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	<title>Perugia Online &#187; Postmodernissimo</title>
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		<title>Al PostModernissimo si celebra l&#8217;amore per i libri</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2018 09:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quello di martedì sera sarà un appuntamento dedicato al mondo della lettura e dei libri, attraverso un incontro e una proiezione che arrivano a Perugia grazie ad AIB Umbria &#8211; Associazione Italiana Biblioteche e AVI &#8211; Associazione Videoteche mediatiche Italiane, in collaborazione con I Wonder Pictures. Al PostModernissimo verrà proiettato il film Ex Libris &#8211; The New York Public Library di Frederick Wiseman (inizio alle 20.00) dopo un breve dibattito che vedrà coinvolti Mario Coffa, presidente di AIB Umbria e Gabriele De Veris, bibliotecario e organizzatore del concorso A corto di Libri; introdurrà Giacomo Caldarelli del PostModernissimo.</p>
<p>Ex Libris &#8211; The New York Public Library è l&#8217;ultimo film del documentarista statunitense Frederick Wiseman e rappresenta un viaggio all&#8217;interno della biblioteca pubblica della Grande Mela, un ambiente fondamentale per la coesione sociale dei newyorkesi. La biblioteca diventa infatti un luogo di accoglienza, scambio culturale e apprendimento per 18 milioni di utenti e 32 milioni di visitatori online. Il sistema bibliotecario di New York rappresenta il cuore pulsante della vita culturale cittadina ed è un apparato decisamente complesso: costituito da 92 sedi, viene sostenuto grazie a una gestione mista di fondi pubblici e privati, con l&#8217;obiettivo di garantire a tutti i cittadini accesso gratuito alle proprie raccolte.</p>
<p>Wiseman, regista classe 1930, ha realizzato oltre 40 film a partire dalla fine degli anni Sessanta e con Ex Libris ha partecipato alla 74a edizione della Biennale di Cinema di Venezia del 2017.  L&#8217;evento prevede un biglietto di 7 Euro, che verrà scontato a 5,50 Euro per coloro che esibiranno la tessera che attesti la propria iscrizione ad una delle biblioteche dell&#8217;Umbria o l&#8217;iscrizione all&#8217;AIB per l&#8217;anno 2018.</p>
<p><strong>Martedì 10 aprile, ore 20.00</strong></p>
<p><strong>ExLibris &#8211; The New York Public Library</strong></p>
<p><strong>di Frederick Wiseman (USA/2017/197&#8242;)</strong></p>
<p>Ci sono delle sottili linee bianco-rosse, come quelle che tinteggiano in orizzontale la bandiera americana, che collegano Ex Libris – New York Public Library, ultimo capolavoro di Frederick Wiseman presentato in concorso a Venezia 74, con altre due opere della sua recente filmografia. Con il bellissimo At Berkeley (2013) questo ultimo film condivide il respiro cinematografico del racconto di un luogo chiuso – un’università come una biblioteca – ma idealmente aperto, in quanto produttore di sapere. In questo modo, lo sguardo sugli abitanti dei due mondi, poi non tanto diversi tra loro, finisce per scavallare le mura entro cui l’ambiente in questione è naturalmente circoscritto. A In Jackson Heights (2015), documentario sul quartiere multietnico del Queens, Wiseman si richiama invece per la volontà di raccontare la New York post-Bloomberg attraverso la sua consueta coralità narrativa. In entrambi i film, come al solito, il regista americano non si dimostra interessato a concentrarsi sui singoli personaggi, quanto piuttosto a inserirli all’interno di un contesto, individuare il ruolo che ricoprono all’interno del loro habitat, raccontarli e farli emergere nelle loro relazioni sociali che instaurano nell’ambiente circostante.</p>
<p>Tuttavia, a differenza dei film precedenti – a cui andrebbero quantomeno aggiunti Crazy Horse (2011), sul famoso locale di Parigi, e National Gallery (2015), sul museo londinese, – qui Wiseman aggiunge un titolo molto specifico, caratterizzando esplicitamente il senso del luogo che intende raccontare: Ex Libris, ovvero “dai libri”, etichetta solitamente utilizzata per indicare il proprietario di un libro, qui riferimento generativo a tutto ciò che nasce da – e va oltre – l’oggetto-libro. A seguire, il sottotitolo (stavolta senza preposizione) qualifica in modo diretto l’ambiente ramificato entro cui stiamo per entrare: la New York Public Library, uno dei complessi bibliotecari più grandi degli Stati Uniti composto da 87 biblioteche succursali sparse su tutto il territorio newyorchese. Ed è proprio dentro queste sedi che Wiseman ci conduce per mano, concentrandosi ogni volta su un aspetto specifico del sistema-NYPL.</p>
<p>A dispetto del nome, la NYPL è un modello virtuoso di partenariato pubblico-privato. Gli investimenti pubblici, ci spiegano subito funzionari e dirigenti in riunione, sono aumentati negli anni sulla spinta dei finanziamenti filantropici privati. Nonostante il servizio pubblico e sociale offerto dalla biblioteca, tuttavia, le trattative e il dialogo politico con le istituzioni sono all’ordine del giorno. Oltre alle riunioni tecniche, Wiseman ci mostra decine di laboratori, seminari e workshop offerti da ciascuna sede alla propria comunità. Il sistema bibliotecario della NYPL, infatti, ci viene inizialmente mostrato nei suoi tradizionali servizi di prestito e lettura. Poco dopo, tuttavia, comprendiamo che la strada che intende farci percorrere Wiseman è tutt’altra. Da un lato, tutte le attività extra-bibliotecarie offerte alla popolazione si configurano con l’obiettivo primario di proporre l’educazione e il sapere come unici antidoti alle disuguaglianze. Le varie sedi della NYPL appaiono più come aggregatori sociali con l’obiettivo di stimolare una sorta di «community engagement» che come delle classiche biblioteche. Dall’altro, gli investimenti degli ultimi anni hanno portato a un netto sviluppo dell’accessibilità dei contenuti, inseguito sia attraverso la digitalizzazione del materiale librario che attraverso il loro uploading online. Il fine è quello di rendere i contenuti «accessibili a tutti, in tutto il mondo», senza distinzione di classe o provenienza geografica.</p>
<p>Tale globalizzazione delle risorse librarie procede, nelle intenzioni, di pari passo con le decine di servizi digitali offerti dalle biblioteche della NYPL. Oggi, la maggioranza degli utenti accede in biblioteca per utilizzare il servizio di Wi-Fi gratuito, sia attraverso i propri dispositivi che tramite i laptop offerti in prestito dalla struttura. Tramite questi, chiunque può connettersi e navigare sul web, vedere video e film in streaming, giocare ai videogiochi. Lo stesso concetto di libraries viene dunque ampliato e aggiornato: non si tratta più soltanto di biblioteche cartacee indicizzate e organizzate su scaffali, ma di enormi archivi digitali, dalla capacità di memoria potenzialmente infinita, composti da contenuti testuali, fotografici, sonori e audiovisivi. Gli stessi servizi digitali vengono utilizzati dalle biblioteche per una serie di progetti di alfabetizzazione rivolti soprattutto alle comunità di stranieri presenti a New York. Su questa scia, non mancano le iniziative pubbliche di educazione alla tecnologia rivolte soprattutto ad anziani e bambini. Oltre all’ormai diffuso prestito di e-book, si organizza addirittura un servizio di prestito annuale di hotspot gratuiti, rivolto soprattutto alle famiglie meno abbienti che non possono permettersi una connessione internet casalinga o mobile. Insomma, la ramificazione della NYPL si configura esattamente come un sistema di welfare cui viene delegata dalle istituzioni l’assistenza sociale e culturale dei propri cittadini.</p>
<p>Ex Libris, girato tra l’estate e l’autunno del 2015 – praticamente un anno prima della fine del secondo mandato di Barack Obama –, ci racconta, a due anni di distanza, una sistema forse in estinzione. Viene da chiedersi, infatti, cosa ne sarà di tutto questo dopo l’approdo di Donald Trump alla Casa Bianca, così tanto evocata esplicitamente da buona parte dei film americani visti quest’anno a Venezia 74. Wiseman, con la consueta leggerezza, non ci interroga espressamente su questo: nel suo sguardo Trump ancora non c’è, anche se si prefigura nelle discussioni tra dirigenti e funzionari un clima da fine impero. Trump è negli occhi di chi, due anni dopo, osserva quei fenomeni sociali così dall’interno, come fossero immagini del passato che rievocano, con nostalgia, un tempo ormai perduto. Wiseman, al solito, si “limita” a proporre un’opera aperta, entro cui è possibile entrare e uscire quando si vuole, in base ai nostri particolari interessi (non a caso si parla alternativamente di marketing, politica, matematica, storia, filosofia, letteratura etc.), così come egli stesso ci fa entrare e uscire dalle succursali della NYPL. Le scene girate in interno sono sempre introdotte e contestualizzate da quelle in esterno (bellissima la straniante parata di Halloween dell’ottobre 2015), quasi a volerci accompagnare in una lenta passeggiata tra le vie di New York dove, anche noi, possiamo collocare gli ambienti che visitiamo.</p>
