Il capogruppo MS5 spiega che sul piano meramente sanitario, la Regione istituirà idonei programmi di sorveglianza degli esposti all’amianto, familiari inclusi, anch’essi a rischio dal momento che i lavoratori tornavano a casa con indumenti contaminati da polveri e fibre di amianto.
Considerando che esiste già un fondo nazionale, sarà poi un prossimo disegno di legge regionale a stanziare risorse complementari cui i lavoratori umbri potranno attingere.
La Regione favorirà un’applicazione più uniforme delle norme in tema di accredito delle maggiorazioni contributive per i lavoratori esposti: “speriamo- afferma Liberati- che tutto converga affinché si possa costruire insieme un modello più concreto e veloce, dicendo insieme basta a quello attuale, fatto di troppi passaggi burocratici anche di tipo giudiziario. Sul piano economico, inoltre, la Regione dovrà pure redigere un protocollo atto a permettere lo smaltimento o la bonifica a prezzi concordati anche in caso di modeste quantità, agevolando così famiglie e imprese. Sull’amianto dunque un primo importante risultato, a vantaggio di tanti”.
In conclusione, Liberati riserva una menzione particolare all’Osservatorio nazionale amianto (Ona), al suo presidente Ezio Bonanni, nonché a Nicolò Francesconi, coordinatore regionale dell’Ona per l’Umbria: costoro, che il capogruppo M5S definisce, uomini appassionati e speciali, sono stati i veri protagonisti di una battaglia di civiltà che si svolge tanto in Umbria, quanto a livello parlamentare.
Il cammino ora continua, con tutte le persone di buona volontà, e Liberati si auspica una completa apertura da parte delle rappresentanze dei lavoratori.
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