici: perché studiare portoghese e cinese?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 20:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola si può]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di portoghese e di cinese]]></category>
		<category><![CDATA[I.I.S. Giordano Bruno di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[offerta formativa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Per abbattere le frontiere linguistiche e culturali. Per superare i singoli confini e per acquisire un vero e proprio ‘passaporto’ per il futuro. Per sviluppare ulteriormente le proprie funzioni cognitive e per costruire ponti nella direzione di una maggiore interazione e di una vera inclusione. È (anche) per questo che all’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Per abbattere le frontiere linguistiche e culturali. Per superare i singoli confini e per acquisire un vero e proprio ‘passaporto’ per il futuro. Per sviluppare ulteriormente le proprie funzioni cognitive e per costruire ponti nella direzione di una maggiore interazione e di una vera inclusione.</p>
<p>È (anche) per questo che all’<strong>I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia</strong> (due licei – Liceo Linguistico tradizionale e con opzione ‘EsaBac’, e Liceo Scientifico Scienze applicate (OSA) con opzione ‘Curvatura biomedica’ – e due tecnici – il Tecnico Tecnologico per la Chimica, materiali e biotecnologie, con articolazione Biotecnologie ambientali e Biotecnologie sanitarie, e il Tecnico Tecnologico Sistema moda, con articolazione Tessile, abbigliamento e moda) sono stati attivati, nel mese corrente e grazie alla promozione e al coordinamento, rispettivamente, della professoressa Antonia Ruspolini e del professor Nestore Ciaramelletti, <strong>due nuovi Corsi introduttivi di portoghese e di cinese.</strong></p>
<p>Si è partiti dalla constatazione che il mondo sia sempre più interconnesso e che la conoscenza di nuove lingue sia un vero e proprio ‘passaporto’ per il futuro. Ma perché proprio la lingua e la cultura portoghese, e perché il cinese mandarino? Il portoghese, parlato in Brasile e in molti altri Paesi, è una delle lingue più diffuse al mondo, oltre che la più parlata nell&#8217;emisfero Sud. Il cinese mandarino è una lingua parlata da miliardi di persone e rappresenta un ponte verso una delle economie più dinamiche del pianeta.</p>
<p><strong>Il Corso di Lingua e cultura portoghese</strong></p>
<p>Il corso di portoghese andrà da fine gennaio a inizio giugno 2025 e sarà tenuto dal Dottor Marco Goretti, laureando in Didattica della lingua portoghese all’Università degli Studi di Perugia, con il coordinamento e con la supervisione della professoressa Paula de Paiva Limão.</p>
<p>Il Corso, promosso dalla professoressa Antonia Ruspolini, si inserisce in un più ampio progetto di collaborazione e di scambio di idee tra l&#8217;Università e l’innovativo e sperimentale istituto perugino.</p>
<p><strong>Il Corso di Lingua cinese</strong></p>
<p>Rivolto alle studentesse e agli studenti del Triennio dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, il Corso di Lingua cinese, attivo a partire da febbraio 2025, consentirà agli iscritti di conseguire l’attestato Hanyu Shuiping Kaoshi (H.S.K. 1) di lingua cinese (livello A1 del Common European Framework of Reference – C.E.F.R.).</p>
<p>Il Corso, tenuto dall’esperta esterna, professoressa Yun Wang (tutor: il professor Nestore Ciaramelletti), porrà l’accento non solo sulla lingua cinese in senso stretto, ma anche sulla cultura, sull’arte e sulla storia (anche culinaria) della Cina. Un’immersione a tutto tondo in questa affascinante cultura, dunque, immersione che si pone in linea di continuità con i laboratori che si sono tenuti a scuola lo scorso anno (ad esempio, quello sulla calligrafia cinese).</p>
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		<title>IIS Cassata Gattapone di Gubbio, IV meeting internazionale del progetto Erasmus K2</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 16:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus K2 ‘Dealing with stereotypes in education’]]></category>