<p>Il momento più intenso è forse quello della Macomb’s Bridge Library, la più piccola tra tutte le succursali della NYPL, frequentata unicamente dalla comunità afroamericana di Harlem. Wiseman ce la mostra nel finale, in un incontro tra gli utenti della piccola sala della biblioteca che si trasforma presto in una riunione di famiglia. Si parla di politica, del futuro della città, dei problemi del paese. Di quella discriminazione razziale che, successivamente alle decine di omicidi a sfondo razzista e delle conseguenti rivolte che avverranno in tutto il paese un anno dopo, sarebbe diventata uno dei principali temi a muovere il dibattito politico nazionale. È la stessa riunione di famiglia che vediamo in occasione del consiglio di amministrazione conclusivo della NYPL, in cui ritroviamo, tutti insieme, i personaggi che abbiamo avuto modo di conoscere nelle varie sedi. Non può dunque mancare lo scatto della fotografia che li ritrae congiuntamente, tutti sorridenti, dopo aver discusso del futuro della loro istituzione: un ritratto di famiglia che, nella sua istantaneità, si configura come una memoria visiva da conservare e ricordare con un po’ di nostalgia.</p>
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		<title>A Perugia la &#8220;distruttrice d&#8217;odio&#8221; famosa in tutto il mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 10:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al PostModernissimo la storia non si vincola alle date ufficiali e questo martedì sarà già tempo di celebrare la Giornata della Memoria (che ricorre il 27 gennaio) per ricordare le vittime del nazifascimo. Per farlo con una proposta dal forte contenuto ma allo stesso tempo decisamente coinvolgente, è in programma la serata-evento &#8220;The hate destroyer&#8221;, con il regista Vincenzo Caruso e la protagonista Irmela Mensah-Schramm presenti in sala e pronti ad un confronto con il pubblico perugino. L&#8217;appuntamento di martedì 23 gennaio è organizzato in collaborazione con l&#8217;Istituto Tedesco di Perugia e il dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell&#8217;Università degli Studi di Perugia.</p>
<p>Irmela Mensah-Schramm è una donna dai capelli grigi con l&#8217;andatura un po&#8217; goffa, che gira ogni giorno per la sua città e nei dintorni a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista, armata di vernici spray e raschietto. &#8220;The Hate Destroyer&#8221; è infatti un film sull&#8217;odio dilagante, sull&#8217;indifferenza e su ciò che sta dietro ad una scelta di attivismo. Ma è anche il racconto intimo di una donna che da anni lotta per diventare straordinaria. &#8220;Cosa sarebbe Irmela se non ci fossero i neonazisti?&#8221;, si chiede una coppia di suoi cari amici. E per chi lo fa? Per gli altri o per se stessa? Dopo anni di attivismo, in molti si sono accorti di lei: in Germania, Finlandia, Italia ed altri Paesi Europei, oggi Irmela è un simbolo della lotta contro i messaggi di odio.</p>
<p>Irmela vive a Wansee, a pochi chilometri da Berlino, dove la polizia l&#8217;ha messa in guardia sul rischio di essere incriminata per atti vandalici: &#8220;Ciò che volevo fin dall&#8217;inizio &#8211; ha spiegato il regista Vincenzo Caruso &#8211; era far compiere allo spettatore un percorso emotivo. Lo stesso che ho intrapreso e vissuto io. Per questo motivo, nel corso del film, si è attraversati da sentimenti contrastanti che mettono ogni volta la protagonista sotto una luce nuova. Così l&#8217;opinione muta, compie un viaggio e torna al punto di partenza arricchita dagli elementi che servono a completarla&#8221;.</p>
<p>Chi è Irmela Mensah-Schramm? Una signora berlinese di sessantacinque anni che una mattina del 1985, andando al lavoro, ha visto su un muro un adesivo razzista, così la sera ha preso le chiavi di casa e lo ha staccato. Da allora continua a cancellare ogni giorno dai muri scritte omofobe e razziste, dopo averle fotografate. I neonazisti tedeschi hanno tappezzato Berlino con adesivi che la raffigurano inneggiando alla sua morte. Le sue mostre fotografiche sono ospitate in tutta Europa. È sola, rischia grosso, ma Irmela è una donna che rifiuta di piegarsi. Ha già sconfitto un tumore al seno, che a detta dei medici le lasciava pochi anni di vita, ora nulla la può fermare. Questa è la sua storia ed è anche la nostra: quella di un&#8217;Europa che si sveglia ogni giorno più violenta, ma in cui la caparbietà semplice e rivoluzionaria di chi si alza in piedi e dichiara il suo &#8220;no&#8221; può ancora fare la differenza.</p>
<p>Per martedì è prevista la proiezione in versione originale sottotitolata (tedesco con sottotitoli in italiano) del documentario di Valerio Caruso, vincitore del Premio UCCA al Biografilm Festival 2017, cui seguirà un dibattito con il pubblico. Il film arriva in sala grazie a EIE film. A questo link è possibile trovare il teaser ufficiale: <a href="https://vimeo.com/63292492" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://vimeo.com/63292492&amp;source=gmail&amp;ust=1516528359539000&amp;usg=AFQjCNFseWr5R0P5j3fw8y4b_ovhh0LULQ">https://vimeo.com/63292492</a></p>
<p>Alla proiezione saranno presenti il regista Vincenzo Caruso e la protagonista Irmela Mensah-Schramm. Tutte le informazioni dettagliate sui film in programmazione al PostModernissimo e sulle iniziative speciali sono disponibili sul sito web www.<a href="http://postmodernissimo.com/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://postmodernissimo.com&amp;source=gmail&amp;ust=1516528359539000&amp;usg=AFQjCNFPRD7d84vb0U5cpKN0D2wBRlQExw">postmodernissimo.com</a>, dove è anche possibile acquistare in prevendita i propri biglietti.</p>
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		<title>Il PostModernissimo celebra 3 anni e 150.000 spettatori</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 13:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Era dicembre di tre anni fa quando il centro storico di Perugia ha visto un nuovo cinema diventare realtà, il PostModernissimo, primo multi-sala dell&#8217;acropoli. L&#8217;ambizioso progetto che ha coinvolto gli antichi spazi del Modernissimo d&#8217;Essai, riportandoli in vita dopo la chiusura nel 2000, è riuscito a coinvolgere profondamente la cittadinanza in una realtà culturale senza precedenti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Era dicembre di tre anni fa quando il centro storico di Perugia ha visto un nuovo cinema diventare realtà, il PostModernissimo, primo multi-sala dell&#8217;acropoli. L&#8217;ambizioso progetto che ha coinvolto gli antichi spazi del Modernissimo d&#8217;Essai, riportandoli in vita dopo la chiusura nel 2000, è riuscito a coinvolgere profondamente la cittadinanza in una realtà culturale senza precedenti e i numeri ne confermano la bontà. Senza volersi soffermare troppo sulle cifre, sono stati finora oltre 150.000 gli spettatori che hanno scelto di regalarsi la visione di un film al PostModernissimo, per un totale di proiezioni che supera le 10.000 in tre anni. C&#8217;è poi da considerare il numero impressionante di ospiti che hanno accettato l&#8217;invito ad incontrare il pubblico perugino, con una media di uno a settimana: da una leggenda del cinema mondiale come Edgar Reitz ad una delle più celebri interpreti del panorama cinematografico internazionale come Isabelle Huppert, passando per il compianto Luis Bacalov, compositore vincitore di un Oscar.</p>
<p>Grande importanza nel progetto l&#8217;ha avuta la Terza Sala, una sala intima che è divenuta una &#8220;casa&#8221; per tutte le produzioni indipendenti. E&#8217; stata appena creata anche una pagina Facebook dedicata dove in futuro verranno pubblicate tutte le informazioni sui film proiettati.</p>
<p>Intanto in sala per il periodo festivo al PostModernissimo è in programma il film di Natale più bello di sempre, Wonder di Stephen Chboski. Ispirato al romanzo della scrittrice americana R. J. Palacio che ha generato anche tre spinoff letterari, si tratta di un film che si presta a diventare una mini-saga cinematografica. Wonder nasce come film per bambini ma è davvero per tutti: una favola gentile sulla differenza, una differenza che non dobbiamo negare ma piuttosto abbracciare.</p>
