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	<title>Perugia Online &#187; politica</title>
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		<title>‘Cercando Dacia Maraini’</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 16:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Dacia Maraini]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>«Di solito, sono i personaggi a bussare alla mia porta, chiedendomi di poter entrare. Si siedono, mi chiedono un caffè, e mi raccontano la loro storia, pirandellianamente. Io li ascolto. Ne sanno più di me. Perché, a differenza mia, a differenza della mia penna, loro ci mettono la carne. Interrogo quei personaggi. Ma quasi mai ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> «Di solito, sono i personaggi a bussare alla mia porta, chiedendomi di poter entrare. Si siedono, mi chiedono un caffè, e mi raccontano la loro storia, pirandellianamente. Io li ascolto. Ne sanno più di me. Perché, a differenza mia, a differenza della mia penna, loro ci mettono la carne. Interrogo quei personaggi. Ma quasi mai so come andrà a finire una storia». È Dacia Maraini, a raccontarsi. In una fredda mattina perugina, ventosa. Nella sala Muro Etrusco di Umbrò, il 9 dicembre 2017, a inaugurazione dei cicli seminariali promossi da ‘Umbrò Cultura’, e con la partecipazione di Maria Borio, curatrice della sezione ‘poesia’ di «Nuovi Argomenti» e fra i fondatori del progetto ‘Umbria Poesia’, e di Simone Casini, ricercatore di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Perugia, che hanno fittamente dialogato con una delle figure della letteratura e della cultura più eclettiche del nostro Paese, e non solo. Interrogandosi sull’esperienza di straordinaria ricchezza di questa scrittrice, sul significato di ‘scelta responsabile’, anche alla luce dela condizione femminile, tratteggiata nel romanzo <em>La lunga vita di Marianna Ucrìa</em> (Rizzoli, 1990), in <em>Elogio di una disobbedienza</em> (Rizzoli, 2013), nell’esempio delle figure autobiografiche come la madre della scrittrice, Topazia Alliata (<em>La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre</em>, Rizzoli, 2001), e nell’ultima fatica letteraria, <em>Tre donne. Una storia d’amore e disamore</em>, editata da Rizzoli quest’anno, attraverso la problematizzazione, in quest’ultimo caso, della parte psicologica dell’amore nella donna, lungo il percorso che dall’adolescenza la conduce all’anzianità, rompendo ogni barriera convenzionale e culturale. Non solo ‘una scelta responsabile’, dunque, ma ‘una narrativa responsabile’. Che sa raccontare, con veemenza e incisione, dei problemi relativi agli assetti chiusi di certi sistemi culturali, dell’idea di progresso intersecata con quella di comunità sociale. Che sa condannare la violenza. Tutt’altro che meramente ‘femminista’, e anzi sfuggevole nei confronti di qualsivoglia etichetta, la scrittura di Dacia Maraini si è scelta, nel corso degli anni (il riferimento è agli anni Sessanta e Settanta), un posto ulteriore. Non più un femminismo storico, allora, non più una riflessione ideologica e di lotta, ma civile, coscienziosa, valoriale, comunitaria, senza filtri utopici. Per Un filo rosso conduttore, che riallaccia le storie delle donne raccontate dalla Maraini con quelle di altre autrici, come Elsa Morante e Natalia Ginzburg, fino a riannodare le fila dei testi trascritti (o, per meglio dire) dettati dalle mistiche dei secoli scorsi. Testi di una rara bellezza. Obliati nei fondi antichi delle biblioteche, o degli archivi.</p>
<p>A dialogare con Dacia Maraini sui libri legati al Giappone e sul romanzo <em>Tre donne. Una storia d’amore e di disamore</em>, è stato Simone Casini dell’Università degli Studi di Perugia, che ha definito quest’ultima prova letteraria «un romanzo limpido, in cui si tratteggiano i profili di tre caratteri differenti, di tre sensibilità diverse, di tre generazioni a confronto. Una storia condotta con sapienza. Un finale, che si risolve in un crescendo di intensità. In cui i personaggi vengono osservati». «Di solito sono i personaggi a bussare alla mia porta», è stata la risposta della scrittrice, che ha affermato di ‘saperne di meno’, di porsi in una condizione di ascolto. «In effetti – ha proseguito – si tratta di tre donne diverse. Una somiglia alla goldoniana Mirandolina. Un’altra è un’intellettuale, che sta traducendo una versione di <em>Madame Bovary</em> (e che sta, forse, ‘Cercando Emma’, n.d.r.). Una ragazza di 17 anni, che non ha una coscienza sociale molto sviluppata. Si fa tatuare un drago sulla schiena e si lancia ‘in amori barbari’, perché è convinta che l’amore coincida con un momento. La mia ‘scommessa letteraria’, se così la posso definire, è stata quella di trovare tre registri narrativi diversi, cui far corrispondere tre caratteri, tre profili femminili distinti. Ad ogni carattere corrisponde un linguaggio. Le storie si raccontano da sole. Ogni semplificazione credo coincida con la riduzione di una realtà complessa: ecco, lo scrittore deve rifuggire da ogni sorta di semplificazione».</p>
<p>Dopo questa prima introduzione, Maria Borio ha dirottato l’asse del discorso verso «una disamina realistica della condizione femminile di oggi: il femminismo diventa qualcos’altro, proprio in relazione a questi caratteri». «Il femminismo legato all’ideologia e all’utopia – ha prontamente commentato Dacia Maraini – non esiste più. Perché le stesse ideologia ed utopia sono morte. Non userei più il termine ‘femminismo’. Le ragazze, oggi, detestano questa parola, anche se poi, nei fatti, sono più femministe di me (ride, n.d.r.)! Ci sono state conquiste legali, nel frattempo. Il cambiamento del diritto di famiglia, il diritto d’onore, il principio di parità. Quando si butta giù un’ideologia, ne andrebbe creata un’altra. Non bisognerebbe lasciare tutto al caos, al caso, senza una nuova struttura. I divorzi, lo status di famiglia allargata hanno fatto sì che il concetto stesso di famiglia si fondasse su nuovi diritti. Si pensi alle famiglie con genitori dello stesso sesso. Meglio lasciar perdere la parola ‘femminismo’, in favore di un nuovo concetto di ‘convivenza civile’, di partecipazione gratuita al bene comune. Si pensi al volontariato, ad esempio, e non solo a quello cattolico».</p>
<p>«Nella tua opera – è stato il commento di Simone Casini – fai leva sulla realtà contemporanea, sulla denuncia delle ingiustizie. La funzione della letteratura, allora, pare essere quella di riportare alla luce un rimosso, di riscoprire un silenzio, sul quale gettare luce&#8230;». «La scrittura per me – ha affermato Maraini – è legata a un processo di memoria. Se la merce non deve avere memoria, per me è un atto di resistenza lavorare sulla memoria, privata e collettiva, in un rapporto dialettico. Dobbiamo tirare fuori dalla memoria un non-detto. Si pensi alle scritture delle mistiche: i conventi conservano queste memorie, che non sono andate distrutte, nonostante la Chiesa si sia scagliata contro queste tipologie testuali, molto ‘sensuali’. I laici? Le stanno prendendo in considerazione solo ora. E ancora in modo marginale. Le mistiche dettavano le proprie lettere (lettere sapienti, indirizzate a Dio) agli amanuensi. Chiara d’Assisi ha scritto tre lettere, pubblicate da Adelphi: lettere molto colte, che sottendono una cultura d’avanguardia. Il Medioevo non rappresenta un blocco unico. Ci sono stati momenti di scontri, anche interni alla Chiesa, fra chi voleva storicizzare le parole delle Sacre Scritture e chi no. Un po’ quello che avviene, oggi, con il Corano».</p>
