lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il tesoro più utile ed eccellente, quello dei libri: Perugia ricorda Prospero Podiani

La città, con un incontro tenutosi oggi a palazzo dei Priori, ha omaggiato l'intellettuale, ritenuto uno dei più importanti bibliofili italiani ed europei tra Cinquecento e Seicento. Il suo nome è legato alla fondazione della Biblioteca Augusta.

 
Il tesoro più utile ed eccellente, quello dei libri: Perugia ricorda Prospero Podiani
Perugia.  “Fondare una biblioteca è come costruire un grande granaio”. Dove conservare riserve per l’inverno del nostro spirito. Ad affermarlo è Marguerite Yourcenar ne Le memorie di Adriano. Perugia celebra i 400 anni della morte di un altro intellettuale, uno dei più importanti bibliofili italiani ed europei tra Cinquecento e Seicento, un letterato “coltissimo”, come lo ebbe a definire il Vermiglioli, un uomo convinto che il tesoro più utile ed eccellente fosse quello dei libri e che tutto si possa conoscere da quelli, tanto che “a casa non dovremmo avere altro”. A Prospero Podiani, il cui nome è indissolubilmente legato alla fondazione della Biblioteca Augusta del capoluogo umbro, quando, nel lontano 1582, l’accademico fece dono della sua nutrita collezione privata di volumi e manoscritti, in tutto 10mila, è dedicata una serie di iniziative atte a celebrarne l’intensa e lungimirante attività culturale, che lo fa precursore del concetto di biblioteca pubblica.

“Et amicorum – ha commentato l’assessore alla cultura, turismo ed Università Teresa Severini, che ha presenziato la cerimonia Prospero Podiani e la Biblioteca Augusta. 400 anni di cultura a Perugia, tenutasi nella sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria in palazzo dei Priori – non rappresenta una semplice nota di possesso o un ex-libris di matrice umanistica”. È una chiara dichiarazione di intenti: il Podiani immaginava i volumi da lui acquistati come suoi e dei suoi amici, immettendoli nella rete di un circolo letterario in cui il libro, la custodia, il concetto di biblioteca fisica che ne rappresenta una ideale, con funzione di uso pubblico delle raccolte librarie, si pongono come fondamenti ineludibili della cultura e dello scibile umano.

Al tavolo della cerimonia di commemorazione dei 400 anni della morte del Podiani (nel 1615 i documenti d’archivio attestano che i Priori dessero la notizia dell’avvenuta scomparsa del fondatore dell’Augusta), si sono seduti, oltre all’assessore Severini, il vicesindaco, Urbano Barelli, il presidente del Consiglio Comunale, Leonardo Varasano, in rappresentanza delle massime istituzioni comunali, il professor emerito dell’Università degli Studi di Perugia, Alberto Grohmann ed Alessandra Panzanelli Fratoni, postdoctoral researcher presso l’Università di Oxford, che hanno ripercorso, attraverso lo studio di fonti storiche ed archivistiche, l’itinerario della Perugia di Prospero, “città dello splendore e della miseria”, fatta di architetture più o meno effimere, che testimoniano il potere del capitale nobiliare.

All’ambizioso progetto del Podiani, come l’ha definito Panzanelli Fratoni nel corso del suo intervento, si sono seduti Apollo e le Muse, in un suntuoso simposio culturale, popolato di libri in greco, latino, toscano, manuziani (questo è anche l’anno manuziano) o messi all’indice, opportunamente catalogati e inventariati, tutti, o quasi, riconoscibili dall’immagine frontespiziale, arrecante il grifo. Allora la biblioteca, che per Umberto Eco è un organismo vivente, diventa un enorme laboratorio di ricerca, pullulante di attività, come quelle che, ha ricordato Severini, sono consultabili in rete, sul portale dedicato alla cultura e al turismo del comune di Perugia (http://turismo.comune.perugia.it: ne sono un esempio, gli eventi con il social Instagram, che prevedono visite guidate al fondo antico della Biblioteca Augusta).

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