<p>Inoltre gli spettatori troveranno l&#8217;intenso e originale musical &#8220;The greatest showman&#8221;, che racconta la nascita del business dell&#8217;intrattenimento. A venir celebrato è soprattutto il senso di meraviglia che ognuno di noi prova quando i sogni diventano realtà. Ispirato all&#8217;immaginario e ai progetti ambiziosi di P.T. Barnum, racconta la storia di un visionario che dal nulla creò uno spettacolo ipnotico destinato a diventare un successo mondiale.</p>
<p class="m_-6925305134621542792p2">Tra gennaio e marzo arriverà poi una rassegna dedicata al più importante regista italiano, Roberto Rossellini. Dieci proiezioni di film che hanno lasciato il segno nella cinematografia mondiale con una serie di ospiti di rilievo. A Perugia arriveranno il regista Renzo Rossellini, figlio di Roberto e fondatore negli &#8217;70 di Radio Città Futura; Lorenzo Esposito, critico e autore di Fuori Orario nonché membro del comitato di selezione del Festival di Locarno; Daniele Dottorini, membro del comitato di selezione al Festival dei Popoli di Firenze; Roberto Silvestri, critico storico de Il Manifesto e di Alias, voce di Hollywood Party; Adriano Aprà fondatore della rivista Cinema e Film e già direttore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e della Cineteca Nazionale; Donatello Fumarola, autore di Fuori Orario cose (mai) viste e fondatore della distribuzione indipendente Zomia; Daniela Turco redattrice di Filmcritica, è docente di storia del cinema presso l’Università degli Studi di Genova. Sarà possibile acquistare un abbonamento a tutte le 10 proiezioni al prezzo ridotto di 60€.</p>
<p>Come sempre tutte le informazioni dettagliate riguardo i film in programmazione e le iniziative speciali sono disponibili sul sito web ufficiale www.<a href="http://postmodernissimo.com/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://postmodernissimo.com&amp;source=gmail&amp;ust=1514036717369000&amp;usg=AFQjCNFM-GhaWu7fPpDWGkTjDmEAk4_KUQ">postmodernissimo.com</a>.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-postmodernissimo-celebra-3-anni-e-150-000-spettatori/">Il PostModernissimo celebra 3 anni e 150.000 spettatori</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Il Cinema del Reale torna protagonista con la terza edizione del PerSo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 13:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La chiamata di Stefano Rulli è stata per me un onore, L’incontro, poi, con lo staff del PerSo mi ha definitivamente convinto ad accettare la scommessa, con l’obiettivo di rendere il Festival uno dei punti di riferimento del cinema documentario&#8221;. Così questa mattina Giovanni Piperno ha spiegato a cosa punta il Perugia Social Film Festival che, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-cinema-del-reale-torna-protagonista-con-la-terza-edizione-del-perso/">Il Cinema del Reale torna protagonista con la terza edizione del PerSo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;La chiamata di Stefano Rulli è stata per me un onore, L’incontro, poi, con lo staff del PerSo mi ha definitivamente convinto ad accettare la scommessa, con l’obiettivo di rendere il Festival uno dei punti di riferimento del cinema documentario&#8221;. Così questa mattina Giovanni Piperno ha spiegato a cosa punta il Perugia Social Film Festival che, dopo due edizioni capaci di attrarre registi da ogni continente, è pronto al definitivo &#8220;salto&#8221;. Dal 23 settembre al 1 ottobre il capoluogo umbro diventerà crocevia del documentario sociale, con ospiti da tutto il mondo e tanti nuovi sguardi cinematografici, attenti e originali, sulla nostra realtà. I titoli in concorso – divisi in cinque categorie –  oltre alle decine di proiezioni che animeranno le quattro sale del centro storico: Méliès, PostModenissimo, Sant’Angelo e Zenith. Tutti gli eventi, come di consueto, saranno ad ingresso gratuito.</p>
<p>&#8220;La Regione sostiene il PerSo in modo trasversale, perché riconosce a questo Festival un ruolo diverso: è un&#8217;occasione di crescita non solo per l&#8217;Umbria ma a livello nazionale &#8211; ha spiegato nel suo intervento Fernanda Cecchini, assessore regionale alla cultura &#8211; In tema di psichiatria la nostra è stata tra le prime Provincie a sperimentare e soprattutto a comunicare. Il PerSo è un&#8217;occasione per raggiungere nuovi traguardi grazie ad un approccio che trovo essere quello giusto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il PerSo è sicuramente qualcosa di nuovo per Perugia – ha detto il Sindaco Andrea Romizi &#8211; che in queste sue prime tre edizioni ha saputo, fin da subito, guadagnarsi credibilità, grazie anche alla capacità di aggregare diversi soggetti del territorio. Ha saputo innovare con spirito creativo e di rigenerazione del territorio, contribuendo a rendere accessibili argomenti che non sempre lo sono, vuoi per la loro complessità, vuoi per i pregiudizi che spesso li accompagnano». Romizi ha concluso confermando il sincero interesse per l&#8217;attività del Festival e l’impegno dell&#8217;amministrazione a supportarla ancora di più, nella consapevolezza che il PerSo sia una significativa occasione di arricchimento per la comunità perugina. Ne è convinto anche Stefano Rulli, presidente della Fondazione La Città del Sole &#8211; Onlus: «Il Festival è un ponte tra il &#8220;fare&#8221; e il &#8220;comunicare&#8221;. Non solo quel che fa la Fondazione ma anche quel che si fa in Umbria su questi temi e, attraverso i documentari, guardare le esperienze che arrivano da altri luoghi di tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>L’edizione 2017 presenta importanti novità e &#8220;cambi della guardia&#8221;. In primis la neo-presidenza di Giovanni Piperno, un documentarista tra i più accreditati e premiati nel panorama italiano del Cinema del Reale, portatore di una visione cinematografica originale sempre improntata alla ricerca sui linguaggi e connotata da un forte impegno sociale: &#8220;Questo è in parte un Festival laboratorio &#8211; ha sottolineato &#8211; perché oltre a vedere film inediti in Italia e il meglio di quel che c&#8217;è in giro per il mondo, c&#8217;è un concorso dedicato ai promo. Aiutare i film-makers a trovare strade per sviluppare i loro progetti oltre a proporre appuntamenti utili per chi vuole fare questo mestiere significa aiutare davvero chi vuol fare questo mestiere&#8221;. Nuova anche la Direzione artistica, con Giacomo Caldarelli, Ivan Frenguelli e Andrea Mincigrucci, ovvero i giovani esercenti cinematografici che hanno realizzato il PostModernissimo, primo multisala dell&#8217;acropoli perugina. Il punto di vista nuovo che hanno voluto portare nella selezione del PerSo Award parte dalla presa di coscienza di un mondo in cui la guerra rimane il motore dei destini dei popoli: &#8220;I film che sono arrivati sono legati da un filo rosso &#8211; hanno puntualizzato &#8211; il tema del conflitto; non solo le guerre, ma i conflitti che possono investire ogni aspetto della vita. Qualche giorno fa a Venezia Mauro Gervasini ci ha detto che anche quel Festival, tra i più importanti a livello mondiale, si è mosso su questo stesso tema, quindi vuol dire che la direzione del PerSo è quella giusta&#8221;. Non a caso, ad aprire il festival sarà l’anteprima italiana fuori concorso La bataille de Mossoul, di Bernard-Henri Lévy.</p>
<p>Come l’anno scorso, accanto alle anteprime italiane che gareggiano nella sezione PerSo Award, ci sono i documentari già premiati in importanti festival internazionali (ai quali è dedicata la categoria PerSo Masterpiece) e i cortometraggi del PerSo Short Award. Il programma, appena ufficializzato, offre uno spaccato vasto e multiforme di tante diverse realtà: dal transito lungo la frontiera tra Croazia e Slovenia (Borders di Damjan Kozole) ad un piccolo villaggio di pescatori sul Mar Baltico (Last season di Slawomir Witek), dalle rovine del genocidio armeno (The Others di Ayse Polat) ai treni che tagliano l’Est Europa portando memorie e profezie (Treblinka di Sérgio Tréfaut), dagli affreschi silenziosi di una Cina che si trasforma (A Yangtze Landscape di Xu Xin) alla complessa riflessione, in bilico tra linguaggio e sentimento, in un&#8217;Argentina raccontata da uno sguardo orientale (El futuro perfecto di Nele Wohlatz). E, ancora, dalle agghiaccianti ritualità del turismo della morte (Safari di Ulrich Seidl) alle controverse panoramiche che raccontano frammenti d’Italia (Cinema grattacielo di Marco Bertozzi, Liberami di Federica Di Giacomo, Varichina di Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo). Senza dimenticare i promo, brevi anteprime di progetti che diventeranno un film, sui quali il festival investe con il premio PerSo da non perdere, e le produzioni legate alla nostra regione che concorrono nella sezione Umbria in celluloide.</p>