		<category><![CDATA[IIS Cassata Gattapone di Gubbio]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> La scuola come luogo di incontro e di scambio culturale. Un luogo in cui si ritorna con nuovi amici internazionali. Sono, infatti, tornate a scuola con nuovi amici internazionali e con entusiasmo Elisa Tomassoli, Charlene Jane Quinonez, Matilde Ortali e  Lotte Sophie Reins,  studentesse delle classi 3 SIA e 3 B2 dell’IIS Cassata &#8211; Gattapone ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La scuola come luogo di incontro e di scambio culturale. Un luogo in cui si ritorna con nuovi amici internazionali.</p>
<p>Sono, infatti, tornate a scuola con nuovi amici internazionali e con entusiasmo Elisa Tomassoli, Charlene Jane Quinonez, Matilde Ortali e  Lotte Sophie Reins,  studentesse delle classi 3 SIA e 3 B2 dell’IIS Cassata &#8211; Gattapone di Gubbio, che, a Skrzeszewo, in Polonia, accompagnate dai professori Rosella Piccotti ed Edoardo Panfili,  hanno partecipato al quarto meeting internazionale del progetto Erasmus K2 ‘Dealing with stereotypes in education’. Si tratta di un partenariato che,  oltre alla scuola di Gubbio, coinvolge scuole della Turchia, della Germania, della Bulgaria e della Polonia.<br />
Accolte con cordialità dalle famiglie, dagli studenti e dagli insegnanti polacchi, dal 6 al 12 ottobre le studentesse dell’IIS Cassata-Gattapone hanno avuto la possibilità di conoscere gli usi e le tradizioni locali e di confrontarsi con altre culture,  lavorando per una settimana in gruppi multinazionali sul tema comune dell’uguaglianza religiosa, in un clima di amicizia e cooperazione.<br />
Le attività organizzate dalla scuola elementare di Skrzeszewo, motivanti e coinvolgenti, hanno stimolato gli studenti a riflettere sul concetto di discriminazione  religiosa e sulle sue conseguenze. Il tema è stato, poi, approfondito dall’incontro degli studenti con alcuni componenti della Caritas locale.<br />
A questo si è aggiunto un ricco programma di visite ed escursioni tra cui la visita alla cittadina di Zukowo, al castello di Malbork,  al campo di concentramento di Stutthof,  al centro storico di Danzica e ai luoghi religiosi di maggiore interesse quali la cattedrale, la moschea e la chiesa ortodossa.</p>
<p>L’esperienza in Polonia non soltanto ha consolidato la competenza linguistica in lingua inglese delle studentesse, ma è stata formativa sul piano della loro crescita personale in termini di autonomia, responsabilità e consapevolezza culturale.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è per marzo 2020, quando otto studenti e due professori dell’IIS Cassata Gattapone partiranno alla volta di Wertheim, in Germania, dove si svolgerà l’ultimo flusso del progetto che li vede protagonisti.</p>
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		<title>‘Mi basta saperti lì a portata d’orecchio’: il teatro e l’ascolto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 14:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ANILS]]></category>
		<category><![CDATA[ANILS Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Convitto Nazionale 'Principe di Napoli' Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> «Giorni felici. Personaggi: Winnie, donna sulla cinquantina. Willie, uomo sulla sessantina. (…) Interrata fin sopra alla vita, esattamente al centro del monticello, Winnie. Sulla cinquantina, ben conservata, preferibilmente bionda, grassottella, braccia e spalle nude, corpetto scollato, seno generoso, giro di perle (…). Dietro di lei, alla sua destra, ma nascosto dal monticello, Willie dorme sdraiato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> «Giorni felici. <em>Personaggi</em>: <em>Winnie, donna sulla cinquantina. Willie, uomo sulla sessantina</em>. (…) Interrata fin sopra alla vita, esattamente al centro del monticello, Winnie. Sulla cinquantina, ben conservata, preferibilmente bionda, grassottella, braccia e spalle nude, corpetto scollato, seno generoso, giro di perle (…). Dietro di lei, alla sua destra, ma nascosto dal monticello, Willie dorme sdraiato per terra (…). Winnie (<em>guardando lo zenit</em>) Un altro giorno divino (<em>Pausa. Riabbassa la testa, guarda davanti a sé, pausa. Giunge le mani sul petto, chiude gli occhi. Le labbra si