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Le partiture “segniche”

L’Università per Stranieri di Perugia ha promosso quattro seminari sulla ricerca musicologica e la storia della cultura scritta, tenuti dai professori Esther Burgos Bordonau e da José Luis Gonzalo Sánchez Molero dell’Università Complutense di Madrid.

 
Le partiture “segniche”
Perugia.  Il ritmo. Grafico, musicale, narrativo. La scrittura, o, per meglio dire, le scritture. La notazione. Misurata, proporzionale, polifonica. Sono tanti, e diversi, i modi per raccontare l’evoluzione dei segni, siano essi grafici o musicali, da una prospettiva metodologica che, dalle scienze biblioteconomiche e documentarie, estende il suo raggio di indagine alla storia della cultura scritta, alla storia del libro, manoscritto e a stampa e delle biblioteche, della scienza documentale, alla storiografia musicale e alla documentazione musicale. Sono ruotati attorno a queste tematiche i quattro seminari, tenuti martedì 26 e mercoledì 27 aprile presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia ed il Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Perugia, dalla professoressa Esther Burgos Bordonau, “Vicedecana de estudiantes y de biblioteca”e docente di “Teoría e historia de la ciencia de la documentación”, “Documentación musical” e “Historia de la cultura escrita y de las bibliotecas”presso il “Departamento de Biblioteconomía y Documentación” dell’Università Complutense di Madrid, e dal professor José Luis Gonzalo Sánchez-Molero, “Decano del Departamento de Filología Española IV (Bibliografía Española y Literatura Hispanoamericana de la Facultad de Ciencias de la Documentación”e docente di “Historia de la cultura escrita y de las bibliotecas” dello stesso Ateneo.

Il ciclo di seminari sulla scienza documentaria musicale e sulla storia della cultura scritta è stato promosso dall’Università per Stranieri di Perugia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e con l’Università Complutense di Madrid, nell’ambito del progetto di mobilità internazionale Erasmus per docenti. Una full-immersion, quella di martedì 26 aprile, nei settori disciplinari della storiografia musicale e della storia della cultura scritta, in cui la notazione musicale e grafica, polifonica e manoscritta, e i caratteri mobili dialogano in una “partitura” segnica ricca di spunti di riflessione per gli studenti e per i dottorandi del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale, coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli, che ha introdotto, insieme al professor Andrea Capaccioni, le due conferenze sulla Evoluzione del segno grafico-musicale (Aula III della Palazzina Lupattelli dell’Università per Stranieri di Perugia) e sulla Alfabetizzazione nei secoli XIV e XV. La sua influenza sull’uso e il formato dei libri (Aula D di Palazzo San Bernardo dell’Università degli Studi di Perugia). La prima, tenuta dalla professoressa Burgos Bordonau, ha approfondito il concetto di partitura, da una prospettiva filologica, di “archeologia musicale”, e dei vari tipi di notazione neumatica, musicale, polifonica, moderna, classica, passando per una ricognizione della melodia gregoriana, fino ad arrivare alle partiture avanguardistiche, e mettendo in evidenza lo stretto legame fra linguaggio scritto e linguaggio musicale, entrambi espressioni compiute del sistema mnemotecnico; la seconda, tenuta dal professor Gonzalo Sánchez-Molero e inaugurata con la proiezione di una riproduzione del Cicerone, fanciullo, che legge di Vincenzo Foppa (1464), ha focalizzato la sua attenzione sui supporti di scrittura (la pergamena, ad esempio, ma anche la carta), sugli strumenti scrittori, e, soprattutto, sul formato dei libri che circolavano nei secoli XIV e XV, relazionato con i processi di alfabetizzazione, urbanizzazione e trasportabilità degli stessi volumi (“libro de bolsillo”).

La seconda giornata, aperta all’Università per Stranieri di Perugia (Sala Docenti della Palazzina Valitutti) con il seminario del professor Gonzalo Sánchez-Molero, Scrittura a mano e a stampa. Conflitti e alleanze tra il XV e il XVI secolo, ha messo in evidenza il rapporto, a tratti conflittuoso, a tratti pacifico, fra manoscritti e stampati (questi ultimi, impressi prevalentemente con metodo silografico), sulla base della tutt’altro che paradossale richiesta del mercato editoriale di opere didattiche (i manuali di scrittura) grazie alle quali il lettore era in grado di acquisire competenze grafiche spendibili nell’ambito della scrittura a mano; spazio alla ricerca musicologica, nella seconda sezione del ciclo di seminari, tenuto all’Università degli Studi di Perugia, con gli interventi della professoressa Biancamaria Brumana, docente di Musicologia, Storia della musica e Storia della musica medioevale e rinascimentale dell’Università degli Studi di Perugia, che ha tracciato una mappatura delle prime edizioni a stampa musicali, a partire da quella, veneziana, datata al 1501, di Ottaviano Petrucci, e delle intavolature per liuto cinquecentesche, e della professoressa Burgos Bordonau, che si è occupata dei Fondi musicali e sonori della Biblioteca Nazionale di Spagna, fondata da Filippo V nel 1712, la cui sala Barbieri presenta una sezione dedicata ad una nutrita collezione di supporti sonori. Nel 1984 Barbieri donò la sua collezione privata alla BNE: i fondi musicali e sonori furono dunque rimpinguati delle opere del compositore e direttore d’orchestra, dei suoi volumi, delle sue partiture, delle sue collezioni di strumenti antichi. Cilindri di cera, pianole a rullo, dischi in vinile, nastri magnetici: supporti sonori di cui è possibile consultare più di 300mila registri. E c’è anche un “Archivio della parola”, in cui, a partire dai primi, 24 dischi in ardesia degli anni Trenta del secolo scorso, sono conservati documenti che registrano, appunto, la parola di numerosi intellettuali del panorama internazionale.

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