<p>A valutare i titoli in concorso ci saranno sei giurie. Quella ufficiale sarà composta dal distributore Vieri Razzini, dai registi Wilma Labate e Giovanni Cioni, dal produttore Wout Conijn e dal critico cinematografico Maurizio Di Rienzo. Poi la giuria speciale delle detenute, in collaborazione con la Casa Circondariale di Perugia-Capanne, quella dei richiedenti asilo e rifugiati (beneficiari del progetto SPRAR della Cooperativa Sociale Perusia Onlus) e quella della redazione di FilmTV. Agli spettatori presenti in sala, infine, verrà chiesto di votare a fine proiezione durante le giornate del Festival assegnando un premio nella categoria PerSo Award. Tra le novità 2017 c’è anche il prezioso sodalizio con il Premio Solinas Documentario per il Cinema – costruito nella logica di valorizzare la condivisione ideale e progettuale che anima i due festival – che, tra le altre cose, porterà a Perugia la fase finale e la premiazione dell’importante concorso romano; anche i giurati del Premio Solinas assegneranno un riconoscimento durante il PerSo.</p>
<p>Tra le proiezioni fuori concorso l’ormai consueta retrospettiva dedicata al Cinema della Follia – che quest’anno ospiterà due documentari del presidente Piperno, Cimap! Cento italiani matti a Pechino e This is my sister. A margine delle proiezioni alcuni incontri pubblici dalla forte risonanza, come l&#8217;importante dibattito con i rappresentanti del MiBACT (presente il Direttore generale per il Cinema Nicola Borrelli) e di alcune istituzioni umbre dedicato alla nuova Legge Cinema e Audiovisivo, in programma venerdì 29 settembre alle 10.00 al PostModernissimo. Poi una lezione tenuta dal sound designer Mirco Mencacci e una conferenza sul Found footage. Da sottolineare anche l&#8217;incontro Terremoto: raccontare per ricostruire, durante il quale sarà presentato il lavoro finora realizzato dalla Fondazione la Città del Sole e dall&#8217;Associazione MenteGlocale a seguito della vittoria del Bando Progetto Tv di Comunità 2017, mentre uno spazio sarà destinato alla presentazione di frammenti di montaggio del progetto Laboratorio Nuvole, curato da Giovanni Cioni con i detenuti del Carcere di Perugia-Capanne.</p>
<p>Il PerSo è organizzato dalla Fondazione La Città del Sole &#8211; Onlus che da quasi vent’anni si occupa di psichiatria e di diffusione di una cultura dell’integrazione. Il Festival vanta i patrocini di MiBACT, Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, A.Di.S.U. oltre a partnership con realtà del territorio e importanti organizzazioni nazionali.</p>
<p>Maggiori informazioni sono disponibili sul sito <a href="http://www.persofilmfestival.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.persofilmfestival.it&amp;source=gmail&amp;ust=1505390405710000&amp;usg=AFQjCNE3_bvQYZlaU1tv8MjOdWzGFdiUQg">www.persofilmfestival.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-cinema-del-reale-torna-protagonista-con-la-terza-edizione-del-perso/">Il Cinema del Reale torna protagonista con la terza edizione del PerSo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Éric Rohmer protagonista al PostModernissimo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 09:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Entra nel vivo la rassegna perugina dedicata ad uno dei più grandi cineasti francesi di sempre: ogni lunedì sera fino al 3 luglio verrà presentato un film di Eric Rohmer. Il PostModernissimo omaggia così il ciclo &#8220;Les quatre saisons&#8221;, regalando al pubblico perugino quattro perle della cinematografia transalpina degli anni &#8217;90 in versione originale sottotitolata ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/eric-rohmer-protagonista-al-postmodernissimo/">Éric Rohmer protagonista al PostModernissimo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Entra nel vivo la rassegna perugina dedicata ad uno dei più grandi cineasti francesi di sempre: ogni lunedì sera fino al 3 luglio verrà presentato un film di Eric Rohmer. Il PostModernissimo omaggia così il ciclo &#8220;Les quatre saisons&#8221;, regalando al pubblico perugino quattro perle della cinematografia transalpina degli anni &#8217;90 in versione originale sottotitolata in italiano. Rohmer è l&#8217;uomo che ha saputo meglio filmare le parole, il loro potere, il loro erotismo. &#8220;L&#8217;ambizione del cineasta moderno, che è stata anche la mia, è di essere autore a tutti gli effetti della propria opera, assumendosi altresì il compito tradizionalmente riservato allo sceneggiatore. Questa onnipotenza però, anziché costituire un vantaggio e uno stimolo, è talvolta sentita come un impedimento. Essere padrone assoluto del proprio soggetto, poter operare tagli o arricchimenti a seconda dell&#8217;ispirazione o delle necessità del momento senza dover rendere conto a nessuno è inebriante, ma può anche paralizzare: in un certo senso è una trappola&#8221; (Éric Rohmer &#8211; introduzione al libro Six Contes Moraux)</p>
<p class="m_-6259582522797353984p1">Il ciclo di proiezioni si è aperto con un aperitivo francese, prima della visione di &#8220;Conte de printemps&#8221; (Racconto di primavera &#8211; Francia, 1990) andata in scena la settimana scorsa. L&#8217;ultima rassegna della stagione del PostModernissimo conferma la collaborazione del cinema perugino con l&#8217;associazione Français d&#8217;Ombrie, inaugurata con l&#8217;evento durante il quale è stato proiettato il film Ma révolution. Questi i prossimi appuntamenti:</p>
<p class="m_-6259582522797353984p2"> <strong>Lunedì 19 giugno, Racconto d&#8217;inverno</strong></p>
<p class="m_-6259582522797353984p1">Conte d&#8217;hiver, Racconto d&#8217;inverno, Francia, 1992, VOST, 114 minuti, con Charlotte Véry, Frédéric van der Driessche, Michel Voletti, Hervé Furic, Marie Rivière.</p>
<p class="m_-6259582522797353984p2"> <strong>Lunedì 26 giugno, Un ragazzo, tre ragazze</strong></p>
<p class="m_-6259582522797353984p1">Conte d&#8217;été, Francia, 1996, VOST, 113 minuti, con Melville Poupaud, Armanda Langlet, Gvenaëlle Simone, Aurélia Nolan.</p>
<p class="m_-6259582522797353984p2"> <strong>Lunedì 3 luglio, Racconto d&#8217;autunno</strong></p>
<p class="m_-6259582522797353984p1">Conte d&#8217;automne, Francia, 1998, VOST, 111 minuti, con Béatrice Romand, Marie Rivière, Alain Libolt, Didier Sandre, Alexia Portal.</p>
<p class="m_-6259582522797353984p2"> Tutte le proiezioni inizieranno alle 21.30</p>
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		<title>Al PostModernissimo parte la rassegna musicale &#8220;Ziggurat&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 09:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>
		<category><![CDATA[scale]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Ziggurat]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Verrà inaugurata domani la rassegna di concerti organizzata dal PostModernissimo che si svolgerà durante il periodo di Umbria Jazz, “Ziggurat &#8211; concerti sulle scale”. Ovviamente le scale saranno quelle di Via del Carmine, nel cuore di Via della Viola, dove tutte le sere fino al 17 luglio si susseguiranno una serie di appuntamenti con artisti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Verrà inaugurata domani la rassegna di concerti organizzata dal PostModernissimo che si svolgerà durante il periodo di Umbria Jazz, “Ziggurat &#8211; concerti sulle scale”. Ovviamente le scale saranno quelle di Via del Carmine, nel cuore di Via della Viola, dove tutte le sere fino al 17 luglio si susseguiranno una serie di appuntamenti con artisti provenienti da varie zone d&#8217;Italia che proporranno progetti legati all&#8217;ambito del jazz sperimentale. Le serate inizieranno a partire dalle 19 con un aperitivo (adatto anche a chi ha scelto una dieta vegana) con prodotti di aziende locali. Durante i 10 giorni di Umbria Jazz il PostModernissimo proporrà 8 concerti live e 2 dj-set tematici; la rassegna è organizzata in collaborazione con HysM? Independent Music Catalogue. L&#8217;ingresso agli eventi sarà ad ingresso gratuito.</p>
