lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Intervista a Cristina Rosetti

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Cristina Rosetti, avvocato, è la candidata Sindaco del Movimento Cinque Stelle perugino. Abbiamo rivolto a lei le tre domande su Centro Storico, Università e sul futuro di alcune importanti aree del capoluogo

 
Intervista a Cristina Rosetti

Le tre domande di Perugia Online ai Candidati a Sindaco di Perugia nell’ambito delle elezioni amministrative 2014, risponde Cristina Rosetti.

Il centro storico, nel corso degli ultimi anni, ha subito un forte degrado. Molte attività e punti di riferimento hanno chiuso ed è presente il fenomeno della criminalità. Quali iniziative intende mettere in campo per rivitalizzare quest’area se sarà eletta Sindaco?

Cristina Rosetti: è necessario ripopolare il centro storico di famiglie, imprese, attività professionali e uffici pubblici, recuperare a tale scopo immobili in disuso, con attivazione di progetti di Social Housing ed aree di co-working per giovani professionisti, attivare una politica di canoni agevolati e utilizzare la leva fiscale e tariffaria. Occorre creare un sistema della mobilità che renda accessibile il centro storico, utilizzando mezzi pubblici adeguati e ecocompatibili, sperimentare la pedonalizzazione di talune aree, anche in maniera sperimentale, come Piazza Matteotti, eliminando ad esempio un senso di marcia dei veicoli, sviluppare percorsi sicuri per raggiungere il centro storico con sistemi di mobilità dolce, quali la bici elettrica. Occorre realizzare un programma di animazione culturale per abitanti e turisti che si svolga almeno per 8 mesi all’anno al fine di fare del centro storico un’area di attrazione. E’ possibile creare vie a tema e percorsi turistici e culturali aperti anche agli abitanti di Perugia che permettano di conoscere le reali ricchezze culturali della nostra città. Nel medio e lungo periodo occorre realizzare un piano di sosta per i residenti che ci permetta di utilizzare secondo la loro vocazione piazze e vie della città, libere dalle auto. Occorre coinvolgere le nostre più importanti istituzioni culturali, Accademia delle belle arti, il conservatorio, il Cut e le associazioni realmente innovative e cretive affinché siano parte integrante del progetto culturale e di animazione della città. L’animazione culturale e la riappropriazione degli spazi da parte di noi cittadini è la migliore delle soluzione per cacciare soggetti che hanno asservito vie e aree pubbliche all’attività illecita. Occorre in ogni caso mettere in sicurezza con sistemi moderni di vigilanza vie e aree a rischio per proteggere cittadini, abitazioni e attività commerciali e laddove necessario creare percorsi sicuri. Pensiamo anche ai taxi rosa per la mobilità notturna.

La crisi economica ha colpito molto il territorio perugino e anche le iscrizioni all’Università ne hanno risentito. Tuttavia, la presenza dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per Stranieri sono di fondamentale importanza per la città. Cosa farà da Sindaco per agevolare gli studenti? Sono previste agevolazioni fiscali mirate? Quali sono gli interventi che la sua amministrazione metterà in campo per potenziare i servizi e gli spazi offerti?

Cristina Rosetti: siamo convinti che se Perugia come città ha necessità di risalire la china, altrettanto sia chiamata a fare la nostra Università, che dovrebbe puntare ad una qualità della didattica che parte da una selezione di merito dei docenti, dalla capacità di far emergere e valorizzare talento e merito, da una capacità di fare ricerca in maniera competitiva. Tuttavia, emerge da un recente sondaggio tra gli studenti universitari ciò che il M5S va denunciando da tempo ovvero che l’amministrazione perugina non ha saputo creare un serio sistema di accoglienza degli studenti, i quali denunciano a tuttoggi la mancanza di un sistema di mobilità efficiente, problemi gravi di sicurezza, mancanza di azioni culturali adeguate e di centri di aggregazione. Ed allora occorre avviare finalmente un dialogo serio con la nostra Università e con gli studenti, con cui, in condivisione va costruito, un Piano dei servizi e di accoglienza su misura perché gli studenti si sentano parte attiva della nostra società. Occorre valorizzare i migliori talenti che escono dalle nostre università, creando le condizioni perché rimangano sul nostro territorio, dando quel contributo in termini di crescita culturale, innovazione e miglioramento della competitività delle nostre imprese, di cui abbiamo estremo bisogno, favorendo la nascita di start-up nel settore culturale, turistico e delle nuove tecnologie. Gli interventi in materia di sicurezza devono puntare a riconquistare quella percezione di Perugia, città sicura e a misura d’uomo che riporti le famiglie a scegliere Perugia rispetto ad altre città come Siena. Occorre costruire iniziative culturali confacenti con gli interessi dei giovani universitari e costruire una card con cui possano accedere a tutte le iniziative che si sviluppano sul territorio a costi agevolati.

