I sospetti hanno avuto conferma di lì a poco, quando nelle tasche della donna è stata rinvenuta una tessera codice fiscale con indicante un nominativo parzialmente diverso. Dal controllo con il nominativo corretto, infatti, la straniera è risultata non solo avere pregiudizi ma essere stata di recente arrestata per furto in un supermercato. Gli agenti hanno poi esteso il controllo al veicolo rinvenendo, in maniera sorprendente, un’ingente quantità di generi alimentari di vario genere: scatolame, prodotti freschi, abbigliamento, prodotti per l’igiene personale. Inoltre, nella tasca retrostante il sedile anteriore lato passeggero, erano occultati numerosi scontrini di altrettanti esercizi commerciali non solo del capoluogo ma anche di Terni, tutti di modico se non irrisorio valore. Alla richiesta di chiarimenti dei poliziotti, i tre hanno risposto sostenendo che la merce fosse stata comprata per essere poi portata in Romania in occasione del matrimonio che si sarebbe dovuto celebrare tra uno dei due uomini e la donna.
Date le circostanze gravemente sospette e l’incapacità dei tre di fornire spiegazioni plausibili, gli equipaggi del Reparto prevenzione Crimine hanno proceduto al fermo di tutti i sospetti, che sono stati condotti in Questura per accertamenti. A seguito di approfondimenti investigativi la Polizia è riuscita a risalire all’orario ed ai supermercati dai quali era stata asportata la merce e, sentiti i responsabili, questi confermavano gli ammanchi. Parte della merce, quantificata in 66 confezioni di tonno, 9 tubetti di colla, 82 confezioni di gomme da masticare per un valore di 707,15 euro veniva ricondotta ad un supermercato della zona di Monteluce. In due esercizi di via Settevalli e San Sisto, appartenenti alla medesima catena, invece, l’ammanco è stato quantificato in 409,30 euro consistente in decine di confezioni di parmigiano reggiano e di affettati di vario genere. Incastrati anche dalle immagini della videosorveglianza che li hanno ripresi mentre trafugavano la merce dagli scaffali e la occultavano nelle borse e nelle tasche, i tre sono stati tratti in arresto. Inoltre, in relazione alla merce della quale non è stato, al momento, possibile individuare la provenienza, per tutti è scattata la denuncia a piede libero per ricettazione. La 38enne è stata deferita all’Autorità giudiziaria anche per il reato di false attestazioni a Pubblico Ufficiale. Trattenuti nelle camere di sicurezza della Questura su disposizione del Pubblico Ministero, verranno giudicati con rito direttissimo fissato per domani, 14 giugno.
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