lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Università per Stranieri di Perugia, conferita la Laurea Honoris Causa in relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo al direttore generale dell’Unesco Irina Bokova

La cerimonia si è tenuta oggi a palazzo Gallenga alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini: "Servono le Università più degli eserciti, la scienza più dei sistemi di sicurezza".

 
Università per Stranieri di Perugia, conferita la Laurea Honoris Causa in relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo al direttore generale dell’Unesco Irina Bokova
Perugia. “Never before in recent history, have been seen such systematic attaches against culture heritage and diversity”. Sistematici attacchi, come quelli che vessano, oggi, sul Medio Oriente, attuati in nome di una (presunta) “pulizia” culturale e ideologica volta a perseguitare individui professanti religioni altre, tradizioni altre, e che appartengono ad altre civiltà. Una diversità, questa, non tollerata da ideologie faziose e assassine, il cui obiettivo precipuo è quello di far “nascere la guerra nella mente degli uomini”. Fa da contraltare a questo estremismo violento, il punto-cardine su cui è stata istituita, 70 anni fa, la missione dell’Unesco: “è nella mente, dunque, che gli uomini devono costruire la difesa della pace”. Nella coscienza. Contro ogni forma di intimidazione e di disseminazione di odio razziale verso l’alterità, culturale e confessionale. Solo la cultura, l’istruzione, la conoscenza possono opporvisi.

Nella Lectio Doctoralis proferita oggi, nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Senatrice Stefania Giannini, del Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, delle Autorità civili, religiose e militari, del Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Roberto Fedi, del Collegio dei Dottori dello stesso Dipartimento e della comunità accademica tutta, Irina Bokova, Direttore Generale dell’Unesco, tra i candidati alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite, dopo la reggenza di Ban Ki-moon (la sua candidatura è stata resa nota ufficialmente dal Ministero degli Esteri della Bulgaria il 10 febbraio scorso), ha rimarcato gli sforzi “intrapresi per proteggere il patrimonio dell’umanità e contrastare il traffico illecito di beni culturali che contribuisce al finanziamento del terrorismo”. Irina Bokova, che, dopo due mandati al parlamento bulgaro nel partito socialista, ha ricoperto le cariche di Vice Primo Ministro del governo di Sofia e Ministro degli Esteri ad interim dell’esecutivo di Zhan Videnov, Ambasciatore inviato da Sofia in Francia e a Monaco, nonché, prima di approdare, il 15 novembre del 2009, alla direzione dell’Agenzia Onu impegnata nella difesa del patrimonio culturale dell’umanità, Rappresentante permanente della Bulgaria all’Unesco, e che da sempre si batte per le pari opportunità di genere e per la prevenzione dell’estremismo violento.

Nella presentazione alla cerimonia solenne di conferimento della Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo alla Direttrice Generale dell’Unesco, il Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia (Ateneo che, fin dalla sua fondazione negli anni Venti del secolo scorso, si caratterizza per la sua prestigiosa funzione di “ponte” inter-culturale e per la vocazione alla didattica e alla promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, annoverando, tra le sue strutture di ricerca, la cattedra Unesco in “Water Resources Management Culture”, fondata a Perugia nel 2013 a suggello dell’accordo intercorso tra la stessa Agenzia Onu, l’Università per Stranieri di Perugia e l’Honors Center delle Università Italiane) ha sottolineato come, nella prospettiva di un “Nuovo Umanesimo”, “la cultura crei spazi di condivisione e di accoglienza”, costituendo “una praticabile alternativa ad una antropologia malata ed egoista che rischia di tenere la scena in questo nostro tempo”. Un magistero, quello della Bokova, ha proseguito il Rettore Paciullo, che si è consustanziato con la ferma convinzione che la cultura interessi anche il sistema valoriale delle tradizioni e degli stili di vita di ciascun popolo, che la globalizzazione riguardi tutti i luoghi, che la dialogicità interculturale rappresenti un efficace strumento per la costruzione della pace nel mondo. E che l’interpretazione dei diritti umani come “il punto di convergenza di un consenso pratico sulle priorità da rispettare, lasciando a ciascuno la libertà di ricerca speculativa sulle ragioni” costituisca un’ideale linea di congiunzione tra l’alto operato di Irina Bokova e quello di Jacques Maritain, presidente della Seconda Conferenza Generale dell’Unesco a Città del Messico nel 1947.

