Perugia è fra i capoluoghi di regione dove i canoni di locazione sono aumentati di più (+9%) nel 2015, con incrementi registrati sia per quadrilocali (+14,3%) che per trilo (+11,4%) e monolocali (+7,5%) ma non per bilocali (-0,5%). A livello nazionale i canoni d’affitto sono tornati a crescere dopo 5 anni di contrazione (+1,7% nel 2015), trainati soprattutto dai grossi incrementi registrati, oltre che a Perugia, anche a Bologna (+11,6%), Bari (+8,5%), Napoli (+6,3%), Genova (+5,5%) e Catanzaro (+5,2%). In alcune piazze tuttavia persiste il segno meno. A Palermo la contrazione più consistente degli affitti: -7,7%. Seguono Potenza e Campobasso (-5% ciascuno), Roma (-2,2%), Trieste (-1,9%) e Trento (-1,2%). Una generale stabilità si rileva ad Aosta (+0,8%), Ancona (+0,1%) e Cagliari (-0,4%).
Sempre più perugini ricorrono alla cedolare secca (97% dei casi) nella stipula dei contratti di locazione, preferendola alla tassazione IRPEF che nel capoluogo umbro, così come in Italia, viene utilizzata sempre meno. Secondo Solo Affitti la nuova tassazione è impiegata mediamente l’87% delle volte a livello nazionale con punte del 95% a Napoli, del 93% ciascuno a Roma, Venezia e Firenze. Perugia è uno dei capoluoghi di regione dove si utilizzano di più i contratti d’affitto con canone concordato (70%) preceduto solo da Firenze (75%) e Roma (71,4%). I perugini ricorrono in misura minore ai contratti liberi 4+4 (30% del totale). Il capoluogo segue il trend nazionale: da quest’anno i contratti di locazione a canone concordato sono diventati i più utilizzati in Italia (dal 37,1% del 2014 al 43,1% del 2015) e superano per la prima volta quelli liberi 4+4, passati dal 39,8% dello scorso anno al 42,1% del 2015.
Lo studio di Solo Affitti rileva un significativo cambio dei costumi da parte degli italiani rispetto all’affitto, complice la crisi economica di questi anni. Rispetto all’ultimo anno le famiglie che prendono in affitto un appartamento come abitazione principale sono aumentate di quasi 10 punti percentuali, dal 50,3% del 2014 al 59,8% del 2015. Trend confermato anche a Perugia dove il dato sale al 70%, inferiore solo a Palermo e Trento (80% ciascuno), Campobasso (75%) e Roma (70,4%). Nel capoluogo umbro non mancano i lavoratori in trasferta (20% contro il 22,6% del dato nazionale) e gli studenti fuori sede (10%, meno della media nazionale del 16,1%).
A Perugia gli inquilini cambiano casa molto frequentemente (ogni 24 mesi, meno della media nazionale di 27,4 mesi) ma non quanto cagliaritani, campobassani e anconetani (18 mesi), aostani (21), torinesi e veneziani (22), e bolognesi (22,7). A Trento e Palermo (48 mesi ciascuno), Napoli e Bari (36 mesi ciascuno) i locatari restano nello stesso appartamento più tempo che altrove in Italia. Nel capoluogo molisano la tipologia di abitazione in affitto più richiesta è il trilocale (40% dei casi). Non mancano le domande di bilocali (27,5%) mentre è marginale la richiesta di quadri (17,5%) e monolocali (7,5%). A vivere in affitto sono soprattutto coppie senza figli (50% del totale, percentuale più alta in Italia con Campobasso, Potenza, Aosta e Ancona) mentre i single si ritagliano il 30%. Poco rappresentate le coppie con figli e i gruppi di 2 o più persone che condividono un appartamento (10% ciascuno).
A Perugia occorre meno tempo che altrove in Italia per trovare casa in affitto: 1,5 mesi contro i 2,3 necessari mediamente in Italia. Le città dove la ricerca è più lenta sono Napoli (3,8), Bari (3,5) e Aosta (3,3), quelle dove risulta più veloce, oltre Perugia, sono Milano e Firenze (1,7 ciascuno) e Catanzaro (1,8).
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