<p><strong>Venerdì 8 luglio Oportet</strong></p>
<p>Nu jazz da Napoli</p>
<p><strong>Sabato 9 luglio Maurizio Abate</strong></p>
<p>Guitar hero da Milano</p>
<p><strong>Domenica 10 luglio Futeisha</strong></p>
<p>Samsara nel deserto da Torino</p>
<p><strong>Lunedì 11 luglio</strong></p>
<p>djset by <strong>Caveargento &amp; Fabio Branco</strong></p>
<p><strong>Martedì 12 luglio Vespertina</strong></p>
<p>One-bell-girl da Magione</p>
<p><strong>Mercoledì 13 luglio </strong></p>
<p>djset by <strong>Fab</strong></p>
<p><strong>Giovedì 14 luglio Caso</strong></p>
<p>Da Bergamo. Anteprima Italian Party <em>To Lose La Track</em></p>
<p><strong>Venerdì 15 luglio Leopardi Sperduti</strong></p>
<p>Reading musicale</p>
<p><strong>Sabato 16 luglio Tunonna</strong></p>
<p>Sperimentazioni musicali da Roma</p>
<p><strong>Domenica 17 Eks</strong></p>
<p>Hip-hop da Napoli</p>
<p>In caso di problemi meteo i concerti si terranno nel foyer del PostModernissimo. E&#8217; possibile ricevere maggiori informazioni contattando il numero 075-9664527 o scrivendo a info@postmodernissimo.com.</p>
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		<title>Lost and Found: la rassegna cinematografica del mese per scoprire vecchie pellicole e nuovi suoni</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2016 15:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Lost and Found]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Inizia oggi al PostModernissimo la rassegna Lost and Found che combina cinema e musica. Djset al’ esterno e proiezioni nelle sale del cinema accompagneranno gli appassionati per tutto il mese di Maggio, con numerose pellicole e appuntamenti. &#8220;Sono rare le volte in cui il titolo Lost and Found è riuscito a rispecchiare in modo così ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p>Inizia oggi al PostModernissimo la rassegna Lost and Found che combina cinema e musica.</p>
<p>Djset al’ esterno e proiezioni nelle sale del cinema accompagneranno gli appassionati per tutto il mese di Maggio, con numerose pellicole e appuntamenti.</p>
<p>&#8220;Sono rare le volte in cui il titolo Lost and Found è riuscito a rispecchiare in modo così pertinente la natura di una rassegna. Nel mese di maggio, la percezione visiva si perde nelle aree più perimetrali del linguaggio cinematografico riuscendo, in quella sorta di smarrimento, a ritrovarsi nella più immediata e irriflessa dimensione iconica.</p>
<p>Il cinema sperimentale, come un germe che ammorba il suo portatore, si colloca all’interno di quel meccanismo di reificazione del vacuo e di costruzione dell’esperienza vuota quale è la Settima Arte, celebrando la mendacità dei suoi espedienti stilistico-narrativi e demistificando il suo epos.</p>
<p>Attraverso lo smantellamento del linguaggio filmico, con il risultato di esserne al contempo la manifestazione più sincera e sanguigna, il cinema Underground è il paradosso che celebra ciò che il cinema avverte ma non ammette. Il “perdersi e il ritrovarsi” allo stesso tempo in quello scarto, pari a un fotogramma, che separa il cinema dal diventare Atto&#8221;.</p>
<p>Queste sono le parole con cui i ragazzi del PostModernissimo hanno definito il loro progetto e l’intera rassegna.</p>
<p>Stasera, l’appuntamento cinematografico è con “Verifica Incerta”, film realizzato tra Roma e Parigi nell’arco di due anni (1964-1965).</p>
<p>&#8220;Verifica Incerta&#8221; è l’esempio più autorevole di applicazione del pensiero post-strutturalista al linguaggio cinematografico. In quello che pare un tentativo di demitizzazione della produzione hollywoodiana in quanto frutto dell’industria culturale.</p>
<p>In questa pellicola Gianfranco Bruchello e Alberto Grifi capovolgono il rapporto tra significato e significante attraverso l’intervento su film americani anni ‘40 e ‘50. L’esito è l’affermazione della forza evocativa del montaggio rispetto alla narrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli altri appuntamenti del mese sono consultabili sulla pagina Facebook e sul sito del PostModernissimo.</p>
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		<title>&#8220;I ricordi del fiume&#8221;: la città a pochi passi dalla città</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 11:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Baraccopoli]]></category>
		<category><![CDATA[De Serio]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[I ricordi del fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Platz]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“I ricordi del fiume” è il documentario che racconta i mesi precedenti alla demolizione del Platz, una delle baraccopoli più grandi d’ Europa, sulle rive del fiume Stura, a Torino. I due registi, Gianluca e Massimiliano De Serio, che hanno sempre vissuto a trecento metri da questo luogo, hanno deciso di inoltrarvisi per raccontare la ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/i-ricordi-del-fiume-la-citta-a-pochi-passi-dalla-citta/">&#8220;I ricordi del fiume&#8221;: la città a pochi passi dalla città</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">“I ricordi del fiume” è il documentario che racconta i mesi precedenti alla demolizione del Platz, una delle baraccopoli più grandi d’ Europa, sulle rive del fiume Stura, a Torino.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">I due registi, Gianluca e Massimiliano De Serio, che hanno sempre vissuto a trecento metri da questo luogo, hanno deciso di inoltrarvisi per raccontare la vita della comunità della baraccopoli, poco prima della sua demolizione. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">“Il motore che ha mosso il progetto &#8211; dice Gianluca &#8211; è la volontà di lasciare il ricordo di un mondo, che da lì a poco, sarebbe svanito. Un atto d’ amore verso gli abitanti di quella piccola città dentro la città”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">I due fratelli hanno voluto aprire una finestra su questo posto misterioso, e tanto discusso, diviso da Torino solamente da una tangenziale ma, allo stesso tempo, estremamente lontano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Gli abitanti del Platz vengono ripresi in ogni momento della propria quotidianità, durante i pasti, i momenti di preghiera, la festa e durante la notte. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">La telecamera si limita a filmare senza alcuna intenzione ideologica, passa lentamente per le vie, entra nelle case e segue, in silenzio, lo svolgersi naturale della vita all’ interno della baraccopoli. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">La cifra stilistica del documentario risiede, infatti, nella totale invisibilità della macchina e di chi vi sta dietro: l’assenza di qualsiasi interazione con la camera provoca, quindi, l’assoluta spontaneità di immagini e sequenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Una naturalezza che è stata cercata e ottenuta con il lavoro di un anno e mezzo dell’intera troupe, che è riuscita pian piano ad entrare in confidenza con gli abitanti del Platz, inoltrandosi, in punta piedi, dentro la loro vita quotidiana fino a diventare una presenza consueta: “Sin da subito abbiamo cercato di trasmettere loro il nostro intento, di fare un progetto insieme, di lasciarli un ricordo filmato della loro vita in quel luogo”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Un processo lento che ha portato ad una totale sinergia tra l’occhio che filma e chi viene filmato, una sinergia che fa di questo documentario un prodotto di estrema eleganza, in totale antitesi rispetto al degrado della baraccopoli, che sembra, tuttavia, assumere un aspetto quasi fiabesco, in virtù della totale naturalezza con cui lo spettatore è invitato a muoversi all’ interno di questa città alla periferia delle nostre città.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mercoledì al PostModernissimo Gianluca De Serio per presentare &#8220;I ricordi del fiume&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 15:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gianluca de Serio]]></category>