muovono in silenziosa preghiera per circa dieci secondi. Si fermano. Mani ancora giunte. A bassa voce</em>) Sia lodato Gesù Cristo, amen (…). Comincia, Winnie. Comincia la tua giornata, Winnie (…). Oh-oooh! (<em>Pausa</em>). Willie! (<em>Pausa</em>). Dono meraviglioso. (<em>Lo colpisce col manico del parasole</em>). Potessi averlo io (<em>Lo colpisce di nuovo. Il parasole le sfugge di mano e cade dietro al monticello. Le viene immediatamente restituito dalla mano invisibile di Willie</em>). Grazie caro (…). Fammi la cortesia, caro, non piantarmi in asso di nuovo, ora; potrei aver bisogno di te (…). Dio ti benedica Willie ti sono grata per quel che hai fatto lo so che sforzo ti costa, adesso puoi riposarti non ti disturberò più a meno che esaurisca le mie risorse cosa improbabile, mi basta sapere che in teoria puoi sentirmi anche se in pratica non mi senti, mi basta saperti lì a portata d’orecchio e presumibilmente sul chi vive (…)».</p>
<p>Chi sa se Samuel Beckett pensò alla prossemica, quando compose la sceneggiatura di questo dramma. Forse, anzi quasi sicuramente, sì. Ma come può esserci cinestesia, se si è interrati fin sopra la vita? Eppure, c’è. Così come ci fu un canovaccio, un testo narrativo di partenza, magari manoscritto. A ben guardare (o leggere) dal testo teatrale ci fu. Winnie e Willie, interrati, riescono a gesticolare, a muovere le braccia e le mani, a fare incetta di oggetti. E a comunicare nella loro incomunicabilità. Sembra assurdo? Non solamente: è il teatro dell’assurdo. Ma il teatro, che sia assurdo o meno, educa all’ascolto. Pazientemente. Come fa Willie. E anche a comunicare. Come fa Winnie. A ‘fare la cortesia di non piantare in asso di nuovo’, ad ‘aver bisogno dell’altro’. Perché una battuta presuppone un ascolto, fosse anche un abbraccio che non si tocca. E l’ascolto presuppone, dal canto suo, una reazione. Una nuova battuta. O il silenzio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>‘La classe teatro della comunicazione. Dal testo al palcoscenico… Costruire testi teatrali seminario-stage teatrale di formazione per docenti’ è il titolo (elemento paratestuale per eccellenza) del ciclo di seminari rivolto a docenti, che si è tenuto nella sede del Convitto Nazionale ‘Principe di Napoli’ di Assisi, nel settembre dello scorso anno e che è approdato, nell’arco della mattinata del 23 febbraio, alla sua seconda fase, a partire dall’attività laboratoriale, coordinata dalla professoressa-tutor Eliana Terzuoli di Firenze, supervisore del lavoro di didattica teatrale, e  riservata, nell’alveo di questa III edizione, agli studenti di quattro scuole del Perugino: il Liceo statale ‘Assunta Pieralli di Perugia (Liceo linguistico; ha collaborato, per la realizzazione delle sceneggiatura e dei costumi degli studenti, la professoressa Rosaria Sciacca, docente di Storia dell’arte), l’I.T.T. ‘Leonardo da Vinci’ di Foligno (indirizzo biotecnologico-sanitario), l’I.I.S. ‘Cavour Marconi Pascal’ di Perugia e l’Istituto di Istruzione Superiore ‘R. Casimiri’ di Gualdo Tadino (liceo scientifico-indirizzo Scienze applicate), che hanno trasposto testi di natura narrativa in commedie e drammi, scrivendone il copione e studiandoli sia dal punto di vista linguistico che da una prospettiva marcatamente letteraria.</p>
<p>Il laboratorio teatrale ‘La classe teatro della comunicazione’ è un progetto promosso da ANILS (la più antica Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere, presieduta da Paolo Balboni, docente di Didattica delle lingue moderne alla Ca’ Foscari di Venezia e sponsorizzata dalla casa editrice Loescher, che pubblica la rivista «SELM» e dall’organizzazione EF), e dalla sua declinazione regionale, l’ANILS Umbria, fondata nel 2014, con sede presso il Convitto Nazionale ‘Principe di Napoli’ di Assisi (Rettore, la professoressa Annalisa Boni), e presieduta da Ancilla Maria Antonini, docente di Lingua spagnolo al Liceo Linguistico ‘A. Pieralli’ di Perugia, diretto dalla professoressa Simona Zoncheddu. Proprio ANILS Umbria e il Convitto Nazionale di Assisi, sede dell’associazione, hanno presentato, il 23 febbraio, la seconda fase in cui si è articolato il progetto di didattica teatrale, diretto dalla professoressa-tutor Eliana Terzuoli di Firenze, supervisore dei lavori. Il laboratorio teatrale si svolge ogni anno ad Assisi presso il Convitto Nazionale ‘Principe di Napoli’, sede dell’ANILS Umbria, in quanto il Rettore, la professoressa Annalisa Boni mette a disposizione della manifestazione il teatro della struttura.</p>
