“Le scelte di Poste Italiane debbono andare oltre le rigide logiche imprenditoriali. Gli uffici postali in molti casi – ha affermato – offrono un servizio che è anche di carattere sociale. È proprio questa peculiarità che ha fatto la fortuna dell’azienda che da sempre è punto di riferimento per pensionati, famiglie ed imprese che scelgono Poste non solo per i servizi di corrispondenza, ma anche per quelli di carattere bancario. Per questi motivi l’azienda deve garantire un servizio che sia presente anche nelle zone più limitrofe della città, ma che hanno una storia ed un bacino di utenza considerevole, proprio come nel caso citato di Sant’Egidio”.
“Appare incomprensibile – ha aggiunto Numerini – inoltre andare a penalizzare una zona che da un lato viene scelta come punto nevralgico di accesso alla regione, con la riqualificazione dell’aeroporto Internazionale dell’Umbria, e poi viene abbandonata da servizi fondamentali per la cittadinanza e le aziende come l’ufficio postale. Le istituzioni, e tutti noi che possiamo fare da portavoce di coloro che si troverebbero a disagio dopo eventuali chiusure di uffici periferici, ma non certo marginali devono fare tutto il possibile per cercare di far comprendere a Poste italiane l’importanza della loro presenza capillare sul territorio”.
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