Le fasi della riqualifica – Un progetto innovativo in cui per la prima volta un soggetto nuovo, il Comune, farà da immobiliarista, grazie all’aiuto di Regione e Fondazione Cassa di Risparmio. Il progetto si divide in due momenti distinti. La prima fase sarà il recupero della struttura filologico, ovvero partendo dalla grande valenza tanto estetica quanto architettonica, da una parte, e funzionale, essendo il mercato realizzato negli anni 30 con materiali di grande valore, dall’altra. Una struttura commerciale fatta da avrà 3 anime, tutte però facenti parte di un’idea unica, quella di un moderno mercato cittadino, sulla base dei più belli esempi europei. Grande attenzione alle strategie di marketing e si trend che caratterizzano la società e il mercato.
Le tre anime del Mercato – Tre mercati in uno disposti du 2500 metri di superficie. Un rimescolamento degli operatori commerciali attualmente impegnati nella sopravvivenza della struttura, et voillà il gioco è fatto. Sulla terrazza ci sarà la naturale prosecuzione dell’attuale mercato comunale, quello popolare, con il rientro dei 3 operatori attualmente presenti (pescheria, macelleria e ortofrutta) e con l’apertura di nuovi spazi da assegnare, anche temporanei, permettendo a quegli artigiani del gusto e piccoli operatori locali di sentirsi parte integrante del nuovo hub agroalimentare della regione. “Il 30% delle nuove assegnazioni – spiega Fioroni – verrà assicurato a produttori alimentari locali”.
Per quanto riguarda il mercato vero e proprio, invece, sarà gestito da un soggetto esterno tramite la partecipazione ad un bando comunale che delineerà le linee strategiche ed operative dell’operazione. Qui nascerà uno spazio polifunzionale, con attività di ristorazione, vendita al dettaglio ed eventi, tutti aventi il food come protagonista assoluto, con cooking show, corsi e degustazioni. Struttura innovativa che allungherà sino a sera, dopo cena, gli orari del tradizionale mercato, dando un nuovo polo di aggregazione culturale, sociale, turistico e ludico alla città, permettendo di vivere il centro in modo contemporaneo. Infine, la terza anima è quella del futuro mercato non alimentare di piazza della Rupe in cui verranno trasferiti definitivamente gli attuali operatori del piano della terrazza con oggettistica e accessori.
I numeri – Un lavoro dal costo totale di 6milioni e 300mila euro così suddivisi: 5milioni provenienti dalla Regione e dal fondo europeo, un milione e trecentomila messi dal Comune ma cofinanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Fortissimo l’impatto occupazionale che, secondo l’assessore Fioroni, l’operazione avrà, con il beneficio di riportare il lavoro in centro città. In sintesi, sono previste 90 nuove assunzioni full time.
I commercianti – Entro il 2015 l’approvazione e il bando, da gennaio 2016 via ai lavori e per il 2018 inaugurazione. Tempi brevissimi, insomma, ma che già destano preoccupazione nei commercianti della storica struttura. Macelleria, pescheria e orto frutta, infatti, verranno trasferiti probabilmente già da aprile/ maggio, per tutta la durata dei lavori, nei rinnovati locali di via Fratti che, anche se belli ed eleganti, non potrebbero ospitare così come sono attività commerciali alimentari: pavimenti in pietre, volte è mattoni, infatti non vanno bene per le norme di Haccp. Mancano pavimentazioni lavabili, soffitti appositi, tutti costi che il Comune di Perugia si dovrebbe accollare per trasferire gli operai in via Fratti per circa due anni. Anche i commercianti di oggettistica e accessori infatti, non sembrano essere molto contenti di dover approdare in piazza della Rupe, esclusi dal grande progetto del Mercato innovativo. I nuovi box, infatti, verrebbero posizionati proprio davanti alla futura biblioteca degli Arconi, tanto cara all’ex Amministrazione Boccali, nel mezzo di un cantiere a cielo aperto con conseguenti disagi. Ma Fiorini assicura “da parte del Comune massima disponibilità nei confronti dei commercianti”.
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