Le manovre – Una situazione di grave sofferenza che, tra i vari provvedimenti ha costretto a manovre sia sul fronte del contenimento della spesa che del maggior gettito fiscale. In questo ambito si inserisce l’aumento dell’IPT (imposta provinciale di trascrizione) passata dal 26% al 30% dal primo gennaio 2015, provvedimento adottato per garantire anche il minimo di servizi erogati finora. Ma questo non sarà sufficiente a meno di misure che si attendono a livello nazionale che dovranno stabilire quali funzioni rimango in capo alla Provincia e il relativo personale che dovrà assolverle. Tenendo conto anche che i dipendenti hanno già subito in queste ultime settimane dei tagli consistenti ai loro stipendi. Tagli che si andranno a ripercuotere sull’economia locale impoverendo tutto il contesto socio economico.
Le imposte – Per il momento, quindi, solo mediante gli introiti derivanti dall’imposta RC auto e l’IPT si riesce a garantire il funzionamento di tutto l’ente. Entrando nel dettaglio delle imposte vediamo una ad una quali sono le percentuali che restano in capo alla Provincia e quali invece se ne vanno allo Stato o alla Regione. Abbiamo l’imposta regionale n. 30/1997 che disciplina il rifiuto speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi che per il 90% viene versata alla Regione e il rimanente 10% rimane in capo alla Provincia. Ancora, i tributi dei cavatori che per il 50% sono destinati alla Regione, il 33% ai Comuni e il 17% all’amministrazione provinciale.
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