<p>«La tua riflessione sulla memoria – ha proseguito Maria Borio – si ricollega a quella sull’uso del romanzo storico (il riferimento è alla <em>Lunga vita di Marianna Ucrìa</em>), che si struttura su due piani: uno canonico ed uno più intimo, senza tempo». «Nel romanzo storico ci sono le nostre visioni. Non c’è niente di storico. Abbiamo modo di sviluppare la memoria. Senza trascrivere un’epoca. Il passato è difficile da interpretare. Viene inevitabilmente rivisitato con la nostre mentalità, con la nostra sensibilità di oggi, che sono diverse da quelle dell’epoca storica trattata. Non possono esserci delle verità assolute, ma solo delle interpretazioni. L’umiliazione credo crei rabbia e violenza. Penso ai giovani, e all’assenza di lavoro. Al senso di frustrazione che questo ingenera, all’odio verso sé e verso gli altri. Questo senso di frustrazione e di odio verso sé e verso gli altri si pone, a mio avviso, alla base del terrorismo».</p>
<p>«C’è anche una paura dell’altrove, perché non lo si conosce. Oggi ci sono nuove paure: cos’è successo nel frattempo?» è stata la domanda di Simone Casini. «Ho viaggiato sin da piccolissima – ha risposto Dacia Maraini –: sono stata in Giappone, ad esempio. L’altrove non è il luogo dell’esotismo, lo si può conoscere. La crisi economica ha portato ad un impoverimento della popolazione. Ma l’allarme, prima ancora che di matrice economica, è di matrice identitaria. Le identità si sovrappongono. Non si identificano con la bandiera. Se c’è una cosa totalmente irrazionale è la politica. E le paure sono, oggi, nuove paure. Ho conosciuto l’Africa durante i miei viaggi con Moravia e Pasolini. Ci sono tornata di recente: è un’Africa del tutto diversa. L’Africa mia, di Alberto e Pierpaolo era un continente povero, ma vitale, libero. Sono stata qualche anno fa in Kenya, dove ho conosciuto delle donne che protestavano contro l’uso dei bambini-soldato. Poi mi sono diretta in Nigeria, dove non ho più trovato quei mercati gestiti da donne, tanto attivi negli anni Sessanta. Ora le donne strisciano lungo i muri, coperte di nero. La Siria? Prima della guerra era bellissima. Vi convivevano cinque o sei religioni diverse. Tutto ciò non è atavico: è una novità, introdotta dal fanatismo religioso».</p>
<p>«La letteratura può svolgere una funzione etica, in questa direzione? Così come il discorso sul sistema dell’informazione, che presenta tante falle&#8230;» è stata l’osservazione di Borio. «L’irrazionalità è la realtà del momento – ha detto Maraini –. Gli intellettuali hanno il compito di recuperare la memoria, attraverso la testimonianza. Chi scrive non cambia il mondo, ma dà consapevolezza. Resuscita le responsabilità. Il mercato editoriale si sta espandendo nel senso del consumo. Ma il libro è un oggetto artigianale, non una bottiglietta d’acqua minerale! Entra nel mercato, questo è vero, ma non dev’essere trattato come quella bottiglietta. Secondo questa logica, il libro si prende, si fa e si butta via. Si pensi ai libri al macero. Per me il libro è un oggetto di artigianato. Riproducibile, ma non un oggetto di consumo. Così, si fa un danno alla vera scrittura, ai giovani scrittori che non hanno tempo di farsi conoscere, alla piccola editoria, che non ha accesso alla distribuzione».</p>
<p>«Quali sono, allora, i libri che durano, gli autori che contano?» ha domandato Simone Casini alla Maraini. «Gli autori che contano sono quelli che durano. Che sanno donare emozioni estetiche e narrative. La letteratura è piena di cimiteri, di scrittori che muoiono, perché non hanno niente da dire. Cervantes desiderava scrivere qualcosa contro il romanzo cavalleresco! Ha toccato uno stereotipo, tanto che l’espressione ‘situazione donchisciottesca’ è diventata proverbiale. Ci sono nuove modalità di scrittura, nel panorama letterario contemporaneo. La rivista «Nuovi Argomenti»  fondata nel 1953 da Carocci e Moravia è aperta ai giovani scrittori. Oggi tutto passa attraverso lo schermo. Però stanno tornando anche i gruppi di lettura, che nascono dal desiderio di confrontarsi attorno ai libri. Il paradosso è che la tecnologia facilita gli incontri, anche se si è, di fatto, soli. Una solitudine nuova, di fronte allo schermo. Ma noi siamo ‘esseri sociali’, che cercano occasioni in cui ci si incontra, anche per discutere di letteratura. Il mio primo libro, <em>Pinocchio</em>, mi è stato raccontato da una ‘persona-libro’, mia madre, quando avevo 7 anni. Nella realtà dei campi di concentramento, la letteratura diventa un modo per uscire. <em>Pinocchio</em> è un libro per adulti. Lo si può leggere in 100 modi diversi, ed è scritto in un italiano bellissimo. L’idea di farsi un figlio da solo è all’avanguardia. Mastro Geppetto ama così tanto questo figlio di legno, che lo trasforma in un bambino in carne ed ossa».</p>
<p>Un individuo in carne ed ossa, che bussa alla porta della scrittrice. Chiedendole un caffè, raccontandole la sua storia. Insieme a quella di tanti altri personaggi, inseriti in una collettività, secondo lo schema di una convivenza civile. Forse il binomio cultura e comunità ha molte più potenzialità di quelle che sono state sinora analizzate. La testimonianza di Dacia Maraini, di questa ‘donna-libro’, getta una luce chiarificatrice ed illuminata su questo concetto, e su quello, stringente e attualissimo, di ‘fare’ e ‘pensare’ politica, oggi.</p>
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		<title>Stop Umbricellum: parte la raccolta firme per il referendum abrogativo e la legge di iniziativa popolare</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2016 12:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Stamattina si è tenuta la conferenza stampa organizzata dal Comitato per la Democrazia in Umbria e alla quale hanno partecipato il portavoce del Comitato Michele Guaitini, l&#8217;on. Adriana Galgano (gruppo Scelta Civica), gli on. Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini (M5S), i consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), Luigino Ciotti (Sinistra Anticapitalista) e gli avvocati Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino che hanno curato il ricorso insieme all&#8217;avvocato Felice Besostri (uno degli avvocati ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>
<p>Stamattina si è tenuta la conferenza stampa organizzata dal Comitato per la Democrazia in Umbria e alla quale hanno partecipato il portavoce del Comitato Michele Guaitini, l&#8217;on. Adriana Galgano (gruppo Scelta Civica), gli on. Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini (M5S), i consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), Luigino Ciotti (Sinistra Anticapitalista) e gli avvocati Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino che hanno curato il ricorso insieme all&#8217;avvocato Felice Besostri (uno degli avvocati che hanno vinto il ricorso contro la vecchia legge elettorale per il Parlamento &#8220;Porcellum&#8221;) che non era presente ma ha inviato il suo saluto.</p>
<p>L&#8217;Umbricellum è solo l&#8217;ultimo passo di un lungo processo che vede, chi ricopre il potere, confezionarsi le regole su misura per massimizzare il proprio controllo sulle istituzioni.</p>
<p>Data la situazione attuale, il comitato chiede, quindi, di abrogare il premio di maggioranza del 62% (12 seggi più quello del Presidente su 21 totali) alla lista o coalizione vincitrice senza bisogno di ottenere una soglia minima per conseguirlo e senza ballottaggio insieme al premio di “minoranza” pari a 1 seggio riservato al candidato presidente che arriva secondo.</p>
<p>Inoltre, il piano prevede la riserva di un seggio per le liste che ottengono almeno il 2,5% solo se all’interno della coalizione vincitrice e richiede il riparto dei seggi del Consiglio in base ai voti conseguiti dai candidati presidenti anziché ai voti conseguiti dalle liste o coalizioni.</p>
<p>Alla luce di questa iniziativa gli on. Gallinella e Ciprini hanno sottolineato come sia importante coinvolgere la popolazione, che deve avvertire la gravità del momento di deriva autoritaria che si sta cercando di portare avanti nel paese con l&#8217;Italicum e la riforma costituzionale e di riflesso in Umbria con l&#8217;Umbricellum.</p>