		<category><![CDATA[I ricordi del fiume]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un evento che resterà impresso negli annali quello in programma mercoledì 27 aprile al PostModernissimo: Gianluca De Serio, che insieme al fratello Massimiliano è tra i registi emergenti più interessanti degli ultimi anni, sarà a Perugia per incontrare il pubblico e presentare l&#8217;ultima opera firmata dai due: I ricordi del fiume. Il documentario è dedicato al Platz, una delle baraccopoli più grandi d&#8217;Europa, che sorge lungo gli argini del fiume Stura a Torino da tanti anni. Quello che viene descritto è il progetto di smantellamento che si è abbattuto sulla comunità, composta da oltre mille persone. In una labirintica immersione, I ricordi del fiume ritrae gli ultimi mesi di esistenza del Platz, tra lacerazioni, drammi, speranze, vita.</p>
<p>Dopo l&#8217;esordio al lungometraggio &#8220;fictional&#8221; con Sette opere di misericordia, Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio tornano al cinema con un documentario di rara intensità. L&#8217;opera, nella sua versione da 140&#8242;, è stato presentato alla 72ma Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Fuori Concorso. Dopo quest&#8217;anteprima i registi hanno deciso di realizzare una nuova versione di 96&#8242;. Questa versione ha avuto la sua anteprima nazionale al Trieste Film Festival ed ha avuto in questi giorni il suo esordio internazionale alla 22ma edizione del Festival svizzero Visions du Réel &#8211; Selezione Ufficiale Concorso Internazionale (15-23 aprile 2016).</p>
<p>Il cinema dei due fratelli torinesi si contraddistingue per la compassione (nel senso più alto del termine) che provano per i soggetti a cui dedicano la loro attenzione. Basti ricordare proprio le Sette opere di misericordia per averne una testimonianza inequivocabile. La loro non è una presenza che si pretende come invisibile. Il rapporto con le persone che filmano si sente e si percepisce che è stato importante e ha segnato entrambe le parti. Il loro è un impegno che va oltre le strumentalizzazioni politiche o la carità pelosa per tornare ad offrire al cinema una delle peculiarità che ne costituiscono l’essenza profonda: il fare memoria evitando che lo smantellamento delle baracche si accompagni a quello di quanto quella città nella città abbia prodotto nel bene e nel male. Con un &#8220;non visto&#8221; che diviene significante. I De Serio sono andati in Romania per conoscere i luoghi di origine di molti degli abitanti del Platz. Nessuna immagine di quella trasferta è entrata però nel montaggio finale quasi che gli incontri fatti in una realtà rivelatasi ancor più misera di quella torinese dovessero restare parte di un privato quasi impossibile da portare sullo schermo. L&#8217;appuntamento è per mercoledì 27 aprile alle ore 21.30. E&#8217; possibile ricevere maggiori informazioni o prenotare i propri posti contattando il numero 075-9664527 o scrivendo a <a href="mailto:info@postmodernissimo.com" target="_blank">info@postmodernissimo.com</a>.</p>
<p>Sinossi del film<br />
Il Platz di Torino è una delle baraccopoli più grandi in tutta Europa. Ci vive da anni una comunità di oltre mille persone su cui grava un progetto di smantellamento. Alcune famiglie censite dalla Prefettura verranno trasferite in appartamenti mentre per altre le alternative consistono nel tornare nel Paese d’origine o trovare sistemazioni di fortuna. Il documentario propone gli ultimi mesi di esistenza della baraccopoli. Florentina e Denis due adolescenti, Marcel pastore pentecostale capace di tenere insieme la comunità, le &#8220;vecchie&#8221; Ana ed Elena, Settimo, italiano che si è innamorato di Ionela e ora la cura con amore perché malata di epatite. Queste sono solo alcune delle persone (non dei personaggi) che i fratelli De Serio ci presentano in questo film dalla struttura &#8220;rizomica&#8221; come la definiscono, formata da &#8220;una rete intrecciata di vie, in cui ogni punto è connesso ad altri, dove si possono costantemente creare nuove linee di fuga, nuovi punti di tangenza d’identità e di storie&#8221;.</p>
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		<title>Al PostModernissimo arriva &#8220;Il colore dell&#8217;erba&#8221;, il primo film per non vedenti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 16:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il colore dell'erba]]></category>
		<category><![CDATA[Juliane Biasi Hendel]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Dopo l’uscita in sala il 18 gennaio, continua il tour italiano de “Il colore dell’erba” di Juliane Biasi Hendel, il delicato road movie su due giovanissime amiche non vedenti prodotto da Indyca assieme a Kuraj, con il sostegno del Mibact, di Trentino Film Commission, Piemonte Doc Film Fund e Rai 3 (Doc 3) e con ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dopo l’uscita in sala il 18 gennaio, continua il tour italiano de “Il colore dell’erba” di Juliane Biasi Hendel, il delicato road movie su due giovanissime amiche non vedenti prodotto da Indyca assieme a Kuraj, con il sostegno del Mibact, di Trentino Film Commission, Piemonte Doc Film Fund e Rai 3 (Doc 3) e con il patrocinio dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Edizione speciale per la sala, il film offre un’esperienza sensoriale unica grazie alla costruzione di un vero e proprio “paesaggio sonoro” che rende il film visibile “a occhi chiusi”.</p>
<p>Ideato per essere percepito anche da un pubblico di non vedenti, il film si avvale del contributo del sound designer Mirco Mencacci, istituzione nel mondo del sonoro, già collaboratore di Marco Tullio Giordana, Ferzan Ozpetek, e Michelangelo Antonioni. Mencacci ha creato assieme alla regista e il team Indyca un universo sonoro che riproponesse il mondo non solo fisico ma anche emotivo delle sue giovani protagoniste nel quale immergere gli spettatori e che, per la prima volta al cinema, permette di unire nella visione persone vedenti e non vedenti.</p>
<p>“Le protagoniste mostrano come la “paura del buio” riguarda tutti” spiega la Biasi Hendel “e il film restituisce questa universalità anche da un punto di vista formale”. Frutto di un lavoro di oltre quattro anni, Il colore dell’erba racconta la storia vera di Giorgia e Giona, due giovanissime ragazze non vedenti in cammino verso l’indipendenza. Non possono vedere ciò che le circonda, ma le paure, le emozioni, gli impegni che la vita impone sono eguali a quelle di tutti i loro coetanei. Una passeggiata da sole fino a un lago diventa una sfida appassionata che le porta a misurarsi con se stesse ed è metafora dell’adolescenza, età rivoluzionaria e delicata in cui si lascia per la prima volta l’uscio di casa per affrontare il mondo in modo indipendente.</p>
<p>“Mi piace scoprire nuovi mondi e anche l’adolescenza lo è” afferma la regista “E’ un’età in cui la paura dell’ignoto invade e al tempo stesso spinge a conoscere il mondo. Giorgia e Giona diventano un esempio vivente di come questa paura possa essere affrontata, qualunque sia la sfida, per riscoprirsi ancora più forti”. L&#8217;immagine della locandina creata dal grafico Daniele Catalli, è un&#8217;altra particolarità di questo progetto sperimentale: vera e propria opera artistica tridimensionale realizzata in edizione limitata e ora in vendita, è stata pensata per rivoluzionare il concetto di immagine permettendo al pubblico di interagirvi.</p>
<p>L’idea è stata fortemente sostenuta da Indyca che per Il colore dell’erba cura anche la distribuzione e che, fin dalla sua fondazione, ha sviluppato progetti con un approccio sperimentale specializzandosi in film d’autore e documentari creativi. Juliane Biasi Hendel ha da sempre incentrato il suo lavoro di artista e regista su temi sociali che riguardano soprattutto la devianza e le discriminazioni delle differenze. Fra i suoi film Lezione di fine anno (2007); Oceano Dentro (2009),  Muyeye (2012), Voci nel silenzio (2014) realizzati con Sergio Damiani. Nel 2005 fonda la casa di produzione Kuraj.</p>
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		<title>Giovedì riparte il &#8220;PostMod&#8221;, tra novità e splendide conferme</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 13:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il PostModernissimo riaprirà giovedì 27 agosto dopo la pausa estiva e preannuncia una stagione densa di proposte imperdibili. Con all&#8217;attivo oltre 30.000 spettatori nei primi 7 mesi di attività, lo spazio dedicato al cinema e alle arti visive sorto in via del Carmine punta a confermare la grande attenzione verso il pubblico, a partire da quello dei giovanissimi. Fin da subito ripartirà uno dei progetti più interessanti ed innovativi, quello del &#8220;KinderKino&#8221;: un cinema dove sono i bambini e i ragazzi ad accompagnare i genitori in sala, dove sono loro che decidono cosa vedere, scegliendo tra proposte di qualità tra film d’animazione e non. &#8220;KinderKino&#8221; è lo spazio che PostModernissimo dedicherà ogni pomeriggio, come già fatto nella passata stagione, al cinema di qualità in grado di aiutare i più piccoli a diventare grandi e i più grandi a restare piccini. Si comincia con l&#8217;attesissimo Minions, un notevole e divertente film, spin-off del cartoon Cattivissimo Me. Successivamente un altro titolo molto atteso, Inside Out, opera firmata Disney con la regia di Pete Docter che racconta il mondo delle emozioni in maniera originale ed irresistibile (a partire dal 16 settembre).</p>
