sabato, 25 maggio 2024 Ultimo aggiornamento il 21 maggio 2024 alle ore 08:15

Terremoto, le “Iene” denunciano: “Le case in legno sono 700 e possono essere utilizzate subito”

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Si trovano a Sellano e nelle frazioni di Foligno e Nocera colpite dal sisma del '97. Ma allora perché nessuno le propone ai terremotati?

 
Terremoto, le “Iene” denunciano: “Le case in legno sono 700 e possono essere utilizzate subito”
Valnerina.  Le case di legno ci sono, sono agibili, manutenute e, soprattutto, possono essere addirittura smontate e spostate dove servono. E’ quanto hanno appurato Le Iene nella scorsa puntata, con un servizio di Roberta Rei girato tra Norcia, Sellano e le frazioni di Foligno e Nocera colpite dal sisma del ’97. Al momento, come si evince dalle immagini e dalle dichiarazioni anonime di alcuni addetti ai lavori – fra i quali uno dei responsabili della manutenzione delle casette – sono 700 le strutture abitative disponibili, che potrebbero ospitare non meno di 2 mila e 500 persone anziché costringerle ad andare in albergo, cercarsi casa in affitto oppure dormire in tenda, roulotte, camper o ancora in automobile, come purtroppo accade. Andrea Liberati, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale umbro, aveva sollevato la questione sin da fine agosto, subito dopo il sisma di Amatrice e Accumoli, ricevendo un diniego generico, in aula, da parte della presidente Marini, che aveva parlato di impossibilità di spostare le casette vecchie di venti anni. In realtà il servizio delle Iene mette in luce una situazione apparentemente differente, con strutture ben manutenute e in grado di essere smontate e rimontate in poco tempo in qualsiasi posto.

Il visibile imbarazzo della Marini, intervistata dalla Rei a Norcia, sembra confermare che qualcosa non stia funzionando come dovrebbe. Ai residenti è stato detto che i moduli non arriveranno prima di sei mesi, il tempo necessario ad indire una nuova gara d’appalto: ma se queste strutture, già pagate dai cittadini, sono efficienti e funzionanti, perché non si mettono i terremotati in condizioni di poter scegliere sul da farsi? In fondo, anche ammettendo un’ipotetica difficoltà a spostare le casette, Sellano o Colfiorito sono molto più vicini rispetto a Perugia o al Lago Trasimeno, senza contare il fatto che i terremotati tornerebbero a vivere dentro delle case anziché in una camera d’albergo. Che oggi costa al pubblico oltre 40 euro al giorno a persona, come del resto 200 euro al mese a persona, fino ad un massimo di 600 euro per nucleo familiare, sono i contributi per le autonome sistemazioni affitto. A pensar male si fa peccato, diceva quello.

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