<p>L&#8217;appello quindi rivolto a tutti i cittadini è quello di firmare e aiutare nella raccolta.</p>
<p>I presenti hanno, infine, ricordato come abbiamo ricevuto dalle generazioni passate il grande dono della democrazia e dobbiamo quindi moltiplicare gli sforzi per cercare di conservarla al meglio e per donarla a nostra volta alle generazioni future.</p>
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		<title>Continua la campagna di Sinistra Italiana in Umbria</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/continua-la-campagna-di-sinistra-italina-in-umbria/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 13:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La recente assemblea pubblica a Perugia ha provveduto a definire gli impegni per i prossimi mesi ed eletto un comitato promotore regionale provvisorio con il compito, tra l&#8217;altro, di raccogliere adesioni e organizzare il congresso previsto a fine 2016. Sarà quella l&#8217;occasione, in base al principio “una testa, un voto”, a decidere programmi ed assetti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p>La recente assemblea pubblica a Perugia ha provveduto a definire gli impegni per i prossimi mesi ed eletto un comitato promotore regionale provvisorio con il compito, tra l&#8217;altro, di raccogliere adesioni e organizzare il congresso previsto a fine 2016.</p>
<p>Sarà quella l&#8217;occasione, in base al principio “una testa, un voto”, a decidere programmi ed assetti di direzione politica definitivi.</p>
<p>L&#8217;Assemblea Regionale di Sinistra Italiana è in questa prima fase composta da 60 delegati in rappresentanza della gran parte delle città dell&#8217;Umbria.</p>
<p>In questo fine settimana, sempre a Perugia, presso i locali della CGIL, in via del Macello 20, con inizio alle 10,30, verranno messe a punto alcune questioni politiche che riguardano le elezioni amministrative che si terranno a breve in alcuni comuni della regione e l&#8217;impegno concreto nel comitato referendario per il NO alla riforma Costituzionale.</p>
<p>Verrà inoltre eletta una segreteria con compiti operativi e nominati i tre delegati umbri che andranno a far parte dell&#8217;assemblea nazionale di Sinistra Italiana.</p>
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		<title>Carbonari M5S: &#8221; Caso Barberini, punta dell&#8217;iceberg di una politica immobile&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carbonari]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Per Carbonari, “la sanità è soltanto la punta dell’iceberg di una mala gestio testimoniata dallo scandalo dei letti aggiunti, dal basso utilizzo della Centrale regionale di acquisto, già denunciato dalla Corte dei Conti, dai tempi di attesa che hanno determinato un precipitare dell’Umbria nella classifica Lea”. Lo afferma il consigliere Maria Grazia Carbonari (M5S), intervenendo sulle dimissioni dell&#8217;assessore regionale alla ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/carbonari-m5s-caso-barberini-punta-delliceberg-di-una-politica-immobile/">Carbonari M5S: &#8221; Caso Barberini, punta dell&#8217;iceberg di una politica immobile&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Per Carbonari, “la sanità è soltanto la punta<br />
dell’iceberg di una mala gestio testimoniata dallo scandalo dei letti aggiunti, dal basso utilizzo della Centrale regionale di acquisto, già denunciato dalla Corte dei Conti, dai tempi di attesa che hanno determinato un precipitare dell’Umbria nella classifica Lea”. Lo afferma il consigliere Maria Grazia Carbonari (M5S), intervenendo sulle dimissioni<br />
dell&#8217;assessore regionale alla sanità e rilevando che “la crisi di Giunta è lo specchio di un sistema autoreferenziale nefasto per l&#8217;Umbria e gli umbri”. “La sanità – aggiunge Caronari &#8211; è il capitolo più rilevante nel bilancio regionale ma questa logica autoreferenziale e di spartizione, fatta<br />
di pochissime persone che mantengono il potere economico e politico ad ogni costo, si applica ad ogni aspetto della politica regionale, finendo per soffocare lentamente la nostra Regione. Ne è un vergognoso esempio il<br />
ricchissimo sistema di vitalizi occulto di cui sono beneficiari pochi fortunati ex politici del PD, tutti curiosamente riciclati a fine mandato in società partecipate, cooperative beneficiarie di appalti, fondazioni bancarie o altri incarichi lautamente retribuiti direttamente o indirettamente con i soldi dei cittadini”. Per l&#8217;esponente dell&#8217;opposizione consiliare “le vicende denunciate dall’ex assessore Luca<br />
Barberini riportano alla luce il preoccupante fenomeno dell’approccio totalitario da parte di Catiuscia Marini (in aperta continuità con la precedente presidente Lorenzetti) in ogni aspetto della gestione regionale”. Maria Grazia Carbonari ricorda poi: “Quando sono stata eletta, cercando di<br />
portare la mia esperienza personale e professionale in questo nuovo ruolo di consigliere, sono stata colpita in particolare dalla assurdità con cui l’intero apparato politico umbro opera. Ciò che non sarebbe mai consentito<br />
nel settore privato, nella gestione pubblica umbra è naturalmente perpetrato senza reali conseguenze per i responsabili. Le regole diventano molto fumose<br />
ed elastiche, dai termini per l’accesso agli atti, alla pubblicazione dei documenti nella sezione Amministrazione trasparente dei siti istituzionali, alla gestione delle società partecipate che comportano un bagno di sangue<br />
per le finanze regionali (cioè per i soldi di tutti noi cittadini). La realtà oggettiva sembra diventare oggetto di opinione politica, con dati manipolati dall’arte retorica, pur di negare a tutti i costi quella stessa realtà. Quando il consigliere, nel pieno dei propri doveri istituzionali, indaga e denuncia l’operato della Giunta, viene sistematicamente attaccato<br />
ed interrotto dalla presidente della Regione con violenza verbale o con tono di scherno, ostentando questa una superiorità ed un’intoccabilità rispetto all&#8217;Assemblea (vero organo di rappresentanza dei cittadini), che ha<br />
eguali solo in altre realtà politiche che non definiremmo propriamente democratiche. Andrebbe ricordato che il partito della presidente Marini ha ottenuto soltanto il 35 percento dei voti e con tale percentuale lei pretende<br />
di imporre la propria volontà senza tollerare nessuna critica o voce contraria, interna od esterna”.“Finché l’attuale potere politico umbro – conclude Carbonari &#8211; non inizierà ad ascoltare le istanze dei cittadini e premiare il merito, come<br />
sarebbe suo dovere fare, nulla cambierà e la nostra bellissima Regione continuerà a morire sotto ogni punto di vista: nella sanità, l’istruzione, l’economia e l’occupazione, la sicurezza, il patrimonio ambientale (ormai sempre più svenduto) e contaminato. Il gruppo consiliare<br />
M5S ha già formulato numerosissime proposte concrete e subito realizzabili, come il reddito di cittadinanza, per ora bocciate o rallentate con ogni stratagemma. Ma queste difficoltà non ci scoraggiano, anzi ci motivano<br />
ancora di più a proseguire il nostro lavoro”.</p>
