Perugia. Come inizio, non è stato propriamente fortunato. Dopo il black out di sabato sera, che lo aveva costretto a chiudere in maniera anticipata le proprie attrazioni, il Luna Park di San Nicolò (arrivato in città da pochi giorni) è finito nel mirino della sezione provinciale della Lega anti vivisezione. Il motivo? I pesciolini che è possibile vincere partecipando ai vari giochi delle bancarelle. Una situazione, ormai abituale per chi da anni frequenta con i propri bambini i Luna Park, definita invece come una “vergogna” dalla responsabile Graziella Crescentini Gori che, in una nota, è tornata a chiedere ai Comuni di intervenire emanando un apposito regolamento per i diritti degli animali. “L’Umbria, carente da sempre a riguardo, permette che nelle bancarelle – ha fatto notare – vengano esposti alla curiosità e alla manipolazione del pubblico esseri senzienti che verranno poi dati in omaggio come “premio gioco”. La decisione di utilizzare così nelle feste e nelle sagre gli animali è dettata da un’incapacità di esprimersi e di rapportarsi con la giusta attenzione nei riguardi del mondo animale. Inoltre, è fortemente estranea al costume civile di un popolo e diseducativa nei confronti delle nuove generazioni”.
La messa in palio di animali vivi, secondo la Lav, induce infatti “al disconoscimento di messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia e sollecitano una risposta incongrua, divertita alla pena, al disagio, all’ingiustizia”. Eppure le norme ci sarebbero. “L’articolo 544 del codice penale – ha affermato Crescentini Gori – riconduce al maltrattamento anche le sofferenze di carattere ambientale, comportamentale o logistico perché capaci di produrre nocumento agli animali. Secondo la legge non è quindi necessario voler infierire su di loro per essere soggetti attivi di un maltrattamento ma può essere sufficiente – ha concluso la responsabile – causare inutili sofferenze, privazioni, paure e ingiustificati patimenti”.
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