martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Va al bar e raggira un anziano facendosi firmare un assegno: nei guai una pregiudicata rumena

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Fondamentale la segnalazione del direttore della banca dove la donna era andata a incassarlo modificando la cifra (da 30 euro a 30 mila). Insieme al marito dovrà rispondere del reato di circonvenzione di incapace.

 
Va al bar e raggira un anziano facendosi firmare un assegno: nei guai una pregiudicata rumena
Regione Umbria.  Una pregiudicata romena è stata indagata dalla polizia, in concorso con il marito, per circonvenzione di incapace. L’indagine lampo, condotta dagli investigatori dell’ufficio volanti, ha permesso di stroncare un affare a dir poco remunerativo, ideato dalla coppia ai danni di un anziano perugino in precarie condizioni di salute. La donna è attualmente agli arresti domiciliari con il permesso di allontanarsi dall’abitazione, per due ore,  per le esigenze necessarie quotidiane.

Ha trascorso questo tempo al bar vicino casa e in questo modo ha avvicinato un anziano, abituale frequentatore del locale.  Si era mostrata carina e affabile con lui, tanto che lo ha convinto a firmarle un assegno, perché, come raccontato ai poliziotti, l’uomo “l’aveva trovata simpatica”. Accompagnata dal marito, si era recata in banca e aveva tentato di incassarlo. Difatti l’operazione non era andata a buon fine perché il direttore dell’istituto si è insospettito soprattutto per l’atteggiamento della donna e il suo abbigliamento un po’ troppo succinto, per essere, come sosteneva,  una badante.

Infatti, la donna, alla domanda del perché volesse cambiare tale ingente somma, aveva detto che era quello che le spettava per il suo lavoro di badante svolto a casa dell’anziano. Inoltre l’importo, 30 mila euro, era troppo elevato per le abitudini dell’emittente, a lui noto per essere cliente di quell’istituto da tempo. I figli dell’uomo, avvisati dal solerte funzionario, hanno negato che il proprio genitore avesse una badante, iniziando a sospettare che l’uomo, invece, fosse stato vittima di un raggiro. Hanno accompagnato in Questura l’anziano genitore il quale, un po’ confuso, non sapeva capacitarsi bene come mai l’assegno fosse di 30.000 euro, visto che era convinto di aver firmato per 30.

I poliziotti, in base alle informazioni ricevute e alle descrizioni rese hanno individuato la giovane donna, già nota perché gravata da numerosissimi pregiudizi di polizia, soprattutto per furti con destrezza perpetrati ai danni di persone anziane. Dalla perquisizione nell’abitazione è stato rintracciato l’assegno e gli elementi probatori del raggiro posto in danno dell’ ottantenne, in cure specialistiche per patologie connesse al suo stato mentale. Il marito, complice nella circonvenzione, anch’egli individuato e indagato in concorso con la donna, è stato anche arrestato perché è risultato destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Terni.

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