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		<title>2 milioni di euro da destinare al Comune di Perugia per l’infrastruttura Minimetrò</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 18:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Per Chianella “la mobilità alternativa rientra nel fondo nazionale trasporti e quindi la Regione potrà finanziarla nell&#8217;ambito degli interventi del Piano regionale. Potrebbero però esserci apposite risorse già nell&#8217;assestamento di bilancio”.  Durante la seduta odierna della seconda Commissione l&#8217;assessore regionale ai trasporti, Giuseppe Chianella, ha riposto alla interrogazione con cui il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, chiedeva chiarimenti circa “gli impegni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>  Per Chianella “la mobilità alternativa rientra nel fondo nazionale trasporti e quindi la Regione potrà finanziarla nell&#8217;ambito degli interventi del Piano regionale. Potrebbero però esserci apposite risorse già nell&#8217;assestamento di bilancio”.  Durante la seduta odierna della seconda Commissione l&#8217;assessore regionale ai trasporti, Giuseppe Chianella, ha riposto alla interrogazione con cui il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, chiedeva chiarimenti circa “gli impegni già assunti dal precedente esecutivo sulla allocazione, in fase di assestamento di bilancio, di 2 milioni di euro da destinare al Comune di Perugia per l’infrastruttura Minimetrò”. Il consigliere Squarta ha spiegato l&#8217;atto ispettivo ricordando che “l’attuale amministrazione comunale, nell&#8217;aprile 2015, si è attivata presso la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini e l’assessorato competente, ottenendo l’impegno formale dell’allora assessore regionale ai trasporti rispetto alla possibilità di trasferire risorse espressamente finalizzate all’infrastruttura nelle more di approvazione del nuovo piano trasporti 2014-2020. La lettera dell&#8217;assessore è però intervenuta a bilancio previsionale regionale 2015 già approvato e che pertanto tali risorse vanno necessariamente allocate nel bilancio di assestamento entro i primi di ottobre”. L&#8217;assessore Chianella ha risposto spiegando che “l&#8217;amministrazione regionale aveva assicurato che, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, avrebbe garantito il richiesto finanziamento per il Minimetrò di Perugia. Abbiamo intenzione di rispettare quell&#8217;impegno, stiamo valutando se queste risorse devono essere attinte dal Fondo nazionale trasporti e da altri capitoli di bilancio. La mobilità alternativa dovrebbe rientrare nell&#8217;ambito dei finanziamenti per il trasporto pubblico in generale e quindi con l&#8217;approvazione del nuovo Piano regionale dei trasporti potremmo ottemperare a quanto annunciato attingendo al fondo regionale. Le relative procedure, come la gara di bacino, potranno dunque partire non appena l&#8217;atto verrà approvato”. Marco Squarta si è detto “soddisfatto della risposta solo se i finanziamenti arriveranno con il prossimo assestamento di bilancio. Rinviarli alla prossima manovra di bilancio significherebbe  invece allungare ulteriormente i tempi”.</p>
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		<title>Umbria, le idee dal lavoro: Cgil Cisl e Uil avviano la costruzione di una proposta partecipata per il rilancio dell’occupazione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 09:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Non la tradizionale “piattaforma” sindacale calata dall’alto, ma una serie di idee e proposte che nascano e si sviluppino a partire dai luoghi di lavoro, dalle leghe dei pensionati, dai territori nei quali il sindacato svolge quotidianamente la sua funzione di rappresentanza. È questa la strada che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno deciso di percorrere per poi aprire il confronto con le istituzioni, Regione in primis, e contrattare le azioni necessarie per rilanciare l’Umbria, partendo dal lavoro. Giovedì 22 ottobre, nel corso di una segreteria unitaria, i tre sindacati umbri hanno dunque individuato un percorso comune che porterà già nei prossimi giorni alla calendarizzazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro della regione, e ad iniziative diffuse sul territorio.  “L’obiettivo – spiegano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – è quello di portare la voce, le idee e le proposte della nostra base fino al confronto con i massimi livelli istituzionali. Invertendo dunque il tradizionale meccanismo per cui di solito sono gli organismi dirigenti del sindacato a costruire una proposta che poi viene validata dalla base. Naturalmente, noi ci presenteremo nelle assemblee con un schema in testa e una serie di ipotesi da sottoporre ai lavoratori, ma vogliamo che siano loro, le decine di migliaia di iscritte e iscritti di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, ad indicarci priorità ed esigenze da portare al tavolo di trattativa”. Nella segreteria unitaria, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno cominciato ad affrontare i nodi principali che dovranno trovare spazio nella costruzione di una proposta per l’Umbria. Temi – qui declinati solo per titoli &#8211; quali la legalità, precondizione per ogni politica di sviluppo; l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro. Insomma, i sindacati dell’Umbria, anche visti i primi segnali di una possibile inversione del trend economico, grazie ad un contesto internazionale indubbiamente favorevole, si preparano a costruire la propria proposta. Sulla quale poi, tutti i soggetti, economici, sociali e istituzionali dell’Umbria, saranno chiamati a dare in tempi rapidi e certi risposte all’altezza delle aspettative e delle esigenze del mondo del lavoro.</p>
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		<title>Riduzione degli stipendi dei consiglieri, M5s propone ordine del giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 06:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Se Catiuscia Marini intende mettere la sordina all&#8217;Assemblea legislativa, è bene che si dica chiaramente: non è possibile che i consiglieri regionali umbri accettino supinamente i diktat della nuova &#8220;zarina&#8221; umbra, la presidente più &#8220;globetrotter&#8221; di sempre. Né è sostenibile che, a fronte di stipendi anche superiori a 9mila euro al mese, molti eletti andranno a lavorare la metà di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Se Catiuscia Marini intende mettere la sordina all&#8217;Assemblea legislativa, è bene che si dica chiaramente: non è possibile che i consiglieri regionali umbri accettino supinamente i diktat della nuova &#8220;zarina&#8221; umbra, la presidente più &#8220;globetrotter&#8221; di sempre. Né è sostenibile che, a fronte di stipendi anche superiori a 9mila euro al mese, molti eletti andranno a lavorare la metà di prima: il Movimento 5 Stelle solleva pertanto un&#8217;autentica questione morale, ricordando come diverse settimane fa fummo facili profeti nel prevedere un drastico ridimensionamento politico dell&#8217;Aula, la cui sudditanza nei confronti della Giunta è a questo punto certificata: lo afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle in Regione, Andrea Liberati. “Ribadiamo – aggiunge &#8211; quanto da noi detto all&#8217;epoca: troppi consiglieri assistono pigramente a questa sorte di morte lenta, credendo di esserne immuni. Eppure il piano è ormai già pericolosamente inclinato e la direzione è chiarissima. E &#8220;a livella&#8221;, quella politica s&#8217;intende, non sembra affatto lontana. Non bastava una legge elettorale che ha già gravemente mutilato le opposizioni, visto che il nostro 15 per cento è valso appena due consiglieri contro gli 11 o forse 12 di un PD che pure ha poco più del doppio dei nostri voti: adesso la Marini applica ben più callidi metodi per silenziarci, riducendo l&#8217;Assemblea a passacarte. La prossima settimana chiederemo allora che l&#8217;Aula ponga subito all&#8217;ordine del giorno la nostra proposta di legge per la riduzione di stipendi e prebende ai consiglieri regionali, iniziativa presentata mesi fa e non sorprendentemente finita nei polverosi cassetti del Palazzo”. “ Basta – conclude il capogruppo M5s &#8211; con un&#8217;Umbria dove il tempo si è fermato, dove l&#8217;immobilismo regna sovrano, dove una moribonda cappa politico-giudiziaria pretende di poter bloccare &#8216;sine limite&#8217; la libera vita dei cittadini, dei giovani, delle famiglie, delle imprese, tutti ingessati dentro una realtà apparentemente immutabile e inquadrata: le pigre caste dell&#8217;Umbria si tengano questa loro morte lenta, questi loro cuori a forma di salvadanai. Caste che, se avessero un empito di dignità e coraggio, dovrebbero chiudere direttamente il proprio modesto spettacolino, serrando baracca e burattini. Per lasciarci finalmente ricostruire in pace l&#8217;Italia”</p>
