La proposta del Comune – Le attività commerciali sopravvissute alle vicende del Mercato coperto, al momento sono 7; 4 al piano superiore della terrazza (borse, oggettistica e abbigliamento) e 3 a quello inferiore (macelleria, pescheria e fruttivendolo). Tra le condizioni offerte dall’amministrazione, la cui volontà è proprio quella di spostare tutte le attività commerciali che da animi provano a sopravvivere in una realtà difficile, ci sarebbe il trasloco in tre potenziali aree. Il rinnovato complesso di via Fratti, su cui la vecchia amministrazione, insieme alla Regione, ha fortemente investito per riqualificazione della struttura in 12 appartamenti per 12 giovani coppie e, appunto,con 3 spazi dedicati alle attività commerciali. La seconda scelta potrebbe invece ricadere su viale Pellini, a ridosso del parcheggio gestito dalla Sipa. Infine, il Comune starebbe ragionando sul campo di bocce presente in zona piazza Partigiani, adiacente al terminal dei bus. Le 7 attività esistenti, quindi, sarebbero divise e non più concepite come una forza unica.
Revoca delle concessioni – Ai commercianti ora il compito di valutare sulle proposte fatte dal Comune, con la consapevolezza che non faranno più ritorno al Mercato coperto. Una revoca delle concessioni quindi, che arriva come una secchiate d’acqua ghiacciata. La motivazione di questa azione? Probabilmente perché l’Amministrazione ha deciso di accelerare lo spostamento delle attività per concretizzare in tempi brevi la progettazione, ancora in bilico, della struttura.
A rischio 5 milioni di euro – Infatti, la Regione, a suo tempo stanziò un fondo di circa 5 milioni di euro per la riqualifica dell’area. Fondi che però, andrebbero perduti senza l’approvazione del progetto esecutivo di riqualifica in tempi brevi, probabilmente entro primavera. Il ritardo, quindi, costerebbe al Comune il disimpegno di 5 milioni di euro al momento già garantiti.
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