Il centro di rifugio – Ad essere ospitato nella ex Caserma di quartiere, trasferita qualche mese fa a Elce, ci sono trenta giovani che rientrano nel progetto di una cooperativa sociale affidataria del servizio di accoglienza, tramite la partecipazione ad un bando della Prefettura. La procedura pubblica, infatti, rientra nei provvedimenti che il ministero dell’Interno sta prendendo per fronteggiare gli sbarchi di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Il progetto è finanziato da fondi europei ed ha come data di scadenza il 31 dicembre 2014 con possibilità di proroga. I ragazzi sono sorvegliati dalla cooperativa e hanno a loro disposizione un budget per le spese quotidiane con cui non possono però acquistare bevande alcoliche.
La cooperativa che gestisce il centro, oltre a sorvegliare sui trenta ospiti stranieri, si occuperà di mantenere rapporti costanti con i residenti e i commercianti di Ponte d’Oddi, partecipando, come già successo negli scorsi giorni. A riunioni ed incontri tra le associazioni di quartiere. La Prefettura di Perugia si è occupata infatti dell’individuazione di strutture di accoglienza per 437 rifugiati politici.
Lo striscione – Il manifesto affisso da Casapound mostra senza dubbio un malcontento da parte di alcuni. Ma, allo striscione, residenti e commercianti rispondono con una serie di attività messe in atto dalle associazioni di quartiere, impegnate quotidianamente nella riqualificazione della zona.
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