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		<title>Buone pratiche negli uffici giudiziari: Marini giustizia efficiente è garanzia per i cittadini</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 13:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  Paradossale che vi siano dipendenti pubblici per i quali è necessaria una loro collocazione, come quelli delle Province, mentre un settore, sempre pubblico, come l&#8217;amministrazione giudiziaria soffre di gravi carenze di organico. Per questo auspico che il Governo approvi delle norme di legge per consentire l&#8217;utilizzo di questo qualificato personale che potrebbe contribuire al ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  Paradossale che vi siano dipendenti pubblici per i quali è necessaria una loro collocazione, come quelli delle Province, mentre un settore, sempre pubblico, come l&#8217;amministrazione giudiziaria soffre di gravi carenze di organico. Per questo auspico che il Governo approvi delle norme di legge per consentire l&#8217;utilizzo di questo qualificato personale che potrebbe contribuire al miglior funzionamento della giustizia nel nostro Paese.  Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina, a Perugia, ai lavori dell&#8217;incontro conclusivo del progetto interregionale  transnazionale.  Diffusione di best practice negli uffici giudiziari italiani. Il progetto, finanziato dal Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo Umbria 2007-2013, ha promosso il trasferimento e lo scambio, a livello interregionale e transnazionale, della positiva esperienza d&#8217;innovazione organizzativa e di miglioramento della qualità dei servizi, realizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano presso la Procura della Repubblica di Bolzano nell&#8217;ambito della programmazione del Fondo Sociale Europeo 2000-2006. Lavori ai quali hanno partecipato  tra gli altri &#8211; anche il vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro e formazione Fabio Paparelli, Giovanni Galati, Procuratore Generale di Perugia e Gianluca Calvieri, presidente del Consiglio dell&#8217;Ordine degli avvocati di Perugia.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, politica e istituzioni devono fare di più</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 10:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “In questi giorni la cronaca giudiziaria offre all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica un fatto gravissimo che, pur nella sua particolare fattispecie, pone il problema più generale e molto più complesso della violenza contro le donne”. Così la presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Donatella Porzi, che interviene in merito al procedimento giudiziario contro l&#8217;uomo che sarebbe responsabile di atti di pesante molestia e violenza contro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “In questi giorni la cronaca giudiziaria offre all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica un fatto gravissimo che, pur nella sua particolare fattispecie, pone il problema più generale e molto più complesso della violenza contro le donne”. Così la presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Donatella Porzi, che interviene in merito al procedimento giudiziario contro l&#8217;uomo che sarebbe responsabile di atti di pesante molestia e violenza contro 42 donne, compiuti a Perugia, nel periodo tra il 2012 e il 2014. “Il fatto in sé – spiega Porzi &#8211; è esecrabile e l&#8217;autore, una volta accertate le responsabilità, dovrà subire adeguate sanzioni. In questa circostanza le vittime, cui va la mia piena solidarietà sia personale che istituzionale, hanno avuto il coraggio di denunciare, di testimoniare e costituirsi parte civile. Queste donne sono riuscite a squarciare quel velo di paura e vergogna che a tante altre impedisce invece di ribellarsi e reagire”. “Anche nella nostra Umbria – prosegue la presidente Porzi &#8211; registriamo questo odioso fenomeno, come purtroppo è testimoniato dall&#8217;attività di monitoraggio di Telefono Donna, dei Centri antiviolenza e delle associazioni di volontariato. Nel chiuso delle mura domestiche – spiega -, sui posti di lavoro, nelle strade si consuma una catena di soprusi e violenze: da quelli verbali, a quelli fisici; dalle piccole molestie, agli atti più infami, dettati spesso da una incultura che vede l&#8217;universo femminile in una posizione subordinata, o da una maldigerita, incompleta o addirittura inesistente educazione alle relazioni affettive. Rispetto a tutto ciò – aggiunge &#8211; le donne non possono essere lasciate sole. Occorre sostenerle ancor più, potenziando le strutture, i servizi e, soprattutto, le norme che consentano di educare, prevenire e, ovviamente contrastare la violenza di genere. Di fronte a questo gravissimo fenomeno – conclude &#8211; nessuno può rimanere indifferente, e spetta soprattutto alla politica e alle istituzioni impegnarsi, con iniziative ed atti sempre più tempestivi ed appropriati. E in qualità di presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria non mi sottrarrò certo a questo impegno”.</p>
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		<title>Stazione Pd, 20 tavoli tematici per 300 iscritti e tante idee</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2015 17:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il treno del Partito democratico dell’Umbria è ripartito dopo la prima tappa a Stazione Pd. Con rinnovato entusiasmo e con decine di idee, proposte e progetti, nati ai tavoli programmatici – in tutto 20 per oltre 300 iscritti – organizzati nell’ambito della due giorni al Cerp della Rocca Paolina, così il Pd in una nota ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il treno del Partito democratico dell’Umbria è ripartito dopo la prima tappa a Stazione Pd. Con rinnovato entusiasmo e con decine di idee, proposte e progetti, nati ai tavoli programmatici – in tutto 20 per oltre 300 iscritti – organizzati nell’ambito della due giorni al Cerp della Rocca Paolina, così il Pd in una nota sull’evento.  