<p>Anticipati anche i titoli che caratterizzeranno la prima parte della stagione. Toccherà a Partisan e al suo protagonista Vincent Cassel “rompere il ghiaccioW, un&#8217;opera prima a dir poco interessante che giunge in esclusiva al PostMod. Le proiezioni del film saranno in VOST, versione in lingua originale sottotitolata, andando incontro al grande interesse mostrato dal pubblico cittadino verso la possibilità di gustare le opere con dialoghi originali anziché doppiati; una scelta che conferma ancor più la taratura &#8220;internazionale&#8221; del progetto PostModernissimo. Inoltre da giovedì in programma In un posto bellissimo, opera seconda della già affermata regista Giorgia Cecere, interpretata da Isabella Ragonese, e un grande evento straordinario in programma per il 2 settembre: in anteprima e contemporanea mondiale la proiezione di The Visit, film di Michael Madsen presentato in concorso all&#8217;ultima edizione del Sundance Film Festival.</p>
<p>Già aperte le prevendite per due grandissimi film che saranno presto in programmazione: il documentario Amy, dedicato alla vocalist inglese Amy Winehouse (15/16/17 settembre), e il concerto di Roger Waters The Wall (29/30 settembre e 1 ottobre). In arrivo anche un altro attesissimo documentario, piccola anticipazione sul mese di ottobre, quello che Amy Berg ha dedicato alla figura dell&#8217;icona del rock Janis Joplin. Ottobre sarà anche il mese di due importanti rassegne: Germania in Autunno, dedicata ai 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, con ospiti internazionali, anteprime di film, dibattiti, una mostra fotografica e presentazioni di libri. L&#8217;altra, della quale ancora non è stato svelato il nome, sarà invece dedicata alla nouvelle vague greca.</p>
<p>Si ricomincia dunque, con il PostModernissimo che torna più “ricco” che mai tra proposte di grande qualità ed imperdibili eventi speciali. Tutti i dettagli e gli orari delle proiezioni sono disponibili sul sito <a href="http://www.postmodernissimo.com/">www.postmodernissimo.com</a> mentre è possibile trovare curiosità, indiscrezioni e anticipazioni sulla pagina Facebook ufficiale, che ormai conta 6000 attenti e partecipi &#8220;fan&#8221;.</p>
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		<title>Numeri da capogiro per la prima stagione del PostModernissimo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 11:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Avvicinandosi alla pausa estiva e alla chiusura della stagione cinematografica è tempo di bilanci anche per il PostModernissimo. Riaperto dopo 15 anni di chiusura il 16 dicembre 2014, l&#8217;inedita formula della multisala cittadina che guarda alle arti a 360 gradi, con 1800 proiezioni cinematografiche, circa 20 concerti, 10 spettacoli teatrali, mostre d&#8217;arte, festival, rassegne e ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/numeri-da-capogiro-per-la-prima-stagione-del-postmodernissimo/">Numeri da capogiro per la prima stagione del PostModernissimo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Avvicinandosi alla pausa estiva e alla chiusura della stagione cinematografica è tempo di bilanci anche per il PostModernissimo. Riaperto dopo 15 anni di chiusura il 16 dicembre 2014, l&#8217;inedita formula della multisala cittadina che guarda alle arti a 360 gradi, con 1800 proiezioni cinematografiche, circa 20 concerti, 10 spettacoli teatrali, mostre d&#8217;arte, festival, rassegne e incontri d&#8217;autore, il PostMod ha visto transitare al suo interno più di 30.000 spettatori in solo 7 mesi di attività.</p>
<p>“Sono numeri importanti &#8211; commentano i quattro ideatori del progetto &#8211; che sono stati possibili solo grazie alla collaborazione e alla partecipazione di tutta la città e non solo. La grande forza di questo progetto sta nel fatto che nessuno spettatore è solo uno spettatore. Tutti, proprio tutti, si sono assunti la responsabilità di animare ed organizzare attività all&#8217;interno dei locali del PostMod”.</p>
<p><strong>Il Cinema Segreto</strong> Intanto fino a giovedì 30 luglio un&#8217;iniziativa nata per festeggiare questa prima stagione insieme a tutti gli spettatori del PostModernissimo. Dieci giorni di proiezioni gratuite sotto le stelle, tutte le sere alle 21.30, sulle scalette di via del Carmine. Il “Secret Cinema”, questo il nome dell&#8217;evento, prevede che i titoli dei film che verranno proiettati restino sconosciuti fino all&#8217;ultimo. Una dimostrazione di fiducia degli spettatori nei confronti di chi durante gli ultimi mesi ha trovato una sala pronta a proporre anche film meno noti, ad offrire perle di cinematografia contemporanea che avrebbero rischiato di restare invisibili nella nostra provincia.</p>
<p>“Vorremmo abbracciarli tutti, uno ad uno, quelli che per primi hanno creduto nel crowdfunding e coloro che scoprendo con ritardo il PostMod nei giorni di Umbria Jazz ci hanno aiutato a trasformare le scale di via del Carmine in una piccola e straordinaria arena dedicata alla musica indie, che ha visto transitare musicisti di fama internazionale del calibro di Lori Goldston. E lo faremo ancora il 30 luglio”.</p>
<p><strong>Party finale</strong> Giovedì 30 è infatti in programma il party finale, con un concerto (anch&#8217;esso a sorpresa) e la proiezione rigorosamente segreta a cura di “Mirada Invisbile”, cineclub umbro che promuove la conoscenza del cinema ad ogni livello in collaborazione con il PostModernissimo. Anche questo evento sarà ad ingresso libero, per celebrare al meglio lo spirito d&#8217;inclusione del quale in questi mesi il PostMod si è reso testimone.</p>
<p>La sala riaprirà il 27 agosto, guardando all&#8217;imminente Mostra del cinema di Venezia, con tante novità artistiche e film imperdibili.</p>
<p><strong>Secret Cinema</strong></p>
<p><strong>Tutti i giorni fino a giovedì 30 luglio 2015</strong></p>
<p>Aperitivo a partire dalle 19</p>
<p>Inizio proiezione ore 21.30</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p>Per ulteriori informazioni:</p>
<p>comunicazione@postmodernissimo.com</p>
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		<title>Umbria Grida &#8220;Mercato Coperto pubblico!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 11:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[mercato coperto]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si svolgerà venerdì 10, alle 18.30, presso il cinema PostModernissmo l&#8217;iniziativa &#8220;Quale futuro per il Mercato Coperto?&#8221; Un incontro-dibattito con la cittadinanza per discutere del futuro di uno dei luoghi storici della città, da sempre oggetto di promesse in campagna elettorale e ora al centro di un progetto di riqualificazione promosso dalla giunta Romizi. La ristrutturazione ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-grida-mercato-coperto-pubblico/">Umbria Grida &#8220;Mercato Coperto pubblico!&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si svolgerà venerdì 10, alle 18.30, presso il cinema PostModernissmo l&#8217;iniziativa &#8220;Quale futuro per il Mercato Coperto?&#8221; Un incontro-dibattito con la cittadinanza per discutere del futuro di uno dei luoghi storici della città, da sempre oggetto di promesse in campagna elettorale e ora al centro di un progetto di riqualificazione promosso dalla giunta Romizi.</p>
<p><strong>La ristrutturazione</strong> &#8211; Tra qualche mese inizieranno i lavori di ristrutturazione del Mercato Coperto di Perugia finanziati con fondi pubblici europei erogati dalla Regione Umbria (circa 5 milioni di euro), dal Comune di Perugia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio (1,3 milioni di euro di co-finanziamento). Una volta terminati i lavori, l’intenzione della Giunta Comunale è quella di dare in gestione gli spazi coperti del Mercato ad unico soggetto privato, individuato tramite un bando pubblico. “Finalmente il Mercato Coperto torna ad essere una priorità dell’amministrazione, ma nel modo sbagliato. Per riqualificare la struttura verranno usati finanziamenti pubblici – affermano i ragazzi di Progetto Paul Beathens &#8211; ma poi la gestione sarà in mano a un privato. In pratica il Mercato sarà gestito come i parcheggi della Sipa!”</p>