Ha portato il saluto del Governo italiano, la Senatrice Stefania Giannini, già Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, che, ha ricordato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, “già negli anni Venti seppe elaborare un progetto educativo visionario, promuovendo la cultura a strumento di dialogo e ponendosi, dunque, in una posizione sintonica con l’UNESCO”. “Le radici più solide – ha proseguito il Ministro – non sono solo quelle della coscienza, strumento ineludibile per la costruzione della pace, ma anche quelle della lingua, quale fattore ineludibile di identità, e di cui l’Ateneo perugino è ambasciatore nel mondo”.

 

Oggi le relazioni stabili di cooperazione scientifica sono, spesso, teatro di guerra: “servono le Università più degli eserciti – è stato il commento della Senatrice –, la scienza più dei sistemi di sicurezza”. Scienza come filtro, scienza come diaframma tra la paura e le decisioni politiche. Rapporto fluido tra le comunità scientifiche, cooperazione internazionale, esigenza di “maestri”, contro ogni forma di boicottaggio, che, sempre, presuppone un’esclusione. Ha ricordato Giulio Regeni e Valeria Solesin, il Ministro Giannini, definendoli “moderni esploratori della conoscenza”, attori internazionali della comunità scientifica e orgoglio di quel capitale umano che è patrimonio dell’umanità. Il suo discorso si è poi incentrato sull’importanza della protezione del patrimonio culturale nei Paesi di guerra e sulla proposta, da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di predisporre un’azione concreta per la formazione dei rifugiati, perfettamente in linea con uno dei punti focali del preambolo Unesco: la cultura come approdo alla giustizia, la cultura come dovere per le nazioni, la cultura come arma silente e non violenta per prevenire la guerra. E ai giornalisti che le chiedono di commentare i risultati della Ricerca italiana risponde: “C’è molta soddisfazione e molto senso di responsabilità motivati dai risultati eccellenti della Ricerca italiana”, che va rifinanziata e semplificata il più possibile. Un processo, questo, iniziato con la Legge di Stabilità.

“Irina Bokova – ha ricordato nella sua Laudatio il Professor Lucio Ubertini, titolare della Cattedra Unesco “Water Resources Management and Culture” – ha incrementato la presenza dell’Unesco nel nostro territorio, aggiungendo ai siti Patrimonio dell’Umanità di Roma, Firenze, Tivoli, Assisi, altre due iniziative riguardanti la risorsa acqua”, concepita come particolarmente importante per il rapporto che questa instaura con la civilizzazione e la cultura della regione: l’accordo di sede tra l’Italia e l’Unesco per il trasferimento a Perugia dell’Unesco Programme Office on Global Water e l’istituzione della Cattedra Unesco in Gestione e cultura delle risorse idriche presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si è, poi, ricollegato al discorso inaugurale del Magnifico Rettore, facendo leva sull’introduzione, da parte di Irina Bokova, di un Nuovo Umanesimo per il XXI secolo e sulla sintesi tra la visione francescana e quella interdisciplinare promulgata da insigni personalità dell’Umanesimo e del Rinascimento, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca.

“Gentili signore e signori – è stata la conclusione di Lucio Ubertini – Irina Bokova è una personalità veramente unica nella sua capacità di riassumere in sé competenze interdisciplinari concentrate sulle categorie istituzionali che hanno caratterizzato il suo prestigioso profilo politico e culturale. Pertanto è assolutamente degna di ricevere dall’Università per Stranieri di Perugia la Laurea Honoris Causa in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo sviluppo”. Laurea che, a seguito del proferimento della motivazione, da parte del Professor Roberto Fedi, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, della Lectio Doctoralis di Irina Bokova, della formula ad conferendum e della successiva votazione da parte del Collegio dei dottori del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, viene ufficialmente ed unanimemente conferita al Direttore Generale Unesco. Le fave gettate nell’urna, infatti, sono tutte bianche. E simboleggiano gli “approvo” dei Dottori perugini.

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