Perugia. La terra continua a tremare, con oltre cento scosse, dopo la prima di ieri notte, alle 3.35, di magnitudo 6,0 che ha avuto il proprio epicentro nella zona al confine tra Umbria e Lazio, ad Accumoli. I paesi più colpiti sono quelli di Accumoli, appunto, di Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto dove sono state accertate, fino ad ora, oltre 60 vittime e un numero non accertato di dispersi.Per quanto riguarda l’Umbria, che è stata colpita da una seconda violenta scossa nella notte, di magnitudo 5,4, le zone in cui sono stati registrati i maggiori problemi sono quelle attorno a Norcia e Spoleto. Numerose sono le abitazioni danneggiate, i luoghi pubblici e anche beni culturali, fra i quali il Seminario vescovile e le Chiese di Santa Illuminata e di San Benedetto.
Solamente tanta paura, invece, a Perugia dove nessun edificio è stato danneggiato, conferma il Comune, che nella prima mattinata ha effettuato, con la protezione civile, sopraluoghi in tutto il centro storico e in scuole e ospedali. La protezione civile si è mossa sin da subito per portare aiuto nelle zone maggiormente colpite e, allo stesso tempo, sta invitandola popolazione ad aiutare ma senza intralciare i lavori.
Chiunque volesse contribuire all’invio di materiali, cibo in scatola, attrezzi per scavi, coperte, saponi, acqua e altri beni di prima necessità può farlo inviando una mail all’indirizzo r.chiesa@comune.perugia.it per ricevere tutte le indicazioni dettagliate sulla tipologia di prodotti e le modalità di consegna.
Altro importante appello arriva dall’AVIS: vista la scarsa disponibilità delle risorse di sangue si chiede ai cittadini di andare a donare per scongiurare il rischio di esaurimento scorte. L’appello è rivolto a tutti coloro che si trovano nelle condizioni di salute idonee a recarsi presso le strutture trasfusionali di Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno-Spoleto oltre che nei punti di raccolta fissi presenti sul territorio umbro.
Attenzione: chi è stato in vacanza o ha soggiornato per almeno una notte in una delle province indicate di seguito deve far passare 28 giorni (causa potenziale contrazione di virus ormai endemici in quelle zone) prima di poter fare la donazione di sangue: Bologna, Cagliari, Carbonia-Iglesias, Cremona, Ferrara, Forlì-Cesena, Lodi, Mantova, Modena, Ogliastra, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Ravenna, Reggio-Emila, Roma, Rovigo, Verona. Per ulteriori informazioni utilizzare il sito avisperugia.it o chiamare il numero 0755270347.
Domani dalle ore 8.30 presso la sede della Protezione Civile, in via Santa Lucia a Perugia è possibile portare beni di prima necessità che i volontari daranno ai centri e tendopoli allestiti per l’emergenza.
Sono attivi i numeri della protezione civile, anche durante la notte, per segnalare eventuali problemi o chiedere informazioni: 800840840/ 803555
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