<p><strong>Il Progetto Paul Beathens</strong> &#8211; Per questo Progetto Paul Beathens, che lo scorso anno ha ridato vita al Mercato Coperto con le due edizioni di Umbria Grida Terra, vuole invitare tutta la cittadinanza a un momento di confronto sul futuro di quello che un tempo è stato il cuore pulsante del centro storico cittadino.  “Serve una visione lungimirante per il futuro della città. Rilanciare il Mercato significa dare nuovo impulso all’imprenditoria agricola e incrociare la domanda da parte dei cittadini di una spesa a km zero e di qualità”.</p>
<p><strong>Il dibattito</strong> &#8211; Assieme a Progetto Paul Beathens a discutere del futuro del Mercato Coperto ci saranno Michele Fioroni, assessore al marketing territoriale e allo sviluppo economico del Comune di Perugia, il professor Paolo Bartoli dell’Università degli Studi di Perugia, Lanfranco Mariotti e Simonetta Nanni di Slow Food Perugia, Marcello Teti, Coordinamento Umbro No E45 autostrada, Giovanni Cenci e Valentino Gerbi, produttori Umbria Grida Terra. Modererà il dibattito Lucina Paternesi, giornalista. Al termine del dibattito aperitivo con i prodotti di Umbria Grida Terra. Nel corso della serata verrà iniziata la raccolta firme per una gestione pubblica e sostenibile del Mercato Coperto di Perugia. “Crediamo nel nostro territorio, nelle nostre eccellenze, nei piccoli produttori, in un Mercato Coperto che sia volano dell&#8217;economia e della cultura locale, a servizio della città, del territorio e del cittadino”, sottolineano gli organizzatori.</p>
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		<title>&#8220;Storie di vite&#8221;, torna a Perugia la Sagra del Cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 17:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Raccontare le diverse anime del Belpaese sul grande schermo e nel bicchiere, in un percorso in cui la degustazione e la presentazione dei vini (e delle storie) di giovani cantine umbre introducano idealmente la proiezione di grandi film della storia del Cinema italiano. Prenderà il via mercoledì 18 marzo al cinema Postmodernissimo di Perugia, la rassegna “Storie ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Raccontare le diverse anime del Belpaese sul grande schermo e nel bicchiere, in un percorso in cui la degustazione e la presentazione dei vini (e delle storie) di giovani cantine umbre introducano idealmente la proiezione di grandi film della storia del Cinema italiano. Prenderà il via mercoledì 18 marzo al cinema Postmodernissimo di Perugia, la rassegna “Storie di Vite – Il Cinema da degustare”, nuovo progetto della Sagra del Cinema: alle 19 l&#8217;aperitivo e, alle 21, la proiezione del film “Il Sorpasso”.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, promossa dall&#8217;associazione perugina MenteGlocale in collaborazione con il Postmodernissimo e l&#8217;Officina ristorante culturale, proporrà l&#8217;originale incontro tra capolavori assoluti del cinema italiano, biografie e racconti di finzione, testimonianze di periodi cruciali della Storia del Paese e spaccati esistenziali senza tempo, e giovani e dinamiche testimonianze dell&#8217;eccellenza vitivinicola dell&#8217;Umbria.</p>
<p align="JUSTIFY">La serata di mercoledì 18 marzo prenderà il via con l&#8217;aperitivo-degustazione di presentazione della giovane cantina umbra Peppucci di Todi e, a seguire, sullo schermo del Postmodernissimo verrà proiettato “Il Sorpasso”, capolavoro del 1962 di Dino Risi, con il “mattatore” Vitttorio Gassman e uno straordinario Jean-Louis Trintignant. Un film epocale, pietra miliare del cinema italiano, che racconta l&#8217;Italia del Boom – e non solo &#8211; con graffiante intelligenza e un amaro e malinconico sorriso come nella tradizione della migliore commedia all&#8217;italiana.</p>
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		<title>FameLab 2015, i giovani ricercatori salgono sul palco del PostModernissimo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 17:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Mincigrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[FameLab 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Moriconi]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Alfonsi]]></category>
		<category><![CDATA[PostMod]]></category>
		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tutto pronto al PostModernissimo di Perugia. Sul suo palco, il 14 marzo, saliranno i giovani ricercatori con uno spiccato talento comunicativo per partecipare al FameLab 2015. Ideato nell&#8217;ambito del Cheltenham Science Festival e promosso a livello mondiale dal British Council in oltre 20 Paesi nel mondo, in Italia il Famelab è giunto alla quarta edizione. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Tutto pronto al PostModernissimo di Perugia. Sul suo palco, il 14 marzo, saliranno i giovani ricercatori con uno spiccato talento comunicativo per partecipare al FameLab 2015. Ideato nell&#8217;ambito del Cheltenham Science Festival e promosso a livello mondiale dal British Council in oltre 20 Paesi nel mondo, in Italia il Famelab è giunto alla quarta edizione. Alla presentazione dell&#8217;evento in versione perugina, organizzato da Psiquadro, Comune e Università, hanno partecipato Leonardo Alfonsi, il Rettore Franco Moriconi e Andrea Mincigrucci del cinema PostMod. </p>
<p>“Famelab – ha sottolineato il rettore Moriconi – è un’iniziativa importante che dà lustro all’Università degli Studi e a tutta la città. Si sente un grande bisogno di imparare a comunicare la scienza e la ricerca. E Famelab per questo è perfetto: richiede il dono della sintesi e la capacità di coinvolgere il pubblico. E’ fondamentale – ha concluso il rettore – saper comunicare quello che si fa, specie per l’Università. La situazione della ricerca a Perugia? &#8211; conclude il Rettore – E&#8217; ottima”.<br />
“Questo evento – ha aggiunti Mincigrucci del PostMod &#8211;  è l’occasione per riportare alla luce dei riflettori le eccellenze latenti di Perugia – ha aggiunto Mincigrucci – E’ un’iniziativa importante per la promozione culturale della città e noi, come PostModernissimo, siamo orgogliosi di poterla ospitare. In Famelab – ha aggiunto – rivediamo la nostra filosofia: Perugia cuore di un’iniziativa di respiro internazionale”.</p>
<p><strong>Il concorso.</strong> Per iscriversi alle selezioni c&#8217;è tempo fino a venerdì 13 marzo.  “Con FameLab – ha spiegato Alfonsi – si abbattono le barriere di una comunicazione complessa e arcaica. I concorrenti del concorso avranno a disposizione solo tre minuti e non potranno usare immagini. In questo tempo, usando le parole e piccolissimi oggetti di scena, dovranno incantare e convincere pubblico e giuria, spiegando in modo innovativo, facile e coinvolgente una nuova scoperta, un problema scientifico ancora irrisolto o semplicemente ciò che più li appassiona. Gli scienziati  &#8211; continua Alfonsi &#8211;  faranno rete a livello internazionale ed entreranno a far parte di una comunità che supera i confini italiani”.  In ogni città (Padova, Trieste, Bologna, Napoli, Ancona, Genova e Perugia) vengono selezionati i due migliori concorrenti che andranno a far parte del gruppo dei 14 finalisti che accedono alla FameLab Masterclass di Perugia, un workshop in vista della finale nazionale del 9 maggio a Milano all’interno dell’Expo. Qui i 14 concorrenti parteciperanno a una semifinale che decreterà i migliori 7 tra i quali nella finalissima che si svolgerà nella stessa giornata verrà scelto il campione di FameLab italia 2015. Un percorso duro per accedere alla Finale Internazionale di FameLab, nella quale il campione italiano si confronterà con tutti i vincitori degli altri Paesi del mondo, a giugno a Cheltenham, in Gran Bretagna, durante il Cheltenham Science Festival. Per tutti i dettagli del regolamento: www.famelab-italy.it </p>
<p><strong>La giuria.</strong>   La giuria delle selezioni di Perugia del 14 marzo sarà composta da: Luca Gammaitoni, Andrea Velardi, John Dennis fisico, medico e psicologo dell&#8217;Università degli Studi di Perugia e dalla giornalista scientifica Roberta Fulci di Radio3 Scienza. </p>
<p><strong>Foto Marco Giugliarelli</strong></p>

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