<p>La prima fase del progetto, per una durata complessiva di 20 ore, ha riguardato la formazione dei docenti in presenza su tematiche come la comunicazione fatta di linguaggio verbale e non verbale, la prossemica, la cinestesia, il linguaggio teatrale e la sua valenza nella formazione degli insegnanti e degli studenti, e su una serie di esercizi preparatori sul gesto, sull’articolazione delle parole, sulla stesura di racconti, sul mimo, sulla scrittura teatrale vera e propria (elaborazione di scenari, griglie per la costruzione dei personaggi, stesura di script), e, infine, sull’adattamento, sulla riscrittura e sulla messa in scena (trasformazioni formali rispetto al testo di origine, scrittura di regia, ricostruzione dei personaggi dell’intrigo, interpretazione, scenografia, lettura e messa in spazio, assunzione del personaggio, elaborazione di diari di bordo dello stage finalizzati alla riflessione sulla valenza del percorso intrapreso).</p>
<p>La seconda fase, quella realizzata il 23 febbraio, si è focalizzata sulla messa in essere del lavoro laboratoriale portato avanti con le classi delle quattro scuole della provincia di Perugia: dalla stesura del copione in lingua straniera all’allestimento scenico (una terza fase, di 15 ore complessive, <em>in itinere</em> e <em>in fieri</em>, è dedicata ad un momento finale di riflessione dei docenti di lingua straniera (pur non escludendo la presenza di docenti di altre discipline, come le scienze, la musica, le lettere, etc.) sull’itinerario teatrale che ha coinvolto più scuole umbre).</p>
<p>Nello specifico, nella giornata del 23 febbraio, l’indirizzo linguistico del Liceo Statale ‘A. Pieralli’ di Perugia, ha presentato il proprio lavoro di trasposizione di testi narrativi e romanzeschi in testi teatrali: ad esempio, la classe 3L, coordinata dalla professoressa di spagnolo Teresa J. Giannelli, ha proposto, in lingua spagnola, ‘Un pícaro al Pieralli’, tratto dal romanzo picaresco il ‘Lazarillo de Tormes’, mentre, se gli studenti di spagnolo della classe 5O, coordinati dalla professoressa di spagnolo Ancilla Maria Antonini, si sono cimentati, in spagnolo, con ‘Ensayando Niebla’, tratto dal romanzo ‘Niebla’, quelli di tedesco della stessa classe, seguiti dalla professoressa di Lettere, Paola Herbin, hanno lavorato ad un dialogo (riuscito) fra Pirandello e i suoi personaggi (in cerca d’autore): dal Fu Mattia Pascal all’Enrico IV.</p>
<p>Lingue italiana e inglese, invece, per il lavoro di didattica teatrale presentato dalla classe 3H dell’I.T.T. ‘Leonardo da Vinci’ di Foligno (indirizzo biotecnologico-sanitario), ‘La doppia faccia della scienza’, incentrato sulla storia di un virus particolarmente aggressivo: il progetto, coordinato dalla professoressa di Scienze Sofia Perrucci, ha messo in luce come l’ambito scientifico, tutt’altro che asettico, freddo e non adattabile, possa plasmarsi al punto da offrire materia per un dramma teatrale, irrobustendo una delle tesi portate avanti da ANILS, e cioè che il teatro si presti anche a discipline che possono risultare, per certi versi, ‘distanti’.</p>
<p>Ancora, rispettivamente, lingua italiana e lingua inglese per i due lavori portati a compimento dall’I.I.S. ‘Cavour Marconi Pascal’ di Perugia e dall’Istituto di Istruzione Superiore ‘R. Casimiri’ di Gualdo Tadino (Liceo scientifico: indirizzo Scienze applicate). Le classi 1B1 e 1B2 dell’istituto perugino, coordinate dalla docente di Lettere, la professoressa Emanuela Cardinali, hanno presentato due lavori su una riscrittura (deformata dalla lente dell’ironia) della fiaba di Cappuccetto Rosso (dal titolo ‘Cappuccetto Rosso &amp; Company’) e su una trasposizione in chiave teatrale de ‘La ragazza naso’, sulla percezione del sé, a partire, come in questo caso, da un naso grottescamente lungo. La classe 3B della scuola gualdese, infine, sotto la guida delle docenti Oriana Scapeccia (Lingua inglese) e Silvia Natalini (insegnante di sostegno, e docente di Filosofia) ha optato per la proiezione-video di lavori realizzati precedentemente, che sono confluiti in ‘Umani, troppo umani!’, in occasione dell’anniversario dei diritti umani, abbracciando argomenti come quelli, attualissimi, dell’immigrazione e dell’integrazione, ma anche storici o letterari, come il discorso pronunciato da Martin Luther King o le avventure di Robinson Crusoe.</p>
