Da qualche settimane, su facebook, è comparso un profilo dal nome “Pasquino Perugino” che, con le sue ironiche ma taglienti composizioni, prende di mira i personaggi e le vicende dell’amministrazione comunale. Toni scherzosi, certo, ma si sa, fra le righe ben si leggono critiche e bacchettate ai primi approcci della Giunta Romizi. Alcuni esempi? Dal mancato concerto del 10 agosto in piazza IV Novembre, alle vicine scadenze contrattuali dei dirigenti di Palazzo dei Priori, non tralasciando la questione del teatro Pavone per arrivare, sconfinando, sino a parlare di Assisi. Ne ha anche per il Pd e chi, rappresentandolo, siede in cima alla sua torre. Scrive qualche parolaccia qua è la, storpia nomi di assessori e consiglieri, chiama “picchiatori” una parte di Consiglio e Giunta perugina. Insomma, il menestrello virtuale, non ci va di certo in punta di piedi, ma piace e fa sorridere.
Di lui piace la capacità di mettere in luce le ombre dei nuovi governanti della città, maggioranza e opposizione, spazzando via, a tratti, quel romantico clima di luna di miele che i perugini sembrano respirare. Da in cima all’Acropoli alla periferia. Di Pasquino garba l’irriverenza, lo stile, la sfacciataggine e la voglia di criticar chi ha già dato e chi sta dando. Narraci, o Pasquino, e noi ti ascolteremo.
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