lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Mercato coperto, primo faccia a faccia con la cittadinanza

Un lungo dibattito tra favorevoli e contrari al progetto. Per l'assessore Fioroni entro il 2017 il nuovo Mercato sarà pronto, un luogo ibrido dove fare la spesa e mangiare. Ma i tempi stretti e la poca condivisione non convincono molti cittadini

 
Perugia. Un lungo venerdì sera per l’assessore al marketing territoriale e allo sviluppo economico Michele Fioroni. Ieri pomeriggio, infatti, si è tenuto il primo incontro con la cittadinanza sul tema scottante del restyling del Mercato coperto. In una sala della Partecipazione più gremita che mai, a palazzo Donini, Fioroni si è confrontato con la cittadinanza sul progetto di recupero di una delle zone più calde della città. Al tavolo assieme a lui il professore di storia economica Alberto Grohmann e alcuni esponenti dell’associazione “La città di tutti” che ha organizzato l’incontro.

La storia del mercato – “E’ il mercato che fa la città, si sviluppa intorno ad esso sin dall’inizio”, così il professor Grohmann, grande esperto e conoscitore della storia della città, ha ricordato le varie tappe che hanno portato alla realizzazione dell’edificio in mattoni rossi che sovrasta le mura cittadine. “Un progetto che, ieri come oggi, è costato anni di studi e pianificazioni e che dopo essere stato consegnato nel luglio del 1931 ha visto la luce appena un anno dopo, il 28 ottobre del 1932″. Un edificio brutto, lo definisce il professore, ma che gode di un panorama stupendo. Un raro esempio di struttura che prevede l’ingresso dal tetto, con un bellissimo loggiato e che è stato luogo di grande vivacità e di incontro. “C’era tutto lì dentro, c’era un mondo. Fino a che la modernità ha fatto supporre che moderno significasse nuovo, per cui si è usciti dalla città per costruire altrove, in periferia. Lasciando il centro storico solo in mano agli studenti che, per loro natura, sono transeunti. Oggi – ha ricordato Grohmann – ridare spazio a quell’edificio è fondamentale. Senza dimenticare che il mercato esiste ed esisterà solo se ci saranno uomini al suo interno”.

Il nuovo Mercato coperto – Nell’illustrare il progetto che l’assessore ha studiato in prima persona, Fioroni ha ricordato come oggi il concetto stesso di mercato rionale sia entrato in crisi tanto quanto quello degli ipermercati che dagli anni ’90 in poi hanno colonizzato le periferie di tutta Italia. L’idea è quella di realizzare un mercato di concezione moderna, sul modello di quello fiorentino di “San Lorenzo”. Le varie tappe che hanno portato alla stesura finale sono state costellate da dubbi, perplessità e persino qualche animata discussione con gli attuali operatori del Mercato che non volevano saperne di spostarsi in via Fratti, fino all’attuale decisione di posizionarli temporaneamente in piazza del Circo. “Il mercato è stata sempre una priorità per questa amministrazione – ha ricordato l’assessore – per questo abbiamo accelerato con i tempi, per poter usufruire dei fondi messi a disposizione dalla Regione”. Una riqualificazione che costa 6 milioni di euro e che prevede, poi, un altro investimento da parte del gestore unico che si aggiudicherà il bando di gara. Un hub agroalimentare, un luogo ibrido in cui si possa fare la spesa di prossimità ma anche un aperitivo,  magari in attesa di andare al teatro. “Io sogno che quel teatro sia il Turreno”. Mentre fioccano gli applausi Fioroni chiarisce quale sarà la peculiarità del nuovo spazio economico cittadino: “Al piano inferiore ci sarà una vera e propria piazza, un luogo in cui si alterneranno botteghe di produttori di qualità mentre al piano della terrazza verranno ricollocati tutti gli attuali operatori commerciali. Verrà ampliato l’orario di apertura, il nuovo Mercato sarà un luogo in cui fare la spesa e cenare anche, un luogo di identità formale ma con un filo conduttore, un’unica regia per regalare alla città, finalmente, un luogo di nuovo bello”. Nei piani dell’assessore i produttori verranno selezionati con delle logiche precise per garantire la rappresentatività del territorio, qualità, provenienza e il rispetto delle procedure. Il tutto verrà realizzato entro il 2017, i tempi sono stretti.

Il dibattito – E forse proprio a causa dei tempi che, con l’attuale amministrazione, sono stati notevolmente accelerati che i cittadini presenti all’incontro hanno lamentato una mancanza di partecipazione nell’ideazione del progetto. Così si è acceso un dibattito che si è prolungato fino alla chiusura degli uffici della Regione. Lorena Rosi Bonci, dell’associazione “La città di tutti” ha sottolineato l’importanza di un costante dialogo con la città, “perché il mercato non sia come uno dei tanti eventi che riempiono sporadicamente il centro storico, come Eurochocolate o Umbria jazz. Il mercato è della città, deve rappresentare l’identità e la cultura dei cittadini che devono tornare a vivere Perugia e il suo centro storico”. Alcuni esponenti dell’associazione Progetto Paul Beathens che l’anno scorso hanno ridato vita al Mercato Coperto realizzando due edizioni di Umbria Grida Terra, una mostra mercato dei prodotti della terra e della mente, sono poi intervenuti ricordando all’assessore l’importanza di mantenere il mercato un luogo pubblico. “Il gestore unico non è l’unica soluzione – ha detto Giovanni Cenci – il nostro esempio ha dimostrato che con pochissime risorse si può ridare vita a un luogo centrale per la città creando ricchezza nel territorio”.

“La mancanza di partecipazione è stato il risvolto della medaglia della velocità, la stessa che ha consentito di fare la differenza tra on e off “, ha rimarcato l’assessore, spiegando come i tempi stretti per poter accedere ai fondi messi a disposizione dalla Regione abbiano sacrificato un maggior confronto con la cittadinanza sul tema. “E la gestione pubblica – ha proseguito Fioroni – non ha mai dato prova di grandi capacità gestionali. Per questo siamo indirizzati ad affidarlo tramite un bando di gare ad un unico gestore. Che non deve essere per forza un privato, ma auspico sia un consorzio di produttori locali. Non ci sono risorse sufficienti per fare diversamente, il Comune percepirà un affitto adeguato e si creeranno almeno 120 posti di lavoro”. Poi il confronto con il Minimetrò per spiegare la differente logica che sta alla base del progetto del nuovo mercato. “Il Minimetrò non è il sistema più funzionale di mobilità alternativo mai pensato, perché è stato realizzato collegando punti della città in cui c’è poca domanda di trasporto. Però è stato fatto comunque collegando il centro con Pian di Massiano perché, dicevano, era l’unico luogo dove si poteva realizzare. L’allora amministrazione aveva più la necessità di farlo che la necessità di fornire un’alternativa al sistema di mobilità. Con il Mercato sarà diverso, sarà un Mercato bello e della città”.

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