Venerdì, con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e Giacomo Leonelli, i circoli hanno aperto una riflessione su come riorganizzare la forma partito rendendola aderente alla società che cambia. Sabato mattina messo a punto – ha spiegato Leonelli – un ragionamento partecipato intorno al futuro della nostra regione. È stata una due giorni importante e molto partecipata. Ieri con il vice segretario Lorenzo Guerini abbiamo incontrato i segretari dei circoli Pd dell’Umbria per parlare un po’ di noi. Oggi dopo le relazioni degli assessori regionali, 20 tavoli tematici si sono messi al lavoro a sei mesi dalla partenza del nostro viaggio dal teatro Lyrick di Assisi, per capire lo stato dell’arte e integrare le proposte programmatiche con le scelte da fare nei prossimi mesi. Da oggi, dopo il pieno di benzina, si riparte con nuova energia per il nostro viaggio dei prossimi cinque anni, con la soddisfazione per aver mantenuto la promessa di non disperdere le risorse del Lyrick, e con l’impegno di fermarci a fare rifornimento nel 2016 alla prossima stazione Pd. I lavori della mattinata, dedicata interamente ai tavoli programmatici (tra i temi lavoro, economia, sanità, welfare, pubblica amministrazione, agricoltura, ambiente, rifiuti, giustizia, sicurezza, immigrazione, pari opportunità, cultura, trasporti, turismo, scuola e università, agenda digitale, assetto del territorio, Europa, sport), sono stati aperti dalle relazioni degli assessori regionali Antonio Bartolini, Giuseppe Chianella, Fernanda Cecchini e Fabio Paparelli. Sul tavolo elementi per una visione dell’Umbria per i prossimi vent’anni. <span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">I lavori della mattinata, dedicata interamente ai tavoli pr è parlato di come riformare tenendo al centro i diritti e i bisogni dei cittadini, pur in una congiuntura complicata e con risorse all’osso; di semplificazione e accessibilità come leve fondamentali per avvicinare le istituzioni ai cittadini; di riforma delle Province, di università cuore delle politiche per la crescita e di Europa come opportunità, non solo nel merito delle risorse e dei finanziamenti, che pure vanno cofinanziati con un protagonismo in termini di programmazione e progettualità da parte della regione; di piano trasporti e di strategie sui rifiuti, con la conferma del no al termovalorizzatore e degli impegni per l’abbattimento dei conferimenti in discarica; e ancora di internazionalizzazione, innovazione, ricerca e territorio come elementi focali per una politica di crescita e sviluppo rivolta alle imprese e quindi alla ripresa dell’occupazione; di nuovi modelli per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e reddito di cittadinanza. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">A chiudere i lavori di Stazione Pd la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Ha dedicato parte del suo intervento alla situazione delle Province nel dopo riforma. Come Pd – ha detto – abbiamo di fronte la sfida di essere all’altezza di guidare questa fase. Primo presupposto: parlare la stessa lingua. Marini ha ribadito gli impegni presi dalla Regione per salvaguardare i livelli occupazionali, ma soprattutto i servizi, con un occhio alla compatibilità con le risorse attivabili, perché non possiamo imporre una tassazione aggiuntiva. Dobbiamo gestire con serietà le persone, ma anche le funzioni, in alcuni casi ferme, intanto azzerando le spese che sono da azzerare e non legate alle funzioni fondamentali. Quindi chiamando a un impegno i Comuni, che devono ripensare in alcuni casi al loro rapporto con l’area vasta. E poi qualche sassolino nella scarpa: &#8220;In questi anni qualcuno è stato formica e qualcuno cicala e se la Regione negli ultimi anni non avesse fatto la formica oggi non avrebbe potuto assorbire una sola unità di personale. Ora, però, serve un patto perché tutti siamo formiche&#8221;.</span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> Quello di Stazione Pd e quindi del grande appuntamento di marzo al Lyrick – ha detto Marini – è un metodo che dobbiamo confermare, magari lanciando la proposta di farlo anche nei comuni e nei territori per fare rete, trasmettere informazioni, partecipare progetti e mettere a leva le migliori energie. Questo rientra nella riflessione intorno all’importante ruolo del Partito democratico – secondo Marini – al governo a livello nazionale oltre che regionale, nel guidare le riforme. Siamo al centro dello scenario politico con la responsabilità di esserci. Dobbiamo ripensare la nostra formula organizzativa – ha sottolineato la presidente – sperimentando innovazioni; dobbiamo rendere i circoli luoghi di politica attiva, non solo di rappresentanza burocratica o del ceto politico amministrativo; questo perché il Pd non sia percepito come spazio dove ci si organizza per garantire percorsi personali, ma come il luogo dove si mettono alla prova capacità e idee anche attraverso la fatica del pluralismo e del confronto. L’organizzazione per filiere personali disorienta i cittadini, ci rende deboli, riduce lo spazio per affrontare la sfida delle riforme. E allora dobbiamo avere una proposta forte e il coraggio di farne progetti; dobbiamo fare gioco di squadra sui contenuti per allargare le nostre porte alla partecipazione; dobbiamo sforzarci di sentirci parte del Pd, di un Pd vivo, capace di alimentare un dibattito. Come riformare tenendo al centro i diritti e i bisogni dei cittadini, pur in una congiuntura complicata e con risorse all’osso; di semplificazione e accessibilità come leve fondamentali per avvicinare le istituzioni ai cittadini; di riforma delle Province, di università cuore delle politiche per la crescita e di Europa come opportunità, non solo nel merito delle risorse e dei finanziamenti, che pure vanno cofinanziati con un protagonismo in termini di programmazione e progettualità da parte della regione; di piano trasporti e di strategie sui rifiuti, con la conferma del no al termovalorizzatore e degli impegni per l’abbattimento dei conferimenti in discarica; e ancora di internazionalizzazione, innovazione, ricerca e territorio come elementi focali per una politica di crescita e sviluppo rivolta alle imprese e quindi alla ripresa dell’occupazione; di nuovi modelli per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e reddito di cittadinanza. A chiudere i lavori di Stazione Pd la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Ha dedicato parte del suo intervento alla situazione delle Province nel dopo riforma. Come Pd – ha detto – abbiamo di fronte la sfida di essere all’altezza di guidare questa fase. Primo presupposto: parlare la stessa lingua. Marini ha ribadito gli impegni presi dalla Regione per salvaguardare i livelli occupazionali, ma soprattutto i servizi, con un occhio alla compatibilità con le risorse attivabili, perché non possiamo imporre una tassazione aggiuntiva. Dobbiamo gestire con serietà le persone, ma anche le funzioni, in alcuni casi ferme, intanto azzerando le spese che sono da azzerare e non legate alle funzioni fondamentali. Quindi chiamando a un impegno i Comuni, che devono ripensare in alcuni casi al loro rapporto con l’area vasta. E poi qualche sassolino nella scarpa: &#8220;In questi anni qualcuno è stato formica e qualcuno cicala e se la Regione negli ultimi anni non avesse fatto la formica oggi non avrebbe potuto assorbire una sola unità di personale. Ora, però, serve un patto perché tutti siamo formiche&#8221;.Quello di Stazione Pd e quindi del grande appuntamento di marzo al Lyrick – ha detto Marini – è un metodo che dobbiamo confermare, magari lanciando la proposta di farlo anche nei comuni e nei territori per fare rete, trasmettere informazioni, partecipare progetti e mettere a leva le migliori energie. Questo rientra nella riflessione intorno all’importante ruolo del Partito democratico – secondo Marini – al governo a livello nazionale oltre che regionale, nel guidare le riforme. Siamo al centro dello scenario politico con la responsabilità di esserci. Dobbiamo ripensare la nostra formula organizzativa – ha sottolineato la presidente – sperimentando innovazioni; dobbiamo rendere i circoli luoghi di politica attiva, non solo di rappresentanza burocratica o del ceto politico amministrativo; questo perché il Pd non sia percepito come spazio dove ci si organizza per garantire percorsi personali, ma come il luogo dove si mettono alla prova capacità e idee anche attraverso la fatica del pluralismo e del confronto. L’organizzazione per filiere personali disorienta i cittadini, ci rende deboli, riduce lo spazio per affrontare la sfida delle riforme. E allora dobbiamo avere una proposta forte e il coraggio di farne progetti; dobbiamo fare gioco di squadra sui contenuti per allargare le nostre porte alla partecipazione; dobbiamo sforzarci di sentirci parte del Pd, di un Pd vivo, capace di alimentare un dibattito.