lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Perugia, non sono in pericolo di vita i due giudici del tribunale civile accoltellati ieri. Per i sindacati “cronaca di due ferimenti annunciati”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L’aggressore, un uomo di 53 anni, è stato tratto in arresto per porto di oggetti atti ad offendere, tentato omicidio pluriaggravato, lesioni personali e danneggiamento aggravato, e trasportato al carcere di Capanne

 
Perugia.  Non sono in pericolo di vita i due giudici accoltellati ieri da un uomo di 53 anni. L’aggressore, tratto in arresto per porto di oggetti atti ad offendere, tentato omicidio pluriaggravato, lesioni personali e danneggiamento aggravato, è stato trasportato al carcere di Capanne, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Proseguono le indagini della polizia per fare luce sulle motivazioni alla base del gesto. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo si è introdotto nell’edificio dirigendosi nella stanza di un giudice. Una volta raggiunta, ha estratto una lama riuscendo a ferirlo alle spalle. In soccorso della vittima è intervenuto un collega magistrato, raggiunto anch’esso da un fendente ed un dipendente del Tribunale, rimasto contuso.

“Cronaca di due ferimenti annunciati”: potrebbe essere questo secondo la Rsu e le sigle regionali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl il titolo per i fatti che si sono verificati. Le organizzazioni sindacali denunciano “la situazione di rischio in cui si trovano i lavoratori degli uffici giudiziari di Perugia. Soltanto Procura e Corte di Appello sono dotati di tornelli e metal detector, mentre l’infelice scelta di dislocare gli uffici giudiziari in varie zone della città aggrava notevolmente la tenuta dei livelli di sicurezza, in quanto rende dispendioso e difficoltoso controllare tutte le sedi. Ciò che è accaduto qualche anno fa negli uffici della Regione Umbria e i gravi fatti del Tribunale di Milano, così come episodi accaduti nei Comuni, nei Centri per l’Impiego o all’Inps, avrebbero dovuto far riflettere. Si sarebbe dovuto tenere conto che uffici come il Tribunale Fallimentare, nonché la Sezione Civile, per le delicate materie di cui si occupano (interdizioni, inabilitazioni, separazioni, divorzi) sono sottoposti a forti rischi, così come l’Ufficio Notificazione Protesti e il Giudice di Pace. La realtà è che tutti gli uffici frequentati da un’utenza che può versare in particolare stato di disagio sociale ed economico sono a rischio”.

Le organizzazioni sindacali dell’Umbria esprimono quindi “solidarietà ai lavoratori colpiti, magistrati e personale amministrativo, e chiedono ai datori di lavoro (Stato, Sindaci, amministratori regionali….) di dare piena e totale attuazione alle norme sulla sicurezza. I sindacati metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per garantire un diritto fondamentale nel rapporto di lavoro, ovvero la sicurezza personale nello svolgimento della propria prestazione lavorativa”.

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