Si è parlato molto di Monteluce, San Bevignate e del Mercato coperto, cosa pensa delle diverse ipotesi di progetto e cosa si potrebbe fare per riqualificare altre zone della città?

Cristina Rosetti: il programma a 5 Stelle prevede tra le priorità, l’immediata riduzione del consumo di suolo, anche mediante un bando pubblico che chiede ai titolari di aree edificabili di rinunciare all’edificabilità per riacquisire spazi ed aree ad uso agricolo e verde pubblico. Le scelte urbanistiche andranno partecipate con i cittadini, affinché si decida in condivisione quali progetti realizzare. Il progetto per il recupero dell’area dell’ex ospedale avrebbe dovuto essere partecipata con i cittadini e non avrebbe dovuto essere improntata alla speculazione e all’edificazione massiccia come sta invece accadendo. Peraltro, assolutamente inadeguata all’area ci appare lo stesso stile architettonico utilizzato. Sarebbe stato invece auspicabile dare a quella parte della città un’area verde e sperimentare il Social Housing o progetto similare che permettesse un popolamento dell’area, magari per giovani coppie e altri nuclei familiari di diverse fasce d’età sperimentando canoni agevolati con spazi in condivisione. Sarebbe anche opportuno crearvi un presidio sanitario per la parte nord della città.

San Bevignate dimostra invece quale sensibilità e cura del territorio abbia l’amministrazione uscente stante che fu il Sindaco Boccali allora assessore all’urbanistica ad approvare e dare il via al progetto per il Comune di Perugia. San Bevignate e il paesaggio circostante sono di tale rarità che andrebbero invece valorizzati e conservati assolutamente intatti. Peraltro qualsiasi progetto di studentato in qualsiasi parte della città non tiene conto del fatto che nessuna nuova edificazione serve né agli studenti né alla nostra città, essendo gli alloggi pubblici più che sufficiente ad ospitare le richieste attuali ed in ogni caso va ricostruita una città-università che integri alla parte centrale della città l’Università stessa e gli alloggi per gli studenti anche di tipo privato ma inseriti in una rete che ne consenta un controllo rispetto a precisi standard di qualità.

Il Mercato Coperto, abbandonato a se stesso da decenni, fulcro del centro storico e “porta” della città, necessita di un intervento urgente. Pensiamo al recupero del mercato coperto come spazio pubblico di aggregazione delle diverse fasce della popolazione, residenti del centro storico e non, con funzioni plurime. Certamente dovrà riprendere la sua funzione mercatale, con la presenza di prodotti tipici del territorio, a KM 0, da agricoltura biologica e naturale, con il sostegno di startup di promozione di prodotti locali e forme di ristorazione veloce e Street Food, tradizionali e multi etnici. Una vetrina per i prodotti tipici, di artigianato tradizionale e artistico di tutto il territorio regionale, capace di comunicare la nostra identità e quella dell’intera regione. Pensiamo anche ad aree di co-working per giovani professionisti ed aree attrezzate per l’avvio di start-up innovative e creative.

Occorre mappare tutto il territorio comunale comprese le aree industriali al fine di individuare tutte gli edifici ed aree dismesse e da recuperare, facendone un progetto complessivo e di lungo periodo per il loro recupero anche dal punto di vista della riqualificazione energetica sfruttando le risorse provenienti dai fondi strutturali 2014-2020. Laddove non vi fossero sufficienti risorse e laddove ve ne siano le condizioni, con l’applicazione del regolamento che andremo ad adottare di Amministrazione condivisa potranno essere fatti Patti di collaborazione con i cittadini affinché gli stessi mettano le proprie competenze, esperienze, capacità e conoscenze per il recupero di aree verdi e dismesse secondo un nuovo protagonismo che ci permetta di ricostruire quei legami di comunità che nel tempo sono andati perduti.

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