“La commissione che ha seguito l’iter dell’appalto per le mense scolastiche e che ha effettuato le necessarie valutazioni – ha affermato il Comune con una nota diramata alcuni minuti fa – sta da ieri completando i lavori di verifica degli atti, prima di rendere definitiva l’aggiudicazione del bando stesso già a partire dalla settimana prossima. Nell’attesa, dunque, dell’ufficializzazione dei risultati e dei numeri l’amministrazione intende sottolineare come tutto sia stato fatto nel rispetto delle leggi statali, regionali e del parere espresso dall’Anac; nonché con la ferma convinzione sia dell’importanza della qualità dell’alimentazione per i bambini – per la quale si ha il supporto costante della Asl e degli esperti di nutrizione- sia del ruolo di controllo da parte dei genitori stessi, che avranno la possibilità di accertare ogni fase dell’alimentazione scolastica. Preme, comunque, sottolineare che le cifre riportate sui social subito dopo l’apertura delle buste non corrispondono alla realtà, in quanto da settembre il Comune non pagherà più il costo del pasto a bambino iscritto alla mensa, bensì il solo costo del pasto consumato. In ogni caso, l’Amministrazione fornirà tutti i dati al riguardo solo una volta esperite le suddette, necessarie verifiche”.
La reazione dei genitori Duro è il commento delle associazioni dei genitori e dei comitati mensa delle scuole servite dal Comune che hanno definito come “una morte annunciata” l’intera vicenda. “Si tratta della la fine di un’esperienza virtuosa contraddistinta della partecipazione attiva e reale di una parte della cittadinanza alla vita politica di Perugia. su cui questa giunta ha voluto pervicacemente mettere una pietra tombale. Nessuno stupore deriva altresì – hanno affermato – dal risultato provvisorio dell’aggiudicazione, anche se sarebbe di certo interessante conoscere i criteri che sono stati seguiti per premiare un raggruppamento temporaneo d’imprese rispetto all’unica altra impresa contendente. Un dato di certo significativo è quello relativo al ribasso sulla base d’asta di gara del solo 0,41%, circa € 15.000, che consente di fugare definitivamente qualunque dubbio sul fatto che quel presunto risparmio a cui l’amministrazione si è per lungo tempo appellata, e nel nome del quale è stata portata avanti una vera e propria crociata “anti-genitori”, era in definitiva solo fumo negli occhi”.
Per l’appalto del 2014-15, infatti, “la spesa a carico del Comune era di 3.683.797,07. Con il nuovo bando la ditta che ha vinto ha presentato un’offerta economica comprensiva dell’acquisto delle derrate di 3.682.970,72 euro + Iva 4% per un totale di 3.830.289,55. A fronte di soli 15.000 euro di ribasso sulla base d’asta di gara – hanno fatto notare i genitori – l’esborso previsto per il Comune per il prossimo anno scolastico rispetto all’anno scorso risulta quindi maggiorato di 146.492,48 euro circa. Altro che risparmio. Chissà se al dirigente competente verrà elargito un premio in proporzione al risultato ottenuto. Ovviamente facciamo queste considerazioni a caldo e sulla base di quanto emerso dall’apertura delle buste per l’aggiudicazione provvisoria della gara di appalto, con vivissimo rammarico, continuando a ritenere che il nuovo corso – hanno concluso – determinerà un sensibile peggioramento qualitativo e di gradimento del servizio riservato ai bambini, a fronte persino di maggiori uscite dalle casse pubbliche”.
L’intervento dei radicali Critico anche il segretario dei Radicali di Perugia Michele Guaitini. “Con l’aggiudicazione della gara per il servizio delle mense scolastiche è possibile trarre un primo bilancio di questa operazione che ha visto il Comune di Perugia impegnato in un lungo tira e molla con i Comitati dei Genitori e terminato nel peggiore dei modi. Da un lato le presunte questioni giuridiche ancora irrisolte, dall’altro il presunto risparmio economico che nelle intenzioni della Giunta doveva essere di 200-250 mila euro. Bene, facendo i semplici “conti della serva”, il servizio delle mense scolastiche per l’anno scolastico 2015-2016 costerà al Comune di Perugia circa 70 mila euro in più. Infatti l’appalto per l’anno scolastico 2014-2015 prevedeva un importo (stimato) di 2.363.684,83 euro + Iva 4% per un totale di euro 2.458.232,22. A questi vanno aggiunti 1,3 milioni di euro (stimati) per i rimborsi spese ai comitati dei genitori per l’acquisto delle derrate alimentari per un totale a carico del comune di 3.758.200 euro circa. Con il nuovo appalto per l’anno scolastico 2015-2016 la ditta vincitrice ha presentato un’offerta economica (comprensiva dell’acquisto delle derrate) di 3.683.971 euro + Iva 4% per un totale a carico del comune di euro 3.830.289,55 (anche in questo caso si tratta di un importo stimato sul numero presunto di pasti) Quindi un aggravio di 70 mila e passa euro anziché un risparmio preventivato di 200-250 mila euro. C’è da sperare che gli altri risparmi previsti dalla commissione sulla spending review siano fondati su basi più solide. In attesa di capire il livello di qualità del servizio per il quale un bando di gara troppo vago e incentrato su valutazioni soggettive non offre alcun tipo di garanzia, appare chiaro da subito che il “movente” economico viene a cadere. Viene dunque da chiedersi se è convenuto al Comune questo braccio di ferro con i Comitati dei genitori. Il risultato per ora non può che essere considerato negativo su tutta la linea. E’ stato abbandonato un procedimento virtuoso che era stato preso come modello di riferimento da tante altre realtà, si è cercato e ottenuto un duro scontro con i Comitati che vivrà presumibilmente ulteriori strascichi, si è perso l’ultimo anno per inseguire una soluzione pasticciata che non sta portando nessun reale vantaggio ignorando qualunque controproposta o suggerimento quando si sarebbe potuto impiegare per cercare una soluzione realmente condivisa. Per fortuna però questo appalto dura solo un anno, per cui se c’è la volontà, il Comune potrà ritornare sui suoi passi e riallacciare un dialogo reale con i Comitati dei Genitori per ripensare tutto il sistema in vista del prossimo anno scolastico”.
La sinistra per Perugia “Alla fine della giostra la giunta comunale del sindaco Romizi riesce a fare il ‘colpaccio’ portando a casa meno democrazia e un costo di 72mila euro annuali in più per il servizio delle mense scolastiche”. Questo il commento che arriva dai vertici del Coordinamento de ‘La Sinistra per Perugia’ che proseguono: “Sulle mense scolastiche la giunta Romizi, è riuscita a ottenere due risultati. Il primo, togliersi dai piedi quei rompiscatole dei genitori che volevano continuare a occuparsi dei pasti dei loro figli all’asilo, partecipare, assumersi responsabilità, riqualificare la spesa, risparmiare e puntare sulla qualità. Purtroppo è finito il tempo di queste cose con la destra al potere. Il secondo, con l’apertura delle buste della gara d’appalto per l’affidamento del servizio di refezione scolastica, invece che lo sbandierato risparmio di 200-250mila euro, il Comune rischia di pagare 72mila euro in più”.
Tag dell'articolo: All Foods, bando, comitato, Comune, genitori, mense, Perugia, Radicali.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