</span></p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, Ricci: &#8220;Il Governo intervenga per evitare il fallimento degli Enti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 09:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Provincia di Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Chiediamo di conoscere entro un mese la reale situazione e quanti dipendenti delle Province saranno &#8216;assorbiti&#8217; dai Comuni e dalla stessa Regione Umbria. Inoltre, attraverso la conferenza Stato-Regioni, sollecitiamo la presa d&#8217;atto dell&#8217;impossibilità, per molte Province italiane, di approvare un bilancio in pareggio, segno evidente del fallimento della riforma che, peraltro, ha fatto peggiorare i ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Chiediamo di conoscere entro un mese la reale situazione e quanti dipendenti delle Province saranno &#8216;assorbiti&#8217; dai Comuni e dalla stessa Regione Umbria. Inoltre, attraverso la conferenza Stato-Regioni, sollecitiamo la presa d&#8217;atto dell&#8217;impossibilità, per molte Province italiane, di approvare un bilancio in pareggio, segno evidente del fallimento della riforma che, peraltro, ha fatto peggiorare i servizi ai cittadini (tante buche sulle strade provinciali e difficoltà nei servizi scolastici). Il Governo deve subito rimediare a tale grave errore istituzionale&#8221;.</p>
<p>Così il portavoce del centrodestra e liste civiche, Claudio Ricci, comunica che, unitamente ai consiglieri regionali Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini (Lega nord), Raffaele Nevi (Forza Italia), Marco Squarta (Fratelli d&#8217;Italia) e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) ha depositato una mozione, che si augura venga votata “in tempi rapidi anche per mettere in luce le gravi incertezze delle Province umbre e italiane anche in relazione ai dipendenti di questi enti”. Per Ricci “è urgente che il Governo, se vuole mantenere le Province, gli attribuisca un ruolo amministrativo e adeguati strumenti, anche trasformandole in enti di aggregazione dei Comuni, per i servizi associati, andando a semplificare e razionalizzare gli attuali, gracili e variegati organismi sovra comunali”.</p>
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		<title>Regionali, Berloco: &#8220;Il rilancio passa dal rinnovamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 09:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Berloco]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[regionali]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Facce nuove, prima di tutto. Ma anche espansione demografica, artigianato, terziario e sinergie fra le eccellenze del mondo della cultura: per Michele Berloco, candidato in Consiglio Regionale alle prossime elezioni del 31 maggio nella lista Iniziativa per l’Umbria civica e popolare, sono questi gli argomenti che possono significare la svolta per la Regione, come anche – se malgestiti – il suo definitivo declino. Il candidato, inoltre, ritiene che l’Umbria possa superare la crisi mettendo a sistema le proprie eccellenze in un’offerta integrata capace di attrarre dal punto vi sta paesaggistico, culturale, artigianale, storico ed enogastronomico.</p>
<p><strong>Michele Berloco, cominciamo dalle facce: quanto sarebbe importante, per l’Umbria, cambiare i volti dei propri amministratori?</strong><br />
“Ritengo fondamentale il ricambio generazionale all’interno dei centri decisionali. Senza ‘aria nuova’ sarà impossibile, per la classe dirigente di questa come di tutte le altre regioni italiane, mettere a sistema tutti quei nuovi strumenti e canali di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione da qualche anno a questa parte. A volte le idee, da sole, non bastano. Occorre conoscere tutti gli strumenti amministrativi, soprattutto quelli nuovi, e utilizzarli per soddisfare le necessità delle persone, addirittura anticipandone i bisogni”.</p>
<p><strong>E invece, sempre a proposito di importanza: quanto conterebbe, per la nostra regione, aumentare il totale complessivo dei propri residenti?</strong><br />
“Moltissimo. Avere pochi residenti significa, prima di tutto, essere esposti al rischio agglomerazione in un’ottica di futura riforma per macroregioni. Inoltre, possedere un peso demografico maggiore ci aprirebbe le porte d’accesso a fondi europei molti più consistenti rispetto a quanto accade oggi. Per questi motivi ritengo si debba cercare di unire quei territori di confine che da tempo vogliono essere umbri, per un fatto culturale, storico, di appartenenza, logistico e, in ultima analisi, per una migliore gestione amministrativa. L’obiettivo è quello di superare il milione di abitanti, sì da porci al riparo da agglomerazioni macroregionali”.</p>
<p><strong>L’Umbria è una regione la cui economia si fonda, principalmente, sulla piccola e media impresa a gestione familiare: in pratica il settore maggiormente colpito dalla crisi.</strong><br />
“Dobbiamo dare sostegno alle imprese in difficoltà, magari anche utilizzando i fondi della tassa di soggiorno, la cui destinazione non è ben chiara. Al momento sembra più che altro un balzello per i turisti e per chi si occupa di ricettività. Ritengo sarebbe utile, anche a Spoleto, far confluire questi fondi in una piattaforma informatizzata che, da un lato, rilanci la città e la regione in Europa, mentre dall&#8217;altro dia sostegno immediato e certo alle piccole imprese artigiane del territorio”.</p>
<p><strong>Questo territorio è anche patria di eventi culturali importantissimi, di livello internazionale. Potrebbero essere volani dell’economia?</strong><br />
“Altro che ‘potrebbero’: devono esserlo! E il principale problema che impedisce il generarsi di questa spirale virtuosa è la mancanza di dialogo tra le direzioni artistiche delle manifestazioni più importanti che si tengono da decenni in Umbria. Penso, per esempio, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e a Umbria Jazz: 58 edizioni il primo, 42 la seconda. Una cooperazione reale tra questi due ‘mostri sacri’ è molto più che auspicabile: è doverosa, direi obbligatoria. E’ necessario, a mio avviso, predisporre e firmare un protocollo d’intesa tra le due manifestazioni, in modo tale che una sia da traino per l’altra e viceversa, specialmente durante i periodi di bassa stagione turistica”.</p>
<p><strong>Insomma, Berloco, per Lei la chiave di tutto è il dialogo.</strong><br />
“Senza dubbio. Con il dialogo si abbattono barriere ritenute fino a ieri invalicabili, si aprono le porte e si lasciano entrare gli amici del campanile vicino, si mettono insieme le rispettive tipicità creando filiere di pregio ed eccellenza… Insomma, con il dialogo l’Umbria può cucire insieme i suoi tanti orticelli per dar vita ad una piattaforma di assoluto interesse turistico sotto tutti gli aspetti: ambientale, artigianale, enogastronomico e culturale”.</p>
<p><strong>Spazio politico-elettorale autogestito</strong></p>
<p><strong>Articolo chiuso ai commenti</strong></p>
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		<title>&#8220;La politica deve tirarsi fuori dalla sanità&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[catiuscia marini]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Berloco]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Michele Berloco, medico chirurgo della Usl n.2, impegnato nel mondo cattolico e nel volontariato. Responsabile regionale di Centro Democratico Bruno Tobacci, è candidato in Consiglio Regionale nella lista “Iniziativa per l’Umbria – civica e popolare”, a sostegno della Presidente uscente Catiuscia Marini. Berloco, qual è la Sua visione della sanità in Umbria? “Per prima cosa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Michele Berloco, medico chirurgo della Usl n.2, impegnato nel mondo cattolico e nel volontariato. Responsabile regionale di Centro Democratico Bruno Tobacci, è candidato in Consiglio Regionale nella lista “Iniziativa per l’Umbria – civica e popolare”, a sostegno della Presidente uscente Catiuscia Marini.</p>
