La refurtiva – A seguito di articolate attività info-investigative che si protraevano ormai da diversi giorni, i militari riuscivano a localizzare alcuni bunker nel capoluogo umbro dove erano stati stipati all’interno di scatoloni di cartone circa 100 reperti risalenti al VII – VI secolo A.C., pronti per essere avviati a mercati trans-nazionali per esperti ed appassionati del settore, del valore complessivo superiore a 200.000/00 euro.
Nel corso delle perquisizioni eseguite in diverse abitazioni e nei luoghi ad esse pertinenti, i militari rinvenivano anfore di età romana con chiari segni evidenti della lunga permanenza in mare, reperti di produzione etrusca, per lo più buccheri di varie forme, calici, attingitoi, vasetti in miniatura e arredi funerari di rilevante importanza, come desumibile dalle decorazioni che le caratterizzano, altri oggetti di natura devozionale, da considerarsi ex voto alla divinità, una lucerna ed alcuni piccoli bronzi.
Proseguono le indagini – Gli oggetti, sequestrati ai fini probatori, fanno parte di ambiti territoriali diversi tra cui la produzione dell’Etruria meridionale, anfore di epoca romana e tardo romana, tutti gli altri materiali in ceramica decorata risalenti all’età ellenistica dell’Italia meridionale. A finire nei guai un giovane imprenditore perugino che dovrà rispondere dell’accusa di ricettazione e violazioni in materia di alienazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Sono in corso più approfondite verifiche finalizzate al rintraccio dei canali di smistamento dei reperti verso l’estero nonché all’identificazione dei potenziali acquirenti.
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