<p>La didattica teatrale si apre, dunque, ad altre discipline, non solo a quelle linguistico-letterarie, sviluppando (anche) capacità cognitive inerenti all’apprendimento e alla memoria a lungo termine: quando si impara un copione, infatti, il concetto di ‘temporalità della memoria’ pare, in qualche modo, disgregarsi. Perché subentra ‘il piacere del testo’. Un’estetica edonistica, dunque, ma anche pedagogica. Ne abbiamo parlato con la professoressa Ancilla Maria Antonini, presidente regionale di ANILS Umbria:</p>
<p><strong>In che modo la didattica teatrale può aprire il proprio spettro semantico all’apprendimento di altre discipline che non siano strettamente linguistiche? </strong></p>
<p><strong>«</strong>Imparare una lingua straniera significa entrare in un’altra mentalità, aprirsi ad una nuova visione del mondo, entrare in un’altra cultura, in un altro ‘personaggio’, in senso lato. Permette di superare le difficoltà e l’imbarazzo nel pronunciare nuove parole e nuovi suoni, di acquisire sicurezza e consapevolezza di sé. Una lingua ‘straniera’, per antonomasia, fa sentire ‘strani’, a primo acchito, blocca: credo che il teatro faccia cadere anche questo. La didattica teatrale, però, e la giornata del 23 febbraio lo ha dimostrato, si apre anche ad altre materie, e non solo alle discipline linguistiche. Questo perché, attraverso il laboratorio teatrale, c’è la possibilità di lavorare in modo diverso con altri contenuti: entrando in una data disciplina, gli studenti hanno la possibilità di comunicare e di imparare la materia in modo diverso. Il teatro crea e risponde il/al bisogno di capire. Diventa, dunque, ‘teatro della comunicazione’. Ci permette di capire cosa dicono gli altri. La nostra attenzione, il nostro cervello, come sostengono le neuro-scienze, aprono i propri canali ricettivi, per poter apprendere. Un altro problema cui pone di fronte il teatro è il saper ascoltare gli altri. Il teatro educa a questo. Anche nelle relazioni interpersonali trasversali, come possono essere quelle fra insegnanti e studenti. L’obiettivo che, come associazione, intendiamo perseguire, è quello di far entrare nel nostro laboratorio di didattica teatrale anche specialisti delle neuroscienze, per comprendere meglio quali facoltà cognitive entrano in gioco quando si traspone un testo narrativo in sceneggiatura, in copione, in testo teatrale, insomma».</p>
<p><strong>Samuel Beckett dimostra come possa esserci cinestesia anche in una (parziale) assenza di movimento. Quale ruolo svolge la prossemica in ambito teatrale?</strong><strong> </strong></p>
<p>«La prossemica è la disciplina semiologica che indaga il rapporto che intercorre fra persona e spazio: il soggetto risulta coinvolto in modo totale, sia per quanto riguarda l’intelletto, che per quanto concerne i sensi e la comunicazione non verbale del corpo. Questo avviene non solo nella messa in scena fine a se stessa. Permette, infatti, di acquisire una maggiore consapevolezza di sé e di come ci si muove, sia in termini di gestualità, che di tono della voce. Intelletto e sensi, dunque, divengono un’unica forma di comunicazione, come hanno ben dimostrato gli studenti nel corso di questo progetto. Tengo a sottolineare, infatti, la bravura degli alunni nel mettere in pratica tutto ciò».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<em>Pausa</em>. Willie (<em>in un soffio</em>) Win. <em>Pausa</em>. <em>Winnie guarda davanti a sé. L’espressione felice appare, si fa più intensa</em>. Winnie Win! (<em>Pausa</em>). Oh, ma questo è veramente un giorno felice, sarà stato un altro giorno felice! (<em>Pausa</em>). Dopo tutto (<em>Pausa</em>). Finora».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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