lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

A Perugia la prima nazionale de “La sposa bambina”, scritto e diretto da Laura Masiello

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 8 aprile a palazzo Cesaroni e al teatro San’Angelo. In programma anche l'inaugurazione della mostra sul Bangladesh "Game Over" di Sara Munari.

 
A Perugia la prima nazionale de “La sposa bambina”, scritto e diretto da Laura Masiello
Perugia.  A Perugia la prima nazionale dello spettacolo teatrale “La sposa bambina”, scritto e diretto da Laura Masiello. Lo spettacolo si terrà a Perugia domani, venerdì 8 aprile 2016 alle ore 10,45 presso la sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni della Regione Umbria alla presenza di diverse scuole del territorio. Sarà replicato, sempre a Perugia, alle 21 al Teatro S. Angelo. Nell’ambito dello stesso progetto è prevista anche la mostra fotografica “Game over – Le spose bambine del Bangladesh” di Sara Munari, in programma dall’8 al 10 aprile presso “Umbrò” in via Sant’Ercolano 8 a Perugia.

L’iniziativa “Le spose bambine” promosso dall’associazione “I Raccoglifiabe” è realizzato con la collaborazione, insieme ad altri soggetti istituzionali e associazioni, della consigliera provinciale di parità e della Provincia di Perugia. L’intento è quello di  sensibilizzare l’opinione pubblica, in primo luogo i giovani, sul triste fenomeno delle “spose bambine”, diffuso in molti paesi quali il Niger, il Bangladesh, il Mali, l’Afghanistan ecc., ma anche più vicino a noi di quanto si possa pensare.

Una pratica figlia della povertà, dell’ignoranza e dell’analfabetismo che coinvolge prevalentemente bambine al di sotto dei 15 anni vendute ad uomini adulti quali  mogli-schiave. Questi matrimoni forzati sono definibili come veri e propri casi di “pedofilia legalizzata” che portano a conseguenze spesso assai atroci e non solo di natura psicologica. “Non possiamo far finta di nulla e lasciare che bambine così piccole siano costrette a crescere improvvisamente – dichiarano i promotori dell’evento perugino – strappate brutalmente al mondo dell’infanzia e catapultate in quanto di più atroce possa esserci nel mondo adulto. Negare a delle bambine il diritto all’infanzia, allo studio…ad un futuro scelto liberamente è una aberrazione contro la quale tutti dobbiamo impegnarci a contrastare”.

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