Perugia. La Cgil di Perugia esprime preoccupazione per la situazione che si sta prospettando per l’aeroporto dell’Umbria “S. Francesco d’Assisi”. L’annuncio della soppressione del volo Perugia-Roma “aggrava uno scenario che era diventato difficile già con la prossima chiusura delle tratte operate da Ryanair, Cagliari, Trapani, Brindisi, Girona, Dusseldorf e Monaco. Nel caso specifico della tratta operata da Alitalia verso Roma-Fiumicino, il disagio rischia di essere notevole, perché quella tratta è in gran parte utilizzata da passeggeri che si spostano per motivi di lavoro e che dovranno ora organizzarsi in maniera diversa. La nostra regione è già in difficoltà, anche a livello di collegamenti ferroviari e molti pendolari fanno già fatica a raggiungere la capitale anche con collegamenti via terra. Non sarà quindi facile prevedere delle valide alternative a quella tratta, garantendo la stessa disponibilità di orario. Ma la situazione è preoccupante anche sotto altri aspetti ed in generale, quello che si sta prospettando, appare come un serio ridimensionamento di tutto lo scalo. Fino a meno di un anno fa si parlava invece di potenziare l’hub perugino. E questo proprio a seguito dell’introduzione del volo per Roma, che veniva già utilizzato come collegamento con altre capitali europee e mondiali. Invece, a distanza di un anno, si torna indietro”.
Quello che colpisce, fa sapere la sigla sindacale, è “l’immobilismo della politica e delle istituzioni che si muovono solo quando l’acqua è già alla gola, rincorrendo decisioni che arrivano dall’esterno come fulmini a ciel sereno. Per l’aeroporto regionale, così come per la questione infrastrutture in generale, l’Umbria ha al contrario bisogno di una programmazione lungimirante e di lungo periodo. Per questo, lo scorso dicembre, abbiamo promosso un confronto tra i vertici dell’aeroporto San Francesco e quelli dello scalo belga di Charleroi. La Cgil – in primo luogo a tutela dei posti di lavoro, ma più in generale avendo a cuore il futuro del nostro territorio – non intende dunque restare a guardare e metterà in campo tutti gli sforzi necessari a garantire un futuro di sviluppo allo scalo regionale, non escludendo un ruolo per nuovi investitori privati, ma nell’ambito di una gestione complessiva che deve restare in mano pubblica”.
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