La mostra – È curata da Marco Pizzo, vice direttore del Museo Centrale del Risorgimento, e da Massimo Pistacchi, direttore dell’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi. I documenti, i diari di guerra, gli oggetti e le vecchie fotografie, da anni custoditi al Museo Vittoriano, fanno ritorno in Umbria in occasione del Centenario del conflitto.
Percorso espositivo – La mostra si articola in due percorsi paralleli, uno dedicato a ricostruire il grande scenario nazionale e internazionale della prima guerra mondiale, l’altro rivolto a esplorare le implicazioni che lo stato di guerra ebbe sulla popolazione umbra, molte delle quali poco note nonostante fossero tutt’altro che secondarie. È interessante notare che, nonostante il fronte di guerra fosse molto distante dal territorio umbro, il rapporto tra la popolazione e i chiamati al fronte fu, come mostrano i dati del ministero della Guerra, il più alto in assoluto, con l’impegno al fronte di 968 giovani ogni 1000 chiamati: in pratica l’intero contingente in età militare. Il nucleo centrale si fonda sulla mostra patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione, allestita lo scorso giugno al Vittoriano. Il percorso si snoda attraverso diverse aree tematiche con l’esposizione di disegni, fotografie, giornali di trincea, abiti, manifesti, cartoline, diari, cimeli e materiali cinematografici e musicali. Ci sono i quadri dei “pittori di guerra” (molti spesso, i soli documenti di alcuni episodi e scenari bellici) e le immagini (all’epoca censurate perché troppo realistiche) delle trincee, sonorizzate con musiche futuriste. Si ripercorre la propaganda di guerra, che in pratica nasce allora, e la vita quotidiana del paese, come il lavoro delle donne che mandavano avanti l’economia. L’apporto della regione al conflitto viene ricostruito attraverso l’esposizione di documenti storici originali e l’ausilio di moderne tecnologie. Da un lato, dunque, gli eventi nazionali, attingendo a materiali conservati presso gli archivi dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (il più grande archivio esistente sulla Grande guerra con ben 500mila fotografie e 1 milione e mezzo di documenti) ma anche dell’Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi e dell’Istituto Luce – Cinecittà. Dall’altro l’approfondimento dello spaccato regionale che si basa su materiali forniti da istituzioni, associazioni, enti e diverse realtà dell’Umbria. Sono in mostra fotografie originali dei caduti umbri durante la Grande Guerra, con i cimiteri di guerra, la Brigata Perugia, le commemorazioni al Milite Ignoto. Grazie ad un impianto espositivo che punta alla digitalizzazione dei materiali si può interrogare un database per ricercare i caduti del proprio territorio ed è anche possibile consultare i fascicoli personali di ciascun combattente.
L’inaugurazione ufficiale – Ci sarà questo pomeriggio alla quale interverranno il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo, e il presidente della Fondazione Cariperugia Arte, Giuseppe Depretis. Parteciperà anche Franco Marini, presidente del comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
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