<div><em><strong>Berloco, qual è la Sua visione della sanità in Umbria?</strong></em></div>
<div>“Per prima cosa occorre che la politica si tiri fuori sul serio dalla Sanità. Con la salute non si gioca. Dopodiché ritengo necessaria l’immediata eliminazione delle imposte sulle attività libero-professionali, l’esenzione del ticket per i donatori, la razionalizzazione effettiva dell’offerta sanitaria riguardante i punti nascita e l’offerta chirurgica complessiva, la tutela ed il rafforzamento del diritto universale alla salute e all’accesso alle prestazioni sanitarie. Il tutto vigilando con costanza affinché venga sempre rispettato l’accordo Regione-Università, senza che vi siano squilibri tra ondo ospedaliero e mondo cattedratico”.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Famiglia e giovani.</strong></em></div>
<div>“Dobbiamo sostenere l’’occupazione e i redditi familiari. Per questo, oltre alla lotta l precariato e agli incentivi all’imprenditoria femminile e giovanile, ritengo che dovremo rivedere anche le metodiche di valutazione per le graduatorie degli asili municipali, privilegiando i figli dei genitori lavoratori. Inoltre, a proposito di imprenditoria giovanile e del futuro dell’Umbria, dobbiamo mettere in atto delle politiche naturalistiche che tendano alla sostenibilità delle imprese agronomiche locali, con sensibili riduzioni dell’impatto ambientale e dell’utilizzo di concimi chimici”.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Spesso, purtroppo, proprio il mondo delle imprese e degli incentivi è preda dei cartelli delle mafie. Purtroppo il problema esiste anche in Umbria. Come si combatte la criminalità organizzata?</strong></em></div>
<div>“Per prima cosa ritengo occorra redigere e ratificare un protocollo d’intesa tra le maggiori città della nostra regione e le due scuole umbre di Polizia e Carabinieri, che preveda tirocini per i giovani allievi al fine di coniugare esperienza sul campo garantendo, al contempo, maggiore sicurezza nei ostri centri urbani. Poi occorre investire maggiori risorse nel coordinamento delle Forze dell’Ordine, nella formazione degli addetti e nella diffusione della cultura della legalità”.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Cosa pensa della viabilità in Umbria?</strong></em></div>
<div>“Credo che occorrano maggiori investimenti per migliorare le condizioni della rete stradale e ferroviaria. Riguardo la E45, ritengo improponibile una sua conversione in autostrada. Dobbiamo restare cuore verde d’Italia, ma non per questo ce ne dobbiamo rimanere isolati. Per questo occorre potenziare e trasformare l’aeroporto in scalo non solo turistico ma anche commerciale, ad esempio per l’export dei manufatti regionali”.</div>
<div></div>
<div><em><strong>La casa e l’edilizia: un sogno per tanti la prima, volano dell’economia tradizionale la seconda. Lei che idee ha in merito?</strong></em></div>
<div>“Penso che il rilancio del piano edilizia passi per forza di cose dalla riconversione dell’esistente. Non possiamo pensare di costruire ancora in Umbria, anche perché la popolazione non tende ad aumentare. Quindi, a maggior ragione, dobbiamo riqualificare tutti quegli immobili che al momento non vengono utilizzati, identificando in ogni Comune umbro le strutture da trasformare in Social Housing secondo il modello del Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa. Le Social Houses saranno dedicate a quei nuclei familiari ch non possono rispondere alle richieste del mercato immobiliare ma che, allo stesso tempo, non rientrano nei piani di assegnazione delle case popolari. Fornire a queste famiglia una casa in affitto che sia dignitosa e che, al contempo, non costi loro più del 30% del reddito mensile, significa rimetterle in gara contro la crisi economica”.</div>
<div></div>
<div><strong>Spazio politico-elettorale autogestito</strong></div>
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		<title>Regionali, Leonelli e sinistra Pd fanno quadrato sulla Marini</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 16:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> &#8220;Dopo una serie di incontri del coordinamento della sinistra del Pd con il segretario regionale Giacomo Leonelli e la candidata presidente della Regione Catiuscia Marini aventi come oggetto il progetto di governo del centrosinistra per la prossima legislatura, si è trovata una generale condivisione sul giudizio positivo sull&#8217;amministrazione uscente, sul tema dell&#8217;innovazione delle politiche di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Dopo una serie di incontri del coordinamento della sinistra del Pd con il segretario regionale Giacomo Leonelli e la candidata presidente della Regione Catiuscia Marini aventi come oggetto il progetto di governo del centrosinistra per la prossima legislatura, si è trovata una generale condivisione sul giudizio positivo sull&#8217;amministrazione uscente, sul tema dell&#8217;innovazione delle politiche di governo e sul rinnovamento della classe dirigente”. Così in una nota il segretario Leonelli, Catiuscia Marini e i rappresentanti della Sinistra Pd. “In particolare il segretario e la candidata presidente hanno concordato sulla centralità dei temi indicati dal coordinamento della sinistra Pd nel programma elettorale e che riguardano in particolare il lavoro, il welfare e le riforme istituzionali. Si è condiviso inoltre il deciso ancoraggio al centrosinistra della coalizione che vede il Pd come asse portante. Si è condiviso inoltre che la lista deve essere espressione di un partito plurale che consenta una piena mobilitazione di tutte le sue sensibilità. Il segretario e la presidente hanno convenuto sulla piena assunzione di responsabilità e inclusione della sinistra del Pd nel progetto di governo per l&#8217;Umbria&#8221;.</p>
<p><strong>Fioroni</strong> &#8211; La ex senatrice Annarita Fioroni non si candiderà. E&#8217; lei stesso ad ufficializzarlo in una nota. &#8220;In questi giorni e&#8217; circolato il mio nome  quale candidata nella lista del PD per le prossime elezioni regionali.<br />
In realta&#8217; &#8211; scrive &#8211; non ci sarà una mia candidatura perché in questo particolare momento mancano le condizioni politiche per la mia presenza in lista. Continua il mio impegno a sostegno del partito democratico per la prossima scadenza elettorale che dovremo affrontare con un forte determinazione nella costruzione di un programma  che si pone obiettivi chiari e trasparenti nell&#8217;interesse generale di una comunità che guarda al proprio futuro&#8221;.</p>
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		<title>Regionali, il Pd ternano dice sì alla deroga per Eros Brega</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 12:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Disco verde per la deroga al presidente del consiglio regionale Eros Brega. L&#8217;assemblea provinciale di Terni del Partito democratico  &#8220;ha espresso parere positivo, come previsto dall&#8217;ordine del giorno approvato dalla direzione regionale, sulla deroga presentata dal presidente del consiglio regionale Eros Brega&#8221;: la deroga &#8211; spiega un comunicato del Pd ternano &#8211; sara&#8217; ora discussa e votata, come da statuto, a livello regionale. La stessa assemblea ha &#8220;raccolto le proposte di candidatura presentate dalla unioni comunali di Terni, Narni, Amelia e dall&#8217; intercomunale di Orvieto&#8221;, che sono quelle di Fabio Paparelli, Francesca Olivieri, Nicoletta Antonini e Fausto Galanello.</p>
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