La vicenda giudiziaria Dopo una battaglia giudiziaria ricca di colpi di scena e durata oltre due anni, il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla vicenda, ribaltando la decisione del Tar Umbria e annullando il provvedimento contestato. Nella sentenza, pubblicata lo scorso 17 luglio, i giudici hanno ritenuto che l’Ateneo perugino fosse a conoscenza da anni della situazione di doppio impiego (se ne parlava anche sulla pagina Wikipedia dedicata al prof); è emerso inoltre che Crisanti aveva fatto richiesta di aspettativa senza assegni (che significa: mantenere il posto di lavoro senza percepire né stipendio né contributi) più di due mesi prima di essere destinatario del decreto di decadenza. La mancata risposta dell’Università è stata considerata dal Consiglio di Stato come silenzio-assenso e, di conseguenza, il docente è stato reintegrato nel ruolo e collocato in aspettativa, come da sua richiesta.
Gli interrogativi Rimane da capire come mai per tanto tempo l’Università abbia fatto finta di nulla riguardo al doppio incarico di Crisanti (ipotesi per la quale comunque – giova dirlo – non vige un divieto assoluto, dato che la legge contempla diverse eccezioni) per poi attivarsi tutt’a un tratto. Si parlò di paura di possibili sanzioni da parte della Corte dei Conti, ma sta di fatto che il decreto rettorale di decadenza rappresenta un’unicum nella storia recente dell’Ateneo perugino.
I retroscena Da tempo nell’ambiente universitario si vociferava però di un rapporto tutt’altro che idilliaco tra Crisanti, considerato vicino all’ex rettore Francesco Bistoni (i due tra l’altro sono stati rinviati a giudizio a Terni, insieme ad altre persone, per la vicenda dei fondi Isrim), e l’attuale rettore Franco Moriconi. Un conflitto che sarebbe definitivamente uscito allo scoperto con la mancata approvazione, da parte del cda dell’Università, del bilancio 2014 del Polo d’Innovazione di Genomica, Genetica e Biologia (struttura inaugurata nel 2010 presso l’ex Silvestrini di cui Crisanti è fondatore e direttore scientifico) e con la volontà manifestata da Palazzo Murena di uscire dalla compagine sociale del Polo.
I commenti Una situazione confermata dall’attuale amministratore delegato del Polo Ggb, Greta Immobile Molaro: “Con la nuova governance dell’Università sicuramente c’è stato un cambio di rotta”. E così la sede legale si è nel frattempo spostata a Siena, questo perché “avvertivamo la necessità di cambiare l’aria intorno”. Anche se l’ad ha comunque voluto precisare che “la nostra attività di ricerca va avanti, a Siena, come a Perugia e a Terni, dove è stata da poco inaugurato un nuovo laboratorio”. Ciò significa che la collaborazione con l’Università di Perugia è tuttora in piedi (per la cronaca, il progetto “Target Malaria”, finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation va avanti anch’esso e nel giro di circa tre anni è previsto il rilascio delle prime zanzare ogm nelle zone malariche dell’Africa). Nè il prorettore Fabrizio Figorilli, né i responsabili dell’ufficio legale dell’Ateneo perugino hanno voluto invece rilasciare dichiarazioni sul caso.
La conferenza stampa Probabilmente potrà fornire nuovi spunti di discussione lo stesso professor Crisanti che, dopo essere rimasto in silenzio per tutto questo tempo, ha convocato una conferenza stampa per venerdì 28 luglio, alle ore 11.30, presso la sede perugina del Polo di Genomica. Un appuntamento in cui pare voglia togliersi diversi sassolini dalle scarpe.
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